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La descrizione di Clizia


Fa parte della sezione Mottetti, dedicata a Irma Brandeis, conosciuta nel 1919 a Firenze.
Montale immagina che Clizia torni da lui in volo, perché è un angelo. Egli si rivolge a lei dandole del tu. Il poeta afferma che libera la fronte della donna dai ghiaccioli che si sono formati, attraversando gli spazi siderali. Durante il volo la donna si è lacerata le penne delle ali. L’indicazione temporale cara a Montale (mezzodì) indica che è avvenuta un’apparizione miracolosa. Nel cielo splende un sole freddo (siamo in inverno) e l’ombra è lunga. Gli altri uomini non sanno che dentro la casa c’è una donna angelo che può salvare l’umanità.
Nella poesia c’è l’assenza della donna: Montale la desidera tanto che la descrive come la vede lui, una donna angelo, la nuova Beatrice dantesca. Il primo verso lega l’uomo e la donna: lui libera la fronte di lei dai ghiaccioli (gesto esteriore), mentre lei libera l’anima di lui dal freddo della sua assenza (gesto interiore) scambio di affetti.

TEMI:
- La donna angelo, perché è in grado di affrontare le nebulose;
- La contrapposizione interno-esterno: Clizia appare a Montale miracolosamente, dentro la casa, fuori invece c’è un ombra lunga, un sole freddoloso, uomini ignari e indifferenti;
- Il ricordo: questo tema è sottinteso. Montale ha viva l’immagine della sua donna e si illude di vederla comparire.

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