Estratto del documento

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI “FEDERICO II”

CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN ECONOMIA E COMMERCIO

Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche

Tesi di laurea triennale in

RAGIONERIA ED ECONOMIA AZIENDALE 1

LA RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO

THE RICLASSIFICATION OF THE INCOME STATEMENT

Candidato Relatore

Leonardo Bianco Simona Catuogno

N24006353 Anno Accademico 2023/2024

INDICE

INTRODUZIONE ............................................................................................................................... 3

LE FINALITÀ DELLA RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO E GLI SCHEMI

DI RIFERIMENTO ............. 4

S .................................................................................................................................................... 4

OMMARIO

L ’ ............................... 5

A SCOMPOSIZIONE DELL UNITARIA GESTIONE AZIENDALI IN GESTIONI PARZIALI

L ......................................................... 6

O SCHEMA DI RICLASSIFICAZIONE A RICAVI E COSTO DEL VENDUTO

L ............................... 11

O SCHEMA DI RICLASSIFICAZIONE A VALORE DELLA PRODUZIONE

E VALORE AGGIUNTO

A ................................................................................................... 15

LTRI SCHEMI DI RICLASSIFICAZIONE

L’INTERPRETAZIONE DELLE TAVOLE RICLASSIFICATE .......................................................... 17

S .................................................................................................................................................. 17

OMMARIO

L ....................................................................................................................... 18

E TIPOLOGIE DI ANALISI

L ............................................................................................................................ 18

E ANALISI VERTICALI

L .............................................................................................................................. 20

E ANALISI ORIZZONTALI

LA DIMENSIONE OPERATIVA DELLA RICLASSIFICAZIONE ......................................................................... 21

S .................................................................................................................................................. 21

OMMARIO

G LI ELEMENTI DI PROBLEMATICITÀ NELLA RIELABORAZIONE DEL BILANCIO DESTINATO A

....................................................................................................................................... 22

PUBBLICAZIONE

L .................................................................................. 23

A RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO

RINGRAZIAMENTI ......................................................................................................................... 33

INTRODUZIONE

In questo lavoro andrò a sostenere la tesi dedicata alla riclassificazione delle tavole di sintesi

predisposte secondo la normativa italiana, intesa sia come fase interpretativa autonoma sia

al successivo calcolo e alla collegata interpretazione degli indici. Nel primo

propedeutica

si presentano alcuni schemi di riclassificazione delle singole tavole, fondati su criteri

capitolo Preliminare è l’individuazione, nell’ambito dell’unitaria gestione aziendale, di aree

alternativi.

gestionali parziali, con la sola finalità di determinarne il contributo di ciascuna agli specifici

oggetti esaminati (il reddito netto, gli investimenti e i finanziamenti, i flussi finanziari e

monetari). Per il conto economico vengono proposti quattro schemi riclassificati, due per le

due per le interne, evidenziando che gli stessi rappresentano dei modelli base, che

analisi esterne e

adeguamento in funzione della peculiare attività svolta dall’impresa. Particolare

richiedono un

attenzione è dedicata al commento dei principali risultati e aggregati ottenuti, con riferimento agli

connessione e differenziazione tra gestione caratteristica, patrimoniale e finanziaria. In

aspetti di

merito all’area dei componenti straordinari, tenuto conto che non sono più indicati autonomamente, si

sono proposti dei criteri sia per delimitare il loro ambito, sia per interpretare le “nuove” voci che

andranno a incorporarli. A chiusura dei capitoli sulla riclassificazione si è eseguita una prima

interpretazione dei risultati ottenuti, attraverso il ricorso ad analisi verticali e orizzontali delle

tavole di sintesi rielaborate (secondo capitolo). L’ultimo capitolo è dedicato all’applicazione

operativa, presentando le principali differenziazioni tra tavole di sintesi pubblicate e riclassificate,

individuando gli aspetti problematici nel passaggio dalle prime alle seconde: sono, quindi, proposti

degli schemi di raccordo, con valore di prima approssimazione.

Capitolo 1

Le finalità della riclassificazione del conto

economico e gli schemi

di riferimento

Sommario

1.1 La scomposizione dell’unitaria gestione aziendale in gestioni

parziali ................................................................................................. 5

1.2 Lo schema di riclassificazione a ricavi e costo del venduto .................. 6

1.3 Lo schema di riclassificazione a valore della produzione e valore

aggiunto…………………………………………………………………………………….. 11

1.4 Gli altri schemi di riclassificazione..................................................... 15

La scomposizione dell’unitaria gestione aziendali in

gestioni parziali

La riclassificazione consiste nell’attribuzione di un diverso e specifico ordine di inserimento

degli elementi in un documento in modo da ottenere informazioni atte a meglio soddisfare gli

obbiettivi di analisi. La finalità prioritaria da perseguire è comprendere il contributo offerto alla

formazione dell’utile (o della perdita) dell’esercizio dai singoli gruppi omogenei di operazioni

svolte durante il periodo amministrativo: tali gruppi omogenei individuano le gestioni parziali.

La riclassificazione della tavola richiede di affrontare le seguenti quattro fasi:

individuare le gestioni e le aree parziali;

1. scegliere lo schema coerente con le finalità perseguite;

2. ridurre il numero delle classi di valori: tale operazione avviene costruendo, per le

3. singole gestioni, degli aggregati;

portare i valori che svolgono una funzione di rettifica a diretta riduzione delle classi di

4. riferimento.

La prima e più importante componente è la gestione caratteristica: essa fa riferimento all’attività

tipica di un’impresa, cioè alla sua funzione economica intesa in senso stretto. Si tratta, in

definitiva, dell’attività che genera i rapporti di scambio con i clienti e con i fornitori.

L’azienda può porre in essere investimenti finanziari la cui finalità è produrre benefici nella

gestione caratteristica (ad esempio, partecipazioni). Gli effetti reddituali di tali scelte di

rientrano nella seconda componente gestionale, la complementare ed accessoria o

investimento, La gestione patrimoniale , malgrado le interazioni con la caratteristica, se ne

patrimoniale. significativo aspetto: di norma, le singole operazioni non si ordinano in

differenzia per un

processi. L’insieme delle operazioni finalizzate al reperimento delle risorse finanziarie, viene

La gestione finanziaria è da ritenersi gestione autonoma. Ciò

definito gestione finanziaria.

per tre ragioni:

il fabbisogno finanziario di un’azienda è globale, cioè non vi è correlazione univoca tra

1. singolo impiego e singola fonte di finanziamento. L’insieme degli investimenti

(impieghi di risorse) trova copertura nell’insieme delle fonti: in conseguenza di ciò è

per l’analista, individuare – almeno direttamente – la quota correlata alla

impossibile,

gestione tipica, anche se questa, in condizioni normali, rappresenta l’elemento causante di

maggior rilievo;

le decisioni di copertura finanziaria sono correlate alla struttura finanziaria, della quale si

2. vuole determinare in modo autonomo l’impatto sul reddito netto;

non ha significato confondere gli effetti di scelte di impiego del capitale con quelli derivanti

3. dal suo reperimento: un reddito operativo di gestione tipica minore di zero è indice

dell’incapacità di investire convenientemente le risorse, non di reperirle. Fino a questo

punto si è osservata l’attività ordinaria d’impresa, cioè l’insieme di operazioni

definibili ricorrenti.

Accanto a queste ve ne sono altre, denominate straordinarie, che presentano la caratteristica di non

ripetitività e/o di eccezionalità (svalutazioni, plusvalenze, minusvalenze, insussistenze e

sopravvenienze), di non controllabilità (incendi, furti e altre ancora) e, in termini generali, di

generare valori non di esclusiva competenza dell’esercizio. Tutti i costi e i ricavi formatisi nel

predetto ambito, andrebbero inseriti nell’area straordinaria. Tale procedere si rende necessario

per non influenzare con valori “occasionali” quelli ricorrenti derivanti dalle precedenti tre

gestioni. L’ultima gestione parziale è la tributaria, che si ricollega – in via prevalente – alle

imposte sul reddito. È considerata quale ultima componente perché, pur essendo ordinaria, è

influenzata anche dai valori di costo e ricavo straordinari.

Lo schema di riclassificazione a ricavi e costo del

venduto

Il primo modello di rappresentazione è denominato a “ricavi e costo del venduto”. Lo schema

proposto classifica i costi e i ricavi per natura e la sua struttura sintetica è la seguente (figura 1):

Figura 1 – Lo schema di riclassificazione a ricavi e costo del venduto

Ricavi netti

Costo del venduto

Reddito operativo gestione caratteristica

Risultato gestione complementare e accessoria (patrimoniale)

Reddito operativo aziendale

Oneri finanziari

Reddito lordo di competenza

Componenti straordinari

Reddito ante imposte

Imposte

Reddito netto

I ricavi netti identificano il valore dei beni ceduti ai clienti durante l’anno. Il fatturato netto

rappresenta una grandezza assai importante nei confronti con altre aziende. I valori sono da

considerare al netto delle rettifiche dirette quali sconti, abbuoni, resi, premi a clienti. Il Costo del

venduto (CDV) è l’insieme dei costi operativi netti sostenuti dall’impresa per l’ottenimento del

fatturato (figura 2). Disponendo delle informazioni analitiche, il costo del venduto dovrebbe

scomposto nelle singole funzioni aziendali. I valori inseriti nel costo del venduto debbono

essere la gestione caratteristica.

riguardare Figura 2 – La composizione del costo del venduto

+ Acquisti

+ Costo del lavoro

+ Trattamento di fine rapporto

+ Prestazioni di servizi

+ Oneri diversi di gestione caratteristica

+ Ammortamenti gestione caratteristica

+ Svalutazione crediti commerciali

+ Accantonamenti gestione caratteristica

± Variazione rimanenze

Rettifiche di costi (rimborsi e capitalizzazioni)

– Incrementi per lavori interni

All’interno del costo del venduto è possibile correlare alcuni valori per individuare aggregati

intermedi rilevanti (figura 3). Uno dei più significativi è il Consumo delle materie prime

(sussidiarie, “minori”). Il valore dei consumi, in questo caso di merci, assume particolare rilievo

nelle imprese di distribuzione commerciale, al fine di calcolare il Margine di intermediazione

commerciale, che rappresenta un indicatore fondamentale di misura del successo economico

dell’impresa. Figura 3 – Alcuni aggregati rilevanti

+ Acquisti materie prime, sussidiarie e di consumo

± Variazione rimanenze materie prime, ...

= Consumi delle materie prime, …

+ Ricavi netti

– Costo delle merci vendute (Consumi)

= Margine di intermediazione commerciale si ottiene il Reddito operativo della gestione

Dalla contrapposizione tra ricavi e costo del venduto

caratteristica (ROGC), che identifica la capacità dell’ impresa di produrre reddito mediante la

della gestione complementare ed accessoria (RGCA)

sua attività peculiare e principale. Il Risultato

rappresenta il risultato netto ottenuto dall’ investimento di surplus monetari e da attività temporanee o

costi corrispondenti, partecipano, insieme al reddito

marginali. Tali proventi, al netto dei

dell’attività tipica, alla copertura dei costi connessi alla struttura finanziaria. Il termine “reddito”

complementare/accessoria non è pienamente adeguato in

o “risultato” utilizzato per la gestione tutti i componenti negativi di reddito mentre lo sono i

quanto, generalmente, non sono individuabili

richiama un ruolo marginale rispetto all’attività caratteristica,

positivi. L’aggettivo “accessoria”

differenziandosi chiaramente da quest’ultima: il concetto di accessorietà è, quindi, derivato, di natura

evoca, invece, un legame più stringente, poiché con gli

residuale. Il termine “complementare”

investimenti effettuati si persegue l’ottenimento di un ritorno economico indiretto, anche se a tali

associabili anche ricavi e costi diretti. Particolarmente critica in fase

investimenti sono comunque

di riclassificazione è la collocazione delle partecipazioni e del trattamento dei valori reddituali ad

esse connessi. Il ritorno complessivo dell’ investimento in partecipazioni viene così considerato:

”Nella gestione caratteristica è incluso il “ritorno indiretto od operativo”;

• ”Nella gestione patrimoniale è inserito il “ritorno diretto”.

Al crescere dell’incidenza delle partecipazioni è però logico attendersi:

Un passaggio interpretativo della gestione complementare/accessoria alla gestione

• caratteristica;

Una minore espressività della suddivisione tra le due gestioni.

Il Reddito operativo aziendale (ROA), somma dei due precedenti, identifica il reddito

complessivamente ottenuto dall’impresa e derivante dalle globali scelte di investimento attuate,

sia nella gestione tipica sia in quella patrimoniale. Presenta una peculiarità molto importante: è

indipendente dalle scelte esplicite di finanziamento, in quanto il loro costo non è considerato. Si

totali

afferma, quindi, che il reddito operativo aziendale rappresenta il ritorno degli investimenti sul

dell’impresa, indipendentemente da come sono stati finanziati. A conclusione della parte

reddito operativo si ribadisce la sua importanza nella fase di analisi: questo indicatore, de-

nominato EBIT (Earnings before interest and taxes), è infatti utilizzato a livello internazionale,

anche se con configurazioni assai differenti. Dal reddito operativo aziendale vengono sottratti gli

Oneri finanziari (OF), che rappresentano l’apporto (negativo) della gestione finanziaria alla

produzione del reddito complessivo. Essi comprendono gli interessi passivi sui finanziamenti ricevuti

da qualsiasi soggetto esterno, i costi di gestione del rapporto (oneri e spese bancarie) e, per

generalizzare, il costo di qualunque disponibilità di denaro ricevuta da terzi e soggetta a

remunerazione esplicita. Gli oneri finanziari di cui si argomenta sono quelli di competenza: non va,

infatti, dimenticato che essi possono essere oggetto, date certe condizioni, di capitalizzazione. Il

Reddito lordo di competenza (RC) evidenzia il risultato prodotto dalla gestione ordinaria, cioè

dall’insieme di operazioni caratterizzanti e ricorrenti che consistono nell’utilizzo ottimale del

capitale disponibile (gestione caratteristica, complementare e accessoria) e nel più conveniente

finanziamento del medesimo (gestione finanziaria). Il reddito di competenza permette, a differenza

gestione

dei precedenti, di considerare congiuntamente gli oneri finanziari e il risultato della

complementare e accessoria, cioè l’impatto delle voci finanziarie “attive” e “passive”.

I Componenti straordinari (CS), da intendersi come l’effetto netto di operazioni che, per la loro

natura, devono essere esaminate in modo autonomo. Un componente è straordinario se non è di

esclusiva competenza dell’ esercizio:

Le perdite su crediti di esercizi precedenti in eccesso rispetto al fondo costituito con

• accantonamenti: essa viene iscritta nei componenti straordinari, in quanto il costo è di

competenza temporale del periodo ma economica dei precedenti.

Le plusvalenze e le minusvalenze connesse alla cessione delle immobilizzazioni. La ragione

• per cui sono considerate straordinarie risiede nel fatto che l’operazione generatrice non

rientra nell’attività tipica e ricorrente dell’ impresa.

Un titolo (azionario) che negli anni ha incrementato il suo valore rispetto al costo di

• acquisto. Poiché il re

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher leonardobianco2001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria ed economia aziendale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Catuogno Simona.
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