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Gabriele D'Annunzio


Nato a Pescara nel 1863, D'annunzio è il riferimento del decadentismo e cultore dell'estetismo italiano. Il suo panismo, ovvero l'identificazione totale del poeta con la natura, è l'elemento determinante la sua adesione decadentista. Si avvicina a Nietzsche da cui riprende la teoria del superuomo che lo spinge a creare di se stesso una figura pubblica indimenticabile e sempre nuova e trasgressiva. Uomo impegnato anche in politica, è sostenitore delle idee di destra, avvicinandosi poi al fascismo. Sostiene all'inizio della Prima Guerra mondiale gli interventisti, di cui di fatto farà parte. Dopo la vittoria mutilata, occupa la città di Fiume, rimasta agli austriaci, nel 1919, creando non pochi problemi. Dopo pochi mesi però è costretto a lasciarla e a ritirarsi nel Vittoriale, la villa di residenza di D'annunzio negli ultimi anni, dove si dedica alla scrittura. Grande viaggiatore, frequenta i salotti dell'aristocrazia italiana, da Roma a Napoli, e francese, recandosi a Parigi.

Ideologia e poetica: panismo estetizzante del superuomo

D'Annunzio rimarrà sempre fedele alla sua posizione politica e sociale, con un certo riguardo verso il nazionalismo italiano, e con disprezzo verso le masse. D'Annunzio è infatti dichiaratamente avverso alle rivoltose masse popolari, che minacciavano la crescente borghesia industriale. Proprio il disprezzo verso le masse, porta d'Annunzio a considerare la poesia un'arte esclusiva, non per tutti e da tutti, un'esperienza superiore privilegiata e non raggiungibile per tutti: il pensiero rivela l'assunzione della filosofia di Nietzsche del superuomo, l'unico in grado di alludere a un mondo superiore e capirne la vera essenza. Il poeta d'annunziano si identifica con il superuomo.
L'estetismo → Per d'Annunzio l'arte è Bellezza, in tutti e due i sensi: in senso puramente classicistico sia in quello moderno, dell'estetismo decadente. D'Annunzio si pone quindi sia come ultimo umanista, ma anche come poeta moderno, creando un rapporto di tensione che può essere conciliato solamente nella fusione dei due punti: la Bellezza e la merce quindi si fondono, e d'Annunzio così facendo crea di se stesso un'opera da vendere, elimina la linea tra sfera pubblica e sfera privata, divenendo quindi se stesso il prodotto delle sue opere. L'arte per l'arte con d'Annunzio implica la riduzione dell'Io a pura esteriorità, facendo della sua vita e della sua arte quindi tutta una recita sociale.
Linguaggio e Forma → La poetica dannunziana è l'esaltazione della parola, del linguaggio e della sua forma. La parola e il verso sono lo strumento di accesso alla natura e quindi di annullamento di qualsiasi linea di divisione tra uomo e mondo. È attraverso l'arte, la poesia, che il poeta ristabilisce il contatto con la natura, eliminando il divario creato tra civiltà e natura. Tuttavia solamente il poeta attraverso la sua retorica è in grado di accedervi e quindi l'arte rimane una via privilegiata.

Le laudi (Maya, Elettra, Alcyone e merope)

Le Laudi del cielo della terra del mare e degli eroi si sarebbero dovute articolare in sette parti, quante le stelle più luminose delle Pleiadi. Tuttavia d'Annunzio pubblicherà solo quattro volumi: nel 1903 Maia, Elettra, Alcyone, e nel 1912, Merope. Il tema unificante è il viaggio, avente come centro la Grecia del mito, fondendo quindi natura primitiva e storia sublimata e letteraria. Il viaggio impone come passaggio obbligato di ripercorrere la propria storia, ma al tempo stesso si assume una prospettiva diversa all'avvenire. Il viaggio quindi comporta l'esigenza di novità e di ricerca. Nelle Laudi detiene il primato una religiosità pagana, il culto del corpo e del contatto e del piacere. Con Alcyone poi, si assiste alla sperimentazione metrica: da una parte c'è la ripresa della tradizione, con l'uso del sonetto e della canzone, nei quali però vi è l'utilizzo del verso libero, una nuova metrica ancora in fase di sperimentazione.
Maia → Espressione della vita eroica, entusiastica e sensuale del superuomo, ripercorrendo tre tappe del viaggio: dalla Grecia antica, considerato luogo panico per eccellenza (dio Pan, simbolo di vita cosmica ed esistenza attiva), passando per la Cappella Sistina e infine arrivando al deserto, dove il poeta si ricongiunge in un'esperienza panica con la natura. Il poeta prende come esempio l'Ulisse dei poemi omerici, colui che sfidò l'ignoto.
Elettra → Qui il poeta esprime il disprezzo per le masse, nel tema del lavoro, accostato all'ammirazione per la borghesia capitalistica e industriale. I toni sono più aggressivi ma con tendenza alla sublimazione della retorica.
Alcyone → Tema centrale è il rapporto tra superuomo e natura, in completa armonia giungendo alla fusione dei due elementi. L'atteggiamento di dominio del superuomo sulla società (Elettra) viene trasferito qui in Alcyone sulla natura, centrando il tema del panismo. Il libro è suddiviso in cinque sezioni, su una struttura ben calibrata grazie alla presenza di simmetrie e richiami interni. Si descrive un'intera stagione estiva di Settignano, dall'inizio, in giugno, alla sua fine, con settembre. La stagione estiva è strettamente correlata con la vita del soggetto poetico. L'estate infatti ricorda la giovinezza, fino ai principi dell'autunno, indicandone la fine e suggerisce l'inizio di una fase del soggetto. Il variare della stagione è descritta e vissuta attraverso metamorfosi della natura, espresso talvolta con figure mitologiche. In questo volume è presente l'adesione panica alla natura, cioè la fusione tra mondo vegetale e mondo animale, confondendosi l'un l'altro. La fusione panica assume dettagli sensuali, giungendo al sublime con la completa immedesimazione degli elementi.
Merope → Lontano sia per data, sia per temi, qui si mette in evidenza l'arroganza nazionalistica del poeta, che esalta l'impresa coloniale in Libia, con forti tratti sadici e razzisti. Esaltazione della violenza e della sopraffazione.

Il piacere: estetizzazione della vita, 1889

È il primo romanzo di D’Annunzio, scritto nell'autunno del 1888. Vede come protagonista Andrea Sperelli, alter ego dell’autore ed è considerato l'eroe dell’estetismo. Sperelli incarna l’ideale della cultura decadente , volendo fare della sua vita una vera opera teatrale, fondendo finzione artistica e vita reale. L'arte è concepita come stile di vita da raggiungere a tutti i costi, per la creazione di una vita inimitabile. La bellezza e la raffinatezza sono un dono per pochi, vale a dire del mondo aristocratico, dove tutto è lecito pur di raggiungere la Bellezza. Si ritrae quindi una Roma corrotta, soprattutto spiritualmente , dei papi e della nobiltà.
Trama  Andrea Sperelli vive nella Roma barocca, nel palazzo Zuccari a Trinità dei Monti, passando da un’avventura galante all’altra, muovendosi sempre nella sua frivolezza vitale. Andre Sperelli riesce abilmente a seguire il suo copione, adottato per la sua vita reale, fino a quando non viene una donna, antagonista dell'esteta nella visione dannunziana, a rompere l’equilibrio costruito: Elena Muti. L'arrivo della donna provoca un'inquietudine interiore che porta l’uomo a comprendere la propria aridità esistenziale. Andre Sperelli, dopo essere stato ferito in duello, si reca per la convalescenza in campagna, dove sembra ritrovare una certa serenità interiore, dedicandosi ai suoi interessi artistici d letterari. In campagna incontra un’amica della cugina, Maria Ferres, dotata di una sensibilità ben diversa dell’arroganza sensuale di Elena. Maria è infatti dolce, spirituale e sensibile. Andrea imshatuea una relazione affettuosa e tenera con Maria, che però si incrina con il ritorno dei due a Roma e Andrea entra in contatto con il mondo di Elena e con lei stessa. Qui si nota la tensione tra le due parti, di cui Andrea è vittima. L’animo di Andrea non riesce a liberarsi da questa ambivalenza, e si arriva al punto culminante quando durante un rapporto amoroso con Maria, Andrea pronuncia il nome di Elena. Maria lo lascia e lui rimane solo, segnando il fallimento del suo progetto di esteta.
Il romanzo si pone tra Naturalismo e le innovazioni del Decadentismo. La struttura risente del Naturalismo, alla quale però si aggiunge la soggettività di Andrea, a cui poi si adattano di conseguenza i ritmi narrativi e l’intreccio. IL romanzo infatti presente vari flashback, con j quali il protagonista rievoca elementi per lui importanti del passato. Los utile si allontana dal naturalismo, in quanto si prende il punto di vista del personaggio, abbandonando l’oggettività. Nel Piacere D'Annunzio ricerca la musicalità, con l’obiettivo di legare insieme gli episodi frammentati e quindi dj omogeneizzare il complesso.

Trionfo della morte: il superuomo e l'inetto: 1894

I, secondo romanzo che segue il piacere è il Trionfo della Morte, che vede come protagonista il fratello di Andrea Sperelli, Giorgio Aurispa, nuovo alter ego dell’autore. Anche qui il protagonista vive invani tentativi di autoaffermazione.
Trama: La vicenda inizia con una passeggiata con la sua amante Ippolita Sanzio, la donna che contribuirà al turbamento vitale del protagonista. Infatti come rivelano le lettere tra i due amanti, il loro rapporto era segnato da una passionalità torbida e inquieta, che quasi era divenuta insopportabile per Giorgio. Infatti decide di allontanarsi per un periodo, introducendo così il nucleo familiare, avvolto in u azione di tenerezza. L’equilibrio anche qui però viene rotto dal distacco del padre dalla madre, e dal suicidio dello zio a Giorgio molto vicino. IL personaggio di Giorgio è molto colpito dalla rottura familiare e ciò influisce sulla sua persona già abbastanza fragile. L’idea della Morte si fa sempre più presente, fino a spingere Giorgio a gettarsi da uno scoglio con Ippolita, che viene trascinata contro la sua volontà.
Anche in questo romanzo è palpabile la tensione tra aspirazione alla vita come arte e i, fallimento che ne segue. È la rottura del fragile equilibrio tra realizzazione e inettitudine caratterizzanti il protagonista.
Altri romanzi
L’ Innocente: 1892. Vede come protagonista Tullio Hermil, nobile di raffinate abilità intellettuali, ma incapace di autenticità e ostacolato da una sensibilità sensuale forte. IL suo matrimonio con Giuliana fallisce , pur conservando un amore fraterno per la donna, e si dedica a una vita mondana e arida sentimentalmente. Si riavvicina a Giuliana quando lei rimane incinta da un rapporto fuori matrimonio, e la aiuta a nascondere la gravidanza. Alla nascita del figlio i due fanno in modo che il bimbo , l'innocente, muoia. Nel romanzo domina il gusto di sentimenti d esporti torbidi e quasi sadici.
Le Vergini delle Rocce: 1895. Richiama il celebre quadro di Leonardo, come rappresentazione della perfetta fusione tra scienza e natura, visibile e comprensibile a pochi. La vicenda vede come protagonista il nobile abruzzese Claudio Cantelmo, in cercas di una donna in grado di dargli un figlio che potesse riscattarsi dalla degradazione presente. Infatti Cantelmo è il rappresentante del superuomo dannunziano, che si distacca dalla volgarità del popolo credendo di una specie superiore. La ricerca converge su tre nobili sorelle che si rivelano inaccessibili e sono appunto le vergini delle rocce. Qui la figura del superuomo porta il protagonista ha una ricerca esasperata è quasi ridicola e lo stile musicale e ricco di simbolismi non riesce a nascondere ciò.
Il Fuoco (1900). Qui D’Annunzio vuole portare avanti una prova estrema di bravura per produrre un’opera dj pura arte. IL personaggio che incarna gli ideali del superuomo dannunziano al suo culmine è Stelio Effrena, l’incarnazione superomisma più autobiografica. Si racconta la storia tra Stelio e l’attrice Foscarina, da D'Annunzio chiamata Perdita. A venwzia si svolge la storia d’amore: si racconta l’accettazione della completa subalternità della donna per rispetto alla sfera vitale del superuomo. La donna diviene punto umile di ispirazione per il superuomo, ma quando avrà finito la sua funzione ispiratrice, lei lo lascerà in maniera dignitosa.
Forse che sì forse che no (1910). il protagonista è Paolo Tarsis, che intraprende una relazione con Isabella. Tuttavia lei, rappresentante la donna fatale, lo trascina nei meccanismi perversi e distruttivi della sua famiglia. Paolo in una fuga dal famiglia tenta il suicidio, ma in procinto di gettarsi dalla curva, sterza e sceglie la vita. Così facendo, egli afferma così la sua forza e la sua sicurezza di fronte alla vita.

Alcyone, 1903

Forma parte della composizione delle l’Audi del cielo della Terra del mare e degli eroi, e racchiude tutta la stagione estiva, dall’inizio fino all’avvento dell’autunno. Ogni poesia è strettamente legata all’arrivo, al trascorrere e alla fine della stagione.
La struttura del volume è suddivisa in cinque sezioni, a cui corrisponde un periodo preciso della stagione, strettamente legato a un corrispondente stato d'animo. IL rigore dellorganizziazione vuole affermare la fusione tra modello moderno (versi liberi e simbolismo accentuato) e quello classico.
I testi introduttivi aiutano a comprendere l’intero vlumen e la sua funzionalità: Alcyone costituisce una tregua dal superuomo, un periodo di pausa del poeta stesso, per potersi dedicare a un periodo di completo abbandono. Con il Fanciullo si spiega la metamorfosi con la natura, fusione tra dimensione umana e mondo naturale realizzabile per persone elette, come il Fanciullo appunto, e come i, poeta.
I parte: ambientata nel paesaggio tra Fiesole e Firenze. Qui si descrive l’estate in arrivo, con le suggestione dettate dal passaggio.
II parte: l’estate è in pieno sviluppo. Avviene quindi la fusione panica tra natura e poeta. Fa parte della sezione la pioggia del Pineto.
III parte: l’estate è al suo culmine. IL poeta cerca solidità della sua esperienza individuale.
IV parte: l’estate è quasi terminata e si avverarono i primi presagi autunnali. È la fine della speranza e il poeta accetta l’impossibilità di resuscitare il mito del mondo moderno. Si prepara alla separazione con il paesaggio toscano.

I Temi

Anche se all’apparenza il tema, cioè l’estate, sembra banale e semplice, è in realtà solo il punto di partenza per tre grandi tematiche, tanto tradizionali quanto innovative, e che portano ai pochi ingredienti del volume, grande ricchezza artistica.
Scambio tra naturale e umano: solo chi ha un’identità forte e superiore e in grado di accedere al mondo naturale, come quindi il superuomo. Egli, che si identifica col poeta, rivela la capacità di fondersi come essa, perdendo la propria identità limitata s umana, per mescolarsi con il mondo illimitato della natura, nella quale poi si identificherà il superuomo. La fusione può giungere alla vegetizzazione dell’uomo o ancora questi può identificarsi con creature animali.
Riattualizzazione del mito: per far sì che avvenga questa fusione e necessario ristabilire u contatto diretto con la natura, attuabile solamente con la riesumazione del mito classico. Bisogna ridare al mondo moderno la verginità iniziale della natura, alludendo alla cultura precristiana e premoderna. Al mito classico e antico si affianca la creazione di miti nuovi e attuali che si possono ricollegare alla poetica del Simbolismo.
Esaltazione della parola, dell’arte e della figura del poeta: la rievocazione del mito classico e la creazione di nuovi miti avvengono esclusivamente attraverso la parola. Essa è dunque l’elemento fondamentale caratterizzante la poetica dell’Alcyone. È attraverso la parola che si esprime la fusione tra uomo e natura ed è quindi attraverso di essa che si esprime l’esaltazione della felicità panica. Attraverso di essa Infine si esprime la figura del poeta L’unico in grado di accedere al mondo della natura Attraverso la creazione e la riesumazione dei miti che appunto gli permettono di entrare in diretto contatto con la natura.
Solo il superuomo identificandosi con il poeta è in grado di essere coinvolto emotivamente con il contatto della natura ed è quindi ragione di gloria per il superuomo. Anche se l’Alcyone sembra il periodo di pausa del superuomo in realtà la natura è solamente un altro campo in cui riesce a muoversi gloriosamente uscendone vincitore.

Stile e metrica

Alcyone rappresenta il volume più sperimentale delle Laudi. È infatti una perfetta fusione tra stile classico con aggiunta di non poche innovazioni stilistiche e metriche del Novecento. Lo stile è una ricerca continua dell’estremo caratterizzata da anafore insistite parallelismi interminabili e costruzioni ipotattiche ondeggianti.
Lo stile è impreziosito da un lessico forbito ed elevato: abbonda lessico di origine varia come letteraria regionale e addirittura tecnico-specialistica.
A livello metrico D’Annunzio adotta il nuovo verso caratterizzante del Novecento, vale a dire il verso libero. Questo è poi arricchito da un fonosimbolismo marcato è da un insistente ricerca di sonorità musicale.
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