Video appunto: Ariosto, Ludovico - Vita e produzione letteraria

Biografia di Ludovico Ariosto



Ariosto nasce a Reggio Emilia nel 1474, figlio di 10 figli da una famiglia benestante. Ludovico si iscrive nella facoltà di giurisprudenza però poi con il consenso dei suoi parenti decide di lasciare questa facoltà per dedicarsi agli studi umanistici e letterari.
Purtroppo la morte prematura del padre lo porta a confrontarsi con una realtà che non è così rosea: infatti si trova a dover sostenere il peso della famiglia. Quindi decide di trovarsi un'occupazione svolgendo diversi incarichi. La vera svolta nella sua vita avviene quando viene assunto dal cardinale Ippolito d'Este, il vescovo di Ferrara, figlio di Ercole a cui poi sarà dedicato l'Orlando furioso. Non aveva però un ruolo preciso, variava. Doveva svolgere queste mansioni per poi essere stipendiato. Comincia a scrivere poesie. Un'altra svolta avviene nel 1517 quando il cardinale decide di trasferirsi al'estero e per la prima volta Ludovico decide di non seguirlo, portando come giustifica la sua salute cagionevole. Passa un breve periodo senza lavoro con la soddisfazione però di aver salvaguardato quella che è la sua dignità. Viene assunto poi da Alfonso d'Este, il fratello d'Ippolito e ora il suo compito non è più di svolgere mansioni varie ma viene preso come ambasciatore. Gli viene dato il beneficio di diventare governatore della Garfagnana(tra la fine della Toscana). Viene mandato lì per sedare il brigantaggio e tutta una serie di attività illegali. In questo periodo lui soffrì molto poiché il luogo era isolato da Ferrara, una città viva culturalmente a questo posto caratterizzato solo da paludi e dunque tutto ciò non gli permise di dedicarsi completamente alla letteratura. Negli ultimi anni tornò a Ferrara e nel frattempo rivede l'orlando furioso che viene pubblicato tre volte (Lui si rende conto che va rivista la struttura, fa dei ritocchi, elimina e aggiunge. Nella 3 effettua una revisione linguistica grazie a Pietro Bembo). Muore a 59 anni lasciando questa impronta molto importante proprio per quanto riguarda l'orlando furioso

Il ritratto di Ludovico Ariosto



Il ritratto di Ludovico Ariosto è importante perché spesso i pittori con un ritratto cercano di cogliere negli atteggiamenti della figura un po' l'anima del soggetto che stanno dipingendo. Infatti nel quadro di Ludovico Ariosto dà un'impressione di chiusura per quanto riguarda la braccia ma anche di grazia e raffinatezza: è molto ordinato nel vestirsi e nell'acconciatura. Il gomito sinistro sporge sulla balaustra quasi come se si volesse proiettare verso chi lo sta osservando. La posizione un po' girata sembra che indichi il fatto che sia stato distolto da occupazioni più importanti e interessanti (Ariosto avrà impegni letterari ma anche per quando la famiglia d'Este). Il viso non è né cupo né ispira disprezzo; infatti c'è una specie di sorriso che denota anche un carattere aperto e gioviale verso l'ironia(una delle due caratteristiche della sua produzione). L'opera più famosa è l' Orlando furioso che rappresenta uno degli ultimi romanzi che si rifanno al genere cavalleresco. Dopo Ariosto ci sarà Tasso che sarà ostacolato nella sua opera. Un abisso di differenza tra la Gerusalemme liberata e l'Orlando furioso. Quest'ultimo ci presenta nell'introduzione le corti ferraresi. Nel frattempo ci sono state le tesi di Lutero quindi la Chiesa prende posizione su quanto viene scritto con l’index librorum proibitorum cioè tutti i libri che dovevano essere pubblicati erano scritti e dovevano passare attraverso il controllo di questo index, la censura.

La casa di Ariosto



La casa di Ariosto è stata acquistata nel 1526. È interessante poiché la casa rivela molto di quelle che sono le ambizioni e le aspirazioni del poeta. In quest'abitazione vediamo che è del tipico colore e delle tipiche strutture che ritroviamo in tutta quella zona e dà un esempio di solidità. Qui ricerca l'otium, la tranquillità di spirito che ci porta a occuparci degli studi letterari. Allo stesso tempo in Ariosto convive anche una certa irrequietezza, dovuta anche a quelle che sono state le caratteristiche della sua vita.

L'Orlando Furioso



L'orlando furioso, pur essendo uno degli ultimi poemi epici cavalleresco, ci mostra già dal titolo che il poema cavalleresco è scomparso perché quest’ultimo era caratterizzato da personaggi fedeli al proprio re, salvatori delle fasce più deboli della società. In tutto questo il cavaliere si dà delle priorità e molto spesso rinuncia all'amore per seguire il re. Nell'orlando furioso il personaggio principale è Orlando. La scena si svolge quando ci sono le lotte tra i franchi e i saraceni. Orlando e Rolando fanno parte dell'esercito di Carlo Magno. Quindi da una parte ci sono questi paladini che cercano di superarsi uno con l'altro per il valore e la fedeltà al re ma a un certo punto Orlando si innamora di Angelica, la principessa del Catai, attuale Cina, fatta prigioniera dei cristiani. Si innamora perdutamente di Angelica e spera in qualche modo di conquistarla ma Angelica si innamora di Medoro, un semplice fante. Quindi rifiuta l'amore di tanti cavalieri per innamorarsi di un soldato semplice. Con lui scappa inseguita da Orlando. Il punto focale dell'opera quando Orlando si trova nel luogo in cui Angelica e Medoro sono stati prima di lui. Egli ritrova intorno a sé tutti i segnali dell'amore tra i due (dei cuori con i loro nomi sulla corteccia dell'albero)e per colmo si rifugia da un pastore, il quale vedendolo così triste, gli racconta proprio la storia di Angelica e di Medoro. A questo punto Orlando cade in depressione. Depressione che poi diventa follia. Inizia a tagliare tutti gli alberi dove c'era scritto Angelica E Medoro e li getta nel fiume, si spoglia e comincia a prendersela con tutto ciò che trova intorno a sé. Questa scena, apparentemente cupa, diventa però una scena molto ironica poiché Ariosto mostra una certa leggerezza e ironia considerando che questo Cavaliere si comporta peggio di un uomo comune. L'ultima ironia della sorte si ha quando Astolfo, il migliore amico di Orlando, prende il cavallo alato e va sulla Luna perché, poiché sulla Luna si trovano tutti i cervelli delle persone che hanno perso il senno, Astolfo prende il cervello sano del suo amico così Orlando ritrova il senno. Dunque in conclusione l'orlando furioso è un poema epico cavalleresco ma in strutture diverse, più moderne perché la risposta è un po' nella di vita di Ariosto. Lui vive nella Corte degli Este di Ferrara ma svolge diversi compiti tra cui quello di divertire la corte. Se avesse proposto un romanzo tradizionale, si sarebbero tutti annoiati. Propone un romanzo rivisitato intrecciando varie storie tra di loro in modo che ottenga l'effetto di suscitare sempre un certo interesse. Per esempio racconta di Angelica e Medoro e allo stesso tempo porta l'azione ad altri personaggi. Tutto questo perché l'opera veniva recitata a un pubblico prettamente femminile perché le donne di corte avevano un ruolo importante nel proteggere le arti. Un altro fattore che lo distingue dal poema cavalleresco tradizionale è che il racconto non si svolge linearmente ma ci sono degli episodi che vengono ripresi a distanza uno dagli altri, proprio per suscitare l'interesse del pubblico.

Da dove nasce l'idea di stendere il poema sull'Orlando?



Ariosto stesso dichiara che il tema dell'orlando furioso non è altro che una ripresa dell’Orlando innamorato di Boiardo, un’opera scritta poco prima che non ha avuto ovviamente lo stesso successo dell’Orlando furioso.
La guerra fa da cornice a tutta la narrazione anche se l"interesse di Ariosto è nel seguire quelle che sono le vicissitudini morali di Orlando. Ariosto riprende i due cicli più famosi dell'opera cavalleresca:il ciclo arturiano, quello che narra le avventure di Ginevra e Lancillotto, e il ciclo carolingio, quello in cui i protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini che combattono contro i saraceni. Il personaggio di Orlando viene fuori come un personaggio eroico visto però in qualche modo alle prese con i sentimenti di tutti gli uomini:
innamoramento per Angelica
• progressivo disinteresse per la guerra perché vuole conquistare questa donna
• gli sforzi per farsi notare e conquistarla
• epilogo tragico della follia
• il racconto non si svolge

Le fonti che Ariosto utilizza non sono solo quelle dell'orlando innamorato ma anche storiche. Quello che è interessante dell’Orlando furioso e costituisce una novità dell’epica cavalleresca è che sì, si tratta di Orlando ma egli non è l"unico protagonista. L'orlando furioso è caratterizzato dunque dalla polemicità, ci sono vari centri d'interesse che vengono svolti.
Ariosto usa l'intrecciamento, che obbedisce alla necessità di variare lo stile e il registro a seconda della narrazione che si vuole riportare. In qualche modo quindi aggiunge un valore in più all’Orlando furioso proprio perché rappresenta la grande creatività di Ariosto. Avrebbe potuto scrivere un poema epico, raccontando le avventure di orlando invece non si è limitato a questo ma ha creato intorno a Orlando, una serie di personaggi.

Qual è l'ideale di Ariosto?



Ariosto ha un intento morale che non sempre può risultare evidente, ma rimane in tutti i personaggi protagonisti. L'intento morale è quello di dimostrare come ognuno di noi si impegna per raggiungere determinati obiettivi. Questi obiettivi però difficilmente si riesce a raggiungerli completamente. E crea dunque un senso d'insoddisfazione che porta quindi a riflettere su quello che è il dramma dell'esistenza.

Come mai quest'insoddisfazione



Ogni uomo si deve impegnare per raggiungere i suoi obiettivi, ma il raggiungimento pieno non dipende dalla virtù dell'uomo ma in gran parte dai capricci della fortuna. Se Angelica e Medoro non avessero bevuto dalla stessa fonte che era stata fatata, perché Angelica e Medoro si innamorassero, probabilmente la vicenda avrebbe potuto avere altri sviluppi. Dunque tutto dipende dai capricci della sorte. Orlando per quanti sforzi faccia non riuscirà mai a conquistare l'amore di Angelica. Quindi la pazzia non è altro che lo sfogo finale dell’umanità quando si rende conto che tutti i suoi sforzi sono vani. Questo processo che Ariosto descrive per Orlando in realtà si può estende a tutta l’umanità, destinata alla follia.

Come si può evitare questa situazione estrema



Si può arrivare esercitando l'auto controllo e la rinuncia: è meglio rinunciare a determinati obiettivi piuttosto che perseguirli per poi rimanerne insoddisfatti. Al di là di nucleo serio dell'orlando furioso, abbiamo comunque l"ironia di Ariosto, che porta alla dissacrazione dei personaggi perché quelli che erano visti come dei personaggi tagliati con l'accetta, cioè che perseguivano determinati valori. Questa ironia ci fa capire anche quello che è il giudizio morale di Ariosto sulla Corte ma anche su quello che è la vita. Per quanto riguarda gli effetti linguistici possiamo notare nell'Orlando una progressiva toscanizzazione del linguaggio che comunque rimane molto efficace e brillante, con molte metafore.
L'episodio più importante dell’Orlando furioso, proprio quello che dà il titolo a tutto il componimento è appunto la pazzia di orlando che non a caso si trova al centro del componimento, in quanto costituisce il punto predominante di tutta la vicenda e apre a una prospettiva del personaggio di questo cavaliere. Cosa è successo? Angelica è sfuggita da prigioniera e si imbatte in Medoro. Angelica ha rifiutato l'amore dei più grandi cavalieri perché si innamorata di questo giovane di umili condizioni. Si rifugiavano nella casa del pastore dove svolgono una sorta di matrimonio. Angelica per ringraziarlo, regala al pastore un braccialetto che gli era stato regalato da Orlando. Nella parte centrale viene raccontato il processo che porta Orlando al furore incontrollabile.