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La frutta
La frutta è l’alimento più antico e naturale, il più semplice, sano e gradito. Tale preferenza è ben giusti-ficata perché le grandi quantità di acqua (dal 70 al 90 %), la variabile quantità di zuccheri (dal 5 al 17%) e le tracce di grassi e di proteine in essa contenute, che pur non sono tali da saziare l’organismo, ne fanno un cibo indispensabile per una sana ed efficace nutrizione. I suoi zuccheri sono infatti energetici e facilmente assimilabili; i suoi sali minerali servono a combattere l’acido urico, i suoi acidi organici (malico, citrico, tartarico) e le sue essenze odorose favoriscono la digestione; le sue vitamine A, B, C regolano le funzioni organiche; mentre la cellulosa della buccia attiva le funzioni intestinali e l'acqua della polpa quelle renali.
— Vi sono frutta a polpa o carnose, più ricche di acqua, e frutta a guscio o secche, più asciutte e nutrienti.
— Secondo la loro composizione chimica, si distinguono poi:

— frutta acquoso-acidulo-zuccherine (uva, agrumi, mele, pere, prugne, pesche, albicocche, ciliege, fra- gole);
— zuccherine (banane, datteri, fichi);
— oleose (noci, nocciole, mandorle, arachidi);
— amidacee (castagne).
La frutta cruda, sana, matura, perfettamente lavata, si deve consumare preferibilmente a distanza dai pasti, in modo che l’organismo abbia la possibilità di utilizzarne al massimo tutti i princìpi alimentari.
La frutta cotta è in genere più zuccherina di quella cruda ed è meno benefica, perché nella cottura ha perduto le vitamine; la possono mangiare vantaggiosamente persone malate o deboli di stomaco. Invece
I frullati ed i succhi di frutta sono ottimi come gusto, digeribilità, valore nutritivo e adatti a tutti, special- mente ai bambini. Altrettanto può dirsi delle marmellate, alimenti consigliabili sotto ogni punto di vista.
— L'uva è il frutto della vite, pianta legnosa rampicante, coltivata ovunque fin dai tempi più antichi. Oggi l’uva è, con gli agrumi, una delle ricchezze del nostro Paese ed uno dei più sani e benefici alimenti. Di essa si conoscono innumerevoli varietà, diverse per il colore degli acini (uve bianche, rosse, nere) e per la ricchezza in zucchero, che le fa destinare ad usi particolari (uve da pasto, da vino, da conservare). L’uva ha una notevole azione energetica, perché può contenere fino al 30 % di zuccheri (glucosio e levulosio) facilmente assimilabili. Inoltre le vitamine, i sali di calcio, di ferro, di potassio; l’acido tartarico ; i fermenti e le sostanze aromatiche di cui è ricca integrano efficacemente la nutrizione, agendo da stimolanti, da ricostituenti, da depuratori dell’organismo (cura dell'uva).
L’uva si conserva intera appendendone grappoli sani e belli in un locale fresco, asciutto e scuro, oppure mettendola sotto spirito, in grandi barattoli di vetro, oppure facendola appassire.
— Gli agrumi, cioè l'arancia, il mandarino, il manda-rancio, il pompelmo, il limone, il cedro sono frutti di alberi sempreverdi coltivati soprattutto nelle regioni mediterranee. Essi sono notevolmente diversi fra loro come aspetto e come sapore; ma sono tutti caratterizzati da un aroma speciale, da una certa acidità e dalla presenza di grandi quantità di vitamine B e C. Si possono perciò considerare veri e propri concentrati naturali di vitamine e di acidi organici, e riescono assai benefìci per le loro eccezionali proprietà antiinfettive e ricostituenti e per la loro azione antiurica.
Degli agrumi è ottimo il succo, che si consuma sotto forma di spremute e sciroppi, tutti molto rinfrescanti, disintossicanti, astringenti. Le loro bucce vengono invece candite ed usate in pasticceria.
— La banana è il frutto di una pianta caratteristica delle zone tropicali, coltivata in Africa e nell’America centrale. La sua polpa aromatica e dolcissima (contiene fino al 50% di zucchero) è facilmente digeribile e molto ricca di vitamine, a condizione che sia perfettamente maturata e conservata; invece, se il frutto è acerbo, è costituita quasi esclusivamente da sostanze amidacee.
— Il dattero è offerto da una palma, che cresce spontanea nell’Africa mediterranea, nella Persia, nell’india e fornisce con i suoi frutti un insostituibile nutrimento alle popolazioni di quei paesi. Per la loro altissima percentuale di zucchero (fino al 65 %), i datteri sono altamente energetici ed assimilabili, tanto che si consumano freschi, secchi o ridotti in farina.
— Le noci ed anche le nocciole e le mandorle sono frutta oleose che si consumano fresche e secche.
In particolare le noci possono considerarsi alimenti quasi completi, perché contengono molti grassi (si può addirittura estrarne un buon olio commestibile), discrete quantità di sostanze proteiche e carboidrate, sali di fosforo e vitamina B. A causa di una così ricca composizione chimica, non sono facilmente digeribili.
— La castagna è il caratteristico frutto dolce e farinoso, racchiuso nella spinosa custodia del riccio, di un grande albero proprio delle zone temperate. Le castagne contengono circa il 40 % di sostanze zuccherine ed amidacee e tracce di proteine e di grassi. Non sono quindi alimenti completi, ma possono diventarlo se vengono ad esempio consumate insieme al latte. Le castagne, da fresche, si mangiano arrosto o bollite (meglio se con la buccia, perché non disperdano nell’acqua le sostanze zuccherine); da secche, si adoperano per preparare gustose minestre o, ridotte in farina, servono a preparare frittelle, castagnacci ed altri dolci casalinghi. La marmellata e i marroni canditi sono altri ghiotti alimenti forniti da questi frutti preziosi.

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