Ominide 44 punti

Pascoli


Nasce nel 1855 a San Mauro di Romagna e morì a Bologna nel 1912. Aveva compiuto i suoi studi classici ad Urbino ed era il quarto di dieci figli. La sua fanciulezza fu turbata da un tragico evento avvenuto il 10 agosto 1867, di ritorno dal suo lavoro il padre fu ucciso da un colpo di fucile, a seguito di questo evento fu sollevato un muro di omertà e silenzio e il responsabile non fu mai ucciso. Il padre era amministratore di una tenuta e si pensa ad un rivale di lavoro, oppure una vendetta, perché il padre fu testimone di un traffico illegale di sale. In seguito ad altri eventi tragici fu costretto a trasferirsi a Rimini e finì gli studi a Firenze. Riceve una borsa di studio che nel 1873 gli permette di iscriversi all’università di Bologna dove fu alunno di Carducci. Questa borsa di studi gli venne tolta presto accusato di aver partecipato a manifestazioni scolastiche con studenti anarchici e socialisti per il quale fu incarcerato per 3 mesi nel 1879. A seguito di ciò lui decise di abbandonare l’impegno politico e si laureò a 27 anni, iniziò ad insegnare e si trasferì nel 1884 a Massa dove divenne docente, richiamando le sorelle Ida e Maria. Insieme al fratello cercheranno di ricreare un piccolo familiare che Pascoli chiamerà il ‘’nido familiare’’ distrutto durante l’infanzia. Verso le sorelle ebbe un attaccamento morboso, tanto che quando una delle due, Ida, si sposò, lo vide come un tradimento personale. Stessa cosa successe alla sorella Maria quando ebbe l’occasione di sposarsi con una cugina lontana. Da Massa si spostò a Livorno ad insegnare nel 1887, pubblica la sua prima raccolta di poesie ‘’Myricae’’, vince l’anno dopo un premio di un concorso letterario tenuto ad Amsterdam, per la letteratura latina, che vinse per i successivi 13 anni. Fu poi nominato professore di letteratura latina a Messina dove rimase fino al 1903, per andare poi all’università di Pisa. In quegli anni continua a scrivere le sue raccolte poetiche. Prende il posto della cattedra di letteratura a Bologna tenuto da Carducci.

Opere

La produzione poetica non è lineare, non sono in ordine cronologico. Poesie dello stesso periodo presentano diversi forme poetiche, perché in tutta la sua vita poetica ha sempre voluto sperimentare tecniche nuove.
Le raccolte più importanti sono:
-Myricae, uscita nella prima edizione 1891, parola latina utilizzata da Virgilio (humiles myricae = umili tamerici/cespugli semplici) nelle Georgiche. Tutto ciò perché sono poesie semplici capibili da tutti. All’interno della racconta temi familiari, le piccole cose di tutti i giorni, la campagna e gli affetti più intimi. Accanto a questi ci sono temi del nido e dei lutti familiari che hanno colpito il poeta.
-Canti di Castelvecchio, 1903, anche questi affrontano temi familiari e campestri. Dedicata alla madre da poco scomparsa, con poesie di più ampio respiro, ricche di musicalità e di giochi fonici. Presentano una maturità artistica più completa.
-Poemi conviviali, 1904, sono 20 poemetti dove riprende personaggi e temi della antichità greca, romana e paleocristiana, con una sensibilità decadente e irrequieta, personaggi grandi come Ulisse, non vengono descritti nella loro grandezza eroica ma con le loro ossessioni, paure efficienza.
-Odi e Inni, 1906, racconta la patria e i n cui propone dei modelli civili. Sono presenti temi fratellanzam giustizia sociale.
Scrive diversi saggi, uno è chiamato ‘’Il fanciullino’’, 1897.
Nella parte finale della vita scrive anche opere di critica letteraria.

Poetica

I principi più importanti della poetica li scrive nel saggio infantile. Secondo Pascoli in ciascuno di noi è nascosto un fanciullino, ma solo il poeta è in grado a dargli la voce, a farlo emergere e a vedere il mondo con i suoi occhi come fosse la prima volta con stupore. Il fanciullino come il poeta ha un gran privilegio, quello di saper cogliere le intime corrispondenze tra le cose. La poesia nasce da un intuizione, e diventa uno strumento di conoscenza e interpretazione del mondo.

Temi

I temi più importanti sono:
-morte, ricordo dei defunti, dolore per l’assassinio del padre che ricorre in 5/6 liriche (10 agosto) espressi con nostalgia per la dimensione ormai perduta dell’infanzia.
- richiamo al motivo del nido, e agli affetti familiari. Motivi ricollegabili alla malvagità degli uomini. Il nido è un mondo chiuso, protetto, accogliente, rispetto al mondo esterno, altro non è che la ricostruzione di un infanzia perduta dopo la morte del padre. Per tutta la vita cercherà di ricostruire questo di nido familiare.
-celebrazione della natura, di cui il poeta cerca di cogliere negli aspetti più profondi, ha connotazione ambivalente: da un lato viene rievocata come elemento consolatorio e rasserenante, da l’altro percorsa da forze misteriose, minacciose, diventa uno strumento per ricordare la morte del padre.
-elementi del paesaggio si caricano di valori misteriosi e simbolici e danno voce attraverso al fonosimbolismo a questi aspetti, ai fantasmi del passato, all’angoscia, al desiderio di protezione dal mondo esterno.

Stile

Ha uno stile innovativo, uso di un linguaggio analogico, che mette in relazione realtà diverse e lontane tra loro, riesce a creare un atmosfera inquietante e misteriosa. Non ci sono molti nessi logici, tra le parole più che legami sintattici ci sono legami fonici, molto spesso, per spezzare il verso, fa spesso uso degli enjambement per spezzare il verso. La struttura e paratattica, frasi brevi collegate tra loro da semplici congiunzioni, non subordinate. Molto spesso manca il verbo o il soggetto. Difficilmente comprensibili.
Hai bisogno di aiuto in Giovanni Pascoli?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email