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O falce di luna calante

Parafrasi

O falce di luna calante che brilli sulle acque del mare deserto, o falce di luna dal colore argentato, quale ricca messe di sogni ondeggia sulla terra al tuo dolce chiarore! Fruscii leggeri di foglie, ansimare di fiori si sprigionano dal bosco esalano verso il mare: nel vasto silenzio non si ode né canto, né grido, né suono. Sazi d'amore, di piacere, gli esseri viventi cedono al sonno. O luna calante, quale ricca messe di sogni, ondeggia quaggiù sulla terra al tuo mite chiarore.

Spiegazione

Questa lirica fa parte della raccolta “Canto novo”, composta dal poeta all'età di diciotto anni e rivela la filosofia di vita dell’autore tesa alla gioia di vivere. La luna in cielo è vista come una falce che brilla sul mare, sospesa sulla moltitudine dei sogni umani. La falce, ossia la curva che la luna, disegna in cielo, sovrasta la terra, dove c'è una messe di sogni fitti come un campo di grano che ondeggia.

Intorno c'è solo silenzio nella notte, e si sente solo il rumore lieve delle foglie al vento, e l'olfatto percepisce gli odori che esalano dal mare, tutto il resto è quieto, non si ode alcun canto o grido o suono nello spazio immenso.
Ma in questa apparente quiete c'è un mondo di emozioni, il popolo dei vivi, contrapposto alla natura ferma e statica, è pronto per addormentarsi dopo aver assaporato i piaceri dell'amore, e si appresta a sognare, mentre la luna a sua volta è pronta a cogliere, i sogni, come fa la falce in un campo di spighe mature.

Metrica e ritmo

Tre strofe di quattro versi, costituite da due novenari e da due dodecasillabi, l’ultimo dei quali è sempre tronco. Ci sono enjambement ai vv 3-4, 7-8, 11-12.

Figure retoriche


Ci sono numerose allitterazioni delle l, s e f che sottolineano i rumori lievi. È presente una complessa metafora “o falce d’argento, qual messe di sogni ondeggia al tuo mite chiarore quaggiù” La luna è Come una falce d’argento che miete i sogni dell’umanità che dorme Come fossero grano maturo. Poi c’è una climax con “non canto, non grido, non suono” da umano a meno umano. Due personificazioni al respiro dei fiori.

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