Valutazione della performance aziendale
La valutazione della performance di un’azienda non può prescindere dagli “obiettivi” che ne qualificano l’attività. Le aziende hanno differenti finalità:
- Economico-finanziarie: produzione di adeguati flussi di reddito per gli azionisti e remunerazione dei fattori produttivi.
- Sociali: soddisfacimento dei bisogni del mercato (clienti).
Tali finalità sono strettamente collegate: infatti, migliori sono i prodotti, migliore è il soddisfacimento dei bisogni, migliore è la competitività, maggiore è la ricchezza prodotta, maggiori sono le risorse finanziarie utilizzabili per gli investimenti, che consentono di aumentare la competitività, la ricchezza prodotta e così via.
Elementi chiave nella valutazione della performance
Due sono gli elementi che si pongono alla base del problema della valutazione della performance:
- Interesse degli stakeholder alle performance di un’azienda che influenza i risultati.
- Individuazione di tecniche adeguate per poter valutare il raggiungimento degli obiettivi aziendali di performance e delle attese da parte degli stakeholder.
Ci concentreremo sull’analisi della performance economico-finanziaria per valutare la capacità di produzione della ricchezza. Lo strumento informativo di partenza è il bilancio. Da questo è possibile ottenere informazioni sull’andamento e sui risultati di gestione, sulla composizione del patrimonio, ecc. Per condurre queste analisi tuttavia non è sufficiente la semplice lettura del bilancio ma occorrono delle tecniche basate sulla riclassificazione dello stato patrimoniale e conto economico che rendano più agevole l’interpretazione dei dati contenuti nei bilanci stessi e consentano la comprensione delle cause che hanno determinato la performance conseguita.
Fasi dell'analisi economico-finanziaria
L’analisi economico-finanziaria si compone di una fase “tecnica” e di una fase “valutativa”.
- Fase tecnica: elaborazione dei dati con tecniche e procedimenti appropriati.
- Fase valutativa: identificazione e predisposizione delle ipotesi d’analisi e di interpretazione relativamente ad alcune “dimensioni parziali” significative, nella loro verifica e nella formulazione di valutazioni parziali sulla situazione economica complessiva.
Queste dimensioni parziali che permettono di analizzare la gestione aziendale, sebbene unitaria nel tempo e nello spazio, coprono:
- Aspetto reddituale: verifica della capacità di un’azienda di produrre reddito; pone attenzione alle relazioni tra componenti positivi e negativi di reddito.
- Aspetto finanziario: valutazione della capacità di un’azienda di rispondere in modo tempestivo ed economico agli impegni finanziari richiesti dallo svolgimento della gestione. Può essere analizzato secondo una dimensione finanziaria in relazione al fabbisogno di risorse richiesto dagli investimenti e alle modalità di reperimento delle stesse e secondo una dimensione monetaria con l’analisi delle entrate e delle uscite connesse allo svolgimento della gestione o riconducibili a operazioni extra-gestione.
- Aspetto patrimoniale: relazione tra capitale proprio (netto) e capitale di debito.
Questi aspetti sono complementari.
Processo di analisi
Il processo di analisi è costituito da tre fasi:
- Ricerca dei dati e delle informazioni.
- Elaborazione dei dati e delle informazioni con la costruzione di ipotesi e la loro prima verifica.
- Formulazione di tesi interpretative e di valutazioni sull’andamento aziendale.
Ruolo centrale hanno i circuiti di feedback: le valutazioni conclusive possono portare a nuove ipotesi di partenza e quindi richiedere l’approfondimento dell’analisi di alcune variabili prima trascurate.
Tipologie di analisi finanziaria
Esistono due tipologie di analisi finanziaria:
- Analisi interne: effettuate dal management o dalla proprietà per individuare i punti di forza o di debolezza e valutare l’andamento aziendale rispetto alle decisioni che sono state prese. È possibile approfondire nel dettaglio l’analisi dei fenomeni aziendali in quanto si ha la possibilità di analizzare i valori originari delle operazioni che compongono i valori contenuti nel conto economico e stato patrimoniale (es. i ricavi per aree geografiche).
- Analisi esterne: sono quelle su cui ci concentriamo, vengono effettuate per conoscere i punti di forza e di debolezza dell’azienda da parte di soggetti “terzi”, come i finanziatori, i clienti, i concorrenti, i fornitori, ecc. Qui le informazioni sono contenute negli schemi di bilancio, nella nota integrativa, nella relazione sulla gestione ed in altri atti societari (es. statuto ecc.) e possono essere utilizzate anche informazioni relative alla reputazione finanziaria dell’azienda, alle tecnologie utilizzate, ecc. Informazioni quindi che provengono da fonti interne ed esterne.
Nel caso delle analisi esterne, esse non possono prescindere dall’interpretazione dei dati.
Interpretazione dei dati
Fase 1: comprendere il modo con cui il bilancio è stato costruito, nell’accertare il livello di esattezza e di credibilità dei valori in esso contenuti ponendo attenzione ai criteri di valutazione adottati. Controllare l’effetto che la valutazione dei processi in corso di svolgimento può avere sulla determinazione del risultato di periodo.
Fase 2 (elaborazione): esporre i dati in una forma che renda agevole l’analisi e l’interpretazione: questo avviene tramite la riclassificazione dello stato patrimoniale e conto economico ed il calcolo dei “quozienti” (analisi per indici) oppure attraverso la ricostruzione dei flussi finanziari e la predisposizione del rendiconto finanziario (analisi per flussi).
Riclassificazione dello stato patrimoniale e conto economico: classificare i valori contenuti nel bilancio utilizzando i criteri che più si adattano alla formulazione d’analisi e giudizi sulla situazione economica, finanziaria, patrimoniale. Si vogliono quindi mettere in luce alcuni valori rilevanti nel facilitare la comprensione dei fatti. Queste classificazioni sono necessarie al calcolo degli indici di bilancio.
L’analisi per indici di bilancio esprime la struttura e la dinamica aziendale tramite una serie di relazioni quantitative tra valori contabili ed extra-contabili che consentono lo studio di equilibri particolari (redditività, solidità, liquidità, assetto patrimoniale).
Riclassificazione del conto economico
È necessaria una classificazione delle voci finalizzata a rappresentare il reddito d’esercizio per condurre un’analisi sulla gestione. Si devono individuare alcuni sottoinsiemi - aree di gestione - ai quali associare componenti positivi e negativi di reddito tra loro omogenei relativamente alla loro area di formazione secondo una logica funzionale. Struttura che permetta di analizzare il modo in cui si forma il risultato economico, individuando i redditi delle singole aree nelle quali viene suddivisa la gestione che si ritiene di rilevante significato operativo.
La distinzione delle operazioni di gestione avviene in due aree:
- Area caratteristica: dove vengono classificate le operazioni di gestione relative alla produzione.
- Area extra-caratteristica: comprende le operazioni escluse dalla prima.
Il risultato reddituale di un’azienda viene analizzato collegandolo alle aree di gestione che concorrono alla sua formazione:
- Area operativa: può essere distinta in attività tipica (core business) e attività accessoria, connessa agli investimenti che producono flussi di reddito aggiuntivi. La gestione caratteristica e quella accessoria si compongono quindi di tutte le operazioni gestionali riconducibili alle attività effettuate in modo continuativo e usuale da parte dell’azienda.
- Area finanziaria: effetti reddituali riconducibili ai finanziamenti attinti, con componenti negativi di reddito come oneri finanziari.
- Area delle componenti straordinarie: componenti positive e negative che non rientrano nelle attività tipiche o finanziarie.
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Riclassificazione Acraf S.p.a.
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Riclassificazione conto economico e stato patrimoniale e indici
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Riclassificazione dello SP e del CE
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Riclassificazione Conto economico e Stato patrimoniale (Corso di Economia Aziendale)