Giovanni Pascoli

1) Inquadra storicamente l’autore:
Negli ultimi decenni dell’ottocento, periodo nel quale Pascoli compì la propria formazione culturale, l’Europa attraversò un periodo di crisi e di trasformazione che ebbero ampie ripercussioni nel mondo della cultura e della produzione artistica.
I cambiamenti furono profondi: si passò dall’ottimismo, che aveva caratterizzato la metà del secolo, generato dalla fiducia totale nella ragione come strumento di conoscenza e di progresso, alla concezione della realtà come mistero non razionalmente decifrabile e all’irrompere di timori, causati dalla perdita di certezze e dal presagio di immani catastrofi (la Prima guerra mondiale).
Esse apparivano la probabile conseguenza dall’ansia di dominio delle grandi potenze, che stavano spartendo il controllo economico e politico del mondo. Un tale scenario ebbe origine quel fenomeno artistico e culturale che viene definito Decadentismo.

La concezione della poesia come rivelazione dell’ignoto, la tendenza a cogliere nelle cose il senso del mistero e il simbolo che si cela dietro l’apparenza, accomunano Pascoli ai simbolisti francesi (Baudelaire, Verlaine, Rimbaud) e alla sensibilità D’Annunzio; ma se per gli uni l’ansia di evasione da un presente che spesso opprime si esprime nella ricerca di mondi esotici e per l’altro nella sperimentazione di sensazioni raffinate, per Pascoli la via da percorrere è la “fuga” nel proprio passato, nel ripiegamento intimistico, nel vagheggiamento della campagna e delle umili cose.

2) Da cosa fu segnata l’esperienza di Pascoli?
La sua esistenza fu profondamente segnata dalla morte del padre e dalla perdita di quasi tutti gli altri famigliari, traumi che lo spinsero a instaurare un legame morboso con le due sorelle rimastegli e gli impedirono di realizzarsi pienamente nella vita di relazione esterna al nido domestico. Questa condizione di fragilità psicologica costituisce il punto di partenza della sua poesia, che sotto l’apparente candore fanciullesco cela una sensibilità tormentata e tipicamente decadente.

3) Cosa rispecchia la visione del mondo pascoliana?
La visione del mondo Pascoliana rispecchia le tendenze degli ultimi decenni dell’ottocento, periodo in cui Pascoli compì la propria formazione culturale, e furono:
-La crisi del positivismo
-La sfiducia nella scienza
-Il senso del mistero della realtà:
Anche in lui sorge una sfiducia nella scienza come strumento di conoscenza e di ordinamento del mondo, al di là dei confini limitati raggiunti dall’indagine scientifica Si passò dall’ottimismo generato dalla fiducia totale nella ragione e nella scienza come strumento di conoscenza e di progresso, alla concezione della realtà come mistero non razionalmente decifrabile e all’irrompere di timori, causati dalla perdita di certezze e dal presagio di immani catastrofi (la Prima guerra mondiale).

La concezione della poesia come rivelazione dell’ignoto, la tendenza a cogliere nelle cose il senso del mistero e il simbolo che si cela dietro l’apparenza.

4) Pascoli era credente?
Pascoli non fu un credente ma nonostante in lui non vi sia una fede religiosa positiva suscitata da quel senso di tensione verso l’ignoto ed il mistero, di Dio vi è in lui nostalgia, ma mai il possesso. Verso la fede cristiana egli ne subisce il fascino ed il rispetto per quello che per lui è un messaggio morale di fraternità che non diventa però per lui ragione di verità.

5) La sua attenzione ai dati sensibili lascia pensare ad un influsso del positivismo?
Per Pascoli i dati sensibili hanno un rilievo fortissimo nella sua poesia, non compongono un quadro logico e oggettivo della realtà, ma si caricano di valenze allusive e simboliche, rimandando a qualcosa di ignoto che è al di là di esse.

6) Dove si esprime la poetica di Pascoli?
La poetica pascoliana trova la sua formulazione più compiuta nell’ampio saggio “Il fanciullino” (1897) Il carattere dominante della poesia di Pascoli è costituito dall’evasione della realtà per rifugiarsi nel mondo dell’infanzia, un mondo rassicurante, dove l’individuo si sente isolato ma tranquillo rispetto ad una realtà che non capisce e quindi teme. La poesia si presenta quindi con un carattere non razionale, ma intuitivo. L’atteggiamento del fanciullo gli permette di penetrare nel mistero della realtà, mistero colto non attraverso la logica, ma attraverso l’intuizione ed espresso con linguaggio non razionale ma fondato sull’analogia e sul simbolo.

Al pari di Adamo anche il fanciullino mette per la prima volta il nome alle cose usando la novella parola, un linguaggio che si sottragga ai meccanismi mortificanti

7) Che idea ha della poesia pascoli?
Pascoli considera la poesia nella sua purezza, formula così la concezione della “poesia pura” ossia quella poesia priva di fini pedagogici, non volta allo scopo di insegnare o ammonire, crede invece in un effetto spontaneo che essa può generare di carattere morale e sociale.

8) Perché per pascoli la poesia induce naturalmente alla bontà e alla solidarietà?
Pascoli nutre il pensiero della poesia pura, ossia quella poesia che non possiede fini pedagogici o pratici. Tuttavia crede che la poesia pura può ottenere effetti spontanei di utilità morale e sociale. Il sentimento poetico infatti dando voce al fanciullino che è in noi placa gli odi e gli impulsi violenti che sono propri degli uomini, induce alla bontà, all’amore, alla fratellanza e placa quel desiderio che spinge gli uomini a sopraffarsi a vicenda. Nella poesia pura per pascoli è implicito un messaggio sociale che invita all’affratellamento di tutti gli uomini al di là delle barriere di classe e nazione che li separano.

9) Il rifiuto della lotta di classe come si trasferisce a livello di stile?
Il rifiuto della lotta di classe si trasferisce anche a livello stilistico. Pascoli ripudia il principio classico che esige una rigorosa separazione tra ciò che è aulico e ciò che non lo è accettando solo la prima categoria, egli invece considera che la ricchezza nella poesia non si trova soltanto nelle cose sublimi ed elevate ma anche nelle piccolezze e quotidianità che vengono rivalutate. A livello stilistico Pascoli affianca termini aulici a termini di gergo comune. (Collegamento domanda 16)

10) Qual è la sua posizione politica? Quale classe viene esaltata da Pascoli?
In gioventù, Pascoli subisce il fascino delle ideologie anarchico-socialiste, ma si allontana dalla militanza politica dopo l’esperienza del carcere e dopo che il socialismo romagnolo si accosta all’ideologia marxista della lotta di classe. Egli abbraccia allora una generica fede umanitaria, nutrita di morale evangelica, e non auspica più un cambiamento radicale dell’assetto sociale, ma un’utopica armonia tra le classi. Il segreto dell’armonia per Pascoli consiste nel fatto che ciascuno si contenti di ciò che ha e che viva felice anche del poco. Ma per l’autore il poco è preferibile al molto e la felicità è realizzabile solo nella dimensione del piccolo borghese. Pascoli mitizza così il mondo dei piccoli proprietari terrieri come mondo sereno e saggio, che difende i valori fondamentali della famiglia e della solidarietà.

11) Come si spiega la derivazione nazionalistica che caratterizza l’ultima stagione della sua produzione?
Il fondamento dell’ideologia di Pascoli è la celebrazione del nucleo famigliare, che si raccoglie entro la piccola proprietà, cementato dai legami di sangue, dagli affetti, dai dolori e dai lutti. Ma questo senso geloso di proprietà chiusa del nido si allarga ad inglobare l’intera nazione. Si collocano qui le radici del nazionalismo Pascoliano. Per questo egli sente con tanta partecipazione il dramma dell’emigrazione dell’Italiano costretto a lasciare il suolo del suo paese, come colui che viene strappato dal nido.

La tragedia dell’emigrazione Italiana porta Pascoli ad ammettere la legittimità delle guerre condotte dalle nazioni proletarie per le conquiste coloniali in modo da dar terra ai sui abitanti più poveri.

12) Quali sono i temi della poesia pascoliana?
I temi ricorrenti nella poesia pascoliana sono i temi della morte, del nido, del suono delle campane, del verso degli uccelli, delle piante e del male della società. Una parte importante della poesia pascoliana è quella di proporre la vita dell’autore e del suo legame con la piccola borghesia che egli rappresenta nella sicurezza del suo nido, e di rappresentare il suo forte senso di umanitarismo pacifico che si manifesta anche nel suo rifiuto di qualsiasi forma di gerarchia. Infatti Tra gli oggetti aulici e umili e tra le parole che li esprimono non vi è più conflitto e d esclusione ma pacifica convivenza, perciò Pascoli sarà cantore sia delle realtà umili e dimesse, sia celebratore delle glorie nazionali ed evocatore di miti ed eroi classici.

13) Quali sono i cardini dell’ideologia e della poetica di Pascoli?
La sua visione della realtà è di tipo irrazionale: sente il senso del mistero che pervade la realtà e nutre sfiducia nella possibilità di conoscerla per via razionale, vede la poesia come una forma di conoscenza pre-razionale alogica, immaginosa. Da un punto di vista stilistico, la sua poesia è caratterizzata dal plurilinguismo, procedimenti analogici e sinestetici, dal fonosimbolismo, da una sintassi spezzata, paratattica ed ellittica. La sua ideologia è caratterizzata dal socialismo umanitario, crede cioè che i rapporti sociali devono fondarsi sulla solidarietà spontanea e sull’amore fra gli uomini. Crede che la poesia sia generatrice di bontà e fratellanza, tutte le cose hanno dignità poetica anche le più umili e dimesse. Celebra la borghesia rurale come depositaria dei valori fondamentali, celebra la patria e giustifica le imprese coloniali che danno terra e lavoro ai diseredati

15) Come si riconosce il pascoli decadente dal pascoli retorico?
Il pascoli retorico si distingue dal Decadente in quanto egli è celebratore della realtà piccolo-borghese e dei suoi valori, è il Pascoli della predicazione sociale e umanitaria che crede nel valore pedagogico della poesia e che per questo può assumere anche le funzioni di poeta ufficiale, di poeta vate mentre D’annunzio offriva alle masse piccolo borghesi un sogno evasivo di gloria, di lusso e di lussuria, che le strappava alla loro mediocrità. Pascoli radicava invece nel pubblico le convinzioni che già possedeva, ribadiva la fede in alcuni valori fondamentali, la proprietà, la famiglia, la devozione e la fedeltà ai morti, l’accontentarsi del poco, la pietà per i sofferenti.

16) Quali sono le caratteristiche del linguaggio pascoliano?
Pascoli nel campo della poesia introdusse elle soluzioni fortemente innovative:
La sintassi è l’aspetto che colpisce nell’immediatezza, si può definire sintassi spezzata e si differenzia dalla normale sintassi della poetica italiana in quanto predilige la struttura paratattica caratterizzata dall’assenza di una struttura gerarchica, dove la coordinazione prevale sulla subordinazione e le frasi vengono spesso collegate per asindeto. Inoltre le frasi sono ellittiche, mancano del soggetto o del verbo.
(Spiegazione: la sintassi classica indicava la volontà di chiudere i dati del reale in specifici rapporti logici, dove gli elementi fossero legati da rapporti gerarchici tra loro, con la frantumazione pascoliana al contrario vi è un rifiuto di queste connessioni logiche, si parla in questo caso di una sintassi che mira a rendere il mistero che circonda le cose e scendere nel profondo della loro essenza, eliminando i rapporti gerarchici abituali.)

Per quanto riguarda il lessico l’autore mescola tra loro termini linguistici diversi, allineando termini tratti da settori differenti, troviamo nei suoi testi: termini aulici della lingua dotta, termini gergali e dialettali, una minuziosa terminologia botanica e ornitologica e parole provenienti da lingue straniere.
Non nascono tuttavia scontri di livelli e conflitti tra le diverse tipologie in quanto anche nel lessico come nella sintassi le parole convivono senza gerarchie.
(Spiegazione: Questo principio formulato nel “Fanciullino”, indica come il poeta voglia abolire la lotta fra le classi di oggetti e parole.)

Gli aspetti fonici sono di grande rilievo, essi nella poesia pascoliana sono in prevalenza riproduzioni onomatopeiche di versi di uccelli o suoni che assumono un intenso valore simbolico, questi suoni possiedono un valore fonosimbolico, tendono ad assumere un significato di per se stessi senza rimandare al significato della parola.
(Spiegazione: Questi suoni non mirano ad una riproduzione del suono di per se, hanno invece la valenza di penetrare nell’essenza segreta dell’oggetto evitando le connessioni logiche, il significante assume valenza più importante del significato della parola.)

La metrica pascoliana è apparentemente tradizionale, ma in realtà con il sapiente gioco degli accenti Pascoli sperimenta cadenze ritmiche inedite che riesce a frantumare il discorso, questo aspetto è reso ancora più accentuato dal frequente uso dell’enjambement.

Al livello di figure retoriche Pascoli usa il linguaggio analogico che consiste nella sostituzione del termine proprio con uno figurato che ha con il primo un rapporto di somiglianza, non si tratta però di una somiglianza facilmente riconoscibile, egli accosta invece in modo impensato e sorprendente due realtà tra loro remote eliminando tutti i passaggi logici intermedi costringendo così ad un uso dell’immaginazione.

17) Come si chiamano le raccolte poetiche più importanti di Pascoli?
Le opere più importanti di pascoli sono Myricae e i Canti di Castelvecchio.

La prima raccolta di poesie fu Myricae, in uscita per la prima volta nel 1891, questa raccolta come le altre opere di Pascoli subì nel corso del tempo diverse modificazioni e ampliamente fino a raggiungere un numero di componimenti pari a 156.
Si tratta in prevalenza di componimenti molto brevi che all’apparenza si presentano come quadretti di vita campestre, dove viene riservata una particolare attenzione ai dettagli naturalistici che evocano simbolicamente sensi arcani, misteriosi che sembrano alludere ad una realtà ignota evocante l’idea della morte. E’ a partire da questa raccolta che vi è infatti il ritorno della figura dei familiari morti che riportano il sempre presente tema del dramma familiare.

I canti di Castelvecchio (1903) si ripropongono di continuare la linea della prima raccolta, ritornano immagini della vita di campagna e l'attenzione riservata al mondo naturale, che si fa portatore e simbolo del valore delle cose semplici e umili, intese spesso come uno “schermo”, una protezione contro i lutti e i dolori del mondo, e come un universo protetto dove ricostruire il proprio “nido” familiare. Un’attenzione particolare che non è ricorrente nella raccolta Myricae è l’importanza data al ciclo naturale delle stagioni che rimanda all’eterno ritorno del mondo naturale, che si rinnova e rinasce, si contrappone il tema pascoliano della morte.

18) Quali sono le caratteristiche della raccolta Myricae?
Myricae fu la prima raccolta di poesie, in uscita per la prima volta nel 1891, questa raccolta come le altre opere di Pascoli subì nel corso del tempo diverse modificazioni e ampliamente fino a raggiungere un numero di componimenti pari a 156.
Si tratta in prevalenza di componimenti molto brevi che all’apparenza si presentano come quadretti di vita campestre, dove viene riservata una particolare attenzione ai dettagli naturalistici che evocano simbolicamente sensi arcani, misteriosi che sembrano alludere ad una realtà ignota evocante l’idea della morte. E’ a partire da questa raccolta che vi è infatti il ritorno della figura dei familiari morti che riportano il sempre presente tema del dramma familiare.
19) Nella poesia “L’assiuolo” l’uso del sostantivo astratto insieme al complemento di specificazione accresce l’indefinitezza dell’espressione, pascoli alterna spesso termini aulici con una poesia che richiama termini vaghi ed indeterminati come quale altro poeta?
Come Leopardi.
20) Quale novità porta nella raccolta i canti di Castelvecchio?
I canti di Castelvecchio (1903) si ripropongono di continuare la linea della prima raccolta, ritornano immagini della vita di campagna e l'attenzione riservata al mondo naturale, che si fa portatore e simbolo del valore delle cose semplici e umili, intese spesso come uno “schermo”, una protezione contro i lutti e i dolori del mondo, e come un universo protetto dove ricostruire il proprio “nido” familiare. Ma rappresenta anche una maturazione del pensiero pascoliano, la percezione della vita con gli occhi del fanciullino si fa più acuta, ogni elemento della realtà allude ad un mondo segreto, fatto di desideri e timori. Timori che ricorrono con frequenza ossessiva il tema della tragedia familiare Sul piano metrico utilizza strutture più ampie. Sul piano linguistico alterna un registro alto ad uno basso, un lessico aulico a quello pre-grammaticale.
21) Nel Gelsomino notturno cosa vuole suggerire il binomio deittico di divergenza e lacerazione e qual è?
Il binomio deittico di divergenza e lacerazione è dato dall'avverbio di luogo là e vuole far intendere la consapevolezza dell'esclusione del poeta al rito di fecondazione.

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