IL SISTEMA COSTRUTTIVO IN
ACCIAIO STEELMAX
5.1 La costruzione stratificata a secco
In un mercato nel quale la sostenibilità è caratteristica imprescindibile, i
vantaggi di un sistema costruttivo a secco sono connessi anche ai ridotti
impatti ambientali non solo durante le fasi di costruzione, ma anche a
fine vita utile dell’organismo edilizio. Le tecnologie “a secco” ed in
particolare modo con strutture in acciaio sembrano essere la soluzione
costruttiva migliore in molti casi, sia per la velocità con cui si giunge a
fine cantiere, sia per la minore rumorosità e polverosità del cantiere
stesso, sia per la possibilità più immediata di modifiche.
La valutazione ambientale di elementi realizzati con strutture
tradizionali rivela un altissimo consumo energetico in fase di produzione
e nel ciclo di vita. Inoltre la parete monostrato massiva, oltre a
rispondere con difficoltà ai requisiti prestazionali oggi individuati
principalmente in termini di controllo igrometrico, ha tempi di
asciugatura che allungano il processo costruttivo, costituisce un forte
carico sulle fondazioni e, qualora non sia essa stessa struttura,
costituisce carico sugli elementi strutturali.
Inoltre le costruzioni a secco e la scelta di molti prodotti, ciascuno con
sue specificità (isolanti termici e acustici, barriere al vapore, strati di
tenuta all’aria, strati di protezione al fuoco, finiture, ecc.) che
trasformano la scelta del pacchetto costruttivo in un progetto a tutti gli
effetti, consentono di costituire una corrente di innovazione nel
panorama delle costruzioni.
Le tecniche edilizie a secco sono state ampiamente utilizzate in passato,
in particolare nelle aree ricche di legname da costruzione nel nord e
centro Europa e in America. Negli ultimi trent’anni l’interesse per questo
tipo di sistemi è aumentato grazie ai vantaggi energetici, funzionali ed
ambientali che presentano.
La costruzione stratificata a secco è basata sulla connessione
meccanica, in funzione del progetto architettonico-tecnologico, di
elementi costruttivi con alte prestazioni acustiche e termiche, definiti
come i componenti ed i prodotti della famiglia struttura-rivestimento.
Costruire per strati consente di assemblare e, se necessario, smontare i
diversi componenti con tempistiche e risorse ridotte, in funzione di
esigenze funzionali, anche legate alla durabilità dei singoli strati. L’
involucro esterno, interno e le stratificazioni dell’intercapedine sono
connessi fra loro e la struttura portante, principalmente tramite
avvitatura; gli isolanti sono disposti per garantire le prestazioni migliori
da un punto di vista termico e acustico, evitando così discontinuità
ovvero ponti termici, spesso tramite una struttura secondaria costituita
da profili in alluminio o elementi in legno. Nelle intercapedini interne ed
esterne trovano posto elementi impiantistici e diversi strati di materiali
con prestazioni differenti, ad esempio materassini fonoisolanti,
fonoassorbenti, termoisolanti, materiale antincendio e guaine.
Progettare per strati permette di controllare le prestazioni elemento per
elemento in funzione delle esigenze espresse nel progetto. Una volta
sviluppato il progetto architettonico si selezionano, attraverso la ricerca
e lo studio dei prodotti disponibili sul mercato, i singoli strati oppure si
individuano dei pacchetti che comprenderanno, ad esempio nel caso
dell’involucro esterno, i vari strati isolanti, guaine, rivestimento interno
ed esterno. La progettazione complessiva e di dettaglio, in particolare
della chiusura esterna, deve essere controllata considerando la
connessione fra i diversi componenti e il telaio strutturale per garantire
delle buone prestazioni in grado di minimizzare l’impatto sull’ambiente
dell’edificio durante le fasi d’uso (fabbisogno energetico), evitando, in
primis, ponti termici. ad hoc
Quando si progetta selezionando i diversi strati è possibile
controllare dunque, qualitativamente o quantitativamente, l’impatto
ambientale dei singoli componenti, anche solo con nozioni di base di
progettazione “ambientalmente consapevole”. Per esempio nella scelta
di un materiale, a parità di prestazione, si può considerare la
provenienza della materia prima da riciclo, da fonti rinnovabili o non
rinnovabili, le lavorazioni per la produzione di un elemento, i trasporti
necessari (da/per stabilimento e per il sito di progetto), la durabilità e
necessità di manutenzione (in funzione delle esigenze di progetto), il
possibile riciclo o riuso dei singoli strati. Infatti, costruire per strati
permette la dismissione selettiva: a fine vita i diversi materiali connessi
meccanicamente possono essere separati e singolarmente riutilizzati o
riciclati.
Riassumendo, costruire per strati permette di ridurre l’impatto
ambientale di un edificio nelle seguenti fasi del ciclo di vita (v. fig. 5.1):
estrazione, lavorazione, produzione: la tecnologia stratificata a secco
consente la scelta di materiali per involucri interni ed esterni a basso
impatto ambientale (materie prime da fonti rinnovabili o materiali
riciclati);
costruzione: la velocità di messa in opera riduce l’impatto
sull’ambiente derivante, ad esempio, dall’utilizzo di macchinari;
funzionamento e manutenzione: l’isolamento dell’involucro esterno
determina l’impatto sull’ambiente derivante dalla climatizzazione
estiva e invernale;
la connessione a secco dei diversi elementi permette di modificare, se
necessario ed in funzione delle esigenze degli utenti, lo spazio interno
e di sostituire elementi deteriorati con un ridotto impiego di nuovi
materiali e produzione di rifiuti;
fine vita: la tecnologia stratificata a secco consente la dimissione
selettiva dei vari componenti, gli elementi le cui proprietà rimangono
invariate possono essere riutilizzati oppure, quando possibile, i
materiali possono essere riciclati.
Figura 5.1 - Ciclo di vita sostenibile degli edifici
La tecnologia stratificata a secco risulta, pertanto, particolarmente
interessante dal punto di vista energetico, ambientale e funzionale. Si
possono citare diversi esempi di progetti che, grazie ai materiali e alle
tecnologie utilizzati, raggiungono elevate prestazioni. Ne sono un
esempio le residenze a basso consumo energetico del quartiere Vauban
a Friburgo (v. fig. 5.2), che costituiscono un modello riconosciuto a livello
internazionale di sviluppo urbano ecologico e a basso impatto
ambientale. Le misure e le strategie progettuali adottate permettono
una riduzione delle emissioni di COշ di 40.000 tonnellate all’anno. Tale
risultato è raggiunto grazie alla progettazione di edifici iperisolati e alla
produzione di energia da fonti rinnovabili.
Figura 5.2 - Residenza del quartiere Vauban di Friburgo (Germania, 2006)
5.2 La scelta dell’acciaio come materiale da costruzione
La scelta dell’acciaio come materiale da costruzione garantisce certezza
di tempi, costi ed opere durevoli rispetto a tecnologie costruttive che
impiegano altri materiali. È un materiale green , prodotto dal riciclo e a
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sua volta riciclabile senza perdere alcune proprietà ed è più sicuro dal
punto di vista sismico grazie alla duttilità propria e alla leggerezza della
costruzione che impiega dettagli costruttivi anche meno onerosi. È p
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