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Concetti Chiave

  • Giosue Carducci, poeta italiano, ha vissuto un'infanzia libera in una famiglia medio borghese, che ha influenzato profondamente la sua poesia.
  • Carducci ha insegnato per quarant'anni all'Università di Bologna, diventando un influente punto di riferimento culturale e ricevendo il Nobel per la poesia nel 1906.
  • La sua evoluzione ideologica lo ha portato da posizioni democratiche e repubblicane a un nazionalismo reazionario e colonialista, avvicinandosi alla monarchia e alla Chiesa.
  • Nella maturità poetica, Carducci esplora temi di angoscia esistenziale e esotismo, rifugiandosi in un passato idealizzato come l'Ellade.
  • Le "Odi barbare" segnano un'innovazione metrica nella sua opera, mescolando memoria personale e critica sociale, riflettendo il suo desiderio di fuggire da un presente deludente.

Giosue Carducci

(1835, Valdicastello - Bologna, 1907)

••• La vita

Indice

  1. Qual è il legame tra infanzia e carriera accademica?
  2. Contributi culturali e riconoscimenti
  3. Ideali politici e delusioni
  4. Critiche al governo e alla Chiesa
  5. Evoluzione ideologica e letteraria
  6. Transizione poetica e ideologica
  7. Influenze romantiche e critiche
  8. Maturità poetica e esotismo
  9. Contrasti tra classicismo e romanticismo
  10. Riconoscimento e declino
  11. Prime opere e influenze classiche
  12. Critica sociale e religiosa
  13. Rime nuove e ispirazioni storiche
  14. Innovazione metrica nelle Odi barbare
  15. Ultima fase poetica e celebrazioni
  16. Carducci critico e prosatore

Qual è il legame tra infanzia e carriera accademica?

•• La sua è una famiglia medio borghese (il padre era medico). Vive un’infanzia libera, a contatto con la natura selvaggia, che sentiva adatta al suo carattere. Poi rievocherà con nostalgia il ricordo con la sua poesia. Studia alla Scuola Normale di Pisa e si laurea in Lettere, poi comincia a insegnare nelle scuole secondarie.

Contributi culturali e riconoscimenti

•• Nel 1860 il ministro dell’Istruzione Mamiani lo fa insegnare all’università di Letteratura italiana a Bologna e lui insegna qui per quarant’anni, vivendo da professore e da studioso. I suoi allievi lo amano. Partecipa alla cultura del tempo scrivendo in periodici culturali. Aveva un carattere battagliero e sosteneva polemiche letterarie e politiche. Riceve il Nobel per la poesia nel 1906.

•••• L’evoluzione ideologica e letteraria

••• Dalla democrazia repubblicana all’involuzione monarchica

Ideali politici e delusioni

•• Vive nel patriottismo familiare. Ammira la Rivoluzione francese sin dall’infanzia. Le sue idee erano vivamente democratiche e repubblicane. Segue le vicende del Risorgimento, soprattutto l’impresa di Garibaldi e i Mille, anche se non partecipa di persona. Alla fine del processo di unità, con il compromesso monarchico e la vittoria della Destra storica, è disilluso e fortemente deluso.

Critiche al governo e alla Chiesa

•• Si oppone violentemente al nuovo governo, il quale lo sospende dall’insegnamento. Compone scritti polemici contro l’Italia “vile” del suo tempo e non rinuncia a conquistare Roma che era ancora in mano al papa criticando la classe politica e la società tutta, la quale non ha più la tensione eroica. Si fa radicalissimo sostenitore dei diritti del popolo e lo pensa come “forza motrice della storia”, capace di abbattere le tirannidi e di rendere il mondo virtuoso ed energico. È massone (massoneria: lotta all'ignoranza, liberazione da ogni pregiudizio e fanatismo religioso, aspirazione alla fratellanza universale) e fortemente anticlericale: accusa il papa, la Chiesa e la religione in generale di essere reazionari e portatori di una mentalità oscurantista medievale ormai sconfitta dalla Ragione e dalla Scienza. Avendo fede nel progresso scientifico, Carducci è un positivista (il Positivismo è l’ideologia dominante nella borghesia, anche se lui crede che il popolo sia la forza motrice della storia, non la borghesia, ed è il popolo a possedere grandi virtù civili).

Evoluzione ideologica e letteraria

Dal 1870, quando la situazione italiana si stabilizza, Carducci ha posizioni più moderate, riavvicinandosi alla monarchia (nel 1878 incontra la regina Margherita, che ammira e alla quale dedica un’ode, nel 1890 diventa senatore del Regno, nel 1891 inaugura un circolo monarchico) e alla Chiesa e al cristianesimo, trasformando il suo patriottismo populista in un accesso nazionalismo reazionario e colonialista (sostiene la politica autoritaria di Crispi).

Carducci diventa poi il poeta ufficiale dell’Italia umbertina (del Re Umberto I, dal 1878 al 1900), perché scrive e fotografa i suoi valori e i suoi miti.

••• Dall’antiromanticismo classicistico all’esotismo evasivo

Transizione poetica e ideologica

•• Carducci cambia anche il suo gusto poetico oltre che l’ideologia politica. Negli anni giovanili critica fortemente il Romanticismo sentimentale (per lui debole e tenero, quindi da condannare) e cristiano (di Manzoni, troppo debole e non virile), credendo che sia una cultura della rassegnazione e della debolezza. Si definisce “scudiero dei classici” e con altri intellettuali fonda il gruppo degli “Amici pedanti” difendendo la tradizione classica. Per Carducci infatti la poesia ha il compito di portare ideali sani e virili e vuole riportare la poesia a un livello alto, credendo che non debba più appartenere al popolo, quindi vuole eliminare ogni genere “popolare”, come per esempio il romanzo, e prende come modello tutti i classici.

Influenze romantiche e critiche

•• Sembra infatti, secondo le sue critiche, che Carducci conosca solo il Romanticismo italiano, molto diverso rispetto a quello straniero. Solo dopo anni Carducci comincia a conoscere gli altri esponenti del Romanticismo europeo, ma predilige gli autori democratici con forte impegno civile, come Hugo e il tedesco Heine.

Maturità poetica e esotismo

•• Durante la maturità nelle sue opere si spegne l’impegno civile e l’impeto polemico. La poesia della maturità indaga la sua interiorità, analizzando i suoi sentimenti di angoscia per la morte e inquietudine esistenziale; ricorda l’infanzia, sente il bisogno di evadere dallo squallore del presente andando in una mitizzata Ellade, regno di pienezza vitale e simbolo di armonia (esotismo). Nelle ultime opere invece si celebra la nazione con retorica, anche se le ultimissime poesie mostrano una sensibilità nuova, vicina al decadentismo.

••• “Sanità” classica e “malattia” tardoromantica

Contrasti tra classicismo e romanticismo

•• Per l’influenza di Croce, di Carducci si ha l’immagine del poeta “sano”, immune dalla “malattia” romantica ed è stato contrapposto alla tormentata poesia del Novecento.

•• Da un saggio di Mario Praz del 1940, però, sembra che Carducci non era affatto immune dalla “malattia” romantica della sua epoca, perché si aggrappa al passato classico e “sano” solo per allontanare le inquietudini che lo assillano, quindi rientra perfettamente e sin dall’inizio nell’esotismo, caratteristica peculiare del Romanticismo.

•• Carducci però non è profondo come gli altri romantici e le sue inquietudini hanno qualcosa di banale e limitato se confrontate con l’esplorazione del negativo dell’anima moderna fatta da Baudelaire nel “libro atroce”, i Fiori del male. La poesia di Carducci era provocatoria e battagliera e veniva molto criticata dal popolo, ma poi soprattutto la borghesia si riconosce pienamente nei temi e comincia ad apprezzarla.

•• La scuola lo inserisce subito nei programmi di studio della scuola secondaria e si raccomandava di dare grande spazio a Carducci per il carattere educativo della sua patriottica e umana poesia.

Riconoscimento e declino

•• Dal 1870 è stato considerato “tra i grandi”, mentre oggi il suo valore è stato ridimensionato di molto e Sapegno lo considera un poeta minore. Anche nella scuola la sua poesia è passata in secondo piano.

••• La prima fase della produzione carducciana: Juvenilia, Levia grafia, Giambi ed Epodi

Prime opere e influenze classiche

•• Il forte classicismo degli “Amici pedanti” influenza le prime raccolte poetiche dello “scudiero dei classici”, come Juvenilia (1850-60) e Levia grafia (1861-71) che ripropongono temi, linguaggio e metrica della letteratura classica da Dante a Foscolo. Ovviamente, il pubblico non è quello popolare del Romanticismo, ma è elevato.

Critica sociale e religiosa

•• Nella raccolta Giambi ed Epodi (1867-79), titolo che riprende gli antichi Archiloco e Orazio, si critica la politica, la società e la Chiesa italiane “vili” e qui Carducci sperimenta un linguaggio composto, ricco di espressioni aspre e il lessico è alto, usato in funzione sarcastica (come fa Petronio), perché in realtà descrive realtà basse.

•• L’Inno a Satana (1863) è un’invettiva violenta contro la Chiesa e la religione, in cui condanna la superstizione inneggiando la Ragione e il progresso scientifico. Scatena molte critiche.

••• Le Rime nuove

Rime nuove e ispirazioni storiche

•• Scritte, insieme con le Odi barbare, nello stesso periodo di Levia grafia e di Giambi ed Epodi. Carducci vuole costruire raccolte di liriche partendo da un argomento e da una forma metrico-linguistica, piuttosto che secondo criteri cronologici (ecco perché le pubblica a parte e non insieme alle altre opere). Le Rime nuove (1861-87) si rifanno alle forme tradizionali della poesia italiana, caratterizzata dall’uso della rima. Le Rime nuove nascono da spunti privati e intimi oppure sono ispirate dalla letteratura, cioè nascono dalle impressioni che le varie letture danno all’autore (ci sono liriche a Omero, Virgilio, Dante, Petrarca, Ariosto). Altre poesie nascono invece dalla rievocazione degli eventi storici o alcune atmosfere del passato, sempre confrontati con il presente mediocre. I tempi storici che preferisce sono la Roma repubblicana, il Medioevo, la Rivoluzione francese e il Risorgimento italiano. In alcune poesie il poeta fugge in un’Ellade mitica per dimenticare la vile realtà corrotta e debole (stesso esotismo delle Odi barbare). A volte rievoca anche la propria giovinezza, vista come un momento libero, di vita sana e forte. Squarotti crede che la condizione abituale della poesia di Carducci sia quella del sogno.

••• Le Odi barbare

Innovazione metrica nelle Odi barbare

•• Le Odi barbare (tre libri pubblicati in successione nel 1877, 1882 e 1889) usano una metrica innovativa, inizialmente criticata e poi invece apprezzata dal pubblico e imitata dal giovane D’Annunzio, nel tentativo di riprodurre quella dei classici greci e latini. Le liriche di queste raccolte mostrano varie tematiche e alcune nascono da spunti intimi e autobiografici legati alla memoria idealizzata dell’infanzia. Ci si rifugia nel passato visto come paradiso perduto di bellezza e forza per dimenticare il presente. Spesso sono rievocati eventi storici o atmosfere del passato per denunciare il presente mediocre oppure per fuggire esotericamente in un altro luogo e in un altro tempo idealizzati. In uno dei suoi versi si riassume il suo esotismo: “Un desiderio vano de la bellezza antica”.

••• Rime e ritmi

Ultima fase poetica e celebrazioni

•• Con la raccolta Rime e ritmi (1899) si ha l’ultima fase della poetica di Carducci. Qui si hanno le grandi odi celebrative, sonore ed eloquenti, che lo hanno reso il poeta ufficiale dell’Italia di Re Umberto I. Erano molto studiate a scuola, mentre oggi ci sembrano illeggibili. Si hanno anche poesie che presentano tematiche e stili vicini a quelli della lirica decadente contemporanea, cominciata con Pascoli e D’Annunzio.

••• Carducci critico e prosatore

Carducci critico e prosatore

•• Carducci ha scritto anche un grande epistolario (ventidue volumi di lettere) e molte orazioni pronunciate in circostanze ufficiali (oggi insopportabili per via dell’enfasi eccessiva). Molto interessanti sono le opere di critica letteraria: adotta il metodo della “critica storica” basata sul Positivismo (filosofia che abbandona la metafisica e crede nel progresso scientifico) che punta alla ricostruzione dei fatti (biografia, contesto ambientale…) invece che all’interpretazione dei testi, considerata soggettiva e quindi non scientifica. Ma Carducci non era solo un erudito. Anche nelle sue critiche compare il suo amore per la poesia oppure la sua forza battagliera e polemica.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'influenza dell'infanzia di Carducci sulla sua poesia?
  2. L'infanzia di Carducci, trascorsa in una famiglia medio borghese e a contatto con la natura, ha avuto un impatto significativo sulla sua poesia, che riecheggia con nostalgia i ricordi di quel periodo libero e selvaggio.

  3. Come si è evoluta l'ideologia politica di Carducci nel corso della sua vita?
  4. Carducci ha iniziato con ideali democratici e repubblicani, ma dopo il compromesso monarchico del Risorgimento, ha vissuto una disillusione, riavvicinandosi successivamente alla monarchia e alla Chiesa, trasformando il suo patriottismo in un nazionalismo reazionario.

  5. Quali sono le caratteristiche principali delle "Odi barbare" di Carducci?
  6. Le "Odi barbare" presentano una metrica innovativa, inizialmente criticata ma poi apprezzata, e riflettono tematiche intime e storiche, con un forte esotismo che cerca di evadere dalla mediocrità del presente.

  7. In che modo Carducci ha criticato la società e la Chiesa nel suo lavoro?
  8. Carducci ha composto scritti polemici contro la società italiana e la Chiesa, accusandole di essere reazionarie e portatrici di una mentalità oscurantista, come evidenziato nell'“Inno a Satana”, dove esalta la Ragione e il progresso scientifico.

  9. Qual è il significato del riconoscimento di Carducci come poeta ufficiale dell'Italia umbertina?
  10. Carducci è stato riconosciuto come il poeta ufficiale dell'Italia umbertina per la sua capacità di esprimere i valori e i miti del periodo, con opere che celebrano la nazione e riflettono un forte patriottismo, sebbene oggi il suo valore sia stato rivalutato.

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