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Gabriele D'Annunzio

La condizione di solitudine vissuta dai poeti decadenti nel 1900 è contraria alla condizione di D’annunzio, che vedeva tale condizione come un privilegiato distacco: il poeta, il vate così poteva guardare e dominare la folla. Altro cardine dell’ideologia dannunziana è quello del superuomo ripreso da Nietzsche. Se per lui infatti, il superuomo era colui che spezza le catene della storia, della tradizione, rifiuta i valori ricreando una nuova era e tentando di andare oltre la dimensione umana, per D'annunzio il superomismo corrisponde all’arginare tali valori, senza distruggerli: in politica riguarda il nazionalismo e le imprese eroiche, in poesia il poeta doveva elevarsi dalle masse, guidarle e manipolarle. Al concetto di superomismo di rifà l’estetismo, diffuso in Europa, Ne "Il piacere", D’annunzio riporta l’idea cardine della sua ideologia: vivere la vita come se essa fosse un’opera d’arte, assaporare ogni piacere e sensazione, come fondersi, infine con la natura, interpretare i suoi segnali ed identificarsi con essa (panismo)

Stile: sperimentalismo: attenzione ed accortezza a capire ed intuire quali temi sono di moda, tendenza appunto a sperimentare i temi e gli stili più vari: termini desueti ed arcaici (Carducci), termini musicali, armonici ripresi dai simbolisti, termini tecnici ripresi da pascoli.

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