fralo9 di fralo9
Ominide 11 punti

La roba di Mazzarò


Camminando per la campagna un viandante, chiedendo per svago di chi fosse la terra lungo cui stesse camminando, gli veniva risposto essere di Mazzarò.
Parimenti l'immensa vigna e la fattoria grande come un piccolo paese.
Ogni lembo di terra apparteneva a Mazzarò.
Quest'uomo a vederlo non "avrebbero dato un soldo" quanto era basso e piccolo, ma questi era un uomo che, come mastro-don Gesualdo, si era fatto da solo, e sin da piccolo lavorava costantemente 14 ore al giorno, fino a prendere la febbre, qualsiasi tempo fosse: soleggiato, tempestoso o ventoso, egli non se ne curava ne si dava per vinto.
Egli lottò così tanto che alla fine tutta la roba del padrone per cui lavorava divenne sua, pezzo dopo pezzo.
Mazzarò, a differenza del padrone, quando poteva acquistava terre, ma non sperperava mai i soldi, non si concedeva lussi di alcun genere, e faceva investimenti intelligenti ottenendo più roba di quanta ne avesse il re.
Nonostante disponesse di un'ingente somma di denaro, Mazzarò non viaggiava mai con 12 tari in tasca e mangiava sempre pane e cipolla.
Era solito spronare i suoi lavoratori, specialmente i più giovani, e non concedeva mai più del necessario o della solita paga.
Quando gli venne detto che avrebbe dovuto cominciare a pensare alla sua anima poiché prossimo alla morte e senza eredi ne moglie, dato che l'unica donna della sua vita era stata sua madre, egli perdeva il senno ed usciva gridando ed ammazzando il bestiame gridando "vientene con me, roba mia!"

Mazzarò e la figura del "self made man"


La novella di Mazzarò, pubblicata nel 1880, 9 anni prima di Mastro-don Gesualdo, è il precursore della figura del self made man. Come Mazzarò anche Gesualdo si è procurato tutti i possedimenti grazie al duro lavoro e alla forza di volontà, ma quest'ultimo racchiude in se una figura molto più complessa e sviluppata a 360°, poiché infatti Mastro-don Gesualdo proverà dei sentimenti d'affetto non solo verso la sua roba, conquistata con molta fatica, ma soprattutto verso una moglie e una figlia; due amori che lo porteranno alla sua rovina.

Lo Straniamento, e lo straniamento rovesciato


Lo straniamento consiste nel far apparire la normalità come strana ( si pensi all'episodio dell'affetto mostrato dalla madre nei confronti di Ranocchio incompreso da Rosso Malpelo che lo trova strano); lo straniamento rovesciato, al contrario si ha quando ciò che è strano viene fatto apparire come normale ( si pensi alla spropositata avidità di Mazzarò per la roba che viene considerata del tutto normale dai compaesani al punto che un difetto diventa virtù, una qualità da invidiare ed elogiare).
Hai bisogno di aiuto in Giovanni Verga?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017