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Corso di laurea magistrale in alimentazione e nutrizione umana

Social network e nutrizione: nemici o alleati?

Revisione sistematica e indagine sperimentale

Relatore: Dott.ssa Alessia Cavaliere

Correlatore: Dott.ssa Vera Ventura

Tesi di laurea di: Beatrice Ianno’

Matr. 933984

Anno Accademico 2019 / 2020

Indice

  • Abstract ……………………………………………………………………………………5
  • Capitolo 1: Introduzione ……………………………………………………………….....8
  • Capitolo 2: Obiettivi ……………………………………………………………………..12
  • Capitolo 3: Materiali e metodi…………………………………………………………...13
    • 3.1 Sommario ……………………………………………………………………..13
    • 3.2 Aspetti metodologici…………………………………………………………..13
      • 3.2.1 Revisione sistematica della letteratura……………………………..13
      • 3.2.2 Parte empirica……………………………………………………….17
        • 3.2.2.1 Domande socio-demografiche…………………………….18
        • 3.2.2.2 Conoscenza nutrizionale…………………………………..18
        • 3.2.2.3 Percezione dieta sana…………………………………….20
        • 3.2.2.4 Affermazioni……………………………………………….22
        • 3.2.2.5 Uso dei social media………………………………………23
        • 3.2.2.6 Immagini …………………………………………………..24
      • 3.2.3 Associazioni tramite modelli di regressione………………………...27
    • 3.3 Commento …………………………………………………………………….27
  • Capitolo 4: Risultati……………………………………………………………………...29
    • 4.1 Revisione sistematica …………………………………………………………29
      • 4.1.1 Analisi descrittiva …………………………………………………...29
      • 4.1.2 Analisi dei contenuti …………………………………………………31
      • 4.1.3 Effetti dei diversi tipi di utilizzo dei social media ……………………35
        • 4.1.3.1 From consumers…………………………………………...35
        • 4.1.3.2 To consumers ……………………………………………..39
    • 4.2 Parte empirica ………………………………………………………………...44
      • 4.2.1 Domande socio-demografiche……………………………………...44
      • 4.2.2 Conoscenza nutrizionale …………………………………………….48
      • 4.2.3 Percezione dieta sana ……………………………………………......56
      • 4.2.4 Affermazioni …………………………………………………….......66
      • 4.2.5 Social network ………………………………………………………72
      • 4.2.6 Immagini…………………………………………………………….75
  • Capitolo 5: Elaborazione dei dati sperimentali …………………………………………79
    • 5.1 Analisi descrittiva dei risultati ……………………………………………......79
    • 5.2 Interpretazione dei risultati…………………………………………………….84
  • Capitolo 6: Conclusioni ………………………………………………………………….88
  • Ringraziamenti ………………………………………………………………………......90
  • Bibliografia ……………………………………………………………………………….91

Abstract

Negli ultimi anni sta crescendo l’interesse della ricerca scientifica per il mondo dei social media, e proprio per il loro potenziale in termini di volume di dati, accessibilità e interazione tra utenti, queste piattaforme giocano un ruolo sempre più importante in diversi contesti, tra cui sicuramente il settore alimentare. Il momento del pasto così come le scelte alimentari sono diventate condivisione, descrizione di uno status, non solo alimento per nutrimento, tanto da poter parlare di socialfood. Infatti, quasi tutte le aziende alimentari posseggono profili social, e gli utenti ricercano sempre di più contenuti relativi al cibo.

Basti pensare che la ricerca dell’hashtag #food su Instagram dà esito a 370 milioni di post, o addirittura 10.1 milioni per l’hashtag #Nutella. Il cibo e i social network non si incontrano solo per fini pubblicitari, ma anche per indagini in ambito medico e nutrizionale, ricerche sulla sostenibilità e lo spreco alimentare, o campagne informative per la riduzione del rischio associato ad alcuni patogeni di origine alimentare. Appare evidente come i social media stiano diventando sempre di più parte della vita quotidiana. Questo è confermato anche dagli ultimi dati dell’Eurobarometro del 2019 da cui emerge che circa un terzo degli europei utilizza le diverse piattaforme social ogni giorno o quasi.

In questo contesto, lo scopo della tesi è stato duplice. In primo luogo analizzare la letteratura esistente sulla relazione tra il cibo e i social media al fine di studiare l’impatto che questi ultimi hanno sui comportamenti dei consumatori, distinguendo le influenze negative e positive. In secondo luogo, studiare come l’utente percepisce diverse immagini di prodotti alimentari in termini di salubrità, al fine di apprendere quanto il loro giudizio sia influenzato dall’uso dei social media e quanto questo risulti in linea o distante da una corretta valutazione.

L’analisi è stata svolta in due fasi successive. Nella prima fase è stata condotta una revisione della letteratura. Partendo da 3203 articoli scientifici scaricati dalla banca dati Web Of Science e 2368 da Scopus, tramite criteri di inclusione ed esclusione stabiliti a priori, sono stati ritenuti coerenti con l’argomento 172 pubblicazioni. Ogni studio è stato analizzato singolarmente e le informazioni di ogni pubblicazione sono state trasformate in variabili categoriche, inserite in un dataset originale, appositamente costruito per questo lavoro di tesi ed elaborate attraverso un’analisi qualitativa e quantitativa.

Nella seconda fase è stata messa a punto un’indagine ad hoc attraverso l’utilizzo di un questionario somministrato a 752 utenti tra Marzo e Aprile 2020. Il questionario includeva diverse aree: domande sociodemografiche ed economiche, domande di knowledge nutrizionale, domande sulla percezione di “cibo sano”, domande sull’utilizzo dei social network e, domande sulla salubrità percepita di alcune immagini di prodotti alimentari.

I risultati dell’analisi della letteratura rivelano un differente impatto dei social media sul consumatore: uno positivo e uno negativo. L’aspetto positivo riguarda l’aumento e il miglioramento delle conoscenze e delle informazioni mentre l’aspetto negativo è dato dall’eccessiva esposizione dell’utente a contenuti riguardanti cibi unhealthy o a diverse fake news in ambito nutrizionale che nel lungo periodo possono portare a comportamenti alimentari non corretti.

Dall’indagine empirica risulta che la maggior parte del campione non è stata in grado di riconoscere il grado di salubrità delle immagini mostrate. I risultati hanno messo in luce una relazione diretta tra livello di conoscenza nutrizionale, livello di istruzione e corretta valutazione delle immagini. Inoltre una correlazione negativa è emersa tra l’utilizzo di Instagram e la corretta valutazione delle immagini.

I risultati dell’indagine sperimentale riflettono ciò che è emerso dalla revisione sistematica della letteratura, ovvero la duplice natura dei social media: da un lato rappresentano un utile strumento per la divulgazione di informazioni utili concernenti l’ambito alimentare, dall’altro, è necessario garantire la veridicità delle informazioni veicolate ed evitare di portare sulle piattaforme contenuti fuorvianti e possibilmente nocivi per gli utenti.

Capitolo 1: Introduzione

Il termine “social media” fa riferimento a siti e applicazioni che danno la possibilità agli utenti di creare e condividere contenuti. Nonostante la loro presenza da pochi anni nelle nostre vite, questi sono diventati un fenomeno globale e, nel 2019, il numero di utenti in tutto il mondo ha raggiunto quota 3.48 miliardi, con andamenti in continua crescita. Entro la definizione più generale, ovvero applicazioni online che permettono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti (Kaplan et al., 2010), possono essere identificati diversi tipi di social media.

Aichner & Jacob (2015) classificano i social media in 13 categorie diverse: blogs (The Huffington Post), business networks (LinkedIn), progetti collettivi (Wikipedia), social networks d’impresa (Yammer), forums (Reddit), microblogs (Twitter, Tumblr), photo sharing (Instagram, Flickr), recensioni di prodotti/servizi (Amazon), social bookmarking (Pinterest), social gaming (World of Warcraft), social networks (Facebook), video sharing (YouTube, TikTok) e mondi virtuali (Second Life). Gli autori sottolineano anche il fatto che diversi social media possono avere più o meno importanza nelle funzioni d’impresa, come ricerca e sviluppo (progetti collettivi), marketing (social networks e video sharing), servizio clienti (forums), vendite (recensioni di prodotti o servizi), risorse umane (business networks) e organizzazione (social network d’impresa).

Oggi 2.45 miliardi di persone in tutto il mondo fanno uso attivo di Facebook mensilmente, seguito da YouTube e Twitter. I dati dell’Eurobarometro (Special Eurobarometer 487a, 2019) hanno mostrato che, tra le statistiche dell’utilizzo dei media, i social network online hanno incrementato la loro fruizione nel modo più evidente: il 47% degli europei li utilizza almeno una volta a settimana, quasi un terzo di loro li utilizza ogni giorno o quasi. Tra tutti i social network, Snapchat ha guadagnato popolarità tra i giovani tra i 18 e i 24 anni, infatti il 78% di loro ammette di utilizzare la piattaforma (Pew Research Center, 2018b).

Nel 2016 TikTok è stato creato dalla Bytedance, una compagnia con sede a Pechino: questa piattaforma permette agli utenti di creare e condividere contenuti video, usando filtri e musica di sottofondo. Nel giugno 2018 TikTok ha raggiunto 150 milioni di utenti attivi, con circa 45.8 milioni di download dell’applicazione (Omar & Dequan, 2020). Il Pew Research Centre nell’Agosto 2017 ha documentato il fatto che due terzi (67%) degli americani si informano almeno in parte sui social media. Inoltre l’analisi basata sui social media mostra un trend emergente dato dal suo potenziale in termini di volume di dati, accessibilità e interazioni.

Più in generale, i social media sono usati estensivamente per sondare l’opinione pubblica su un certo argomento o evento, come conferenze scientifiche (Walter et al. 2019; Bombaci et al., 2015, Collins et al., 2016; Desai et al., 2012) o la misurazione della felicità o il livello di stress (Guntuku et al., 2019; Phu and Gow,2019; Curini et al., 2015; Mitchell et al., 2013), così come le entrate economiche (Preoţiuc-Pietro et al., 2015). Un’altra applicazione dell’analisi dei social media fa riferimento al campo della salute, dove i dati descrittivi e predittivi sono utilizzati per misurare il benessere individuale, eseguire attività di sorveglianza per la salute mentale (Yazdavar et al., 2020) o monitorare il diffondersi di certe malattie (Jahanbin and Rahmanian, 2020; Aiello et al., 2020).

In confronto agli strumenti tradizionali per la raccolta dati (i.e. intervista faccia a faccia), i principali vantaggi dell’uso dei social media si appoggiano al fatto che i dati raccolti sono l’espressione spontanea degli utenti, costituendo un campione veritiero delle opinioni in termini di linguaggio e contenuti. In più, la possibilità di collezionare un numero così grande di dati: le dimensioni campionarie possono superare il milione di osservazioni. Infine, la maggior parte dei dati sono geo-localizzati, dando la possibilità di effettuare ricerca in modo differenziale per i diversi stati, su livello regionale o urbano.

Ciò che risulta assolutamente chiaro è che le piattaforme social saranno sempre più integrate della vita quotidiana, a prescindere da differenze di età, genere e condizioni socio economiche. Oltre a questo, il diffondersi dei social media ha portato a degli effetti, sia positivi che negativi, in diversi aspetti della quotidianità: politica (Allcott et al., 2020; Garrett, 2019; Lee and Xenos, 2019;), vita sociale (O'Keeffe and Clarke-Pearson, 2011; Junco, 2012; Ozkaya and LaRose, 2014), fruizione di notizie (Bergström and Belfrage, 2018; Lee et al., 2017, Kalsnes et al., 2017), comportamento degli adolescenti (Vanderhoven et al., 2014; Jelenchick et al., 2014), genitorialità (Moore and Lantos, 2019; Duggan et al., 2015), livello di stress della popolazione (van der Schuur et al., 2019; Hampton et al., 2014), utilizzo del linguaggio (Grieve et al., 2018; Eisenstein et al., 2014).

Inoltre la presenza e l’attività delle pubbliche istituzioni sui social media è aumentata in modo impressionante negli ultimi anni, rivelando un altro ruolo di queste piattaforme per aumentare l’interazione col pubblico, per esempio i social media hanno il potenziale per creare dei processi politici in modo più inclusivo e di conseguenza ricostruire la fiducia tra governi e cittadini (Siyam et al, 2020; Mickoleit, 2014). Tra queste attività, il tema del cibo riveste un ruolo importante. Infatti la popolazione è esposta molto di frequente a post relativi al cibo sui social media. Per esempio, la ricerca dell’hashtag (una parola o frase preceduta dal segno “#”, utilizzato sui social media per identificare messaggi appartenenti ad una specifica categoria) #food sulla piattaforma Instagram dà esito a 370 milioni di post, 34.6 milioni per #foodpics, 10.1 milioni solamente per #Nutella.

La grande attenzione prestata ai contenuti relativi al cibo sui social media ha portato alla nascita del termine “Food Porn”. Con questo termine si intendono tutte quelle immagini che rappresentano il cibo in modo molto appetibile, sia al gusto che alla vista (l’hashtag #foodporn produce 216 milioni di immagini su Instagram). Queste immagini di cibo così appetitoso potrebbero avere un impatto deleterio su certi comportamenti alimentari (Ouwehand & Papies, 2010; Robinson & Matheson, 2014). Per esempio, Harrar et al. (2011) ha utilizzato un set di stimoli col fine di dimostrare che immagini di cibo ad alto contenuto di grassi influenzano il comportamento umano in modo più efficiente rispetto alle immagini di cibo a basso contenuto di grassi.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher beatrice.ianno di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica alimentare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Cavaliere Alessia.
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