Operette morali - Giacomo Leopardi

Questa è un’opera filosofica che, attraverso il tono satirico, cerca di dare un insegnamento morale. Infatti, lui pensa di “scuotere la patria” con l’immaginazione, le emozioni, la ragione, la logica e la filosofia. Usa particolarmente l’ironia in un’atmosfera surreale e favolistica, si pone domande sul senso della vita, sul compito della cultura e sulla posizione dell’uomo. Sono una raccolta di prose (ventiquattro ) tra satiriche, fantastiche e filosofiche, scritte tra il 1824 e il 1832, dopo la delusione subita nel suo primo contatto con la realtà esterna alla “prigione” di Recanati. Pubblicherà l’opera diverse volte cambiando solo la parte finale e la posizione di Cantico del gallo silvestre(18°), Dialogo di Timandro e di Eleandro (all’ultimo nella prima edizione e ora 20°) e Dialogo di Tristano e di un Amico (24°) elimina inoltre, Dialogo di un lettore di Umanità e di Sallustio. Ciò fa capire il suo problema esistenziale, la continua ricerca della verità. Per esprimere questa sua visione della vita, Leopardi ricorse, come si è detto, a prose satiriche e filosofiche, rifacendosi, in particolare, ai dialoghi satirici di Luciano di Samosata, in cui vengono posti a confronto due personaggi che discutono di argomenti generali al fine di portare il lettore ad estraniarsi e poter comprendere meglio la realtà contemporanea. L’edizione definitiva sarà quella del 1845 che sarà però inserita nel 1850 nell’Indice dei Libri Proibiti. La caratteristica principale sta nel tono satirico.

Il modello del dialogo Luciano si affianca a quello del conte philosophique di Voltaire. La strategia è quella di costringere il lettore ad apprezzare la varietà del testo, attraverso la mancanza di nessi e collegamenti, così esso può interpretare il testo come vuole. I personaggi sono storici o inventati(mitici, letterari, animali, fantasmi..). Quello che vuole fare Leopardi, è creare una nuova lingua filosofica, una lingua argomentativa, ricca di strutture esplicative, semplice ma capace di forte intensità emozionale. (come Manzoni e Luciano). Questa lingua è costituita da un recupero della lingua italiana e delle sue varietà, e quindi di un linguaggio antico: meno ipotassi(periodo caratterizzato da diversi livelli di subordinazione),figure retoriche e inversione dell'ordine delle parole e più uso dell’ironia e del paradosso. Il primo paradosso è quello di una filosofia che dubita della filosofia stessa, una filosofia morale. (sensismo, l’autore matura una concezione della natura vista come matrigna). L’ironia e il paradosso erano due strumenti pedagogici usati per evitare la censura. I temi sono: l'infelicità umana vista come dato storico, sempre presente e alla quale non vi è rimedio, contrasto tra antichi e moderni e superiorità dei primi, gloria è il premio riservato alla virtù morale e civile, ma non trova spazio in una società corrotta, teoria del piacere secondo la quale la modernità ha fatto perdere quell’atteggiamento che consentiva il piacere agli antichi, morte positiva da bambini negativa se si tratta di suicidio, perché provoca il dolore ai cari.

Storia del genere umano

E' la prima operetta, ha forma di racconto allegorico sulle origini e sulla ricerca dell’infelicità. Cantico del gallo silvestre: è scritto in prosa lirica, introduce la riflessione sulla superiorità della morte sulla vita vista come fine del dolore, infatti, si narra della fine dell’universo. Dialogo di Timando ed Eleandro: essi, il primo positivo e l’altro negativo, discutono sulle due concezioni sulla modernità positiva o negativa. Dialogo di Tristano e di un amico dove Tristano parla con un amico delle Operette morali e ribadisce la convinzione sull’assurdità dell’ottimismo e che la morte porti la libertà, rispecchiando il pensiero di Leopardi il quale necessita di conoscere il vero anche se negativo.

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