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Concetti Chiave

  • "Temporale" di Giovanni Pascoli è una ballata di settenari con una struttura formale che include un verso isolato e sei versi in rima alternata e baciate.
  • La descrizione impressionistica dello scenario preannuncia il temporale attraverso colori contrastanti, come il rosso del tramonto e il nero del cielo, con un casolare bianco che evoca un'ala di gabbiano.
  • La poesia nasconde significati simbolici legati al passato del poeta, utilizzando colori con accezioni negative e rappresentando il casolare bianco come simbolo di purezza e nido.
  • Pascoli impiega diverse figure retoriche, come allitterazioni e onomatopee, per evocare sensazioni visive e uditive, creando immagini vivide e simboliche.
  • Il nesso analogico centrale è tra il casolare e l'ala del gabbiano, simboleggiando la protezione e la capacità di affrontare le intemperie, riflettendo il desiderio di ricostituire il nido familiare.

In questo appunto di Italiano viene spiegata la poesia “Temporale” di Giovanni Pascoli, attraverso l’analisi della forma (strofe, versi e rime), la descrizione dello scenario presentato dal poeta, lo studio delle figure retoriche e dei significati simbolici nascosti.
Giovanni Pascoli - Temporale, analisi del testo articolo

Indice

  1. Forma: strofe, versi e rime
  2. Descrizione impressionistica dello scenario
  3. Figure retoriche e significati simbolici

Forma: strofe, versi e rime

Un bubbolìo lontano...
Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano.

“Temporale” è una poesia di Giovanni Pascoli, inserita nella sezione In campagna di Myricae (1894). Si tratta di una piccola ballata di settenari, divisi in due strofe. La prima strofa è composta da un solo verso, mentre la seconda strofa ha sei versi. Il primo verso è in rima con l’ultimo, mentre nella parte centrale le rime sono prima alternate (BCB) e poi baciate (CC). Il fatto che il primo verso sia isolato, trasmette un senso di sospensione e ci fa entrare nella poesia. "Rosseggia" è l’unico verbo e ha una funzione predicativa: quando leggiamo "rosseggia", ci immaginiamo pervasi da questo colore rosso. Seguono, poi, sei proposizioni coordinate per asindeto, cioè senza congiunzioni.

Descrizione impressionistica dello scenario

Lo scenario descritto dal poeta si presenta come un bozzetto impressionistico. Il poeta, infatti, descrive in modo impressionistico gli elementi naturali che preannunciano l’arrivo del temporale. È come se Pascoli dipingesse en plain air, come facevano gli impressionisti, la natura che lo circonda. Si sente da lontano un brontolio nel cielo, l’orizzonte da una parte è rosso, perché siamo al tramonto, mentre, dall’altra parte, è nero. In mezzo, vi sono degli stracci di nubi chiare. Sulla terra, ormai avvolta dall’oscurità, si scorge, nel nero, un casolare di colore bianco. Questo bianco, in mezzo all’oscurità della terra, evoca l’ala di un gabbiano, che si staglia nel cielo.
Per ulteriori approfondimenti sulla descrizione impressionistica dello scenario vedi anche qua
Giovanni Pascoli - Temporale, analisi del testo articolo

Figure retoriche e significati simbolici

Ad una prima lettura, sembra una poesia molto semplice e discorsiva, per via delle sensazioni visive che suscita. Tuttavia, questa poesia nasconde molti altri significati simbolici, che evocano ricordi legati al passato del poeta. La poesia inizia con un’impressione uditiva (il bubbolìo) e prosegue con tutta una serie di impressioni visive, suscitate da colori forti, che hanno anche un’accezione negativa, quasi infernale, dal punto di vista simbolico. “Rosseggia” richiama il rosso color fuoco. Un altro colore che troviamo nella poesia è nero pece, insieme al bianco delle nubi e del casolare. Il poeta, quindi, ci offre questa sorta di tavolozza di colori.
Per quanto riguarda le figure retoriche di suono, c’è una ripetizione della “o” nei primi versi. Questa figura retorica, che consiste nella ripetizione delle stesse sillabe o delle stesse vocali in due o più parole, si chiama allitterazione. La ripetizione della “o” rende oscuro il suono, per evocare l’oscurità del panorama. Un’altra figura retorica è l’onomatopea, che troviamo nel primo verso. La sonorità della parola bubbolìo, che evoca il rombo del temporale, ci avvicina al significato. L’onomatopea, infatti, è costituita da parole che imitano un verso, un suono naturale o quello prodotto da un oggetto. L’analogia è un’altra figura retorica particolarmente importante, utilizzata spesso da Pascoli e dai poeti simbolisti. Essa consiste nell’accostamento tra due o più parole, che sono simili tra loro per il significato. In questo caso, l’analogia riguarda l’intuizione che il colore del casolare è bianco, come l’ala del gabbiano. Si tratta di un collegamento che non è direttamente logico, ma analogico, e per essere compreso va spiegato, perché non è immediatamente intuibile. Pascoli utilizza anche la metafora, cioè un paragone abbreviato. In questo caso, "nero di pece" è un paragone abbreviato, che sta a significare “nero come la pece”. Altra metafora è “stracci di nubi chiare”, che vuole dire che le nuvole hanno la forma a brandelli come stracci. Si tratta, anche in questo caso, di un paragone abbreviato utile a trasmettere un’immagine molto più efficace e rapida. Oltre alle metafore, vi è una similitudine, quando il poeta scrive “rosseggia come affocato”, cioè come di fuoco. “Nero di pece” e “stracci di nubi” sono anche due ipallagi, ma non solo: si tratta anche di sintagmi tipici in Pascoli, che trasmettono un’idea di infinitezza. Infatti il nero e gli stracci sono posti in un piano superiore rispetto ai sostantivi, pece e nubi, a cui si riferiscono. Quindi anche qui emerge il linguaggio analogico del poeta. Vi è una fortissima analogia tra il casolare e l’ala del gabbiano. Questo è il nesso analogico più importante di tutta la lirica. Tra le nuvole nere del temporale c’è un casolare, a cui è accostata un’ala di gabbiano. Il casolare ha un significato figurato che rimanda al nido. Per Pascoli, il nido è sempre stato l’obiettivo di tutta la sua vita. Egli, infatti, ha sempre cercato di ricostituire il nido famigliare con le sorelle Ida e Mariù. Il casolare rappresenta il nido, ed è bianco, quindi puro come l’ala del gabbiano. Il colore bianco rappresenta, infatti, per la nostra cultura, la purezza. L’ala protegge e difende dal male. Allo stesso tempo, le ali sono anche gli arti che permettono il volo degli animali. Il gabbiano è uno di quegli animali capaci di volare in mezzo alle intemperie, alle burrasche, alle tempeste. Quindi tutto ciò è racchiuso in questi due versi così significativi. Non solo: come nella poesia il tuono, il mondo esterno è percepito come una minaccia. In Pascoli ciò emerge spesso: il mondo esterno percepito come una minaccia a cui contrapporre il meraviglioso mondo entro cui si può trovare la cura e la protezione.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è la struttura formale della poesia "Temporale" di Giovanni Pascoli?
  2. "Temporale" è una piccola ballata di settenari, divisa in due strofe: la prima ha un solo verso e la seconda sei versi, con rime alternate e baciate, creando un senso di sospensione (testo).

  3. Come viene descritto lo scenario nella poesia?
  4. Lo scenario è presentato in modo impressionistico, con colori forti che preannunciano il temporale: l'orizzonte rosso al tramonto e il nero delle nubi, evocando un'immagine vivida della natura (testo).

  5. Quali figure retoriche sono utilizzate da Pascoli nella poesia?
  6. Pascoli utilizza diverse figure retoriche, tra cui allitterazione, onomatopea, analogia, metafore e similitudini, per evocare sensazioni visive e uditive, rendendo la poesia ricca di significati (testo).

  7. Qual è il significato simbolico del casolare e dell'ala del gabbiano?
  8. Il casolare rappresenta il nido, simbolo di protezione e purezza, mentre l'ala del gabbiano evoca la capacità di affrontare le tempeste, riflettendo il desiderio di Pascoli di ricostruire il nido familiare (testo).

  9. Come viene percepito il mondo esterno nella poesia?
  10. Il mondo esterno è percepito come una minaccia, in contrasto con il meraviglioso mondo interiore che offre cura e protezione, un tema ricorrente nella poetica di Pascoli (testo).

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