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Pascoli, Giovanni - Novembre (2)

Analisi stilistica e commento della poesia, in cui sono messi a confronto il fascino della vita e il mistero della morte

E io lo dico a Skuola.net
Pascoli, Giovanni - Novembre (2)
Analisi stilistica
La poesia “novembre”, di Giovanni Pascoli, è composta da tre strofe, di cui tre versi sono endecasillabi, mentre l’ultimo è quinario, e dodici versi.
Le rime sono alternate.
La struttura della poesia è semplice e lineare. Il linguaggio non è ricercato, ma è ricco di significati e di simboli. Esso evoca spesso impressioni.
Sono presenti numerose figure retoriche.
Innanzitutto si possono incontrare molti enjambement che forniscono scorrevolezza alla poesia altrimenti scandita da una rigida metrica.
“Odorino amaro” è una sinestesia, che accosta una sensazione percepibile con il senso olfattivo e una con il senso gustativo.
Inoltre, “estate fredda” è un ossimoro, che relaziona due parole in netto contrasto fra di loro.

Commento
“Novembre” affronta diverse tematiche. Apparentemente la poesia descrive l’arrivo dell’autunno, ma questa descrizione è simbolica.
Nella prima strofa si affronta una situazione positiva: si vedono e si ricordano gli odori e le belle sensazioni della primavera.
Nella seconda strofa si ha una netta contrapposizione. Tutto ciò che si è provato è un inganno. La primavera, così come la vita è condannata alla dissolutezza; all’autunno, e infine all’inverno.
La terza strofa rappresenta la drastica conclusione. La solitudine, il silenzio.
Questa è la rappresentazione simbolica della vita umana: tutto è destinato alla vecchiaia e infine alla morte.
È predominante il senso di malinconia e di glaciale tristezza. La staticità e il silenzio rappresentano la fine, il ricordo di ciò che è stato e che più non sarà.
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