Giacomo Leopardi

Un poeta modello

Egli rappresenta un modello, un canone, un punto di riferimento per i contenuti e per le strutture stilistiche. Egli, durante il corso della sua vita, seppe indagare i sentimenti di ogni uomo con profondo spirito di osservazione, riuscendo a creare testi senza tempo. Di lui colpisce e stupisce la capacità di riflettere e pensare in versi grazie a cui guadagnò il titolo di pensiero poetante. Egli fu sia "classicista" che "romantico" e grazie a parole auliche e a figure retoriche memorabili ci consente di accedere alle sua poesia e di immedesimarci nelle sue opere. Mentre leggiamo il suo pessimismo, siamo inconsciamente spinti ad amare la vita, che canta con versi sublimi ed indimenticabili.

La vita & il pensiero

Nato nel 1789 (anno della Presa della Bastiglia) a Recanati, sentì subito l'oppressione della famiglia, aggravata dall'indifferenza del padre, il Conte Monaldo, e dall'estrema severità della madre (Adelaide dei Marchesi Antici). Allora, sentendosi incompreso e indesiderato, si rifugiò nei libri e nello studio, imparando da autodidatta il greco, il latino, l'ebraico e alcune lingue moderne. Stanco dell'ipocrisia del paese d'origine, nel 1822 riceve il permesso dai suoi genitori di partire per Roma al fine di arricchire il proprio bagaglio culturale. La città, però, lo delude per l'ignoranza dilagante e, sfinito, decide di tornare a Recanati dove elabora la teoria del pessimismo. Esso lo accompagna per tutto il corso della sua vita tramite una lenta evoluzione che si può dividere in quattro fasi:

1. pessimismo individuale, egli pensa di essere destinato ad angoscia ed infelicità e cerca conforto nella natura, tra le sue opere si ricorda "L'infinito", 1821;
2. pessimismo storico, crede che l'uomo usi troppo la ragione che lo sta allontanando dalla fanciullezza, perdendo la naturalezza e la spontaneità degli antichi, si ricorda "Il sabato del villaggio" e "la sera del dì di festa";
3. pessimismo cosmico, pensa che la natura sia fonte di immensa tristezza ed essa si rivela una matrigna, una forza inesauribile e indifferente, di questo periodo si ricorda la poesia "Alla luna";
4. pessimismo eroico, rivaluta la ragione usata per svelare l'inganno della natura, consapevole che si può condividere con altri il dolore, tra le sue opere si ricorda l'inno a "La ginestra" in cui espresse ideali di fratellanza e di solidarietà umana.
Leopardi trascorse gli ultimi anni della sua vita a Napoli, dove morì nel 1837, a soli 48 anni.
Il linguaggio
Per Leopardi, la poesia è fondamentalmente musica, catarsi, si libera dai vincoli delle rime e usa il metro libero. Le parole sono collocate in base al loro valore evocativo e alla distribuzione degli accenti, così da generare un ritmo incalzante e significativo. I vocaboli di uso comune si affiancano ad altri, più alti e ricercati, creando atmosfere e musicalità dal fascino immortale.

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