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Carducci


Carducci, così come gli Scapigliati, manda avanti la sua battaglia contro il Romanticismo moderato(Manzoni). Entrambi combattono la stessa battaglia, ma il loro fronte è diverso: gli Scapigliati recuperano i temi più cupi del Romanticismo, guardando come modello la Francia e i cosiddetti “poeti maledetti”(Baudelaire,Verlaine,Rimabud); Carducci, invece, sceglie di combattere la sua battaglia scegliendo un classicismo rinnovato.
Nasce in Toscana il 27/07/1835. Trascorre la sua infanzia nella Maremma Toscana, luogo che rimane nell'animo del poeta. Si trasferisce a Firenze e si laurea nel 1856. Nello stesso anno crea un gruppo, con altri quattro amici, “Amici Pedanti”, gruppo in cui si difende la tradizione classica contro gli esiti del romanticismo. Sempre nel 1856 diventa docente. Di questa esperienza abbiamo delle prose. Si sposa con una donna, ma non sarà la sua compagna di vita. Si innamorerà di un’altra donna che egli chiama “Lidia”. Il nome è un chiaro riferimento ad Orazio, infatti il poeta latino scrisse delle poesie d’amore, che dedica a donne che animano il simposio. Dal 1857-58, subisce dei lutti in famiglia; dapprima muore il fratello Dante e poi il padre. Nel 1860 ottiene la cattedra di letteratura italiana a Bologna. Carducci fu un poeta italiano che ebbe anche un ruolo attivo nella politica. Infatti inizialmente fu un filo rivoluzionario, un atteggiamento quasi giacobino. Dopo il processo dell’unità d’Italia e la vittoria della Destra, rimase particolarmente deluso, opponendosi al nuovo governo. Ma successivamente le sue posizioni politiche cambiarono. Infatti, dal 1870, periodo in cui la posizione politica italiana inizia a stabilizzarsi, ha posizioni più moderate(i suoi rapporti con la monarchia iniziarono ad ammorbidirsi, tant’è vero che compose anche un ode alla regina Margherita). Il poeta è ricordato anche per essere stato il primo italiano ad aver vinto un premio Nobel per la letteratura, nel 1906. Muore a Bologna il 16/02/1907.
La poetica di Carducci.
Di Carducci abbiamo anche un epistolario, che risulta essere importante, perché grazie a questo possiamo capire anche il lato psicologico del poeta. Importante è la lettera che inviò ad un sua amica inglese, dove dice che tutto ciò che desiderava e voleva essere, non è accaduto. Malinconia che si nota anche nella sua poesia “Traversando la Maremma Toscana”(“Oh quel che amai, quel che sognai, fu in vano; e sempre corsi, e mai giunsi al fine.”)
•Prose = fuoriesce l’elemento retorico e venivano utilizzate principalmente per i discorsi pubblici.
•Poesie = Il critico Contini ha notato che l’elencazione delle poesie non si base sulla cronologia di queste ultime, ma bensì su principi tematici.
•La prima raccolta “Juvenilia”. In questa raccolta mette a frutto la sua formazione classica, come si evince dal nome stesso, che rimanda ad un verso di un’opera di Ovidio(iuvenilia carmina).
•Seconda raccolta = “Livia – Gravia”. Dal nome della raccolta, alcuni testi sono più “leggeri” altri più “pesanti”. In questo caso sono presenti anche i modelli stranieri, come quelli tedeschi e francesi.
•Terza raccolta = “Giambi ed epodi”. Viene fuori l’aggressività di Carducci. Il termine “giambo” è un termine che richiama il poeta greco Archiloco, noto per i suoi versi forti, aggressivi e critici. Il termine “epodi” richiama una raccolta di Orazio. Gli epodi sono dei componimenti che sul piano formale presentano un verso più lungo e uno più breve. In questa raccolta sono presenti anche dei riferimenti ad episodi legati alla contemporaneità.
•Quarta raccolta = “Rime nuove”. L’opera segue tre filoni: autobiografico, paesaggistico, storico. Spesse volte i primi due filoni sono collegati tra loro. Nell'ultimo filone c’è una rievocazione all'età medievale(era il periodo in cui hanno iniziato ad affermarsi gli elementi che hanno portato alla formazione del Regno d’Italia); c’è anche un richiamo alla rivoluzione francese e la celebrazione di aspetti della civiltà romana.
•Opera più importante: “Odi Barbare”. In questa raccolta cerca di riprodurre, in italiano, i metri della poesia greca e latina. Scelta azzardata, in quanto la poesia latina è una poesia quantitativa, ovvero si basa sulla successione di sillabe lunghe e brevi, mentre quella italiana è accentuativa, si basa sull'accento(es. l’endecasillabo è detto tale, no perché considera i numeri dei versi, ma perché l’accento cade sull'ultima parola). Il termine “Odi” richiama Orazio, mentre scegli di chiamare l’opera anche “barbare” in quanto tali risulterebbero agli orecchi dei latini, greci, ma anche degli italiano stessi. Il critico Baldacci considera l’opera importante in quanto ha aperto la strada alle sperimentazioni metriche che appartengo al ‘900.
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