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Leopardi


Operette morali:1824 Sono 24 dialoghi scritti in prosa perché Leopardi sta attraversando la fase di aridità poetica e prende spunto da un poeta satirico latino. Queste operette trattano temi(teoria del piacere, virtù, concezione materialistica,natura), stili(registri linguistici vari) ,linguaggi e personaggi diversi ma la cosa che li rendono un’opera organica è la presentazione della crudeltà della vita in chiave ironico, satirico(l’uomo si sente al centro del mondo ma per la natura vale come una formica) e dissacratorio (contro il topos letterario che la natura è buona,in realtà è ipocrita) per rendere più leggera la verità e trovare un senso all’esistenza ridendo . L’obbiettivo è cercare di far capire all’uomo come è la realtà, che non può niente contro la natura la quale si mostra indifferente di fronte la sofferenza dell’uomo, quindi accettare questa situazione e poi proporre delle concezioni di vita adeguate al vero(morali).Ecco perché si presenta moderno.
Il dialogo della Natura e di un Islandese, un islandese ricercatore cercava di sfuggire alla natura con il quale s’incontra in mezzo al deserto africano. In questo dialogo emerge la vera identità crudele della natura che mira al proseguimento dell’universo e non a rendere felice la vita di un essere cosi piccolo come l’uomo. Il contenuto è tragico però cerca di raccontarlo con la commedia e la parodia per confortarlo. Il dialogo termina con una domanda dell’islandese sul senso della vita collegato al dubbio di Leopardi che è un materialista.

Tutta la produzione poetica di Leopardi è racchiusa nei “Canti” di tre edizioni nel 1831(23 canti), 1835(39 canti), 1845(41 canti). In questa opera Leopardi non segue sempre un ordine cronologico, né rispetta i generi ne crea una trama narrativa dando così una piena autonomia ai singoli testi. Quello che rispetta è l’ordine del suo pensiero filosofico diviso in tre fasi. La prima fase raccoglie le canzoni civili e gli idilli, la seconda fase raccoglie i canti pisano-recanatesi e la terza fase, il ciclo di Aspasia e la Ginestra.

Idilli : i primi scritti dal 1819 al 1822 ; Si dividono da una parte le Canzoni civili, più legate allo spirito patriottico con un linguaggio elevato (contro il progresso), dall’altra gli idilli (5 testi)di carattere soggettivo e sentimentale con un linguaggio più colloquiale. Da collegamento ci sono due canzoni cosiddette canzoni del suicidio , Bruto minore e Ultimo canto di Saffo. La prima è legata al tema patriottico in cui Bruto viene esaltato in nome di una virtù democratica mentre già dalla seconda si inizia a sentire il distacco dal tema civile a quello personale con Saffo, una donna desiderosa di amare che però la natura non ha reso bella.

L'infinito = da elementi naturali e sensoriali(visione illuminista) come la siepe che impedisce la vista del paesaggio e le foglie che vengono mosse dal vento il poeta apre la sua riflessione e la sua reazione dinanzi l’infinito e l’eterno facendo prevalere l’immaginazione e rendendo il tutto molto più piacevole.
*Idillio= componimento metrico dell’antichità classica in cui lo sfondo è l’ambiente naturale insieme al pensiero del poeta.

Canti pisano - recanatesi : A silvia, il sabato del villaggio, la quiete dopo la tempesta 1828/1830. Il metro utilizzato è la canzone moderna, trasformata proprio da Leopardi che riesce a costruire la musicalità del verso ,libero, con strofe di diversa lunghezza e senza ritornello. Finita l’aridità poetica Leopardi riprende a scrivere poesie però con la consapevolezza della realtà.
"A Silvia" = composto nel 1828 primo esempio di canzone libera molto musicale da cui poi deriva il titolo. Il tema riporta alla giovinezza recanatese con il ricordo si Silvia, il cui vero nome è Teresa morta di tisi nel fiore della sua giovinezza sembrando lei quella sfortunata, simbolo della cattiveria della natura alla fine della canzone Silvia è quasi più fortunata di chi ancora vive che sono rimasti sulla terra a soffrire perché hanno superato la giovinezza. Lui ha scoperto l’animo vero e gioisce ricordando il passato delle illusioni che appare sempre meglio del presente della disillusione.
Le prime strofe a livello di contenuto sono più legate a un discorso più concreto, le finali più filosofiche e astratte perché fa una riflessione sulla condizione dell’uomo.
Con l’uso dell’imperfetto Leopardi gli assume il valore del ricordo poi utilizzando il passato remoto indica il presente privo di speranza. Silvia da una persona concreta si trasforma in astratto come ad indicare la speranza morta in Leopardi come lei.

Nell’ultima parte della sua produzione rimane il metro della canzone, lo stile perde la musicalità con l’alternarsi di versi brevissimi e lunghissimi con un lessico più concreto anticipando la poesia moderna(sintassi spezzata, paratassi cioè tante coordinate). Sul piano tematico prevale l’amore vissuto concretamente ma triste perché non andrà a buon fine (Ciclo di Aspasia), la disillusione sul progresso e la presentazione di una sua soluzione personale basato sulla solidarietà(La Ginestra).
Ciclo di Aspasia :Appartiene all’ultima parte della sua produzione 1832/1834 riguarda tutte le poesie che raccontano l’amore per Aspasia (nell’antica Grecia era il nome di una prostituta molto colta e amante di Pericle ) il cui vero nome era Fanny e si tratta di un amore, svincolato dalla tradizione petrarchesca, e benché sia un’esperienza negativa, paradossalmente è la peggiore infelicità e la più grande consolazione come può esserlo la morte che la ragione non riesce a strappare. Il soggetto diventa eroe perché lotta contro la morte attraverso l’amore e la solidarietà umana.
A se stesso= Leopardi si rivolge direttamente al suo cuore invitandolo a non illudersi più dopo questa ennesima delusione d’amore perché ha sofferto fin troppo e ora non ha più nemmeno la speranza. La natura è diventato un “brutto potere” che domina la vita dell’uomo rendendo tutto inutile.

La Ginestra
: Alla fine della sua vita 1836. La ginestra è un fiore sottile giallo che nasce sulla roccia delle montagne e dei vulcani che abbellisce il paesaggio. Questo diventa il simbolo di speranza e di una soluzione che chiama solidarietà di tutti gli uomini contro la natura. Versi di vario metro. Ho la piena consapevolezza della verità della vita e come un titano non rinuncio, un esempio l’uomo malato o povero, quelli più umili che non devono vergognarsi delle loro situazioni ma combattere.

È stata molto rivalutata per lo stile, per lo spirito utopico (la solidarietà umana non avverrà) nonostante un’argomentazione filosofica

La poesia di Leopardi anticipa il 900 per il suo per le scelte stilistiche e per la sua concretezza.
Zibaldone: 1817/1832 è un diario filosofico letterario, leggendolo si può ricostruire lo sviluppo del suo pensiero filosofico sulla vita; (pessimismo storico, pessimismo cosmico,social catena)

Poetica (visione del mondo)
: la [s]prima fase[/s] del suo pensiero è costituito dal pessimismo storico caratterizzato dal fatto che Leopardi pensa che la natura è una madre benigna, che vuole bene ai propri figli, quindi è vero che l’uomo tende a soffrire e trova delle difficoltà nella sua vita ma la natura cerca di aiutarlo attraverso le illusioni cercando di proteggerlo poi con la presa della ragione, del progresso che hanno reso visibile all’uomo queste sofferenze tende a soffrire ancora di più, aumentando la distanza dall’io mondo. Lui avendo studiato il mondo degli antichi, aveva capito che l’uomo era molto più felice perché aveva un contatto diretto con la natura e in questa fase si collegano i piccoli idilli e le canzoni civili.(1819/1822) In questa fase la poesia riesce ad avere un significato più sentimentale necessario per vedere e credere insieme alla natura, a quelle che sono le illusioni che permettono l’uomo a vivere in maniera più serena. Si pone come antiromantico perché per lui la poesia è il contatto diretto con la natura mentre i romantici dicono che bisogna proiettarsi in se stessi provocando una scissione io-mondo. È di formazione illuminista ma critica il progresso, altro fattore che recide il rapporto con la natura perché la ragione ha la meglio sull’immaginazione e la fantasia quindi la poesia fa in modo di mantenere questo legame. La poesia deve anche avere una funzione sociale che per i romantici consisteva a ricordare all’uomo che non è solo ragione ma anche spiritualità, per Leopardi mi aiuta a illudermi e deve svegliare tutti quei valori che col progresso sono stati dimenticati ma che già gli antichi avevano.

Questo pensiero inizia ad inasprirsi e al pessimismo storico subentra la cosiddetta teoria del piacere, che spiega il perché l’uomo soffre che rimane sempre insoddisfatto perché tende al bene e al meglio e ogni volta che ottiene qualcosa non prova un piacere vero perché lo prova per un attimo poi vuole qualcos’altro senza trovare mai appagamento. Per questo capisce che la natura non è più così buona come pensava inizialmente e che la sofferenza dell’uomo è insita nell’essenza stessa quindi la poesia non serve più, motivo del quale c’è un’interruzione poetica dal 1824 al 1828. Non riesce a mettere in contatto l’uomo con la natura perché il male è dentro l’essenza di esso dovuto da un continuo desiderio inappagabile. (operette morali)
La terza fase è la fase del pessimismo cosmico, tutti gli uomini sono immersi in questa situazione disperata per cui noi dovremmo combattere contro questa natura matrigna, madre che mette al mondo i suoi figli consapevole di farli soffrire.
Ritorna la poesia nella sua produzione poetica che non è più introspettiva ma una manifestazione del pensiero filosofico, importante perché deve diventare un modo più piacevole per aprire gli occhi all’uomo. Attraverso una poesia razionale mostra la realtà all’uomo. (Canti pisano-recanatesi)

IL 1836 con la Ginestra è il periodo della social catena dove l’uomo pieno di sofferenze che non può sconfiggere la natura però tutti insieme forse attraverso la solidarietà umana possono trovare una certa serenità.

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