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Ungaretti, Giuseppe - Vita, opere, pensiero e poetica scaricato 103 volte

Giuseppe Ungaretti

Vita

1892: Primo governo Giolitti.
.Giuseppe Ungaretti nasce nel 1888 ad Alessandria d’Egitto da emigranti italiani di Lucca. A solo due anni perse il padre in un incidente sul lavoro durante la costruzione del canale di Suez.
1900: Assassinio di Umberto I.

Frequenta la scuola superiore ad Alessandria ed entrò in contatto con gli anarchici italiani e si appassionò di Baudelaire, Leopardi, Carducci, Pascoli, D’Annunzio e Mallarmé.
1911: L’Italia dichiara guerra alla Turchia per il possesso della Libia.


Si dedicò precocemente alla scrittura ed all’attività di traduttore. Nel 1912 fece il suo primo viaggio in Italiane conobbe gli intellettuali della rivista “La Voce”.
A Parigi seguì i corsi universitari, partecipando con grande interesse alle lezioni di Bergson, ed approfondì lo studio della poesia simbolista e decadente, conoscendo anche esponenti delle avanguardie europee con i quali collaborò alla rivista “Lacerba”.

1915: L’Italia entra nella 1GM.
1918: Termina la guerra.
Allo scoppio della 1GM si trasferì a Milano, si arruolò volontariamente come interventista poiché vedeva la guerra come un’occasione per rafforzare il legame con l’Italia per avvicinarsi alla patria dalla quale era stato lontano per tanti anni. Le esperienze al fronte ed il confronto con la morte rivelò al poeta la crudeltà implacabile della guerra e la presa di coscienza della sua assurdità. • 1915: “Lacerba”.
• 1916: “Il porto sepolto”.
• 1919: “Allegria di naufragi”.

1922: Marcia su Roma.
1924: Il partito fascista vince le elezioni  Delitto Matteotti.
1925: Inizio dittatura fascista.
1929: Crollo borsa di Wall Street. Finita la guerra si stabilì a Parigi e cominciò a lavorare per il “Popolo d’Italia”, giornale fondato da Mussolini. Nel 1921 tornò in Italia con la moglie Dupoix e si aprì un anno pieno di riconoscimenti ufficiali, la nascita di figli ed una crisi religiosa che lo accostò alla fede cristiana nel 1928. Ora Ungaretti è alla ricerca di una vita privata e di trovare nella cultura un ordine nel mestiere della poesia. • 1931: “L’Allegria”.
• 1933: “Sentimento del tempo”.

1933: Hitler al potere in Germania.
1939: Patto d’Acciaio Mussolini-Hitler.
1940: Italia entra nella 2GM.
1948: Costituzione Repubblicana.

Tra il 1936 ed il 1942 gli venne affidata la cattedra di lingua italiana e letteratura italiana in Brasile. In quegli anni morì il suo unico fratello ed il figlio Antonietto di solo 9 anni. Rientrò in Italia nel 1943 con la cattedra di letteratura italiana a Roma e rimase vedovo nel 1958.

Morì a Milano nel 1970. • 1947: “Il dolore”.
• 1950: “La terra promessa”.
• 1952: “Un grido e paesaggi”.
• 1960: “Il taccuino del vecchio”.
• 1969: “Vita d’un uomo”.

Il pensiero e la poetica
Il suo pensiero e la sua poetica le possiamo dividere in 3 fasi:
1. Lo sperimentalismo (“Allegria”): la prima fase è caratterizzata da un forte sperimentalismo, influenzata principalmente dalla poesia simbolista francese. Le prime poesie hanno una decisa impronta autobiografica, la poesia trova così fondamento nelle esperienze esistenziali, recuperate attraverso la dimensione della memoria.Segno evidente di queste impostazioni autobiografiche sono il luogo e la data di composizione.

La poesia però si concentra su quanto c’è di universale nelle proprie esperienze e che vale per tutti gli uomini: innalza la dimensione privata a simbolo di una condizione universale.
Il poeta dunque indaga le realtà nei suoi aspetti più profondi servendosi dell’analogia per superare i legami logici in favore di associazioni basate sull’intuizione immediata e di ardite metafore. Per rinnovare il suo linguaggio poetico la parola si carica di significati profondi e diventa un mezzo per cogliere l’essenza delle cose per recuperare una purezza originaria in grado di riscattare dalle atrocità del presente mediante un sofferto scavo interiore che porta ad improvvise e folgoranti “illuminazioni”. Inoltre gli orrori del fronte che visse di prima persona influirono pesantemente sulla scelta e creazione di un linguaggio poetico che lui volle scarno ed essenziale. Le innovazioni stilistiche sono:

• Linguaggio scarno ed essenziale.
• Abolizione della rima e del verso tradizionale.
• Frantumazione sin tassi e abbandono punteggiatura.
• Riduzione del verso ad una singola parola.
• Spazi bianchi, pause e silenzi.
• “Verticalizzazione”: prevalenza di versi molto brevi che creano un effetto di essenzialità.

2. Il recupero delle tradizioni (“Sentimento del tempo”): questa fase è segnata da una profonda crisi spirituale dove predomina la riflessione sul tempo, sulla morte e sul sentimento religioso.

3. La compostezza formale (“Il dolore”): in questa fase il tema è il dolore privato per la morte del figlioletto ed il dolore collettivo per le atrocità della 2GM.

Le opere
L’Allegria è una raccolta di poesia riunita nel 1931 e con la versione definitiva nel 1942 con molti testi rielaborati. Il titolo proviene da un’altra sua opera “Allegria di naufragi”, la variazione ha una grande importanza nell’interpretazione dell’opera poiché prima era un ossimoro all’allegria (forza vitale e positiva che nasce anche in mezzo ai naufragi), eliminando il rifferimento ai naufragi si sceglie di valorizzare soltanto l’elemento positivo e vitale.
Dunque questa opera è l’insieme di:
• In memoria: la poesia qui si configura come un mezzo per acquisire consapevolezza di se stessi ed arrivare alla definizione finale di una propria identità, minacciata dall’esperienza della guerra.
• Il porto sepolto: riflette sull’origine della poesia e dell’ispirazione poetica.

• Allegria di naufragi: qui si definisce il processo che è alla base della creazione poetica.
I temi che possiamo trovare nelle 5 sezioni dell’opera sono:
1. L’esperienza della guerra.
2. Il senso di precarietà.
3. L’attaccamento alla vita.
4. La fratellanza umana.
5. I ricordi dell’infanzia.
6. La natura, specchio dell’animo del poeta.
Le innovazioni poetiche:
• Abolizione della punteggiatura.
• Rifiuto della lingua aulica e retorica.
• Essenzialità della parola, frammenti di immagini ed espressioni scarne.
• Sconvolgimento della sintassi.
• Rifiuto delle forme metriche tradizionali, attraverso ritmi spezzati o versi liberi.
• Utilizzo della parola pura ed essenziale: attraverso un’analisi interiore alla ricerca della purezza e dell’essenzialità della parola. Nello scavo interiore della parola troviamo una duplice relazione: poetica, per definire l’intima essenza delle cose, e umana, trovare il significato più profondo della vita e delle esperienze dell’autore. Ungaretti in questa ricerca segue le lezioni dei simbolisti e dei futuristi ricercando un “assoluto poetico”.

_Soldati: composta nel 1918 a Courton sul fronte francese, essa riesce a rendere l’atmosfera di incertezza e amarezza in cui vivono il poeta ed i soldati. Il titolo generico allude alla condivisione di un comune destino da parte di tutti coloro che combattono.
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

In essa prevale l’essenzialità del suo stile poetico. Essa è formata da un’unica similitudine che nasce dall’associazione analogica tra un elemento della natura ed il destino degli uomoni e rappresenta la condizione dei soldati precaria come quella delle foglie in autunno (il primo termine è il titolo stesso). Tale similitudine era già stata usata da Omero nell’Iliade e Mimnermo, il primo all’idea di precarietà affianca un messaggio di fiducia in una continua rigenerazione, mentre il secondo fa prevalere il senso di fragilità della condizione umana. Ungaretti riprende l’idea di Mimnermo attraverso un senso di incertezza e precarietà che domina il componimento, la figura del soldato rappresenta il destino di tutta l’umanità.

Il senso di abbandono e solitudine è scandito da una serie di pause, le cui parole però sono collegate da una serie di corrispondenze: campo semantico, assonanza, “gl”, alliterazione della “l” e musicalità.

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