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Lorenzo de' Medici (1449-1492)


detto Lorenzo il Magnifico, è stato un signore di Firenze, nipote di Cosimo de' Medici (il fondatore della signoria),è una figura fondamentale nel panorama storico italiano ma la sua è una posizione di primissimo piano anche a livello culturale. Infatti, è anche stato uno scrittore, mecenate, poeta e umanista, e legò il suo nome al periodo di massimo splemdore del Rinascimento fiorentino circondandosi di intellettuali (Angelo Ambrogini detto Poliziano) e artisti quali Botticelli e Michelangelo. Dal punto di vista letterario, il repertorio di Lorenzo dei Medici spazia dalla Nencia da Barberino (che risale agli anni giovanili) e dalla Fabula di Orfeo (il primo testo teatrale in volgare) al Trionfo di Bacco e Arianna (canto carnacialesco che incarna la filosofia del suo tempo, ovvero quello del Rinascimento, invita a godere delle gioe dell'amore. La gioventù dev'essere goduta da chi la possiede perchè la gioventù, dice chi l'ha già vissuta, è il momento più bello della vita e se si attende qualcosa di meglio, non si gode mai quel che si ha.

Poliziano (1454-1494)


Angelo Ambrogini detto Poliziano è stato un poeta, umanista, membro e fulcro del circolo di intellettuali radunatosi attorno al signore di Firenze, Lorenzo il Magnifico, fu il vero interprete della filosofia rinascimentale. La sua poesia è pulita e perfetta dal punto di vista linguistico e ha una bellezza stilistica ammirevole e affascinante.
Nel 1475 Poliziano inizia la composizione delle Stanze per la giostra, poemetto dedicato a Giuliano de' Medici (fratello di Lorenzo), ma l'opra rimane incompiuta a causa della morte del suo destinatario, assasinato nella congiura dei Pazzi (1478). Successivamente scrisse la Fabula di Orfeo (primo testo teatrale in volgare).

Leon Battista Alberti (1404-1472)


Conosciuto come architetto, ma era anche uno scrittore, umanista, filosofo e musicista. Incarna in prima persona l'ideale umanistico dell'uomo "universale", capace cioè di eccellere in diverse attività (letteratura, architettura, scultura, filosofia, musica). È stato uno dei promotori della rinascita del volgare dopo il dominio della lingua italiana che ha caratterizzato la produzione lettearia del primo '400, ha innovato la letteratura del suo tempo fondando la trattistica (approfondimenti colti su una determinata materia, in primis sull'architettura). Con la sua opera Della Famiglia, Alberti propone il modello del trattato filosofico in forma di dialogo

Baldassarre Castiglione (1478-1529)


Il Cortegiano è uno dei trattati sui modelli comportamentali che fioriscono tra '400 e '500, diventa conosciuto perchè si basa sullo studio concreto della vita di corte in cui l'autore trascorre tutta la vita al servizio di grandi signori. Il trattato ambientato alla corte di Urbino, ha la forma di un dialogo, diviso in quattro libri e che ha per oggetto il ritratto del perfetto cortigiano (qualità fisiche e morali, comportamenti e relazioni interpersonali, la figura della perfetta donna di palazzo e il rapporto con il principe). Al giorno d'oggi il Cortegiano rimane un ritratto della vita di corte rinascimentale e rimane una delle opere più importanti del Rinascimento

Giovanni della Casa (1503-1556)


Un altro trattato scritto dedicato al giusto comportamento da avere in società è il Galateo che è elaborato come una serie di regole di vita comune, una lezione applicata ai costumi quotidiani, indica soprattutto come stare insieme agli altri e di utilizzare il buon senso, è importante perchè è la sublimazione del mondo rinascimentale della vita delle corti e ne codifica i comportamenti che ancora oggi regolano la società.

Guicciardini Francesco (1483-1540)


Era uno scrittore, storico e politico italiano che attribuisce alla chiesa la colpa del mancato stato italiano ma nonostante questo è sempre stato al servizio dei papi e non ha esitato a mettere mani nel sistema coercitivo per ripristinare l'ordine. Era scettico nella massa -ideale informe- che l'uomo al potere di turno plasma a proprio piacimento, realista e senza speranza. egli crede solo all'esperienza e alla necessità di giudicare caso per caso, in quanto ogni evento o fenomeno storico è unico e irripetibile e non può quindi essere analizzato a partire da categorie astratte e universali. per lui non è possibile fare dell'Italia di quel tempo uno stato unitario, e propende invece per una confederazione di piccoli stati, possibilmente retti a repubblica. Egli è contrario al potere temporale dei papi (anche se li servì per proprio tornaconto) e condivide col Machiavelli il desiderio di vedere l'Italia liberata dagli stranieri. Alla base del pensiero del Guicciardini vi era indubbiamente il concetto dell’utilità personale temperato dal concetto dell’onore e della lealtà nei confronti degli altri. Il particulare indicava la possibilità da parte dell’uomo di poter realizzare sé stesso attraverso l’affermazione della propria dignità che andava perduta quando le persone cercavano di prevalere sulle altre e credeva che quando siamo in pubblico siamo onesti mentre in privato cerchiamo di ingraziarci chi è al potere. La sua teoria ha una sua validità e trova fondamento nella politica odierna anche se al suo tempo era più scoperta.
Opere: storie d'Italia e ricordi

Machiavelli (1469-1527)


Opere: Famoso in tutto il mondo per il principe
Discorsi sulla prima decade di Tito Livio
Storie fiorentine
Commedie tra le quali si evidenzia la Mandragola
Politico prestato sia alla storia sia alla letteratura, diventò (da giovane) segretario dell'organismo 'dieci della guerra'. Quando nel 1494 i Medici furono cacciati da Firenze, Machiavelli fu esialiato a San Casciano a causa di una congiura contro di loro a cui si pensò che lui partecipò. Dal punto di vista storico Machiavelli, in una prospettiva classicistica, tende a "parlare generalmente" e a stabilire regole universali basandosi anche sulla lezione della storia, le condizioni politiche e militari della sua epoca non sono favorevoli all'affermazione di un regime repubblicano-romano, poiché prevale l'esigenza di combattere con ogni mezzo per costituire uno Stato nuovo e liberare l'Italia dal “barbaro dominio”. Lui credeva che il duca Valentino costituisse il prototipo perfetto del principe rinascimentale e ripone in lui le sue speranze, l'obiettivo del principe doveva essere la salute del principato con tutti i mezzi che si hanno a disposizione. Per Machiavelli la politica non aveva una morale e quindi il principe può fare ogni cosa.

L'azione umana è sovrastata dalla fortuna, cioè dalla necessità e dalla casualità, da uno stato di cose che la condiziona, limitandone misura più o meno ampia le possibilità di esercizio. Machiavelli ritiene che la fortuna, cioè lo svolgimento degli eventi storici, si manifesti indipendentemente e molto spesso contro l'agire politico. Essa è qualcosa che non dipende dall'uomo, ma dalla casualità delle circostanze. Questo fa sì che il successo o l'insuccesso di un'iniziativa politica dipenda dal caso. Ciò non toglie che la virtù, ossia l'insieme delle capacità umane, abbia un grande valore. Egli esalta la capacità di cogliere con destrezza le occasioni; valorizza soprattutto la capacità del politico di prevedere in tempo le congiunture a lui sfavorevoli e di porvi riparo in anticipo, o quelle che possono essergli favorevoli di volgerle a proprio vantaggio.

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