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Ungaretti, Giuseppe - Vita, poetica e opere (2) scaricato 0 volte

Indice

  1. Il Modernismo di Ungaretti, Saba e Montale
  2. Il sentimento del tempo di Ungaretti
  3. Giuseppe Ungaretti
  4. Caratterialmente parlando…
  5. La formazione culturale di Ungaretti
  6. Stilisticamente parlando…
  7. Il porto sepolto
  8. L’allegria
  9. Il porto sepolto, per quale motivo si chiama così?

Il Modernismo di Ungaretti, Saba e Montale

Il Modernismo nasce nel 1925 e si prolunga fino al 1956, in cui la maturazione di esperienze di tre grandi poeti fanno capire che l’Italia (letterariamente parlando) ha bisogno di una nuova tendenza letteraria nel primo 900. Quindi Ungaretti, Saba e Montale preludono al Modernismo questi inizi sono segnati dall’influenza delle avanguardie e sembrano anticipare già una fase più avanzata del Modernismo italiano, quella più piena e matura da cui negli anni 20 e 30 nascono capolavori come:
Le Occasioni di Montale;
Il canzoniere di Saba;

Il sentimento del tempo di Ungaretti

Il classicismo modernista si esprime però in modi diversi e alternativi. Anche la metrica tende negli anni 20 e 30 ad abbandonare il terreno del verso libero dominante nel primo ventennio del secolo e rientrare in misure tradizionali seppure con una disarmonia che presuppone appunto quella precedente esperienza.

Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce da Alessandria D’Egitto il 10 Febbraio 1888 da genitori toscani entrambi dalla provincia di Lucca ad Alessandria. Frequenta le scuole e si lega agli ambienti dei fuoriusciti anarchici. Nel 1919 va a Parigi dove frequenta l’università e gli ambienti dell’avanguardia letteraria e artistica nel 1915. Poco dopo aver pubblicato su rivista le prime poesie è chiamato in guerra come soldato: combatte prima sul Carso e poi nel 1918 sul fronte francese. Nel 1916 è intanto uscito in 80 copie il primo libro “il porto sepolto”. Egli era un sostenitore del fascismo inteso come movimento rivoluzionario e rigenerativo. Proprio in quel periodo egli scrisse e stampa “Allegria di naufragi” che poi verrà sostituito con il solo titolo di “Allegria”. Dal 1918 al 1921, vive a Parigi, dove sposa Bruna Bianco, dalla quale avrà due figli, tra cui Antonietto. Quest’ultimo morirà nel 1939, ispirando “le poesie e il dolore”
Dal 1921 vive a Roma e lavora come giornalista. Dal 1937 al 1942 vive a San Paolo in Brasile, dove insegna lingua e letteratura italiana all’università (dopo poi non essersi laureato all’Università di Sorbona in lingue e letterature, ma comunque per insegnare letterature italiane anche all’università di Roma La Sapienza). Numerosi furono i riconoscimenti e lauree honoris causa da varie università italiane e straniere inoltre dal 1942 l’editore Mondadori ripubblica le opere ungarettiane sotto il titolo complessivo di “vita d’un uomo”. La morte lo coglie a Milano la notte tra 1 e il 2 giugno 1970 all’età di 82 anni.

Caratterialmente parlando…

Egli fin da subito presenta un carattere particolare. Infatti esprimeva le sue opere narrando in prima persona e delle volte fu costretto a duellare per potersi conquistare la ragione in una discussione. Partecipò anche ai movimenti studenteschi giovanili del 1978 e non gli fu mai assegnato il premio Nobel per la Letteratura, il quale invece viene assegnato a Quasimodo. La poesia di Ungaretti inizialmente non veniva compresa da tutti e proprio per questo che inizialmente le poesie ungarettiane non avevano molto. Le opere più importanti di Ungaretti sono: Il porto sepolto e l’allegria di un naufragio, chiamata soltanto allegria.
Il principio principale che gira intorno le poesie e le opere scritte da Ungaretti sono sicuramente la sofferenza degli individui la quale si contrappone all’autobiografia e al simbolismo: un senso di sofferenza e di solitudine contrappone la vita di Ungaretti a tutta quella della popolazione. Egli accenna inoltre l’individualismo, ma questa sofferenza può essere superata attraverso la società? Importante anche per Giacomo Leopardi, Ungaretti reagisce al senso di sofferenza con lo spirito il quale può essere cosmico come Leopardi (egli lo rappresentava nella Ginestra, ovvero la cosiddetta saturità) e mistico per cui la divinità deve essere appunto venerata per fuggire dal senso di solitudine.

La formazione culturale di Ungaretti

La formazione culturale di Ungaretti risente del contatto con diversi ambienti negli anni della giovinezza. Dall’Alessandria D’Egitto subisce la suggestione del supervisionismo anarchico. A Parigi entra in contatto con le avanguardie: all’interesse per la poesia francese contemporanea fra simbolismo e avanguardia si unisce d’altra parte un’attenzione costante alla grande tradizione italiana incentrata soprattutto su Leopardi letto in chiave classicista e su un Petrarca considerato quale insuperabile modello di innocenza e di autenticità espressiva. Grandiosa fu anche la poesia barocca di Shakespeare a Gongola, le quali entrano a far parte delle sue frequentazioni. Da una parte, inoltre, esiste la ricerca di equilibrio, di innocenza e di armonia, di rasserenamento. Dall’altro il bisogno implacabile di trasgressione, di peccato, di tensione e di turbamento. Il punto di equilibrio è cercato dentro un paesaggio stilistico e formale, segnato in senso espressionistico e rivoluzionario. Inoltre si impone un taglio classicistico e armonioso con il recupero della metrica tradizionale e di forme stilistiche ed espressive assai meno estreme.

Stilisticamente parlando…

È inoltre presente il concetto stilistico, in cui il poeta dà vita a delle soluzioni originali facendo proprio e superando il futurismo (come per esempio sosteneva l’amico Italo Svevo). La poesia narrata e scritta da Ungaretti e frammentata ed essenziale non presenta dei periodi lunghi ma periodi brevi e brevissimi in cui è presente sia un maggiore interesse nei confronti della parola con significati allusivi. L’utilizzo anche degli spazi bianchi e per i cosiddetti spazi parlanti per promuovere il pathos e l’attenzione sui lettori esistevano anche all’interno delle opere con una sola parola. L’uso frequente della figura retorica analogia rappresenta chiaramente l’aspetto non logico del contesto. Il titolo delle opere è parte integrante della poesia stessa ed egli non accetta il superuomo e il poeta vate come invece lo accettava Gabriele D’Annunzio, che deve trasmettere appunto messaggi, ma supporta molto di più la poetica di Leopardi.
Inoltre nella costante di poetica sono collegati il culto e la parola, la fiducia nel potere e la poesia quale rivelazione della verità e quindi come simbolo di memoria. La poesia è di tipo espressionistico in cui un’espressione attraverso la quale si vuole condividere qualcosa.

Il porto sepolto

Il porto sepolto: il titolo allude a una leggenda diffusa in Egitto sull’esistenza di un antico porto sommerso nei pressi di Alessandria. Tuttavia, dietro il rimando leggendario si coglie un riferimento alla forma misteriosa e nascosta. Infatti la parola stessa e la poetica devono essere sepolti nel silenzio della vita e al poeta spetta di evocarne e recuperarne il mistero, il fascino e il potere di significare un valore.
Il successivo titolo “allegria di un naufragio vuole indicare il tema rovinoso della guerra, ovvero i naufragi stessi. Tuttavia, pur sullo sfondo di tale tragedia e di tale rovina resta possibile l’espressione della vitalità e dello slancio positivo, ovvero l’allegria. Il porto sepolto è un’immagine di verità profonda che sopravvive alla cancellazione e che si affida alla parola del poeta. Per emergere dal mistero inoltre è reso più diretto e assoluto il rimando all’energia vitale. Fino all’edizione del 1919 la raccolta è organizzata in sezioni:
1. Nella prima sezione sono presenti i testi più antichi precedenti all’esperienza della guerra.
2. La seconda sezione è composta da 33 testi e s’intitola “il porto sepolto”
3. La terza sezione in 17 testi e s’intitola “naufragi”, in cui è compreso il testo di poesie di guerra composto sul fronte italiano.
4. La quarta sezione si intitola “girovago” e parla dell’esperienza di guerra in Francia
5. La quinta e ultima sezione si intitola “prime” e sono composte dopo la guerra fra Parigi e Milano.
Il titolo indica dunque l’aprirsi inaugurale di una nuova fase. Il tema della guerra domina il libro. Inoltre l’occasione rivelatrice della propria identità esistenziale (oltre che alla manifestazione esplicita di una mancanza di radici e di identità che può divenire esplicita come nel titolo della quarta sezione girovago) manifesta l’io che diventa parametro della condizione collettiva.

L’allegria

L’allegria rappresenta la radicalità delle soluzioni formali attraverso le innovazioni più vicine al poeta. I versi sono liberi e in genere brevi e brevissimi. Ciò determina la tendenza e la verticalizzazione dell’aspetto tipografico dei componimenti attraverso un’esigenza di forza e di rilevamento sintattico oltre che ad una ricerca di valorizzazione simbolistica del particolare.
Sul piano stilistico vengono per lo più aboliti nessi grammaticali e sintattici dalla punteggiatura alla paratassi domina la struttura sintattica. Anche la rima è praticamente abolita e la preponderanza del presente è indicativo, oltre alla prima persona singolare. La figura retorica più utilizzata è l’analogia. Quest’opera rappresenta lo scritto più sperimentale del Novecento.

Il porto sepolto, per quale motivo si chiama così?

Come abbiamo detto prima, questo rappresenta una leggenda la quale viene raccontata dai fratelli Thill all’autore( in cui in Egitto nella balia erano presenti nell’epoca di Telemaco ovvero tanto tempo fa i resti di un porto il poeta attraverso questa piccola opera vuole fare un viaggio interiore alla ricerca dell’esistenza Stilisticamente parlando e metricamente parlando non sono presenti alcune forme rigide e tradizionali che comprendono endecasillabi sezionari e nello stesso tempo non esistono delle rime in quanto la rigidità non viene più utilizzata e le parole sono libere.

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