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La poetica dannunziana

Eccezionalità del singolo --> il poeta vate, ovvero, il poeta si erge come portatore di verità assolute, ha uno stato privilegiato rispetto a tutti.

A differenza di Pascoli, che conserva l'animo del fanciullino ( --> umiltà, stupore e meraviglia anche di fronte alle piccole cose, di fronte alla quotidianità). Infatti, il fanciullino entra in sintonia con la natura perchè è privo di schemi mentali, così come la natura stessa è priva di schemi. D'altronde, non è detto che il ragionamento logico porti a certezze.

Invece, la poetica di Gabriele D'annunzio è centrata su una figura di poeta come uomo dalle doti eccezionali per dominare la realtà.
Si differenzia dalla poetica pascoliana secondo la quale tutti possono scoprire l'essenza delle cose guardando dentro di sè e riscoprendo l'animo del fanciullino: secondo Gabriele D'annunzio, la poesia è per pochi eletti --> visione aristocratica della poesia.

In realtà, questo desiderio di voler emergere sugli altri nasconde una fragilità di base, paragonabile a quella di Narciso. Infatti, tutte le imprese che D'annunzio compie rivelano la sua sostanziale fragilità: il poeta aveva bisogno di dimostrare la sua forza e la sua superiorità.

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