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Gabriele D'Annunzio - La poetica

Gabriele D'Annunzio è, con Pascoli, il poeta più rappresentativo del decadentismo italiano. D'Annunzio fece sue le tendenze più appariscenti del decadentismo europeo come l'estetismo, il sensualismo, il panismo e toccò solo in maniera superficiale il dramma della solitudine umana e dell'angoscia esistenziale. Nonostante questo limite seppe creare un nuovo stile di vita e d'arte che prende il nome di d'annunziano, largamente diffuso in Italia tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900. Gli aspetti più significativi della poetica di D'Annunzio sono:
1- Estetismo artistico che considerano la poesia e l'arte come creazione di bellezza in contrasto con i temi realistici del verismo;

2- Il narcisismo, ossia il culto della bellezza;
3- Il gusto della parola scelta più per il suo valore evocativo e musicale che per il suo significato logico;
5- Il panismo ossia la tendenza ad abbandonarsi alla vita dei sensi e dell'istinto e ad immedesimarsi con la natura (astri, mari, fiumi, alberi) a sentirsi quindi parte del tutto, nella circolarità della vita cosmica.
La poesia d'annunziana trova la sua espressione più valida nel sensualismo e nel naturalismo panico. Tali caratteristiche si riscontrano in alcuni capolavori come la Pioggia nel pineto, La sera fiesolana, I pastori. Come Pascoli, anche D'Annunzio nutrì una profonda sfiducia nella regione e nella scienza, considerate incapaci di dare una spiegazione sicura e definita della vita e del mondo. Per concludere D'Annunzio non ebbe una poetica ben definita, perché fu abile a cambiare continuamente le proprie esperienze letterarie sulla base dei gusti delle letterature europee in continua trasformazione.

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