Il dolce stil novo

Dal 1280 fino al 1295 circa si diffonde in Toscana e soprattutto a Firenze una nuova moda poetica, definita dolce stil novo dieci anni dopo da Dante.
Dante nel 24° canto del Purgatorio immagina di incontrare Bonagiunta Orbicciani da Lucca; questi gli chiede se egli sia colui che “ fiore trasse le nuove rime” e Dante risponde : “ I’mi son un, che quando amor mi spira noto ed a quel modo ch’ è ditta dentro vo significando” ( significa che Dante scrive poesie sulla base di reali e personali esperienze d’amore. Scrive in versi e ribadisce che la sua poesia non è di imitazione,come l’amore detta lui scrive).
Nel 26° canto Dante dirà che il padre della nuova poesia è Guido Guinizzelli, il padre dei suoi versi migliori e leggiadri.

Poesia di Guido : poesia che usa uno stile dolce; si fa riferimento alla poesia provenzale, al trobar leu proprio perché si tratta di una poesia armoniosa, musicale, chiara da comprendere.

Si oppone alla poesia dei trovatori toscani provenzali che invece si avvicina al trobar clus perché la poesia ha maggiore complessità retorica, è più filosofica, astratta e oscura.
Novità :
- Rinnovamento del linguaggio poetico( volgare italiano) e del modo di raccontare l’amore, più sul piano tematico dei contenuti. L’amore è un esperienza personale, il poeta pala di se.
- Equivalenza tra amore e animo nobile; la nobiltà prima era ereditaria, ora è nobile( gentile) chi è capace di amare.
È una rivoluzione perché è espressione dei ceti emergenti che nobilitano se stessi attraverso questa filosofia.
La virtù è un’esperienza personale che può essere verificata da tutti nella capacità di amare.

La poesia del dolce stil novo comprende tre canzoni manifesto
- Guinizzelli : “ Al cor gentil rempaira sempre amore”
- Cavalcanti : “ Donna me pregant”
- Dante : “Donne che avete intelletto d’amore”

Scuola letteraria : scuola il cui modo di fare letteratura e soprattutto poesia è caratterizzato da regole precise definite nei testi manifesto. Queste regole vengono seguite volontariamente da poeti che hanno piena consapevolezza di aver fatto una scelta programmatica.
Un esempio di scuola letteraria è quella poetica siciliana perché i modelli erano imitati da tutti i poeti. Il dolce stil novo non è considerato una scuola e ha come base canzoni manifesto.

Corrente letteraria : costituisce l’insieme delle caratteristiche tematiche e stilistiche che si diffondono tra i poeti di una regione in un dato periodo.

Pur nelle differenze individuali i temi ricorrenti ci permettono di ricostruire il volto di un epoca.
Un esempio di corrente letteraria è il Romanticismo che esalta l’attività dello spirito e i sentimenti che vanno contro la ragione esaltata dagli illuministi del secolo precedente.

Approfondimento : nel Medioevo i libri si chiamavano bestiari (esseri viventi) , erbari ( piante) e lapidari ( pietre).
Trattavano gli elementi della natura dal punto di vista dell’osservazione, quindi i caratteri fisici e poi le capacità curative.
C’è una terza caratteristica che oggi non abbiamo più : ogni elemento della natura ha virtù spirituale e agisce sulla spiritualità dell’uomo e sulla psiche ( es. zaffiro ridava la vista ai ciechi).
Gli antichi ritenevano che la pietra fosse purificata dal Sole e che poi le stelle facevano piovere su essa la virtù che era diversa a seconda della pietra.

Struttura dell’universo secondo la cultura medioevale
Nel medioevo c’è una visione tolemaica : la terra è ferma al centro dell’universo, il Sole e gli altri pianeti le ruotano attorno; questi in ordine sono : Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno e si trovano sul punto di massima circonferenza di ogni sfera (equatore).
Intorno alla terra ci sono sette cieli che sono sfere di materia trasparente, formano la 5° essenza che si chiama Etere.
C’è un ottavo cielo, quello delle stelle fisse ( le nostre costellazioni e i segni zodiacali). Le stelle sono attaccate, ma ruotano con tutto il cielo.
C’è anche un nono cielo, il primo mobile; questo ruota a velocità altissima perché in ogni sua parte vuole toccare il decimo cielo, l’Empireo o Paradiso che da un lato tocca il primo mobile e dall’altro è infinito. È proprio l’Empireo che da l’impulso di movimento al nono cielo.

La felicità coincide con l’Empireo e con il movimento, mentre l’infelicità coincide con l’immobilità.
Al centro di tutto ci sono l’Inferno e Lucifero, il male assoluto.

In realtà i cieli e i pianeti ruotano perché ricevono l’impulso dagli Angeli, creature eterne di Dio e assolutamente ubbidienti a Lui.
Non sono soggetti a tempo e spazio e hanno un’intelligenza tanto grande da poter leggere direttamente la volontà di Dio; questa volontà la fanno piovere sul cielo da cui poi piove sulla Terra influenzando le creature.

Concetto di amore assoluto con qualche dubbio che sia peccato:
1 Guinizzelli paragona la donna ad una intelligenza angelica; come gli angeli influenzano i cieli, così la bella donna fa muovere l’animo dell’amante a proprio piacimento tanto che lui non può smettere di ubbidirle.
2 Il poeta è consapevole dell’amore esagerato; immagina che Dio lo processi per questo e che lui si difende dicendo “aveva sembianze d’angelo, quindi non è peccato averla amata”.
Nel Medioevo l’anima umana è divisa in intellettiva e sensitiva
Cavalcanti
È un filosofo epicureo che non credeva alla sopravvivenza dell’anima dopo la morte.
Ha una visione negativa dell’amore;
Riteneva che l’amore nascesse per esperienza visiva, perché gli occhi sono colpiti dalla bellezza sensitiva, nasce quindi come attrazione fisica.
Secondo lui l’innamorato ride e piange, l’innamoramento porta ad uno stordimento fisico. L’amore è un accidente (tutto ciò che muta), non una sostanza(realtà immutabile).

Il fine dell’amore è ottenere la mercede, ma o la lontananza o altri motivi impediscono l’appagamento.
Se l’amore passa dall’anima sensitiva all’anima intellettiva l’uomo si può dire morto, infatti che non ha il controllo razionale su di se non è vivo.
Si può guarire dall’amore, ci si può liberare.
La donna amata da Cavalcanti si chiama Giovanna e la ama per tutta la vita.
Nonostante tutto ciò l’amore è segno di nobiltà, rende migliore l’uomo ( come per Dante e Guinizzelli).

Cecco Angiolieri : studente universitario che si diverte a ridicolizzare l’amore.
Fa ironia verso i poeti che desiderano essere nobili nell’animo attraverso l’amore, lui ha un desiderio di non virtù e si propone come eroe della trasgressione.
Scrive una poesia, Becchin d’Amore, un sonetto in forma di contrasto che consiste nel battibecco serrato secondo due punti di vista opposti, di lui e di Becchina: Cecco cerca di convincere Becchina ad accettare il suo amore.
In questo brano esprime la sua cattiveria non solo verso la società, ma anche dentro la famiglia. Ce l’aveva con il padre che non gli dava soldi per portare avanti i vizi.
L’anafora “s’i fosse” esprime il suo forte desiderio di potenza e di distruzione.
Alla fine della poesia fa un rovesciamento comico, non vuole una sola donna come i poeti stilnovisti, ma tutte le donne belle e giovani.

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