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L’enjambement


L'enjambement (tradotto in italiano "inarcatura” o “spezzatura") si realizza quando l’unità metrica non coincide con l’unità sintattica, cioè la fine di un verso non coincide con la fine di una frase di senso compiuto.
Leggi l’ultima terzina del sonetto A Zacinto di Ugo Foscolo:

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra, a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

Mentre nel verso 1 la pausa primaria coincide con una pausa sintattica e produce una interruzione nel fluire dei suoni (evidenziata anche dalla virgola), nel verso 2 questo non avviene: la pausa primaria, infatti, cade fra il predicato verbale (prescrisse) e il soggetto (il fato). Questo fenomeno, per cui la sintassi non coincide con la misura del verso ma per così dire “trabocca” nel verso successivo, si definisce con il termine francese enjambement che indica appunto l’atto di “scavalcare, andare oltre”.
L’enjambement svolge una funzione fondamentale, non solo sul piano ritmico, ma anche sul piano semantico:

• sul piano ritmico annulla l’effetto della pausa primaria
• sul piano semantico crea uno stretto collegamento tra due versi e mette in evidenza alcuni termini particolarmente significativi.
Considera le seguenti terzine con cui inizia il secondo canto dell’inferno di Dante.
Lo giorno se n’andava, e l’aere bruno
toglieva gli animai che sono in terra
da le fatiche loro; ed io sol uno
m’apparecchiava a sosterier la guerra
sì del cammino e sì della pietate,
che ritrarrà la mente che non erra.
In queste due terzine sono presenti quattro enjambements (vv. 1-2; 2-3; 3-4; 4-5).
• Sul piano ritmico contribuiscono a creare un andamento ampio e disteso.
• Sul piano semantico richiamano l’attenzione su alcune parole particolarmente significative:
— bruno: indica il buio della sera, ma anche dell’inferno che attende Dante in procinto di compiere il suo viaggio nelle tenebre.
— terra: è il luogo famigliare che Dante sta per abbandonare pieno di dubbi e di incertezze.
— ed io sol uno: sottolinea l’antitesi tra tutti gli altri uomini che, giunti a sera, si possono abbandonare al riposo, e Dante che si appresta ad affrontare il più terribile ed eccezionale dei viaggi, non solo per salvare se stesso attraverso la presa di coscienza del male, ma anche per giovare con la sua testimonianza a tutti gli altri uomini.
—guerra: la metafora della guerra mette in evidenza non solo la difficoltà e la fatica, ma anche il dolore che attende Dante nel suo viaggio attraverso l’inferno.

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