elenb96 di elenb96
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Spesso il male di vivere ho incontrato

Tutta la poesia è costruita su correlativi oggettivi che sono associati al male di vivere, quindi in questa poesia il poeta dichiara apertamente il secondo termine dei correlativi. La poesia parla di uno stata di indifferenza, ma non si tratta del l'indifferenza ermetica dove i poeti si rinchiudono in una torre d'avorio con la loro poesia comprensibile solo ai poeti colti come loro.

Divagazione


Gli ermetici creavano questo tipo di poesia difficile da interpretare per poter rivolgere una forte critica al regime fascista senza essere censurati. In realtà in Italia la censura sulla scultura non era presente soprattutto quando ormai il regime è forte. Negli altri stati autoritari però la censura è fortemente utilizzata. Ad esempio in Germania gli uomini di cultura potevano solo scappare anche perché il più delle volte essi erano ebrei. Anche in Russia le soluzioni erano o l'esilio o il confino politico.

Per Montale però non si tratta di una poesia come quella ermetica, lui non tratta la politica, predica indifferenza contro forma di visione obiettiva razionale, non si tratta di non curanza. Il mal di vivere e la situazione dell'intellettuale.
I correlativo oggettivo non sono evidenti nei loro significati metaforici.
Rivo strozzato che gorgoglia è il correlativo oggettivo della sofferenza dell'uomo che non può liberamente fluire. Anche i suoni forti come la r ci fanno capire la sensazione di sofferenza.
Stesso concetto si applica alla foglia che si accartoccia per una secchezza innaturale. Nella prima strofa troviamo una climax dal mondo minerale al naturale all'animale come dire che il male di vivere sconvolge tutto. Il concetto richiama al dolore che pervade l'intero giardino di cui parla Leopardi nello Zibaldone. Però l'angoscia di Leopardi e più profonda. Per Montale tale dolore è dovuto solo al fatto di vivere una vita al 5%.
Si parla poi della indifferenza degli dei, scritta in maiuscolo come qualcosa di sacro e irraggiungibile. L'indifferenza sono la statua la nuvola e il falco, essi non hanno a che vedere con la sofferenza, sono più in alto imperturbabili.
Il falco inoltre portato dalle correnti dell'aria oltre ad essere lontano è anche felice per quanto non sia felicità attiva. Montale infatti comprende che la vita è male e quindi decide di non parteciparci. Rimane comunque una componente razionale perché firma il manifesto ma emozionalmente non si fa coinvolgere ( in altre poesie si fa coinvolgere invece). Saba invece si rende conto che la vita è amore e dolore legati in un nodo indissolubile e non può fare nulla per non vivere in questo sistema.

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