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Gabriele D'Annunzio : la vita

Gabriele D'Annunzio nasce nel 1863 a Pescara da una famiglia agiata borghese.Studiò presso una delle scuole più aristocratiche del tempo, il collegio Cicognini di Prato. Ricevuta la licenza liceale si trasferisce a Roma per frequentare l'università. Ma l'abbandonò preferendo salotti mondani e redazioni di giornali. Questi sono gli anni in cui Gabriele si costruisce la maschera dell'esteta,dell'individuo che accetta come regola di vita solo il bello . Ma questa fase negli anni 90 attraversò una crisi che lo portò a cercare un nuovo eroe: il superuomo di Nietzsche. Egli puntava a creare un' immagine di vita eccezionale fatta di sfarzo e lusso. Le sue esibizioni e i suoi scandali attiravano l'attenzione pubblica permettendogli di vendere la sua immagine. Inoltre ebbe molte amanti ufficiali , la più conosciuta è l' attrice Eleonora Duse .Si interessò di politica schierandosi con l'estrema destra, infatti disprezzava i principi della democrazia; intendeva tornare ad un impero romano ripristinando una nuova aristocrazia. Nonostante la sua fama D'annunzio fu costretto a fuggire in Francia per i creditori. Torna in Italia allo scoppio della grande guerra,dove combattè in aviazione,facendo una campagnia intervenista. Nel 1919 fu protagonista dell'impresa di Fiume; lo scrittore assieme ai dei militari ribelli partirono da Ronchi ed arrivarono a Fiume ( Croazia), città della quale D'Annunzio proclamò l'annessione al Regno d'Italia il 12 settembre 1919 ma 1 anno dopo fu scacciato con le armi. Aderì al Fascismo anche se Mussolini era il suo rivale siccome voleva proclamarsi duce.Ossessionato dalla decadenza fisica andò a vivere a villa Gardone dove morì nel 1938.

L'estetismo e la sua crisi

D'Annunzio si formò sulle opere di Carducci e Verga. Da Carducci ricava la comunicazione con una natura vitale che ci fa presentire il futuro panismo. In D'A. sono presenti spunti sociali provenienti da Verga, come l'utilizzo di figure di reietti. Inoltre l'esteta presenta personaggi della sua terra, l'Abruzzo, richiamando un regionalismo verisitico in cui esplodono passioni tra la natura rigogliosa. Qua si collega al Decadentismo in cui l'arte diventa valore e la vita si trasforma in opera d'arte sottoponendosi alle leggi del bello. Sul piano letterale si da origine alla ricerca della bellezza , dell'eleganza e del sublime. D'annunzio non vuole rassegnarsi ad essere schiacciato dallo sviluppo capitalistico ma vuole successo , fama e vivere come esteta anche nella realtà. Ma ben presto si renderà conto della forza dell'industrialismo avvertendo la fragilità dell'esteta; egli infatti non fa altro che fuggire dall realtà non avendo la forza per opporsi.La concezione estetica entra allora in crisi, ed infatti nel 1889 pubblica "Il Piacere" in cui testimonia la crisi in atto. D'Annunzio espone nei riguardi del protagonista Andrea Sperelli un duplice atteggiamento, perchè se da un lato lo critica con duri giudizi , dall'altro ne è ancora affascinato, per il gusto raffinato ed estetico. Ma"Il Piacere" non rappresenta il cambiamento per D'Annunzio, bensì una consapevolezza. D'annunzio per superare questa crisi coglie lo " spirito dionisiaco " di Nie. cioè un vitalismo libero dalla morale comune e l'esaltazione dell'affermazione di sè : il superuomo. Il superuomo di D'annunzio è energico e ingloba in sè l'immagine dell'esteta;in questo modo l'estetismo non sarà più rifiutato ma sarà strumento del dominio di un élite raffinata che porrà fine alla borghesia, alla democrazia e all'ugualianza.

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