Ominide 1009 punti

L’epica in Provenza

L’epica in Provenza. Il “paradosso di Fauriel”: fondandosi su principi della filosofia della storia, sullo schema dei cicli storici e delle forme letterarie corrispettive, Fauriel era convinto che la grande stagione dei trovatori dovesse essere stata preceduta da una stagione di fioritura epica. Meyer allora ribaltò questo schema astratto, affermando che nel ristretto novero di creazioni epiche provenzali emergono solo la Girart de Roussillon e la Canzone della crociata contro gli albigesi.

I testi conservati: possiamo distribuire in quattro grandi gruppi i testi o frammenti superstiti:

1) il Boecis: questo Boezio cristiano e martire partecipa a quella produzione agiografica che accomuna i domini d’oc e d’oil e che sconfina nell’epica. Il racconto muove dalla descrizione di un Boezio in age e prosegue con la falsa accusa di Teodorico.

2) canzoni di gesta di tema vario: il Girart de Roussillon è una delle opere più rappresentative del Medioevo feudale, per la sua scabra rudezza nella rappresentazione di passioni immani dalle tragiche conseguenze, di orgoglio e umiliazione, di trepidi sentimenti d’amore e di fedeltà coniugale.

“Carlo Martello e il suo vassallo Girart ottengono dall’imperatore di Costantinopoli la mano delle sue due figlie: ma diversamente da quanto stabilito, Carlo vuole Elissent già promessa a Girart. Allora Girart accetta di sposare Berta a condizione di essere liberato dal vincolo vassallatico. Da qui si scatena una lunga lotta fra i due protagonisti, fra inconsistenti riappacificazioni e scoppio di nuovi e più violenti conflitti, che sfociano nella sconfitta di Girart, che abbandonato da tutti, va a vivere con la moglie nella foresta delle Ardenne da carbonaio. Dopo 22 anni di vita umile e ritirata, Girart e Berta si riconciliano con Carlo e ottengono il feudo di Roussillon: i due di qui in poi si dedicheranno ad opere pie, che trovano l’approvazione divina sotto forma di miracoli”.

Il “Girart” è una chanson de geste che comincia come un romanzo e termina come una vita di santo, dice Hackett. L’esilio di Girart e di Berta, la loro degradazione, è uno dei brani di maggiore pateticità e di più acuto interesse storico-sociologico dell’epica medievale.

3) testi sulla leggenda rolandiana: “Ronsasvals” e “Rolant a Saragossa”, tràditi in un testo abbastanza corrotto da un codice del tardo ‘300, rimaneggiano in epoca ormai avanzata precedenti redazioni. Nel Ronsasvals è notevole l’attribuzione a Carlomagno della confessione dell’incesto da cui è nato Rolando, dunque non nipote ma figlio. Nel Rolant a Saragossa invece vi è il racconto di un exploit amoroso di Rolando, che aderisce all’invito della regina pagana e si reca ad un appuntamento nell’unica città ancora non conquistata da Carlo.

4) canzoni su tema di storia contemporanea: sono più cronache che celebrazioni poetiche. Vi è la “Canzone della crociata contro gli albigesi”, la “Canso di Antiochia”, la “Chanson di Jerusalem” e la “Canzone della guerra di Navarra”.

Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email