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Ungaretti, Giuseppe - Vita, opere, il dolore, le ultime raccolte

Giuseppe Ungaretti è stato un poeta e scrittore italiano.
La sua opera fu un modello delle poetiche del 900, perché sviluppa in modo logico, opposte aspirazioni di radicale trasformazione lirica e di continuità e ripresa della tradizione classica.
Fu un acceso interventista (e nazionalista) perché credeva che “la guerra si imponesse per eliminare la guerra”.

Nelle sue opere è determinante la sua partecipazione alla 1°GM: di questa esperienze scrisse ne Il porto sepolto (1916), poi unito a Allegria di naufragi (1919), diario dal fronte in versi → presente l’influenza del Simbolismo francese e delle Avanguardie storiche.
La trincea e l’orrore della morte lo portò ad 1 rifiuto totale della guerra e a scoprire la fragilità umana→ si sente “uomo di pena”, uomo che soffre per sé e per l’umanità intera perchè condivide il dolore del mondo travolto dalla guerra.

Fra le due guerre la sua poesia si arricchì di tematiche religiose e di ispirazioni mitologiche → mostra la sua predisposizione all’innovazione in accordo con le tendenze classicistiche e tradizionaliste presenti nella cultura italiana e europea.

In Sentimento del tempo (1933) → recupero della metrica classica e del lessico aulico, musicale, secondo un percorso che va da Dante a Petrarca a Leopardi → su cui sarà basata tutta la sua successiva produzione

Dopo la seconda guerra mondiale → Il dolore (1947) e Un grido e paesaggi (1952): momentaneo abbandono della ricerca formale degli anni precedenti per mettere in risalto i motivi che l’hanno ispirato: l’orrore e la disperazione x la morte del figlio, la guerra e l’occupazione tedesca.

Ne La terra promessa (1950) e Il taccuino del vecchio (1960) → ritorno del tema della morte che, confermando il carattere religioso della sua poesia, riprendono il filone barocco già presente negli anni 30.


POETICA
Gli aspetti che sono alla base della sua poesia sono:
• Essere dono: un ispirazione improvvisa che rende il poeta capace di esprimere le verità profonde della realtà.
• Essere ricerca: di un linguaggio scarno ed essenziale grazie allo studio della tradizione letteraria precedente e ad una riflessione critica.

• Poesia della memoria: ciò che un poeta scrive e i sentimenti che la sua poesia trasmette saranno tramandati anche alle generazioni successive attraverso la memoria.
• Il poeta studia la vera natura delle cose (poesia funzione di 1indagine), alla ricerca di 1verità universale: questo tipo di verità è raggiungibile solo nei brevi attimi in cui il poeta viene illuminato, per cui il poeta assume 1 ruolo quasi magico ed misterioso nel portare alla luce verità nascoste sotto le apparenze.


Per quanto riguarda la metrica:
• usa versi liberi lunghi o brevi (anche una sola parola isolata)
• sconvolge la sintassi tradizionale
• le parole non sono più in un contesto logico.

• abolisce la punteggiatura, sostituita da spazi bianchi che sono come una paura
• sostituisce le parole classiche a quelle comuni (capite da tutti, che esprimono i pensieri → linguaggio non poetico)

I temi delle sue opere sono presi dalla sua vita di combattente: sofferenza della guerra, angoscia per la morte che incombe, fratellanza, solitudine, dolore, desiderio di pace e armonia con la natura, fragilità della vita.


L’ALLEGRIA

Tra 1916-19 scrive in trincea Il porto sepolto, un diario dal fronte: lo unirà a Allegria di naufragi (1919) e poi a l’Allegria (1931).
Temi: drammatica esperienza della guerra, stato di sospensione tra la vita e la morte, angoscia della morte che incombe, desiderio di sentirsi in armonia con la natura, fraternità con gli altri uomini, brama di infinito.

1. Il titolo Il porto sepolto indica il mistero dell’esistenza.

2. Il tema del viaggio del naufragio collega tutta l’opera, l’ossimoro del titolo (allegria- naufragi) simboleggia la volontà di ricominciare sempre dopo ogni fallimento. Naufragi sono tragici eventi storici e individuali.

3. Il fatto che nella raccolta successiva l’autore elimini dal titolo di naufragi indica il bisogno di affermare la volontà di sopravvivenza e una positività nella condizione tragica dell’uomo.

La raccolta l’Allegria comprende 70 liriche e 5 sezioni:
• Ultime: conclusione della fase lirica giovanile
• Il porto sepolto: scritta sul fronte carsico; Tema centrale: ricerca della poesia
• Naufragi: poesie di guerra
• Girovago: poesie di guerra sul fronte francese
• Prime: testi composti dopo la guerra (titolo allude all’apertura di 1 nuova stagione poetica)


Caratteristiche:
• Elementi di un diario: testi brevi e spesso hanno un solo tema,vi è luogo e data di composizione
• Io lirico: per il contenuto autobiografico risaltato dall’uso della prima persona e aggettivi come mio, questo.

• Sintassi frammentata: frasi nominali, senza verbo; abolizione della punteggiatura, delle congiunzioni e delle preposizioni.
• Analogia e sinestesia.
• Soluzioni espressionistiche: rafforzano il significato dei termini con 1 lessico che cambia la forma in maniera radicale:

o Cambia il verso per dare più importanza alla singola parola
o Versi liberi e brevi
o Non c’è più la rima
o Presenza di pause indicate da spazi bianchi

• Titolo-chiave: il titolo delle liriche è fondamentale per comprendere il significato delle opere.


VEGLIA

Il poeta in trincea, veglia per una notte intera il cadavere di un compagno.
Contrasto fra le due strofe:

1. 13 versi: descrive una situazione cruda, che la guerra rivela in tutta la sua crudeltà (compagno massacrato con la bocca digrignata → morte)
2. 3 versi: la notte serena, silenziosa, in cui il poeta scrive lettere piene d’amore (attaccamento alla vita e riscoperta dell’amore che nascono dalla paura della morte e dalla voglia di umana solidarietà).


I FIUMI
Presenta tre momenti:
1. La sera e la calma del paesaggio lunare
2. La rievocazione del bagno mattutino nell’Isonzo e dell’esperienza rasserenante vissuta dal poeta a contatto con la natura
3. Le tenebre della notte.

Il titolo allude ai fiumi che hanno fatto parte della sua vita in vari momenti:
• il Serchio fiume della terra di origine del poeta,
• il Nilo che lo ha visto nascere,
• la Senna dove è maturato intellettualmente e artisticamente,
• l’Isonzo, simbolo del presente.
Bagnandosi nelle acque dell’Isonzo, il poeta ha la sensazione di essere in armonia con sé stesso e l’universo: ciò l’induce a ripensare a tutti questi fiumi che sono stati tappe della sua vita.

Il buio della notte appare al poeta come una “corolla di tenebre”, simbolo della precarietà e dell’angoscia.
Temi: recupero del passato attraverso la memoria e il ristabilimento di un rapporto di armonia con il creato, che l’esperienza della guerra sembra aver infranto.
Versi liberi e di varia lunghezza.


SAN MARTINO DEL CARSO

San Martino del Carso (frazione di Sagrado, Gorizia) è stato devastato dalle bombe, ed è rimasto solo qualche frammento di muro.
Tutto il dolore della guerra entra nel cuore del poeta, luogo in cui sono conficcate le croci dei compagni sepolti.
L’orrore della guerra è espresso dalle case metaforicamente ridotte a “qualche brandello di muro”.

Di tanti soldati uccisi non è rimasto neppure un brandello del corpo, ma sono tutti vivi nell’animo del poeta.
La realtà della guerra e della morte è espressa con un analogia: le macerie di S. Martino sono simbolo del cuore del poeta e del suo dolore.

La morte dei compagni è interiorizzata ed è solo il cuore del poeta l’ultimo legame tra morte e vita.
Quattro strofe in versi liberi.


FRATELLI

Ha due diverse stesure per volontà del poeta di ottenere l’essenzialità:
• La prima (1916) fa parte della raccolta Il porto sepolto (31 parole)
• La seconda (1942) fa parte dell’edizione definitiva de L’Allegria (24 parole).

Nell’aria della notte sconvolta anch’essa x la sofferenza della guerra, la parola fratelli vibra come una foglia appena nata ed esprime la ribellione dell’uomo consapevole della propria fragilità.
Parla di due battaglioni che si incontrano nella linea di confine e si salutano, in uno di questi vi è il poeta che chiama istintivamente fratelli gli altri chiedendo loro a quale reggimento appartengano.

La parola “fratelli” isolata, coincidente con un verso e circondata dallo spazio bianco della pagina, esprime la condizione umana di fraternità.
Vi è un spirito di solidarietà e fratellanza che nasce nel poeta fin da giovane perchè sempre in mezzo a gente di tanti paesi diversi.

Dalla 1° alla 2° versione la similitudine “come una fogliolina appena nata saluto” diventa “foglia appena nata” → con l’abolizione del come e del diminutivo la parola foglia che è più forte di fogliolina simboleggia la forte speranza dei soldati di sopravvivere alla guerra
Forma metrica: versi liberi.


SENTIMENTO DEL TEMPO

Anni del fascismo: dopo le provocazioni delle Avanguardie vi è un “ritorno all’ordine” per l’esigenza di recuperare i valori della tradizione.
Edizione definitiva del 1943 con 70 liriche divise sezioni:
• Prime
• La fine di Crono (Crono, padre di Zeus, è il simbolo del tempo)
• Sogni e accordi
• Leggende
• Inni
• La morte meditata
• L’amore

Vi è il ripristino della metrica tradizionale
• Prevalenza di endecasillabi, settenari e qualche quinario
• Il linguaggio ritorna ad essere aulico
• Maggior uso di aggettivi e dei vocativi (o gioventù... o notte...).

La parola non è più isolata nel verso ma inserita in una frase.
Risente dell’influenza di Bergson per quanto riguarda la percezione del tempo visto come “durata” interiore: porta Ungaretti a riflettere ancora sul dolore e sul mistero della vita e della morte.

Al paesaggio egiziano, parigino e del Carso si sostituisce Roma e la sua campagna.
Sostituisce la dimensione soggettiva (autobiografica → diario) usata nella raccolta precedente con conflitti universali e interrogativi esistenziali che coinvolgono tutti gli uomini.

La sua poesia si interroga sulla fragilità umana.
Può essere diviso in due parti:
1. Riguardante Roma e i suoi paesaggi
2. L’esperienza religiosa favorita da Roma


IL DOLORE

- 1947, divisa in sezioni:
• Tutto ho perduto
• Giorno per giorno
• Il tempo è muto
• Incontro a un pino
• Roma occupata
• I ricordi

- Nasce in seguito a drammatici avvenimenti personali: la morte del figlio Antonietto e del fratello Costantino, inizio della guerra e il ritorno in una patria sconvolta dal conflitto e segnata dall’occupazione e dalla Resistenza.
il sentimento del dolore è al centro della poesia: dolore individuale che si riflette nel dolore collettivo della guerra.

Vi è ancora il paesaggio romano de Il sentimento del tempo, ma ora minacciato dalla guerra e dalla distruzione.
C’è una volontà, in questo paesaggio di guerra, di cercare una forma di solidarietà con gli altri uomini: solo la fraternità permette di superare il dolore causato dalla storia.


LE ULTIME RACCOLTE

1. Terra promessa (1935-53): è un melodramma sulle vicende di Enea, esule da Troia, alla ricerca di una nuova terra promessa dagli dei, k risulta però irraggiungibile. Poesia di vecchiaia e dell’inverno.

2. Un grido e paesaggi (1939-52): tema centrale è il riferimento alla memoria che domina la poesia di Ungaretti.

3. Il taccuino del vecchio (1961): temi sono l’inverno, la fragilità dell’uomo, la solitudine del poeta e la nostalgia per l’innocenza che può essere recuperata solo nella morte.


VITA

1° FASE:
Nacque nel 1888 ad Alessandria d’Egitto da genitori toscani (il padre lavorava al Canale si Suez).
Frequentò scuole di lingua francese → studiò Baudelaire e il filosofo tedesco Nietzsche, lesse Mallarmè e Leopardi.
24 anni: va a Parigi per perfezionare studi → allievo di Bergson, frequentò ambienti intellettuali dell’Avanguardia.

Inizio prima guerra mondiale: torna in Italia e aderisce al movimento interventista il cui leader era Mussolini, che conobbe di persona.
Entrata in guerra dell’Italia (1915): Ungaretti combatté come soldato semplice di fanteria sul Carso e poi in Francia.

Nella trincea del Carso → scrisse Il porto sepolto.
Si stabilisce a Parigi e nel 1920 sposa Jeanne Dupoix, sua compagna fino alla morte.

2° FASE:
1921: ritorna in Italia, aderisce al fascismo e ottiene modesto impiego al Ministero degli Esteri; Sono anni di:
• difficoltà economiche: nascita di 2 figli: Anna Maria, soprannominata Ninon, e Antonietto
• riflessione spirituale: 1928 conversione alla religione cattolica
• intenso lavoro letterario

Anni 1931-33 → intensa attività letteraria:
• Con la pubblicazione del Sentimento del tempo.
• Viaggi all’estero (Francia, Belgio, Spagna, Olanda) come inviato speciale della “Gazzetta del Popolo” di Torino.

3° FASE:
1936: invitato dal governo brasiliano, si trasferì a San Paolo PER insegnare Letteratura Italiana all’Università → 7 anni di lavoro intenso, ma colpiti dalla morte del figlio Antonietto (9anni).

1942: Brasile entra in guerra con gli Anglo-Americani → Ungaretti torna in Italia.
Anche se aveva rotto con il fascismo, lo mettono ad insegnare Letteratura moderna e contemporanea all’Università di Roma.

Dopo la guerra → aumenta la sua fama: ottiene riconoscimenti internazionali.
1969: dà alla stampa presso Mondadori la sua opera completa, Vita d’un uomo, che comprende anche le raccolte delle poesie della vecchiaia: La terra promessa, Un grido e paesaggi, Taccuino del vecchio.

1970: muore a Milano.

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