Concetti Chiave
- Giovanni Boccaccio è considerato il primo grande narratore della letteratura italiana, noto per opere come "Il Decameron" e "L’Elegia di madonna Fiammetta".
- Nato a Certaldo nel 1313, Boccaccio sviluppò il suo interesse per la letteratura in modo autodidatta, nonostante le pressioni del padre per diventare mercante.
- Durante il suo soggiorno a Napoli, Boccaccio si avvicinò allo studio del volgare e dei classici, grazie alla biblioteca della corte dei Bardi.
- La peste del 1348 influenzò profondamente Boccaccio e le sue opere, in particolare "Il Decameron", che riflette su tali esperienze traumatiche.
- Negli ultimi anni della sua vita, Boccaccio si dedicò alla scrittura di opere in latino e alla riscoperta di testi classici, mantenendo vivo il suo interesse per la letteratura antica.
GIOVANNI BOCCACCIO
Indice
Le Opere di Boccaccio
Giovanni Boccaccio è il primo grande narratore della nostra letteratura. Tra le sue opere più importanti ricordiamo:
• Il Decameron ovvero la prima raccolta di novelle
• L’Elegia di madonna Fiammetta, il primo ramanzo psicologico
• La Boccaccio oltre ad essere stato uno scrittore, fu anche un “editore”, ovvero lavorò come copista, e grazie ai suoi sforzi oggi possiamo ancora leggere le opere di numerosi poeti e scrittori latini come Terenzio e Apuleio. Fu molto importante l’influenza di Dante e Petrarca, anche se quando Dante morì, Boccaccio aveva solo 8 anni.
Origini e Formazione
Boccaccio nacque forse a Parigi, figlio illeggittimo di un mercante di Chelino e da una misteriosa figlia del re di Francia. Si dice inoltre nelle sue opere, che il padre per sei anni cercò in tutti i modi possibili di farlo interessare al mestiere del mercante, ma invano. Inoltre si racconta che egli si formò da solo e oltretutto contro il volere del padre.
Nacque nel 1313 presso Certaldo. La prima fase della sua educazione si svolse nella casa paterna nel 1321, anno della morte di Dante; Boccaccio fu notato da Giovanni Mazzuoli mentre passeggiava in strada: fu lui ad avvicinarlo alle opere di Dante.
Esperienze a Napoli
Nel 1327 si trasferì a Napoli, dove fu mandato per mezzo del padre per istruirsi sulle varie pratiche bancarie e commerciali. Mentre era ospite nella corte dei Bardi, fu indirizzato da Cino da Pistoia, allo studio del volgare e grazie alla ricca biblioteca del palazzo, poté accedere a molti manoscritti classici come quelli di Virgilio, Livio e Lucano.
Ritorno a Firenze e Decameron
Nel 1340, il Boccaccio si vede costretto ad abbandonare Napoli e gli sfarzi della corte angioina; privo di autonomia economica si trasferisce a casa del padre e si dedica ad un intensa produzione letteraria. Nel 1348 Firenze e gran parte dell’Italia viene colpita dalla peste, il poeta riesce a sopravvivere, la il ricordo di questi orribili momenti lo perseguiterà anche in futuro e persino nella sua opera più grande, il Decameron (1349-1351).
Dopo la morte della madre (1348) e del padre (1349); è impegnato in numerose missioni diplomatiche nelle quali in più di un occasione incontra Petrarca. Così tanto prestigio però non risollevarono le sue finanze che al contrario si stavano facendo sempre più esigue. Per porre fine ai suoi problemi economici prende gli ordini minori (1360).
Ultimi Anni e Opere Latine
Come Petrarca anche Boccaccio si dedica alla riscoperta delle opere classiche, a partire dal 1361 portò alla luce non solo opere latina, ma fece tradurre anche l’Iliade e l’Odissea che erano rimaste sconosciute agli occhi del mondo medioevale.
Verso i cinquanta anni Boccaccio scrisse solo opere in latino quali:
• Bucolicum Carmen ovvero 16 ecloghi pastorali
• Scrisse un testo di geografia sui monti, fiumi e mari della penisola italiana
• Tristi vicende che hanno sconvolta la vita di personaggi illustri
• Le donne celebri “De mulieribus claris”
• Genealogia degli dei pagani “Genealogie deorum gentilium”
Nonostante il suo amore per le opere antiche, egli dedica molto del suo tempo a tenere lezioni sulle opere dei Dante, come quelle che fece sui primi 18 canti dell’inferno, nella chiesa di santo Stefano.
Boccaccio muore pochi anni dopo, tormentato dalla malattia, il 21 dicembre 1375 ad un anno dalla morte del suo caro amico Petrarca.
Domande da interrogazione
- Qual è l'opera più famosa di Giovanni Boccaccio?
- Quali influenze formative hanno segnato la vita di Boccaccio?
- Quali esperienze significative ha vissuto Boccaccio a Napoli?
- Come ha influito la peste sulla vita e le opere di Boccaccio?
- Quali opere latine scrisse Boccaccio negli ultimi anni della sua vita?
L'opera più famosa di Giovanni Boccaccio è "Il Decameron", considerata la prima raccolta di novelle della letteratura italiana.
Boccaccio fu influenzato da Dante e Petrarca, e la sua formazione iniziò grazie all'incontro con Giovanni Mazzuoli, che lo avvicinò alle opere di Dante.
A Napoli, Boccaccio si dedicò allo studio del volgare e accedette a una ricca biblioteca, che gli permise di conoscere molti manoscritti classici, grazie all'influenza di Cino da Pistoia.
La peste del 1348 colpì Firenze e influenzò profondamente Boccaccio, il cui ricordo di quegli eventi tragici si riflette nella sua opera "Il Decameron".
Negli ultimi anni, Boccaccio scrisse opere in latino come "Bucolicum Carmen", un testo di geografia, "Tristi vicende" e "De mulieribus claris", dedicandosi anche alla riscoperta delle opere classiche.