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Opere di D'Annunzio

D’Annunzio debutta giovanissimo nel 1879 con la raccolta di versi ‘’Primo Vere’’ poi nel 1882 con un’altra raccolta ispirato dal carducci e intitolata ‘’Canto Novo’’.
Nel 1889 pubblica ‘’il piacere’’,nel 1892 ‘’l’innocente’’ (in cui possiamo notare analogie e influenze rispetto a Tolstoj e Dostoevskij).Prevale comunque la corrente della sensualità e della languida morbosità.
Nel 1894 pubblica il trionfo della morte, ‘’le vergini delle rocce’’ ‘’il fuoco’’.
Tra i drammi possiamo menzionare ‘’la città morta’’,e ‘’la Gioconda’’.Tra le tragedie ‘’Francesca da Rimini’’ , ‘’La figlia di iorio’’ e ‘’Fedra’’.

Attorno al 1910 pubblica il romanzo ‘’Forse che sì,forse che no’’.
Per quanto riguarda la poesia, D’Annunzio ha scritto il ‘’poema paradisiaco’’,una raccolta poetica (1893) che anticipa tematiche in seguito tipiche della poesia crepuscolare (poesia centrata sull’esaltazione di elementi della vita umile e quotidiana ed elementi di bivio,ombra e desolazione)
Ritorna in seguito all’estetismo col mito del superuomo di Nietzsche,banalizzandolo.Parla del superuomo,della supernazione,della volontà di potenza con ideali del tutto estetizzanti.
I suoi capolavori in poesia sono le ‘’Laudi’’,che scrive in 4 libri di poesie(di cui i primi 3 scritti nel 1903).I primi tre si chiamano ‘’Maya’’,Elettra e Alcyone (sono tre nomi di costellazioni).Più avanti si avrà un quarto libro,’’merope’’,pubblicato nel 1912. Questo è meno importante rispetto agli altri perché contiene poesie di carattere politico.Raccoglie ‘’le canzoni delle gesta d’oltremare’’,le quali celebrano la conquista della Libia. D’annunzio scrive questo già in Francia dopo il 1910.Infatti si era rifugiato là per fuggire dai creditori che gli avevano pignorato la villa della capponcina.Nella sua vasta produzione letteraria ha tentato con ogni mezzo di creare una fusione tra arte e vita.
Il capolavoro della poesia decadente si trova nelle ‘’Laudi’’e in particolare in ‘’Alcyone’’(detto anche ‘’la grande tregua’’).Vari critici hanno detto che il canto poetico si libera in pura musica:secondo il valore della prosa decadentista è fatta solo di sensazioni e atmosfere con totale assenze di contenuti e centri logici.Canta solo il valore educativo e suggestivo della poesia in particolare in ‘’La sera fiesolana’’ e ‘’La pioggia nel pineto’’.D’Annunzio vuole rappresentare la totale comunione di sensi ed animo col tutto,è come se volesse rivivere dentro di sé la vita della natura.In entrambe le poesie abbiamo una metamorfosi tra ‘’l’io del poeta’’,della donna e la natura. C’è il dissolversi dell’io e l’affacciarsi di un nuovo rapporto con le cose attraverso l’intuizione. Da ‘’vate ‘’,il poeta diventa veggente( D’Annunzio può definirsi tale,così come Rimbaud,Verlaine,etc…)Il poeta diventa il decifratore dell’ineffabile (aspetto simbolista.)D’Annunzio nelle sue riflessioni definisce queste considerazioni con il nome di panismo (deriva da Pan,dio dei boschi/natura).Le laudi sono raccolte poetiche definite da D’Annunzio ‘’Laudi del cielo,del more,della terra e degli eroi’’.Dà alle laudi i nomi delle costellazioni delle Pleiadi.Dopo ‘’Elettra’’e ‘’Alcyone’’ viene composta ‘’Maya’’,quest’ultima però viene messa al primo posto non per ordine cronologico ma per ordine di importanza (infatti contiene tematiche funzionali a fare da introduzione alle laudi.
Maya: Poema vasto e ambizioso,vuole portare il messaggio di una vita nuova e di una nuova morale per l’umanità ma solo per gli eletti:gli eroi e i superuomini.Il sottotitolo di ‘’Maya’’ è ‘’laus vitae’’,perché conta la vita come pura gioia che nasce dall’abbandono all’ebrezza dei sensi e all’istinto.(comunione totale con la natura).Gli eletti sono spesso i poeti e sono coloro in grado di realizzare al pieno questa comunione grazie a una vitalità più intensa e di una capacità più elevata di attingere la comunione con la natura.In Maya viene anche descritta la differenza tra eletti e altri uomini:secondo D’Annunzio,questi ultimi costituiscono la massa bruta degli schiavi.Parla di quattro pietre angolari che costituiscono l’eccezionale personalità degli eroi:
Volontà; voluttà,orgoglio, istinto.

E’ una morale consapevolmente opposta a quella cristiana.In questo libro canta anche la resurrezione di un dio pagano: Pan. Nell’introduzione,chiamata ‘’Annunzio’’,parla di Pan come simbolo della pienezza della vita cosmica che deve risvegliare la bellezza del mondo.In ‘’Maya’’ il poeta immagina di compiere un triplice viaggio,che consiste in tre tappe:
1 Tappa nella Grecia classica,culla del paganesimo,sentito come espressione più completa tra uomo e natura.
2 Tappa nella Cappella Sistina,simbolo delle conquiste faticose e dolorose dello spirito eroico.
3 Tappa nel deserto dove trova due concetti,che personifica:felicità e libertà.Queste devono essere intese come abbandono degli istinti elementari in una sorta di estasi naturalistica lontano dal dolore.Maya è infatti caratterizzato da naturalismo,panico ed ebbrezza vitale(ritrovate anche in Alcyone ma depurate dalla mitologia del superuomo.)
Alcyone:
è considerato il suo capolavoro poetico,è definito come poema solare e dell’estate (non vista solo come una stagione,ma anche come essenza divina,nasce nell’animo del poeta nel momento in cui lui recupera il rapporto base con la natura.

‘’Le cose non sono se non i simboli dei nostri sentimenti,e ci aiutano a scoprire il mistero che ciascuno di noi chiude in sé.’’
Si esprime il legame tra l’anima umana e l’anima delle cose,e immedesima col battito della vita i mari i fiumi la piogga e gli alberi.Si dice che nell’Alcyone si trovino le poesie più limpide e si abbia una sintonia tra stato d’animo e paesaggio(ebbrezza panica).Nell’Alcyone il mito del superuomo è depurato:rimane pura gioia istintiva e pura vitalità.Il poeta sembra svanire nei paesaggi,ma nei paesaggi ritrova sé stesso.La poetica si dissolve nella suggestione musicale ed educativa,non deve descrivere ma suggerire.

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