Facoltà di psicologia
Corso di studi triennale in scienze e tecniche psicologiche (L-24)
Tesi di laurea
Ubique Nos Simul. Attraversare il processo di elaborazione del lutto per ritornare a vivere
Laureanda: Arianna Potenza
Relatore: Chiar.ma Prof.ssa Nicoletta Vegni
Anno accademico: 2022-2023
Indice
- Introduzione 2
- Capitolo 1 5
- Il lutto e la sua elaborazione: quadro clinico 5
- 1.1 Il lutto secondo diversi autori 5
- 1.2 I fattori che influenzano l’elaborazione del lutto 20
- 1.3 I modelli di coping 31
- Capitolo 2 41
- Conseguenze psicologiche della perdita 41
- 2.1 Dal lutto traumatico al lutto patologico: le differenze 41
- 2.2 Disturbo da lutto persistente complicato nel DSM-5 49
- 2.3 La psicoterapia del lutto 55
- Capitolo 3 65
- Prevenzione e cura delle persone in lutto 65
- 3.1 La terapia EMDR 65
- 3.2 Le reazioni da lutto nei bambini e adolescenti 74
- 3.3 I vari interventi di supporto in età precoce 85
- 3.4 Il lutto ai tempi del Covid-19 98
- Conclusioni 105
- Bibliografia 107
Introduzione
La morte rappresenta un destino inevitabile dell'esperienza umana, ma sembra un ostacolo difficile da affrontare. L'umanità cerca di evitarla e anche il dolore che inevitabilmente si presenta. Il lutto mette ognuno di fronte alla sofferenza, alla propria fragilità e alla debolezza interiore.
Così, ho iniziato ad immergermi nel mondo del lutto, cercando di comprendere cosa accade a coloro che vengono colpiti da vicino dalla morte. Il mio obiettivo è quello di offrire nuove conoscenze e strumenti che possano aiutare a comprendere e gestire questa dimensione dolorosa della perdita.
Nel primo capitolo si affronta una panoramica clinica del lutto, vengono presentate le principali teorie sulla perdita. La psicologia ci invita a riflettere sul tema della morte, partendo dalle considerazioni di Lewis che ha evidenziato la complessità del termine fin dalle prime indicazioni sui sintomi della perdita fornite da Lindemann, identificando tre fasi distinte legate al processo del lutto.
La teoria dell'attaccamento di Bowlby del 1980, afferma che quando una figura di riferimento non è presente, si attiva un sistema motivazionale innato noto come sistema motivazionale dell'attaccamento. Questo spinge l'individuo a cercare la persona mancante e a fare tutto il possibile per riavvicinarsi e ricevere le cure necessarie.
Bowlby stesso classifica il processo del lutto in quattro fasi diverse: la fase dello stordimento o dell'incredulità; la fase di ricerca e angoscia; la fase di disorganizzazione e disperazione; la fase di riorganizzazione. Si prendono in considerazione anche i fattori che possono influenzare il risultato del processo di elaborazione del lutto. Questi includono i fattori legati alla situazione, i fattori psicologici e i fattori sociali e culturali.
Successivamente, viene analizzato il concetto di coping volto ad affrontare il dolore causato dalla perdita. Dato che la perdita coinvolge numerosi fattori stressanti, non esiste una singola strategia di coping per gestire il dolore. A tal fine, sarà esaminato:
- Il modello di Weiss e Parkes, secondo il quale per ottenere un risultato positivo durante il processo di elaborazione del lutto è necessario completare tre compiti fondamentali: riconoscere e spiegare intellettualmente la morte, accettare emotivamente la perdita e assumere una nuova identità.
- Il modello dei compiti di Worden, ovvero i compiti che il lutto deve affrontare per affrontare la perdita e adattarsi alla nuova realtà. Secondo Worden questi compiti includono l’accettazione della realtà della perdita, l’esperienza del dolore, l’adattamento a un ambiente senza il defunto e ricollocamento emotivo della persona defunta.
- I gruppi di mutuo aiuto mirano a fornire assistenza concreta e reciproca all'interno di un'atmosfera di solidarietà e sostegno tra individui simili. Il gruppo si trasforma in un luogo sicuro in cui i partecipanti possono liberamente condividere le proprie sofferenze e speranze, senza la paura di essere giudicati.
Durante il normale processo di lutto, si possono sperimentare diversi livelli di dolore e sofferenza, ma il sentimento di non accettazione rimane un elemento comune. Ciò può portare alla manifestazione di un disturbo da lutto patologico.
Nel secondo capitolo, verranno illustrate le conseguenze psicologiche della perdita e le diverse tipologie di lutto patologico identificate da esperti del settore. Queste comprendono il lutto traumatico (Prigerson e Jacobs, 2001) e il "disturbo da lutto complicato" (Horowitz et al., 1997). Tali ricerche hanno portato all'inclusione di questo disturbo nell'ultima edizione del DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), denominandolo "Disturbo da lutto persistente complicato".
La prevalenza di questo disturbo varia tra il 2,4% e il 4,8%, con una possibile maggiore incidenza nelle donne rispetto agli uomini. Può manifestarsi a qualsiasi età, anche durante il primo anno di vita. Tra i sintomi riportati, alcune persone possono sperimentare allucinazioni uditive o visive, durante le quali percepiscono temporaneamente la presenza della persona deceduta. Inoltre, possono manifestare una serie di sintomi somatici, tra cui quelli che erano avvertiti dal defunto.
Successivamente, verrà effettuata un'analisi sulle diverse modalità di psicoterapia del lutto, come il counselling, la terapia e gli interventi bottom-up. Questo ambito suscita un crescente interesse da parte dei professionisti del settore, anche nella definizione di quadri specifici.
La scomparsa di una persona amata provoca inevitabilmente un profondo disagio emotivo per coloro che rimangono, e in alcuni casi, la mancata elaborazione di questo evento traumatico può aumentare il rischio non solo di problemi psicologici ma anche di disturbi fisici. La terapia EMDR, Eye Movement Desensitization and Reprocessing, agendo sulla stimolazione bilaterale del trauma e sul suo processo di elaborazione, potrebbe contribuire a ridurre questi rischi.
È in questo contesto che verrà presentato il terzo capitolo, dedicato all'analisi delle terapie per adulti, adolescenti e bambini colpiti da un lutto, al fine di implementare interventi efficaci per la prevenzione. In questa prospettiva, saranno esaminate le reazioni dei bambini e degli adolescenti di fronte alla perdita di un genitore, nonché le diverse strategie di supporto nell'infanzia.
La morte di una persona cara rappresenta sicuramente un'esperienza emotivamente dolorosa per gli esseri umani, ma assume un significato ancora più profondo nei loro confronti. Infine, verranno affrontati temi attuali, come il lutto durante la pandemia di Covid-19 e il crescente uso di Internet per comunicare la morte, dando vita a commemorazioni condivise e sfruttando i mezzi di comunicazione come possibile sostegno sociale.
Capitolo 1
Il lutto e la sua elaborazione: quadro clinico
1.1 Il lutto secondo diversi autori
Il dolore di un lutto è come una lunga valle, una valle tortuosa dove qualsiasi curva può rivelare un paesaggio completamente nuovo. Come ho già notato ciò non accade con tutte le curve. A volte la sorpresa è di segno opposto: ti trovi di fronte lo stesso paesaggio che pensavi di esserti lasciato alle spalle chilometri prima. E allora ti chiedi se per caso la valle non sia una trincea circolare. Ma no. Ci sono, è vero, ritorni parziali, ma la sequenza non si ripete. (Lewis 1990)
La riflessione di Lewis mette in luce la complessità nel tradurre il cordoglio in termini psicologici e psicopatologici. Il cordoglio è qualcosa di unico, radicato nell'intimità della sfera psicologica e delle sue distorsioni, ed è intrinsecamente umano e fisiologico. Quando ci riferiamo a questo sentimento, ci riferiamo alla sofferenza.
È necessario concepire un percorso, un'esperienza psicologica lunga e dolorosa come risposta a un evento traumaticamente angosciante come la scomparsa di un essere caro. La tristezza che si prova dopo una perdita non si limita a un semplice elenco di sintomi, ma rappresenta un'esperienza che si manifesta gradualmente e in modo duraturo. Questo processo comporta una serie di stati diversi, che si alternano e si combinano tra di loro, coinvolgendo l'aspetto mentale, emotivo, cognitivo e clinico.
- C.S. LEWIS, Diario di un dolore, Milano, Adelphi, 1990.
- A. ONOFRI & C. LA ROSA, Il lutto. Psicoterapia cognitivo evoluzionistica e EMDR, Roma, Giovanni Fioriti Editore, 2021.
Le prime indicazioni relative ai sintomi della perdita furono fornite da Lindemann. In seguito all'incendio fatale del Night Club Coconut Grove, infatti, Lindemann e alcuni colleghi si presero carico dell'assistenza ai familiari delle vittime. L'osservazione scrupolosa di 101 individui in stato di lutto ha permesso di individuare dei modelli ricorrenti che sono stati identificati come caratteristiche tipiche del cordoglio acuto nella sua fase normale: disturbi somatici di vario tipo; preoccupazioni riguardanti l'immagine del defunto; sensi di colpa nei confronti della persona scomparsa o delle circostanze della morte; tendenza ad assumere tratti comportamentali tipici del defunto.
- E. LINDEMANN, The symptomatology and management of acute grief, American journal of psychiatry, 1944.
Lindemann, inoltre, ha individuato tre fasi diverse correlate al processo di lutto:
- Shock e incredulità, dove è evidente la difficoltà di accettare la scomparsa, fino al punto di rifiutare completamente l'idea della perdita;
- Cordoglio acuto, si manifesta con l’accettazione della perdita, l’indifferenza verso le attività quotidiane, il pianto, sentimenti di insonnia, solitudine e mancanza di appetito. Durante questo periodo, si sperimenta una forte preoccupazione per l’immagine del defunto;
- Risoluzione del processo di cordoglio, avviene con la ripresa graduale delle attività quotidiane e la diminuzione dei pensieri legati alla persona defunta.
La teoria dell’attaccamento sviluppata da Bowlby nel 1980, ha apportato un significativo aiuto alla comprensione delle diverse manifestazioni che emergono in seguito alla perdita della figura di attaccamento. Secondo tale teoria quando una figura di riferimento non è presente, si attiva un sistema motivazionale innato, noto come sistema motivazionale dell'attaccamento. Questo porta l'individuo a cercare la persona mancante e a fare ogni sforzo per riavvicinarsi e ricevere le cure necessarie.
- J. BOWLBY, Attaccamento e perdita, Vol. 3 Tr.it., Torino, Boringhieri, 1980.
- G. LIOTTI, Le opere della coscienza della coscienza. Psicopatologia e psicoterapia nella prospettiva cognitivo-evoluzionistica, Milano, Raffaello Cortina editore, 2001.
Quando i tentativi non danno i frutti sperati, colui che è immerso nel dolore sperimenta un dolore intenso ed emerge la sensazione di sconforto. In seguito alla perdita, l'individuo si dispone a riprogettare il suo modo di pensare, tornando alle consuete attività e cercando di costruire nuove relazioni. L'importanza di comprendere e analizzare in maniera consapevole le credenze, le aspettative e le emozioni legate alla figura di attaccamento deceduta è vitale per portare a termine il processo di risoluzione.
Quando qualcuno è in lutto, deve riformulare i propri Modelli Operativi Interni (MOI), affinché possa riconoscere la mancanza della figura a cui è stato legato senza isolare i ricordi e i sentimenti associati al dolore che ne deriva. Questo processo di riformulazione viene definito "elaborazione del lutto".
Nell'opera “La perdita”, Bowlby classifica il processo del lutto in quattro fasi distintive:
- La fase dello stordimento o dell’incredulità;
- La fase di ricerca e di struggimento;
- La fase di disorganizzazione e disperazione;
- La fase di riorganizzazione.
La I e la II fase
Durante la prima fase di stordimento e di incredulità, che spesso dura alcune ore, chi ha perso una persona cara fatica a rendersi conto di ciò che è accaduto. Dopo qualche ora o, talvolta, qualche giorno, la persona comincia a percepire la realtà della situazione, anche se in modo frammentario. Questo si traduce in una forte sensazione di restringimento, di fitta al cuore, di singhiozzi senza fine e uno stato d’allarme. In seguito inizia la ricerca della persona scomparsa. Durante lo stato d'allarme, il corpo subisce alcune modificazioni fisiologiche tipiche dello stress.
- C. LA ROSA & G. LIOTTI, I modelli operativi interni dell’attaccamento nella relazione terapeutica e nelle crisi dell’alleanza, in Liotti G; Monticelli F (a cura di) Teoria e clinica dell’alleanza terapeutica, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2014.
Queste includono: accelerazione della frequenza cardiaca e della respirazione; aumento della tensione muscolare; mobilitazione dell'energia e conversione del glicogeno in glucosio; accelerazione della gliconeogenesi, della lipolisi e dell'ossidazione degli acidi grassi; dispersione di calore attraverso il sudore; blocco della salivazione. Lo spasimo, un bisogno ossessivo e invadente della persona che non c’è più, una riflessione su pensieri che solamente procurano dolore, costituisce l'aspetto personale ed emotivo della necessità di cercare la persona scomparsa.
Simultaneamente, quando una persona è separata dalla sua metà è pervasa da un profondo sentimento di collera, che può essere indirizzato sia verso chi l'ha abbandonata, sia verso chiunque altro abbia contribuito all'accaduto, incluso se stesso. L'individuo maturo che vive il dolore da lutto, verosimilmente, comprende che è inutile cercare la persona defunta, tuttavia prova comunque un impulso forte alla ricerca. Questo sentimento è insito nella sua natura, nonostante la consapevolezza della realtà.
La ricerca è un'attività incerta in cui ci si muove freneticamente alla ricerca di un oggetto smarrito. Colui che si mette alla ricerca deve decidere dove cercare, raggiungere quei posti e sfogliarli con attenzione. Non solo, deve anche valutare cosa cercare. Il modo in cui agiamo quando cerchiamo qualcuno è contrassegnato da diverse caratteristiche: panico, ansia e agitazione; difficoltà nel dormire; fissazione sulla persona scomparsa; aumento dell'attenzione, con l'obiettivo di riuscire a trovare la persona; riduzione dell'interesse nei confronti delle attività quotidiane e dell'immagine personale; tentativi attivi di chiamare la persona scomparsa.
Nella fase di ricerca, Parkes ha individuato diverse strategie, tra cui:
- Persistenza e intrusività delle immagini riferite al defunto: attitudine a rievocare nella memoria tutti i momenti trascorsi con la persona che ci ha lasciato, così da mantenerne l'immagine viva e agevolare il ritrovamento;
- Costante localizzazione del defunto: l’individuo in lutto concentra il proprio interesse su quelle parti dell'ambiente che sono maggiormente connesse alla persona cara scomparsa;
- Dispercezioni uditive e visive: possono addirittura spingere le persone a cercare contatti con il mondo spirituale attraverso sedute con medium, registrazioni nelle stanze vuote o altri esperimenti simili. Le persone che stanno attraversando un periodo di lutto possono sperimentare la sensazione di poter individuare la persona cara tra una folla di persone o di sentire la loro voce o presenza, nonostante ciò non sia possibile. Queste percezioni uditive errate possono manifestarsi soprattutto al momento di andare a dormire o al risveglio;
- Spinta al raggiungimento: in casi estremi, la scelta drastica davanti al dolore può essere rappresentata dal suicidio, interpretato come l'unica via per riunirsi alla persona amata che ci è stata sottratta;
- Tentativi di richiamo: durante i momenti di sofferenza, spesso viene pronunciato il nome della persona defunta nella speranza di riavere il suo ritorno.
C.M. PARKES, Bereavement: studies of grief in adult life, ed. Taylor e Francis, Philadelphia, 2011
La III fase
Identificata da Bowlby come "quella della disperazione", presenta una differenza rispetto alla precedente per via del ridotto livello di arousal e di attenzione. La condizione in questione non si manifesta con segni di allerta, bensì con un atteggiamento di indifferenza e disinteresse rispetto a ciò che accade intorno. Non c’è più agitazione, ma solo un umore sempre più triste e malinconico che sembra pervadere ogni aspetto della vita. La disperazione arriva nel momento in cui ci si rende conto che ogni tentativo di riavere la relazione persa è inutile, accettando la perdita. Questo stato d'animo si distingue per la pervasività.
- G. LIOTTI, Le opere della coscienza della coscienza. Psicopatologia e psicoterapia nella prospettiva cognitivo-evoluzionistica, Milano, Raffaello Cortina editore, 2001.
La IV fase
Affinché il processo di elaborazione del lutto sia efficace, appare essenziale che l'individuo che lo sperimenta affronti la sofferenza emotiva che esso comporta. Solo coloro che sono in grado di sopportare un dolore intenso e che cercano in modo più o meno conscio il motivo della perdita, insieme alla collera rivolta a chiunque sembri responsabile (compreso il defunto), avranno la possibilità di trovare sollievo e iniziare un processo di riorganizzazione della propria vita. In questa fase, l'individuo inizia a ricostruire la propria esistenza, accettando la nuova realtà senza la persona amata, ma mantenendo un legame affettivo con essa.
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