Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”
Dipartimento di Medicina Molecolare
Laurea Triennale in Scienze Biologiche
Valutazione della caratterizzazione di tumori polmonari
tramite metodica FISH
Relatore:
Prof.ssa Paola Perucca
Correlatore:
Dott.ssa Gabriella Gaudioso Tesi di
Leonardo Minestra
Anno Accademico 2019/2020
INTRODUZIONE
Il tumore al polmone è la causa principale di morte nei paesi industrializzati, dovuto non solo a
fattori genetici, ma anche ambientali. Il fumo di tabacco costituisce il più importante fattore di
rischio per l’insorgenza di dell’85% dei casi
questo tumore, e si ritiene sia responsabile
osservati. Gli ultimi studi evidenziano inoltre, per i fumatori passivi, un aumento del rischio tra
il 20% ed il 50% rispetto ai non fumatori. Nella tesi che andrò a discutere sarà esposto uno dei
l’adenocarcinoma del polmone, ovverosia la tecnica
più importanti metodi di diagnostica per
FISH (Fluorescence In Situ Hybridization) per individuare il riarrangiamento del gene ALK
(Anaplastic Lymphoma Kinase) in una sottopopolazione equivalente al 3-7% di carcinomi non
a piccole cellule.
I pazienti con neoplasia ALK+, età media alla diagnosi di circa 50 anni, in maggioranza non
fumatori di sesso maschile, traggono benefici da trattamenti in grado di inibirne selettivamente
il meccanismo patogenetico. Infatti, è ormai confermata l’efficacia di Crizotinib, inibitore
competitivo della fosforilazione del dominio tirosino-chinasico di ALK rispetto alla
chemioterapia. Nonostante, la sopravvivenza a cinque anni sia migliorata, il tumore al polmone
permane, ancora oggi, come una neoplasia a prognosi particolarmente sfavorevole.
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Sommario 1
INTRODUZIONE 4
Capitolo 1 4
DEFINIZIONE 4
CARATTERISTICHE GENERALI 6
Capitolo 2 6
EPIDEMIOLOGIA 7
CLASSIFICAZIONE 9
EZIOPATOGENESI 10
DIAGNOSI 12
TRATTAMENTO 14
Capitolo 3 14
STORIA DEL GENE 15
MECCANISMO D’AZIONE 15
CORRELAZIONE TRA ALK E DIVERSI TUMORI 16
RIARRANGIAMENTO DEL GENE ALK NEI TUMORI POLMONARI 17
TRATTAMENTO E RESISTENZA AI FARMACI ANTI-ALK 19
Capitolo 4 19
METODICA FISH 20
VANTAGGI E SVANTAGGI DELLA FISH 21
TIPOLOGIA DI SONDE 22
VALUTAZIONE DEL RIARRANGIAMENTO DEL GENE ALK TRAMITE FISH 24
Capitolo 5 24
RISULTATI 26
Capitolo 6 26
CONCLUSIONI 28
BIBLIOGRAFIA 28
SITOGRAFIA 30
RINGRAZIAMENTI 2
FISH FLUORESCENCE IN SITU
HYBRIDIZATION (IBRIDAZIONE IN SITU
FLUORESCENTE)
ALK ANAPLASTIC LYMPHOMA KINASE
(CHINASI ANAPLASTICA DEL LINFOMA)
ATP ADENOSINA TRIFOSFATO
DNA DEOXYRIBONUCLEIC ACID (ACIDO
DESOSSIRIBONUCLEICO)
WHO WORLD HEALTH ORGANISATION
ADC ADENOCARCINOMA
CS CARCINOMA SQUAMOSO
CGC CARCINOMA A GRANDI CELLULE
NSCLC NON-SMALL-CELL LUNG CANCER
(CARCINOMA A NON PICCOLE CELLULE)
TFF-1 THYROID TRANSCRIPTION FACTOR-1
(FATTORE DI TRASCRIZIONE TIROIDEO)
CK7 CYTOKERATIN-7 (CITOCHERATINA 7)
SCLC SMALL CELL LUNG CANCER
(CARCINOMA A PICCOLE CELLULE)
OMS ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA
SANITÀ
TAC TOMOGRAFIA ASSIALE
COMPUTERIZZATA
CLASSIFICAZIONE TNM TUMOR-NODES-METASTASIS
TBNA TRANSBRONCHIAL NEEDLE ASPIRATION
NPM NUCLEOPHOSMIN (NUCLEOFOSMINA)
ALCL ASSOCIATED ANAPLASTIC LARGE CELL
LYMPHOMA (LINFOMA A GRANDI
CELLULE ANAPLASTICO)
IMT INFIAMMATORY MYOFIBROBLASTIC
TUMOR (TUMORE INFIAMMATORIO
MIOFIBROBLASTICO
EML4 ECHINODERM MICROTUBULE-
ASSOCIATED PROTEIN-LIKE 4
IHC IMMUNOISTOCHIMICA
RT-PCR REAZIONE A CATENA DELLA
POLIMERASI A TRASCRIZIONE INVERSA
SCF FATTORE DELLE CELLULE STAMINALI
4’,6-DIAMIDIN-2-FENILINDOLO
DAPI
N.A. APERTURA NUMERICA
CCD CHARGE COUPLED DEVICE
FDA FOOD AND DRUG AMMINISTRATION
MET MESENCHYMAL EPITHELIAL
TRANSITION FACTOR
3
Capitolo 1
I TUMORI DEFINIZIONE
La definizione più corretta per descrivere la parola “tumore” è quella coniata dall’oncologo
“una
Rupert Allan Willis, accettata a livello internazionale che afferma: neoplasia o un tumore
è una massa di tessuto che cresce in eccesso ed in modo scoordinato rispetto ai tessuti normali,
e che persiste in questo stato dopo la cessazione degli stimoli che hanno indotto il processo”.
(1) CARATTERISTICHE GENERALI
I tumori possono essere divisi in due grandi gruppi: maligni e benigni; essi si differenziano per
alcune caratteristiche fondamentali. I primi sono tumori infiltranti, che possono, cioè,
attraversare lo stroma e raggiungere varie vie per disseminare, al contrario dei benigni che sono
espansivi e rimangono incapsulati. Di fondamentale importanza, per distinguere un tumore
l’esame
maligno da uno benigno, è citologico ed istologico, effettuato al microscopio da un
anatomopatologo (1). l’evasione dall’apoptosi;
Tra le principali caratteristiche delle cellule tumorali troviamo: un
ciclo cellulare alterato, in quanto si riproducono in maniera incontrollata e con maggiore
la
frequenza rispetto a una popolazione di cellule sane; capacità di auto-produrre i fattori di
crescita - se un antagonista di questi fattori viene somministrato ad una delle cellule,
quest’ultime non risponderanno adeguatamente-.
una caratteristica importante delle cellule sane, ossia l’inibizione da
Inoltre, viene persa
contatto: un meccanismo che consiste nella cessione della crescita, quando le cellule sane
entrano in contatto tra di loro.
Si tratta di una peculiarità piuttosto rilevante, perché è grazie a questa perdita che la cellula
tumorale può crescere e dividersi in maniera incontrollata, anche rimanendo a contatto con le
cellule vicine.
Ultimo aspetto, ma non meno importante, è che le cellule dei tumori maligni generalmente sono
poco o indifferenziate presentandosi quindi con un livello di maturazione diverso da quelle sane
del tessuto d’origine, e con un elevato grado di malignità a differenza dei tumori ben
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differenziati che saranno quindi, meno aggressivi. Infine, mostrano alcune caratteristiche
la crescita incontrollata, grazie all’accumulo di nutrienti
aggiuntive atte a promuoverne
derivanti dal sangue dell’organismo ospitante per mezzo dell’angiogenesi- un processo
fondamentale in un organismo sano che consiste nella formazione di nuovi vasi sanguigni- da
quelli preesistenti, volto alla cicatrizzazione delle ferite, alla crescita del tessuto e a molti
processi fisiologici. Nel caso delle cellule tumorali si ha una generazione incontrollata di vasi
sanguigni, con lo scopo di raccogliere la maggiore quantità di nutrienti, ma con crescita
disordinata e maggiore fragilità strutturale.
Un processo correlato all’angiogenesi, il quale è una caratteristica intrinseca dei tumori maligni,
è la formazione di metastasi, costituite da cellule, originarie del tumore primario, che si staccano
da esso e migrano nel torrente circolatorio o linfatico, per raggiungere distretti fisici lontani
dalla neoformazione originaria. La cascata metastatica è molto complessa in quanto comprende
diverse fasi e può variare da tumore a tumore.
Un altro tratto distintivo delle cellule tumorali è la loro capacità di manipolare e riprogrammare
il metabolismo. In condizioni normali, la cellula sana, in presenza di ossigeno, predilige la
–un
glicolisi processo che da una molecola di glucosio produce, prima piruvato e poi, grazie
alla fosforilazione ossidativa, origina 38 molecole di ATP (Adenosina Trifosfato), le quali sono
la fonte di energia principale della cellula.
Le cellule tumorali, anche in presenza di ossigeno, preferiscono la glicolisi aerobica o effetto
Warburg (dal suo scopritore): nonostante questa via risulti, meno efficiente essa produce una
maggiore quantità di metaboliti secondari, i quali vengono utilizzati dalle cellule neoplastiche
per produrre i costituenti principali dell’unità biologica, al fine ultimo di potersi accrescere.
caratteristica, che è comune a tutte le cellule neoplastiche è l’instabilità genomica.
Altra
Il DNA può subire dei danni, causati da agenti esterni, ma anche interni, di vario tipo: chimici,
fisici, biologici, causati dal metabolismo cellulare oppure dalla replicazione del DNA. Tutti
questi agenti possono causare mutazioni, ovvero modificazioni nella composizione della
struttura del DNA stesso, alterando di conseguenza il suo messaggio.
Le cellule hanno sviluppato meccanismi di protezione del DNA, in grado di riparare il danno
subito. Molto spesso le mutazioni nelle cellule tumorali avvengono proprio nei geni
appartenenti ai sistemi di riparazione: questo fa sì che nelle cellule vengano accumulate più
mutazioni che conferiscono vantaggi alle cellule, quali maggiore capacità proliferativa o
promozione dell’angiogenesi e del processo metastatico (1-2).
5
Capitolo 2
I TUMORI POLMONARI
EPIDEMIOLOGIA
Il tumore al polmone rappresenta la prima causa di morte per neoplasia nei Paesi sviluppati. In
all’anno.
Italia il numero di nuovi casi si attesta intorno ai 35-40.000 Esso ha una maggiore
incidenza negli individui di sesso maschile, 100-110 nuovi casi al giorno su 100.000 abitanti,
mentre nelle donne il tasso è circa 20-30 nuovi casi su 100.000.
L’incidenza della malattia aumenta con l’avanzare degli anni, dunque, alla diagnosi, l’età media
dei pazienti è di sessanta anni.
All’inizio del secolo scorso, il tumore al polmone era poco considerato a causa della sua bassa
incidenza, ma, verso la fine del ventesimo secolo, l’attenzione della ricerca si è spostata su di
l’elevato incremento del
esso per tasso di mortalità (Fig.1).
Ad oggi il tumore al polmone rappresenta una neoplasia con una prognosi, generalmente,
infausta (3). grafico a mappa colorata, in base all’incidenza
Figura 1: in questo dei tumori ai polmoni, possiamo osservare come nella
maggior parte dei paesi europei il cancro al polmone è molto diffuso su base continentale.
6
CLASSIFICAZIONE
La classificazione istopatologia raccomandata è quella della World Health Organization
(WHO).
Generalmente, la maggior parte dei casi di tumore al polmone è divisa in quattro istotipi
principali: adenocarcinoma (ADC), carcinoma squamoso (CS), carcinoma a grandi cellule
(CGC) e il carcinoma a piccole cellule o microcitoma. Negli ultimi anni si è avuto un netto
incremento della frequenza degli adenocarcinomi, mentre i restanti istotipi neoplastici sono in
diminuzione. Una successiva classificazione delle neoplasie polmonari si è avuta negli ultimi
anni con il raggruppamento di tutti quei tumori non a piccole cellule (ADC, CS e microcitoma),
sotto un unico istotipo: NSCLC (Non-Small Cell Lung Cancer), il quale è divenuto importante
per la valutazione di nuove terapie specifiche per un determinato isotipo, come per esempio
l’adenocarcinoma, che di solito è positivo per TFF-1 (Thyroid Transcription Factor-1),
citocheratina 7 (CK7) e napsina; mentre il carcinoma squamoso è positivo per le proteine p63,
p40, citocheratine ad alto peso molecolare e desmocollina-3 (4).
Procederò, ora, con l’elencare alcune caratteristiche fondamentali per distinguere tra di loro i
diversi istotipi (Fig.2):
● Carcinoma squamoso o squamo cellulare.
Si tratta di uno dei più diffusi tumori che colpiscono il polmone, circa il 25-30% delle
diagnosi di neoplasie appartengono a questo istotipo.
Solitamente esso si sviluppa nelle vie aeree di maggiore interesse, come per esempio i
bronchi e, ovviamente, con l’avanzare della malattia, esso si potrà diffondere ai linfonodi
circostanti e ad altre parti del corpo, creando quindi delle metastasi. Gli organi più colpiti
da questo processo sono il cervello, le ossa, il fegato, le ghiandole surrenali e varie parti del
polmone stesso (5)
• Carcinoma a grandi cellule.
Il 9% dei casi, è costituito da strati o agglomerati di cellule giganti con forma poligonale.
Questo tipo di tumore, che si sviluppa nella periferia del sistema respiratorio, forma grandi
masse, le quali sono facilmente identificabili tramite una radiografia. Esso è scarsamente
differenziato, cioè è privo delle caratteristiche molecolari e citologiche del tessuto di origine
e, di conseguenza, la diagnosi risulta più complessa e facilmente confondibile con altre
neoplasie polmonari (6)
● Carcinoma a piccole cellule o microcitoma.
7
Rappresenta una delle più aggressive tra le neoplasie maligne che colpiscono il polmone. È
diffusa nel 10-15% dei casi totali di tumori diagnosticati al polmone, ed è caratterizzata da
una crescita rapida e da metastasi precoci, impedendone la diagnosi tempestiva.
Macroscopicamente viene identificata tramite una massa ilare di notevoli dimensioni.
Generalmente, ne risentono pazienti anziani con storie di serio tabagismo. A livello
microscopico questo tumore presenta delle piccole cellule ovali, con alta conta mitotica, (il
numero totale di mitosi visualizzabile attraverso l’osservazione del vetrino) e necrosi
tissutale (7)
● Adenocarcinoma.
È il tumore più frequente, con una percentuale di diagnosi del 30-40% ed è molto comune
nelle persone di sesso femminile e non fumatrici. Si sviluppa nella periferia dell’apparato
respiratorio, vicino alle pleure, crescendo più lentamente rispetto al carcinoma a piccole
cellule.
Microscopicamente, osserviamo la presenza di strutture simil ghiandolari, mentre,
macroscopicamente, si nota una massa bianca e spugnosa, che occupa la parte periferica del
sistema respiratorio. Se diagnosticato in tempo, è possibile curare questo tumore.
Si ha, però, anche una spiccata dote metastatica, che si sviluppa attraverso tre vie principali:
diffusione per contiguità, ematogena e linfatica (4)
A B
D
C 8
Figura 2: Possiamo osservare, esempi di tessuti patologi
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