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Temporale - Pascoli


La poesia Temporale di Giovanni Pascoli contiene tutte le tematiche più comuni e importanti che si possono trovare nelle sue opere. La poesia è composta da sette versi settenari divisi in due strofe, di cui la prima è composta solo da un verse. Lo schema metrico corrisponde a ABCBCBA, la rima è quindi circolare e baciata. La poesia inizia in medias res e ci si imbatte immediatamente in una figura retorica, bubbolio (v.1) è una onomatopea. Vi è una similitudine tra l’orizzonte rosso come se fosse stato di fuoco. La poesia è ricca di allitterazioni della o. Il ritmo del testo è cadenzato, cresce nella descrizione del casolare e si acquieta quando nella scena si staglia la figura del casolare. Il linguaggio utilizzato è molto semplice e comprensibile, le unioni tra i versi e le parole sono bambinesche e lineari. La figura retorica più importante è l’analogia tra il casolare e l’ala di gabbiano degli ultimi due versi. Sono simboli che vanno a rappresentare la salvezza data dalla famiglia, nel caos, ovvero la tempesta. Il casolare è concepito come il nido e l’ala di gabbiano la protezione ulteriore garantita dalla famiglia. E’ presente un solo verbo al secondo verso rosseggiare, che introduce immediatamente all’ambiente ricco di agitazione. La poesia è basata sui suoni e sui colori. Troviamo l’orizzonte rosso, il cielo nero, le nubi bianche e nere che nascondo tra di loro l’ala bianca e limpida del gabbiamo vicino a un casolare. Questa modalità di rappresentazione degli stati d’animo tramite immagini è chiamata simbolismo, una tecnica che Pascoli sfrutta in quasi tutti i suoi componimenti. I simboli presentano la necessità e lo stato d’animo dell’autore. Il tema predominante è quello del nido famigliare. I toni cupi diventano sbiaditi al termine della composizione quando in seguito alla comparsa del casolare e l’ala di gabbiano l’animo del poeta si rasserena all’idea di protezione casalinga. Nei versi iniziali è predominante il tema della tristezza, il temporale e la sua descrizioni sono infatti paragonati al dolore. Se sensazioni del poeta sono di tormento, disagio, fastidio, abbandono. La minaccia del temporale sottolinea l’evidente fragilità dell’autore e accende in lui il desiderio di rifugio. Pascoli si rappresenta come un bambino, il poeta fanciullino, che guarda la tempesta con stupore e ne cogli gli aspetti nascosti, salvo poi spaventato dai tuoni aver bisogno della mamma che lo coccoli e lo rassicuri. La figura del bambino spaventato è ricorrente anche nella poesia “Il tuono” dove si descrive il fragore notturno di un tuono improvviso. Oltre alle tematiche condividono anche uno stile simile, anch’essa inizia in medias res, è ricca di onomatopee e colori sottolineati dalle allitterazioni della lettera o. Pascoli utilizza un volatile in una sua analogia anche nell’opera “X Agosto”, dove compara la rondine che porta dai sui piccoli nel nido gli insetti a suo padre che torna al focolare con piccoli regali per i suoi figli. La vita di Pascoli influenza anche questo componimento, il desiderio di nido famigliare che gli è stato tolto con la morte di tutti i famigliari tranne due sorelle è palese. Il poeta non fa mai accenno a relazioni sentimentali, poiché ne è terrorizzato, ma ha come unico obbiettivo la ricostruzioni del nucleo famigliare paterno.
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