Concetti Chiave
- La letteratura del periodo storico analizzato si concentra sui problemi reali del paese, evidenziando il progresso scientifico come un'illusione che riguarda solo una piccola parte della popolazione.
- Manzoni ha lasciato un'eredità significativa, privilegiando il romanzo con protagonisti umili e un approccio storico-morale, allontanandosi dall'eroe romantico.
- Il verismo italiano, teorizzato da Capuana e Verga, si distingue per l'impersonalità e l'osservazione obiettiva della realtà, rappresentando fedelmente la vita contadina e le specificità regionali.
- Verga si distingue per la sua capacità di immergersi nei personaggi, utilizzando il loro linguaggio e descrivendo i loro sentimenti in modo estremamente realistico e coinvolgente.
- La visione di Verga sulla letteratura contrasta con quella di Zola, poiché Verga ritiene che la letteratura debba solo rappresentare la realtà senza cercare di modificarla, mentre Zola crede nella sua funzione di stimolo al cambiamento sociale.
La letteratura e il progresso scientifico
In questo periodo storico, la letteratura deve avvicinarsi ai problemi reali del paese. Si sottolinea il concetto di progresso scientifico che diventa un nuovo atto di fede. Questo concetto sminuisce il concetto di patria e libertà dell'esperienza letteraria precedente. Tutto ciò porta la letteratura ad osservare la realtà contemporanea e quindi si osserva come il progresso in realtà riguardi solo una piccola percentuale della popolazione. Ci si rende conto che l'uomo è condizionato dai fattori economici e dalla contraddizione dei sentimenti. Viene privilegiata la prosa rispetto alla lirica.
Manzoni e l'eredità del romanzo
Manzoni lascia una bella eredità: la preferenza per il romanzo, esperienza quasi vicina al realismo, protagonisti popolari e umili, sparisce l'eroe romantico, presenza di ricostruzione storica, principi moraleggianti.
Qual è il verismo italiano e i suoi teorici?
Perché questo termine in Italia? Perché questa corrente è la forma più aderente alla verità dei fatti. Capuana e verga sono stati i teorici di questo movimento italiano. Essi definiscono il principio di impersonalità come tecnica narrativa. Lo scrittore deve essere obiettivo, distaccato e deve limitarsi ad osservare senza interpretare o giudicare. Il verismo si limita a rappresentare una realtà contadina nella tipicità delle singole regioni e quindi quello che emerge è un ritratto di usi costumi e mentalità tipici. Tutto questo non c'è nel naturalismo francese. Poiché il verismo italiano si occupa di cogliere la vita nei suoi problemi concreti nei luoghi meridionali più bisognosi e ignoti. Gli scrittori non hanno impegno civile o politico, sono solo scrittori narrativi. Scrivono solo ciò che vedono. Per fare questo tipo di letteratura serve una lingua adatta che sia vicina agli ambienti descritti. Nasce uno strumento linguistico originalissimo. Si lascia parlare uomini e cose per descrivere una semplicità eloquente. Il verismo dai critici è sentito come un approdo del romanticismo perché alcune strade prese dal romanticismo approdano, si completano con il verismo. Es. Ricerca della verità.
Verga e la sua produzione letteraria
Verga è l'autore che per eccellenza ha realizzato un tipo di letteratura che comprende tutti questi punti. Lui fa una cosa che non ha fatto nessun altro verista o realista perché lui seppe calarsi all'interno dei personaggi descrivendone perfettamente i sentimenti utilizzando il loro stesso linguaggio. È come se lo scrittore avesse annullato la propria figura per diventare i personaggi rappresentati.
La produzione significativa di verga inizia a Firenze e milano nel 1866. Una peccatrice e storia di una capinera. A milano finisce Eva poi compone eros. Questi romanzi sono considerati dagli studiosi un esempio di realismo poiché perché verga analizza le piaghe psicologiche e sociali, sebbene essi si concentrino ancora in un clima tardoromantico perché si incentrano su passioni e sono scritte in modo enfatico ed emotivo, inoltre parla di ambienti aristocratici.
Nel 1878 esce un romanzo diverso dalle esperienze precedenti e non presenta ambienti mondani, grandi passioni, soggettivismo esasperato ecc. Ovvero rosso Malpelo storia di un garzone che vive un ambiente durò e disumano narrata con linguaggio nudo e crudo che riproduce il modo di raccontare popolare. Aveva già scritto Nedda che descriveva la vita di un bracciante ma con toni ancora melodrammatici. Si può dire che la conversione avviene con Rosso Malpelo. L'approdo al verismo non va preso come una svolta drammatica ma come una chiarificazione progressiva,con l'ausilio di strumenti nuovi: la concezione materialistica e l'impersonalità. Con questa nuova tendenza verga non vuole abbandonare gli ambienti sociali ma vuole analizzarli con le tecniche veriste fino ad arrivare anche agli ambienti aristocratici.
Il metodo narrativo di Verga
Nuovo metodo narrativo alla cui base ci sta il concetto di impersonalità. Secondo verga la rappresentazione artistica deve conferire al racconto l'impronta di cosa realmente avvenuta. Il racconto deve essere anche narrato in modo da porre il lettore faccia a faccia con il fatto avvenuto così che non vena visto attraverso i filtri dello scrittore. Lo scrittore deve eclissarsi e non deve intervenire con commenti e opinionj. L'autore deve calarsi nei personaggi che racconta. Deve essere invisibile. Così il lettore avrà l'impressione di assistere ai fatti, dovrà essere inserito nelle vicende senza che nessuno gli spieghi gli antefatti. I personaggi si fanno conoscere tramite e azioni e ciò che dicono.
La poetica di verga è originale e innovativa e si stacca dalla tradizione e dal verismo straniero. Non troviamo il narratore onnisciente tradizionale perché il punto di vista dell'autore non si avverte mai, la voce che racconta è allo stesso livello dei personaggi. Il narratore si mimetizza nei personaggi e nelle vicende. Egli adotta il loro modo di pensare la loro etica e morale. È come se a raccontare fosse uno di loro.
Pessimismo e distacco nella poetica verista
Che cosa induce verga ad applicare il principi dell'impersonalità e del distacco così rigorosamente? Secondo lui chi osserva la lotta per l'esistenza non ha il diritto di giudicarla. Allo stesso modo l'autore non deve giudicare la materia che va a rappresentare. Alla base dell'ideologia verista ci sta un forte pessimismo: la società è dominata soprattutto dalla selezione naturale quindi dalla lotta per la vita. Gli uomini sono mossi dall'interesse economico dall'egoismo e dalla ricerca dell'utile. Questa è una legge di natura e di conseguenza immodificabile. Inoltre egli è un materialista ed è ateo per cui esclude ogni consolazione religiosa. Se è impossibile modificare questa situazione allora è inutile intervenire nel racconto e resta solo di rappresentarlo così come è. Così la letteratura non può cambiare la realtà ma può aiutare a studiarla.
Verga è un conservatore perciò esprime dissenso per le ideologie progressiste democratiche e socialiste che egli giudice fantasie infantili e ingannevoli. Questo pessimismo e distacco non devono far pensare ad una convivenza forzata tra verga e la realtà, ma egli opera così per prendere consapevolezza degli aspetti negativi. Perciò il pessimismo verista non è un limite ma uno strumento conoscitivo volto anche a suscitare riflessioni. Verga tra l'altro rifiuta tutti i vari miti che da sempre trionfano nella letteratura, in particolare egli presenta in maniera del tutto innovativa l'ambiente rurale. Infatti esso prima era visto come un eden e come un luogo in cui rifugiarsi, in verga invece la campagna è guidata dalle stesse corruzioni che si trovano in città e in generale nel mondo moderno e verga ne descrive ogni disumanità ogni aspetto negativo con estrema crudezza meticolosa.
Confronto tra Verga e Zola
In Zola la voce che racconta riproduce il modo di vederla dell'autore che guarda dall'esterno la materia e interviene spesso. (Verga no,). Esempio: in Zola il gergo è utilizzato solo qualora intervenisse un personaggio popolare.
Zola è convinto che la letteratura possa contribuire a cambiare la realtà ed ha fiducia nella sua funzione, come studio dei problemi sociali e da' stimolo alle riforme. (Verga no). Zola ha fiducia nella letteratura perché è uno scrittore borghese democratico e vive in un contesto dinamico soggetto a modifiche e in u a società già molto sviluppata industrialmente in cui non ci sono molti conflitti poiché abbiamo una borghesia consapevole e un proletariato combattivo e organizzato. Verga invece è il classico proprietario terriero conservatore e inserito in un mondo agrario immobile e arretrato. Estraneo alla visione dinamica dal capitalismo moderno. Abbiamo ancora la borghesia stronza e i contadini estranei alla storia.
Verga: la lettura fa conoscere la realtà ma non la fa modificare. Zola: la lettura fa conoscere la realtà e può aiutare a modificarla.
La nuova impostazione narrativa di Verga
La nuova impostazione narrativa inaugurata con Rosso Malpelo la ritroviamo in altri romanzi (cavalleria rusticana, Jeli il pastore, fantasticheria e l'amante di gramigna. Robe contenute nella raccolta vita dei campi. Tuttavia questi lavori presentano ancora un atteggiamento romantico e rappresentano la campagna come un luogo ancora mitico dominato da passioni violente a che si presenta come l'antitesi del mondo borghese.
Il ciclo di romanzi di Verga
In una lettera a Salvatore Verdura, verga esprime la volontà di fare un ciclo di romanzi in cui mettere al centro un quadro sociale, cercare di delineare la fisionomia della vita italiana moderna passando in rassegna tutte le classi, dai ceti popolari ai ceti borghesi. Criterio unificante di questo ciclo è il principio della lotta per la sopravvivenza. (I malavoglia - Mastro don Gesualdo - la duchessa di Leyra). In questo ciclo anche il linguaggio si adatta alle varie classi.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo del progresso scientifico nella letteratura di questo periodo?
- Quali sono le caratteristiche principali del verismo italiano secondo i suoi teorici?
- In che modo Verga si distingue dagli altri autori veristi?
- Qual è la visione di Verga riguardo alla lotta per l'esistenza e al pessimismo?
- Come si differenziano le visioni di Verga e Zola riguardo alla letteratura e alla realtà?
Il progresso scientifico diventa un nuovo atto di fede, spingendo la letteratura ad avvicinarsi ai problemi reali del paese e a osservare la realtà contemporanea, evidenziando come esso riguardi solo una piccola parte della popolazione (testo).
Il verismo italiano, teorizzato da Capuana e Verga, si basa sull'impersonalità e sull'osservazione obiettiva della realtà, rappresentando la vita contadina senza giudizi, e utilizzando una lingua adatta agli ambienti descritti (testo).
Verga si distingue per la sua capacità di calarsi nei personaggi, descrivendo i loro sentimenti con il loro stesso linguaggio, annullando la propria figura di scrittore per diventare parte della narrazione (testo).
Verga adotta un forte pessimismo, ritenendo che la società sia dominata dalla selezione naturale e dall'egoismo, escludendo ogni consolazione religiosa e sostenendo che la letteratura non può cambiare la realtà, ma solo rappresentarla (testo).
Mentre Zola crede che la letteratura possa contribuire a cambiare la realtà e stimolare riforme, Verga sostiene che la lettura serve a conoscere la realtà ma non a modificarla, mantenendo un approccio conservatore e distaccato (testo).