Concetti Chiave
- La conversione di Verga al Verismo è influenzata da frequentazioni letterarie, il dibattito sulla “questione meridionale”, la teoria di Darwin e un profondo legame con la sua terra.
- Verga definisce il suo “metodo verista” attraverso lettere in cui enfatizza l’impersonalità e la creazione di “documenti umani” con un linguaggio semplice e popolare.
- Il romanzo è considerato da Verga come l'opera d'arte più completa e umana, dove l'autore si eclissa e il lettore percepisce la realtà senza l'interferenza dell'immaginazione.
- Per una riproduzione fedele dell'ambiente, la forma narrativa deve adattarsi al soggetto, utilizzando il linguaggio del contesto descritto.
- La soggettività dei personaggi emerge attraverso gesti e comportamenti, mentre l'autore si mantiene neutrale, permettendo alla realtà di manifestarsi come se la pagina “si fosse fatta da sé”.
Il metodo verista:
Qual è la Conversione di Verga al Verismo?
La “conversione” di Verga al Verismo fu determinato da:
- Le frequentazioni letterarie, soprattutto di Capuana;
- Il dibattito sulla “questione meridionale”;
- La teoria dell’evoluzione di Darwin;
- Il sentimento profondo che lo legava alla sua terra.
I documenti umani:
Il Metodo Verista di Verga
Verga ha indicato in diverse lettere, scritte soprattutto a Capuana, il suo “metodo verista”: la prefazione alla novella L’amante di Gramigna e la prefazione a I Malavoglia.
Nella prima, si rifà al metodo dell’impersonalità di Flaubert e Zola e afferma che il compito della letteratura è produrre “documenti umani”, scritti “colle medesime parole semplici e pittoresche della narrazione popolare”. Per cui il lettore si “troverà faccia a faccia col fatto nudo e schietto”, quindi non frutto dell’immaginazione.
Poi indica nel romanzo “la più completa e la più umana delle opere d’arte”, per cui sarà impossibile riconoscere la mano dell’artista che l’ha generato e sembrerà che l’opera d’arte si sia fatta da sé.
La forma inerente al soggetto e l’eclisse dell’autore:
L'Impersonalità e l'Eclisse dell'Autore
Nella prefazione ai Malavoglia Verga approfondisce l’impersonalità sostenendo che per dare una riproduzione fedele dell’ambiente osservato, la forma deve adeguarsi al soggetto.
Per narrare il “fatto nudo e schietto”, l’autore deve usare il linguaggio del mondo che descrive.
La soggettività dei personaggi deve emergere dalla descrizione dei gesti, parole e comportamenti.
L’intenzione di far emergere la realtà come se la pagina “si fosse fatta da sé”, comporta l’eclisse dell’autore, che non giudica, ma rappresenta avvenimenti.
Domande da interrogazione
- Quali sono i fattori che hanno influenzato la conversione di Verga al Verismo?
- Qual è il concetto di "documenti umani" nel metodo verista di Verga?
- Come si manifesta l'impersonalità nell'opera di Verga?
La conversione di Verga al Verismo è stata influenzata da diverse frequentazioni letterarie, in particolare con Capuana, dal dibattito sulla “questione meridionale”, dalla teoria dell’evoluzione di Darwin e da un profondo legame con la sua terra.
Verga, nel suo metodo verista, sostiene che la letteratura deve produrre “documenti umani” utilizzando parole semplici e pittoresche, permettendo al lettore di confrontarsi con il “fatto nudo e schietto”, senza l'interferenza dell'immaginazione.
L'impersonalità nell'opera di Verga si manifesta attraverso l'adeguamento della forma al soggetto, dove il linguaggio deve rispecchiare il mondo descritto, e la soggettività dei personaggi emerge dai loro gesti e comportamenti, portando all'eclisse dell'autore che si limita a rappresentare gli avvenimenti.