Concetti Chiave
- Giovanni Verga, nato nel 1840 a Catania, è un importante esponente del Verismo italiano e ha influenzato la letteratura e il cinema neorealista.
- La novella "Rosso Malpelo" narra la vita di un bambino maltrattato per il suo aspetto, che, dopo la morte del padre, accetta un lavoro pericoloso per essere ricordato.
- In "La roba", Mazzarò è un uomo astuto che accumula terre e vive per la sua “roba”, trascurando i legami affettivi e temendo la vecchiaia.
- Le opere di Verga mettono in luce la lotta per la vita, l'astuzia e il materialismo, evidenziando la crisi dei valori tradizionali e affettivi.
- Il personaggio di Mazzarò rappresenta la perdita dei valori familiari, con un’ossessione per il possesso materiale che supera ogni legame affettivo.
In questo appunto viene descritta in modo dettagliato la novella di “Rosso Malpelo” e “la roba” dello scrittore Giovanni Verga. Di seguito vengono riportate delle informazioni sullo scrittore Verga e l’analisi delle due novelle: Rosso “Malpelo” e “La roba”.
Informazioni salienti sullo scrittore Giovanni Verga
Giovanni Verga è nato il 2 settembre del 1840 a Catania, da una famiglia di lavoratori terrieri siciliani ed è morto il 27 gennaio 1922. Viene ricordato per essere stato un romanziere ma anche scrittore di racconti e drammaturgo, il più importante del Verismo italiano. Il suo talento si è affermato pian piano ma i critici moderni lo hanno valutato come uno dei più grandi romanzieri italiani. La sua importanza fu particolarmente marcata sulla generazione di autori italiani del secondo dopoguerra. Un’opera diventata punto di riferimento del movimento cinematografico neorealista è stata “La Terra trema”, film di Luchino Visconti che si è ispirato proprio al romanzo di Verga intitolato “I malavoglia”.Per ulteriori approfondimenti sulle novelle di Verga vedi anche qua
Giovanni Verga e la novella “Rosso Malpelo”
Con la pubblicazione di “Rosso Malpelo” si ha la svolta di Giovanni Verga al Verismo. La novella di “Rosso Malpelo” racconta di un bambino siciliano che viene valutato malvagio solamente per il suo aspetto fisico. Questo suo aspetto fisico fa sì che il bambino venga chiamato in un altro modo, Rosso Malpelo, dove chiunque si dimentica il suo nome di battesimo e lo tratta male addirittura sua madre. L’unico che gli voleva bene era suo padre.Quest’ultimo però, a causa di un incidente, muore e Malpelo rimane definitivamente da solo. Inizia a lavorare da piccolino nella cava dove lavorava il padre. Tutti alla cava lo maltrattavano, tanto che lo prendevano a calci. Egli con questi calci si rinforzava per poi sfogare su qualcuno che, nella scala sociale, era al di sotto di lui. Si trattava di un povero asino costretto a subire tutti gli sgarbi di Malpelo così come Malpelo subiva da tutti gli essere umani che lo conoscevano. Malpelo trascorreva maggior parte delle giornate a lavorare nella cava; ritornava a casa solo il sabato sera però al suo arrivo lo aspettavano i maltrattamenti della mamma e di sua sorella. Malpelo andava avanti nella sua vita. Conosce Ranocchio, un ragazzino sfortunato come lui, questo era più piccolo e più debole. Malpelo iniziò così a sfogare anche su di lui come faceva con l’asino. Lui lo faceva per spronarlo. Tra i due ragazzi si instaurò un bel rapporto. Ranocchio però si ammalò e Malpelo fece un gesto di grande gentilezza. Con i suoi soldi andò a comprargli del cibo. Ma questo però non fece si che Ranocchio guarisse e così morì. Malpelo subì molto questa perdita, come quando perse il padre. A questo punto Malpelo si rese conto che non aveva più niente da fare e così accettò un lavoro che nessuno avesse mai accettato. Doveva scavare un passaggio sotterraneo che collegasse con il pozzo. Questa era un’impresa enorme, da dove c’erano poche possibilità di restare in vita. Alla cava tutti pensarono a lui. Malpelo era contento di questo sia perché sarebbe morto nella cava dove era morto il padre ma anche perché com’era accaduto molti anni prima una persona si era persa e tutti ancora parlavano di lui. Malpelo era contento perché in questo modo dopo la sua morte tutti lo avrebbero ricordato come una leggenda.
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Giovanni Verga e la “La roba”
La “roba” è una novella di Giovanni Verga diffusa verso la fine dell’Ottocento all’interno della raccolta “Novelle Rusticane”. Questa novella racconta di Mazzarò, uomo molto furbo che grazie alla sua intelligenza riesce ad accumulare molte proprietà. Il racconto inizia con la descrizione di tutte le sue terre, tutto ciò che si riesce a vedere è proprietà di Mazzarò. Mazzarò, inizialmente, era un bracciante e l’unico suo pensiero e scopo era la roba, cioè la terra. Egli riesce nel suo intento, grazie alle sue doti intellettive; infatti, riesce ad impossessarsi delle proprietà del suo ex padrone, tranne di uno scudo che era presente davanti al portone. Egli riusciva sempre ad ottenere ciò che voleva grazie alla sua astuzia ed era così attaccato alle sue terre che quando doveva pagare l’imposta fondiaria a re gli veniva la febbre. Egli inoltre non aveva nessun vizio, controllava sempre i lavoratori e per lui non erano importanti i soldi ma le terre. Il suo rammarico più grande era l’avvicinarsi della vecchiaia, la quale la reputava un’ingiustizia, e per questo invidiava i giovani. Addirittura, egli voleva portare con se la sua roba, conquistata con grande fatica, dopo la morte. Verga mette in evidenzia la lotta per la vita; questa volta però riguarda l’intelligenza, l’astuzia che rende succube i più stupidi. Per di più, un altro aspetto considerevole è la scissione della famiglia, infatti, si ha la perdita dei valori tradizionali e la prevalenza del meccanismo e del materialismo cioè il conquistare la roba. Esempio di ciò è il fatto che la madre di Mazzarò gli era costata 12 denari, quindi l’aspetto affettivo scompare, facendo diventare più importante l’aspetto materiale.Per ulteriori approfondimenti sulle novelle di Verga vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto storico e culturale in cui si inserisce Giovanni Verga?
- Qual è il tema centrale della novella "Rosso Malpelo"?
- Come si sviluppa il rapporto tra Malpelo e Ranocchio?
- Qual è la figura di Mazzarò nella novella "La roba"?
- Quali sono le conseguenze della mentalità materialista nella novella "La roba"?
Giovanni Verga, nato nel 1840 a Catania, è considerato il più importante esponente del Verismo italiano, influenzando profondamente la letteratura e il cinema, come dimostra il film "La Terra trema" di Luchino Visconti, ispirato al suo romanzo "I malavoglia".
"Rosso Malpelo" racconta la storia di un bambino maltrattato a causa del suo aspetto fisico, evidenziando la solitudine e la violenza che subisce, sia dagli adulti che dai suoi coetanei, fino a giungere a una tragica accettazione del suo destino.
Malpelo, inizialmente violento, sviluppa un legame con Ranocchio, un ragazzo più debole, mostrando un gesto di gentilezza quando cerca di aiutarlo, ma la morte di Ranocchio segna profondamente Malpelo, accentuando la sua solitudine.
Mazzarò è un uomo astuto e materialista che accumula terre e proprietà, rappresentando la lotta per la vita attraverso l'intelligenza e l'astuzia, mentre il suo attaccamento alla "roba" evidenzia la perdita dei valori affettivi in favore del materialismo.
La novella mette in luce la scissione della famiglia e la prevalenza del materialismo, dove l'affetto è sostituito dall'ossessione per le proprietà, come dimostra il rammarico di Mazzarò per l'avvicinarsi della vecchiaia e la sua paura di perdere ciò che ha accumulato.