Le dieci tesi
Le Dieci Tesi sono il manifesto collettivo del GISCEL (furono preparate da tutti i soci). GISCEL: gruppo di intervento e studio nel campo dell’educazione linguistica; il gruppo raccoglie tutti gli studiosi di linguistica di didattica delle lingue e gli insegnanti di ogni ordine e grado; si è costituito nel 1973 per iniziativa di Tullio De Mauro e ad oggi fa parte della “Società Linguistica Italiana” (SLI), dimostrandosi attivo in tutte le regioni italiane.
“Dieci Tesi”: in questo testo collettivo sono presentati in modo organico i principi guida dell’insegnamento linguistico. Tra questi principi, basati sulle più solide acquisizioni delle scienze del linguaggio, domina l’idea che insegnare una lingua significa innanzitutto sviluppare la facoltà di linguaggio, quindi la capacità di esprimere significati adeguati ai bisogni comunicativi, personali, sociali, nei diversi contesti d’uso della lingua e per intrattenere relazioni costruttive col mondo proprio ed altrui.
In questo manifesto il GISCEL si propone di studiare i problemi teorici e sociali dell’educazione linguistica con l’obiettivo di contribuire a rinnovare i metodi e le tecniche dell’insegnamento linguistico, il quale deve essere fondato su attività che stimolino negli apprendenti la capacità di comprensione e di produzione linguistica, favorendo la presa di coscienza del:
- Carattere stratificato e vario della realtà sociolinguistica
- Carattere complesso della facoltà del linguaggio
- Carattere variabile dei meccanismi linguistici
La loro pubblicazione avvenne nella primavera del 1975, periodo di grande rivolgimento politico e culturale (caratteristica portante: periodo delle Brigate Rosse).
Riassunto delle argomentazioni
- Tesi 1-4: principi generali cui ogni docente di lingua e d’altro dovrebbe uniformarsi
- Tesi 5-7: una critica alla pedagogia linguistica tradizionale
- Tesi 8: proposta di una nuova “educazione linguistica democratica”
- Tesi 9-10: una serie di idee sulla formazione degli insegnanti e sul rinnovamento della scuola
Tesi 1
Il linguaggio verbale (fatto di parole) è di fondamentale importanza nella vita sociale ed individuale, perché tramite la padronanza ricettiva (capire) e produttiva (parlare), è possibile adempire al ruolo primario della lingua: efficacia pragmatica, ovvero realizzazione di atti comunicativi (principali scopi) e quindi di intendere gli altri e di farci intendere.
Il linguaggio verbale, oltre che il ruolo di interazione, riveste anche la capacità di:
- Ordinare e sottoporre all’analisi l’esperienza (fine euristico: ogni procedimento che permette di condurre a nuove conoscenze e a nuove scoperte; comprensione della realtà)
- Intervenire per trasformare l’esperienza stessa
Il linguaggio verbale intrattiene dunque stretti rapporti con le restanti capacità ed attività espressive simboliche; assicura la capacità di comunicare e per questo si fa riferimento alla capacità simbolica o semiologica.
Semiologia: è una disciplina che si occupa dello studio del segno e a differenza della semiotica, si occupa prevalentemente di linguaggi verbali, o comunque attribuisce al linguaggio verbale un’importanza centrale.
Tesi 2
Il radicamento del linguaggio verbale nella vita biologica, emozionale, intellettuale e sociale. Lo sviluppo delle abilità linguistiche affonda le sue radici più profonde nello sviluppo dell’essere umano, che si delinea in un periodo che va dall’età infantile all’età adulta.
Nel corso della sua esistenza l’essere umano è protagonista di diversi fattori:
- Crescita psicomotoria: Psicomotoria è una disciplina che intende supportare i processi evolutivi dell’infanzia, valorizzando il bambino nell’integrazione delle sue componenti emotive, intellettive, corporee e soprattutto la valorizzazione avviene nel suo mettersi in gioco primariamente attraverso l’azione e l’interazione (uso dello spazio, degli oggetti; interazione con l’altro; capacità di rappresentarsi agli altri attraverso il movimento delle parole e il gioco). Viene postulata l’unità della persona, differenziando comunque le tre sfere costruttive della personalità (motoria, affettiva, cognitiva).
- Processo di socializzazione: processi di apprendimento che portano i minori, inseriti in un determinato contesto sociale e culturale, ad assimilare le norme sociali e condividere il linguaggio e il riferimento dei valori, preferendo specifici codici di comportamento, modalità alimentari ed interpretazioni della realtà sociale.
- Equilibrio dei rapporti affettivi
- Accentuarsi di interessi intellettuali con conseguente partecipazione dell’individuo alla vita di una cultura e comunità.
Le condizioni di sviluppo di un bambino sono fondamentali per la sua futura condizione di adulto.
Tesi 3
Il linguaggio verbale è costituito da un insieme di capacità. Le capacità che fanno parte di tale linguaggio possono essere suddivise approssimativamente in due categorie: capacità che si vedono e si percepiscono bene e capacità che si percepiscono meno.
Capacità facili da percepire
- Capacità di riprodurre parole e frasi appropriate oralmente o per iscritto (produzione orale: monologo; produzione scritta: la versione più tradizionale è la composizione; descrizione, relazione su eventi, narrazione, lettera formale e non, testo regolativo o definizione sintetica, ecc.)
- Capacità di conversare, rispondendo in modo esplicito
- Capacità di leggere ad alta voce (lettura: abilità di interazione, è un insieme tra ricezione e produzione)
Capacità difficili da percepire
- Capacità di dare un senso alle parole o alle frasi udite e lette
- Capacità di trascrivere ed analizzare interiormente le parole in varie situazioni
- Capacità di ampliare il proprio patrimonio linguistico con espressioni nuove
Il carattere delle abilità linguistiche fa riferimento alla pluralità.
Tesi 4
Pedagogia linguistica: studio delle teorie e dei metodi comunicativi. Disciplina che si avvale dello studio della lingua straniera per giungere alla migliore formazione culturale, intellettuale e morale dell’apprendente. Contrariamente alla glottodidattica che ha come fine l’apprendimento della lingua straniera...
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