Video appunto: La figura della donna per Montale


La donna in Montale



Ecco la figura della donna per Montale.

Nelle sue liriche Montale spesso si rivolge a un “tu” femminile, ma le figure femminili quasi nei suoi componimenti poetici sembrano essere viste da una prospettiva superficiale; il poeta spesso parla di donne che hanno fatto parte della sua vita, come ad esempio sua moglie Drusilla Tanzi, a cui si rivolgerebbe con lo pseudonimo di Mosca; Irma Brandeis, a cui si rivolgerebbe con lo pseudonimo di Clizia; Volpe che sarebbe lo pseudonimo di Maria Luisa Spaziani.
Si rivolge a queste donne, senza però andare troppo a fondo ad indagare sulla sua vita privata.

Le donne nelle sue raccolte poetiche



Montale si rivolge a queste donne sempre in maniera positiva, avendo per lui un significato: alcune di esse rappresenterebbero un ricordo, altre invece avrebbero un significato di natura salvifica, altre rappresenterebbero l’evocazione di un altro tempo, età. Nella raccolta di poesie Occasioni ad esempio compare la figura di Clizia, ovvero la poetessa Maria Luisa Spaziani, che verrebbe vista come una sorta di musa terrena. Sempre in “Occasioni” appare la figura femminile di Mosca, che rappresenterebbe la moglie Drusilla Tanzi (verrebbe chiamata Mosca per via delle spesse lenti degli occhiali che indossa), la quale gli infonderebbe una sensazione di serenità.vita e opere di Montale

Ecco altre caratteristiche della figura delle donne per Montale.

Un’altra figura importante nella vita di Eugenio Montale è senz’altro Irma Brandeis, professoressa americana con cui egli ebbe una corrispondenza epistolare costituita da circa 154 lettere che la donna affidò al noto responsabile di Gabinetto Viusseux, costringendolo a non renderle pubbliche se non dopo venti anni. Da queste lettere si verrà a sapere della relazione amorosa molto lunga che l’uomo e la donna hanno da oltre sette anni. (questa relazione il Montale la tenne nascosta alla moglie Drusilla Tanzi)

vita ed opere di Eugenio Montale

In queste lettere il poeta si firma con lo pseudonimo di Arsenio, proprio per non far riconoscere la propria identità. Solo dopo tanto tempo il poeta rivelerà a Irma di essere sposato con Drusilla Tanzi; la donna non comprende, pertanto iniziano continui tira e molla tra i due amanti. Quest’ultima verrà informata dall’intellettuale italiano del fatto che non è in grado di lasciare sua moglie, perché minaccia il suicidio se egli la lascia. La situazione sembra evolvere in modo positivo a favore di Irma, in quanto il poeta vorrebbe liberarsi della “Mosca” (sua moglie), ma poi all’improvviso le cose cambiano nuovamente.
Sarà soltanto dopo quarant’anni che l’uomo spedirà ad Irma le sue opere in versi, definendola la sua divinità, la sua Dea.