Concetti Chiave
- Il 1861 segna la fondazione del Regno d'Italia, un periodo di forti problemi sociali e politici che influenzano il proletariato e la classe capitalista emergente.
- Il Verismo si concentra sull'accettazione della vita e sull'analisi dettagliata dell'ambiente, con Verga che ritrae la plebe siciliana in un contesto di pessimismo e fatalismo.
- Le opere di Verga, come "I Malavoglia" e "Vita nei campi", presentano eroi tra "i vinti", evidenziando la dignità e la tragedia della vita post-unitaria.
- In "I Malavoglia", la collettività è protagonista, e la rovina della famiglia di pescatori simboleggia la perdita di valori tradizionali e il conflitto tra aspirazioni e realtà.
- Il realismo, secondo Verga, offre una funzione sociale alla letteratura, descrivendo l'uomo in relazione al suo ambiente e ponendo l'accento sulla sofferenza e il pessimismo della vita.
Fondazione del Regno e Realismo
Il 1861 è stato per l’Italia l’anno della fondazione del Regno: storicamente questo periodo rappresenta anche un momento di problematiche sociali e politiche molto forti, le quali si ripercuoteranno prima di tutto sul proletariato, da contrapporre all’emergente classe capitalista. Il discorso, se spostato sul pensiero e sulla letteratura, porta al momento dell’affermazione del “realismo” e della cosiddetta scuola “verista”, che affonda le sue radici nel naturalismo di Zola, nato in Francia, e che studia le passioni e i fatti umani nei suoi aspetti più desolanti: la miseria, i conflitti di classe, la crisi che porta inevitabilmente alla perversione dei sensi e dello spirito. Il realismo porta quindi in scena un’Italia disagiata, che veniva da anni di lotte per l’unificazione e assolutamente impreparata all’industrializzazione in corso nel resto dell’Europa.
Verismo e sfondo regionale
In linea con il Verismo, che si basa in particolar modo sull’accettazione del vivere e sulla fatalità che incombe sull’uomo, troviamo anche lo sfondo regionale. La ricerca del vero, infatti, presuppone un’analisi dell’ambiente nei suoi più piccoli dettagli: Verga diventa quindi lo scrittore della plebe del borgo siciliano e di quelle province che lui conosce tanto bene, con una lettura pessimistica dell’uomo e dell’ambiente che non lascia spazio alla fiducia in un avvenire migliore.
I vinti di Verga
Gli eroi di Verga sono “i vinti” come ‘Ntoni o come Mastro Don Gesualdo. Superando il positivismo, teso alla riscoperta della dignità della plebe, i suoi “Malavoglia” e “Vita nei campi” saranno un ritratto terribile dell’Italia post-unitaria.
Tragedia dei Malavoglia
Il protagonista dei Malavoglia è la collettività, un “coro” attraverso cui la vicenda umana viene filtrata: il romanzo vuole essere uno studio sincero e spassionato dell’anima della povera gente e racconta la storia di una casa patriarcale trascinata nella rovina a causa della bramosia e dell’insoddisfazione delle proprie umili condizioni. Inizialmente sono i vagheggiamenti del giovane ‘Ntoni a innescare la rovina, ma ben presto si intuisce che la tragedia è già insita in ogni pensiero e in ogni linguaggio di quel popolo del Sud. In realtà i Malavoglia sono una famiglia di pescatori di Aci Trezza, un piccolo villaggio nel catanese, e sono tutt’altro che cattiva gente. La loro storia rappresenta la storia di una famiglia tipo, dedicata al lavoro, al dovere, all’onore domestico. È anche il romanzo della fedeltà alla vita, alle tradizioni antiche e severissime, agli affetti semplici e patriarcali. La tragedia si innesca nel momento in cui questo equilibrio antico si rompe.
L’eroe è Padron ‘Ntoni, uomo di saggezza secolare che tiene insieme i valori della casa e della famiglia. La trama dei personaggi e dei fatti gira intorno a lui e al suo iniziale acquisto di una partita di lupini a credito di Zio Crocifisso (tra l’altro sono lupini avariati), il cui trasporto verso i mercati viene affidato al figlio Bastianazzo e alla barca della famiglia, la “Provvidenza”. Tuttavia, una tremenda tempesta sorprende la barca e Bastianazzo perde la vita: è questo l’inizio della tragedia che si abbatte sulla famiglia, il cui dramma crescerà e distruggerà tutto il resto.
Mastro Don Gesualdo e la roba
Volendo citare un’altra opera, ricordiamo l’analoga vicenda di Mastro Don Gesualdo, la cui voglia di ascesa sociale e la logica utilitaristica lo portano inevitabilmente al fallimento. Rispetto al romanzo precedente, ci troviamo di fronte a un quadro storico diverso (quello delle lotte risorgimentali fra 1820 e 1850) ma il quadro sociale è sicuramente lo stesso: quello dominato dalla “logica della roba” che caratterizza non solo la legge di vita del protagonista principale ma, di fatto, tutte le relazioni tra i personaggi del libro. La mentalità pre-moderna di quello che era il personaggio di Padron ‘Ntoni, legata alla famiglia, al “casa del Nespolo” e ai valori contadini, è mutata in utilitarismo borghese, che guida ascesa e declino del “Mastro-Don”, il quale dapprima riesce a cavalcare con successo l’onda del progresso, ma poi ne viene drammaticamente stritolato, diventando quindi uno dei “vinti” più rappresentativi del ciclo verghiano.
Qual è la funzione sociale del realismo?
Possiamo dunque dire che, con il realismo, la letteratura acquistava una funzione sociale: l’uomo è descritto in relazione all’ambiente in cui vive, con le forze e le leggi della vita che lo condizionavano. Da qui il fondamentale pessimismo degli autori che vi aderirono, il sentimento della vita intesa come decadenza e disfatta e la necessità di rappresentare gli ambienti in cui gli uomini erano inchiodati, vinti, cioè travolti fino alla rovina, alla dissoluzione. Verga, il più grande interprete del verismo, non negava che ci fosse stato un certo progresso nella storia dell’umanità, ma ciò si compiva a spese di sofferenze inenarrabili degli uomini. Per Verga la vita degli uomini recava in sé questa legge di sofferenza, che si rivelava in modo particolare nel momento in cui si pretendeva di uscire dalle forme e dal livello sociale che il destino ci aveva assegnato. Verga non si chiedeva, così come avevano fatto gli autori romantici, a cosa servisse soffrire, quale fosse il significato della vita dell’uomo: rimaneva legato all’accettazione dolorosa della realtà. Pure nei suoi personaggi si riscontra sempre una religione elementare del vivere, che si manifesta mediante alcuni principi fondamentali e primitivi nello stesso tempo: l’amore per la casa, l’amore per la “roba”, cioè una sorta di culto della proprietà, l’onore familiare, il rispetto per la donna, il senso primordiale della giustizia, eccetera. Da ciò la predilezione di Verga per gli ambienti popolari, per gli uomini “primitivi”, perché in essi in modo più evidente si manifestava la legge della vita fissata dal destino.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico che ha portato all'affermazione del realismo in Italia?
- Come si distingue il Verismo nella letteratura italiana?
- Chi sono gli eroi delle opere di Verga e quale messaggio trasmettono?
- Qual è il tema centrale della tragedia dei Malavoglia?
- Qual è la funzione sociale del realismo secondo Verga?
Il realismo si afferma in Italia nel contesto della fondazione del Regno nel 1861, un periodo caratterizzato da forti problematiche sociali e politiche, in particolare per il proletariato, che si contrappone all'emergente classe capitalista.
Il Verismo si distingue per la sua analisi dettagliata dell'ambiente e per la rappresentazione della vita della plebe, con una visione pessimistica che non lascia spazio alla speranza di un futuro migliore, come evidenziato nelle opere di Verga.
Gli eroi delle opere di Verga, come ‘Ntoni e Mastro Don Gesualdo, sono “i vinti”, rappresentando una critica alla dignità della plebe e alla condizione dell'Italia post-unitaria, come si può vedere nei romanzi "Malavoglia" e "Vita nei campi".
La tragedia dei Malavoglia ruota attorno alla collettività e alla rovina di una famiglia di pescatori, simbolo di una vita dedicata al lavoro e ai valori tradizionali, che viene distrutta dalla bramosia e dall'insoddisfazione, evidenziando il dramma della condizione umana.
La funzione sociale del realismo, secondo Verga, è quella di descrivere l'uomo in relazione all'ambiente che lo circonda, evidenziando il pessimismo e la sofferenza insita nella vita, e rappresentando le leggi della vita che condizionano gli individui, spesso portandoli alla rovina.