Giuseppe Ungaretti

(1888 - 1970)

••• La vita
•• Nasce in Alessandria d’Egitto. Il padre muore quando Giuseppe ha due anni. Subito si appassiona di letteratura e studia i maggiori scrittori moderni e contemporanei, da Leopardi a Nietzsche, da Baudelaire a Mallarmé. Nel 1914 entra nel gruppo futurista grazie al quale pubblica le prime poesie. È venuto in Italia per partecipare con entusiasmo alla guerra. Durante la guerra scrive le poesie che raccoglierà in Il porto sepolto (1916). Questi versi poi vengono uniti ad altri nuovi componimenti e tutti raggruppati in Allegria di naufragi (1919). Infine, queste due raccolte vengono unite con qualche aggiunta in Allegria (1931). Nel 1919 si sposa a Parigi con Jeanne Dupoix. Nel 1921 si trasferisce a Roma per poi aderire al fascismo. Comincia a scrivere poesie che poi nel 1933 raccoglierà in Sentimento del tempo. Scrive anche per giornali italiani. È uno dei più noti e importanti intellettuali italiani. È proprio lui l’iniziatore della poetica ermetica. Nel 1936 comincia a lavorare all’università in Brasile. Nel 1942 rientra a Roma e qui insegna letteratura italiana contemporanea all’università. Mondadori comincia la pubblicazione delle sue opere con la raccolta Vita d’un uomo. Con la Seconda guerra mondiale matura una nuova consapevolezza. Muoiono il fratello e il figlio. Scrive quindi Il dolore (1947) e altri componimenti. Verranno poi raccolti tutti dalla Mondadori in Vita d’un uomo - tutte le poesie (1969). Muore l’anno dopo.

••• L’allegria
•• La raccolta L’allegria (1931) segna la fase più interessante e “rivoluzionaria” della sua poetica. Contiene liriche (in gran parte rivedute e selezionate) degli anni 1915 - 1919, in parte già pubblicate in Il porto sepolto (1916) e Allegria di naufragi (1919). La sua opera è estremamente autobiografica, addirittura da lui definita come “confessione”. Gli eventi descritti sono situazioni esemplari in cui si incontra la verità. Infatti, la letteratura per Ungaretti ha il compito quasi religioso, sacro, di cogliere e svelare il senso nascosto della vita partendo dalle esperienze fondamentali dell’esistenza. E il mezzo utilizzato per arrivare all’essenza profonda delle cose è l’analogia, che mette in contatto “in un baleno” immagini lontane e apparentemente slegate tra loro, facendo vedere “l’invisibile nel visibile”. La parola della poesia deve indagare la realtà svelandone i misteri come una “illuminazione”: questa è l’unica forma di conoscenza possibile. La ricerca deve quindi avvenire con una fraseologia il più possibile scarna e semplice: la sintassi rifiuta le costruzioni complesse e i versi sono liberi e brevi per dare massimo risalto alla singola parola, mentre il lessico è formato soprattutto da termini astratti o comunque capaci di trasferire gli elementi della realtà su un piano superiore, metafisico, spirituale.

•• I temi principali rendono evidente la componente autobiografica. Un gruppo di poesie trattano dell’infanzia e dell’adolescenza di Ungaretti, trascorse ad Alessandria d’Egitto: questo motivo è da ricollegare strettamente a quello dell’esilio, visto come perdita irrimediabile di ogni punto di riferimento, uno sradicamento esistenziale che la poesia, ricercando l’originaria identità perduta, deve risanare.
Altro tema fondamentale è quello riguardante la sua esperienza in guerra, per lui sia occasione di riscoprire il valore della solidarietà e di ritrovare le proprie radici stando a contatto con gli altri, sia come chiaro simbolo della condizione di precarietà che caratterizza l’uomo (come nella poesia Soldati - Si sta come /d’autunno / sugli alberi / le foglie). Altri testi (come Il porto sepolto) riflettono invece sul significato di poesia; in altri viene trattato il motivo del naufragio e quello del viaggio (tensione verso una dimensione “altra”, che può essere sia l’assoluto sia la morte). Altre poesie usano immagini analogiche e allusive per esprimere il senso di mistero che avvolge la realtà (come Mattina - M’illumino / d’immenso).

••• Il Sentimento del tempo
•• Le poesie composte dopo il 1919 vengono raccolte in Sentimento del tempo (1933) e rappresentano un sostanziale mutamento della poetica di Ungaretti, confermato nelle opere successive.
Innanzitutto, sul piano formale, recupera le strutture sintattiche e le forme metriche tradizionale (i modelli sono Petrarca e Leopardi). Il tema fondamentale, invece, è proprio quello del tempo, inteso come durata e come processo continuo di distruzione e di rinascita (Cloud Atlas, Mitchell). Roma è lo scenario principale e racchiude proprio tutto il tempo dell’umanità, dai resti antichi alle opere barocche a quelle moderne: è un riassunto della storia del mondo e suggerisce il carattere effimero delle cose umane (esistenzialismo).

••• Il dolore
•• Le poesie composte dopo il 1933 rientrano nella raccolta Il dolore (1947). Il motivo principale è proprio il dolore e l’opera è concepita come una confessione del proprio tormento personale per la morte del fratello e del figlio. Alla tragedia individuale si collega la tragedia collettiva della guerra e alcune poesie, a riguardo, ripropongono il valore della fede religiosa e della solidarietà umana contro la barbarie che pervade la storia.


••• Le ultime raccolte
•• La terra promessa (1950) e Il taccuino del vecchio (1961) sono le ultime raccolte di Ungaretti.
•• La terra promessa unisce i frammenti di un melodramma mai compiuto incentrato sul mito di Enea e Didone. Il taccuino del vecchio si ricollega idealmente alla Terra promessa, ma la visione mitica decade per lasciare il posto all’Io del poeta, che traccia un bilancio definitivo della propria esistenza umana e artistica. 
•• Durante gli ultimi anni della sua vita, Ungaretti si dedica all’edizione completa e definitiva delle sue poesie uscita nel 1969: Vita d’un uomo - Tutte le poesie.
•• Sarà pubblicato postumo invece (nel 1974) il volume che raccoglie i numerosi saggi critici scritti dal poeta in tutta la sua vita.

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