Elo1218 di Elo1218
Ominide 1489 punti

Pascoli - Decadentismo, Vita e Opere principali


Tra la fine dell’ ‘800 e i primi decenni del ‘900 nacque in Francia il Decadentismo, una corrente letteraria.
Il termine “decadente” aveva un ruolo negativo, infatti indicava il simbolo di un nuovo modo di concepire l’esistenza che esigeva l’esplorazione dei sentimenti, dei dubbi e delle ansie dell’individuo.
Questa corrente nacque dalla profonda crisi esistenziale che a quei tempi colpì tutta l’Europa.
I caratteri principali di questo movimento erano: l’esasperazione dell’individualismo; la mancanza di fiducia nella ragione; l’isolamento della società; l’evasione della realtà; e il senso di angoscia e solitudine.
Inoltre i decadenti si rendevano conto che soltanto la poesia poteva esprimere i sentimenti e le emozioni che affioravano dal profondo dell’anima.
Uno dei maggiori rappresentanti del Decadentismo fu Giovanni Pascoli.

Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855. Il 10 agosto 1867 il padre venne assassinato da ignoti.
Nel 1873 frequentò la facoltà di Lettere a Bologna. Nel periodo bolognese aderì al movimento socialista; ma venne condannato ad alcuni mesi di carcere per aver partecipato a manifestazioni contro il governo.
Dopo la laurea, conseguita a Bologna nel 1882, iniziò ad insegnare latino e greco nei licei di Matera e di Massa. Nel 1895 ottenne la cattedra di Grammatica latina e greca a Bologna, poi di Letteratura latina all’Università di Messina, dove restò fino al 1903. Passò a Pisa, e infine nel 1905 tornò a Bologna come successore di Carducci alla cattedra di Letteratura italiana.
Morì a Bologna nel 1912.

Le sue opere più importanti sono:
•“Myricae”, una raccolta di poesie incentrate su temi familiari e campestri, tra le poesie più famose ci sono: “Lavandare”, “Arano”, “X Agosto”, “Novembre” e “Sera d’ottobre”;
•“Canti di Castelvecchio”, dove ritornano le immagini della vita campestre e del succedersi delle stagioni, e ritornano anche ricordi dolorosi, da ricordare: “La mia sera”, “Nebbia” e “Il gelsomino notturno”;
•“I Poemi Conviviali”, componimenti dedicati a fatti e personaggi del mito e della storia antica.
La poesia di Pascoli nasce da una sensibilità maturata attraverso le vicende personali. Di fronte al male e al mistero del mondo, la poesia assunse per Pascoli un valore consolatorio.


Il lampo


La poesia “Il lampo” è stata scritta da Giovanni Pascoli, ed è tratta da “Poesie”.
L’infanzia di Pascoli fu turbata da numerosi lutti familiari. In questa poesia il temporale rappresentava gli ultimi attimi di vita del padre prima di morire; il suo sguardo catturò in un istante, come un lampo, il mistero che ci circonda.
La terra ansimante, pallida, in sussulto e il cielo pieno di nuvole, come in uno scenario di tragedia, rimasero sconvolti alla notizia della morte del padre del poeta.
Un lampo squarciò il cielo e illuminò per un attimo il paesaggio; in questo bagliore improvviso la terra apparve come una creatura spaurita.
Hai bisogno di aiuto in Giovanni Pascoli?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email