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GIOVANNI BOCCACCIO

Giovanni Boccaccio è il primo grande narratore della nostra letteratura. Tra le sue opere più importanti ricordiamo:

• Il Decameron ovvero la prima raccolta di novelle
• L’Elegia di madonna Fiammetta, il primo ramanzo psicologico
• La Commedia delle ninfe fiorentine

Boccaccio oltre ad essere stato uno scrittore, fu anche un “editore”, ovvero lavorò come copista, e grazie ai suoi sforzi oggi possiamo ancora leggere le opere di numerosi poeti e scrittori latini come Terenzio e Apuleio. Fu molto importante l’influenza di Dante e Petrarca, anche se quando Dante morì, Boccaccio aveva solo 8 anni.

Vita
Boccaccio nacque forse a Parigi, figlio illeggittimo di un mercante di Chelino e da una misteriosa figlia del re di Francia. Si dice inoltre nelle sue opere, che il padre per sei anni cercò in tutti i modi possibili di farlo interessare al mestiere del mercante, ma invano. Inoltre si racconta che egli si formò da solo e oltretutto contro il volere del padre.

Nacque nel 1313 presso Certaldo. La prima fase della sua educazione si svolse nella casa paterna nel 1321, anno della morte di Dante; Boccaccio fu notato da Giovanni Mazzuoli mentre passeggiava in strada: fu lui ad avvicinarlo alle opere di Dante.
Nel 1327 si trasferì a Napoli, dove fu mandato per mezzo del padre per istruirsi sulle varie pratiche bancarie e commerciali. Mentre era ospite nella corte dei Bardi, fu indirizzato da Cino da Pistoia, allo studio del volgare e grazie alla ricca biblioteca del palazzo, poté accedere a molti manoscritti classici come quelli di Virgilio, Livio e Lucano.
Nel 1340, il Boccaccio si vede costretto ad abbandonare Napoli e gli sfarzi della corte angioina; privo di autonomia economica si trasferisce a casa del padre e si dedica ad un intensa produzione letteraria. Nel 1348 Firenze e gran parte dell’Italia viene colpita dalla peste, il poeta riesce a sopravvivere, la il ricordo di questi orribili momenti lo perseguiterà anche in futuro e persino nella sua opera più grande, il Decameron (1349-1351).
Dopo la morte della madre (1348) e del padre (1349); è impegnato in numerose missioni diplomatiche nelle quali in più di un occasione incontra Petrarca. Così tanto prestigio però non risollevarono le sue finanze che al contrario si stavano facendo sempre più esigue. Per porre fine ai suoi problemi economici prende gli ordini minori (1360).
Come Petrarca anche Boccaccio si dedica alla riscoperta delle opere classiche, a partire dal 1361 portò alla luce non solo opere latina, ma fece tradurre anche l’Iliade e l’Odissea che erano rimaste sconosciute agli occhi del mondo medioevale.

Verso i cinquanta anni Boccaccio scrisse solo opere in latino quali:
• Bucolicum Carmen ovvero 16 ecloghi pastorali
• Scrisse un testo di geografia sui monti, fiumi e mari della penisola italiana
• Tristi vicende che hanno sconvolta la vita di personaggi illustri
• Le donne celebri “De mulieribus claris”
• Genealogia degli dei pagani “Genealogie deorum gentilium”

Nonostante il suo amore per le opere antiche, egli dedica molto del suo tempo a tenere lezioni sulle opere dei Dante, come quelle che fece sui primi 18 canti dell’inferno, nella chiesa di santo Stefano.
Boccaccio muore pochi anni dopo, tormentato dalla malattia, il 21 dicembre 1375 ad un anno dalla morte del suo caro amico Petrarca.

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