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Pascoli e il Decadentismo

Il pascoli è un poeta tipico decadente. Infatti il pascoli costretto contro la sua volontà è stato emarginato dal mondo e adesso non riesce a comprenderlo, non riesce a coglierne il significato.
Infatti il pascoli è l’eterno bambino; si potrebbe dire che soffrisse di una pseudo-sindrome di peter-pan. Il Pascoli è stato costretto a crescere dopo la morte del padre (la quale è stata quella che lo ha sconvolto di più, forse perché ancora impunita ) e di alcuni parenti, non è stato nutrito di quell’affetto materno di quel calore che solo dei genitori possono dare , ma che purtroppo la sorella maggiore, che ha fatto un po’ da madre (con scarsi risultati), non ha saputo dargli. Nelle sue poesie si notano dei versi che sono in analogia a questa mancanza di affetto che ha dovuto subire. Il Pascoli (come il poeta decadente del resto) è come se fosse in un cinema la vita gli scorre d’innanzi, ma lui non sa capire non riesce a dare un significato a ciò che succede. Non è ancora pronto ad affrontare ciò che succede in questo secolo.
Infatti nel XX sec.(secolo in cui il Pascoli è vissuto) C’è la nascita di nuovi filoni letterari ma tutti comunque legati fra di loro da un unico filo “Il decadentismo”. Infatti il Carducci (benché definito l’ultimo grande classico) fa uso di caratteri tipici decadenti come l’uso dei colori; poi c’è il Verga(il quale è il massimo esponente del Verismo) ma che scrive comunque del disagi e dell’incomprensione della gente verso il mondo, infine il Pascoli che si esclude completamente dal mondo(perché non riesce ad interpretarlo)comunica solo attraverso le poesie e lo fa usando colori; suoni;tipicamente Decadenti; ma in lui rimarrà sempre l’estraniazione dal mondo e da ciò che vi succede. Infatti nel ‘900 l’Italia della piccola borghesia (alla quale apparteneva Pascoli) stava attraversando un periodo di scombussolamento, c’era il pericolo imminente del socialismo, che era il nemico principe dei borghesi, poiché il Pascoli ( come del resto i Borghesi) aspirava ad entrare nell’alta borghesia e non di retrocedere nel proletariato. Un netto episodio , che racconta l’inesperienza del Pascoli è proprio che in questo periodo di scombussolamento politico, perché la piccola borghesia si sentiva minacciata dal socialismo e non si sentiva più al centro del pensiero politico; il Pascoli aderisce al partito Socialista perché crede che questo partito sia fondato su orme francescane, su il tipico “volemose bene ” romano; quando poi il Pascoli capirà che il socialismo a cui lui aveva aderito non era lo stesso a cui lui aspirava se ne andrà. Ma tutto ciò lascerà il Pascoli molto confuso, sempre più convinto che il mondo lo esclude, senza invece capire che il mondo non lo esclude, ma è lui ad escludersi. L’esclusione dei poeti decadenti è diversa da quella dei romantici; perché i romantici sono superbi poiché si ritengono superiori e sono convinti che nessun può comprendere i loro problemi, mentre i decadenti si escludono perché non riescono a stare al passo con i vari cambiamenti che accadono nel mondo. Il Pascoli ormai escluso dal mondo, rimane chiuso in se stesso e nella sua casa infatti non si sposerà mai, forse perché inesperto o forse perché si riteneva più al sicuro nella sua casa nel suo “nido” .

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