La colonia elioterapica Gangitano
La nascita delle colonie in Sicilia
Nel contesto siciliano, dalle ricerche svolte, risultano essere state realizzate ottanta colonie per la gioventù, alcune costruite ex novo ma la maggior parte sulla base di edifici preesistenti quali ex scuole o edifici privati. Le colonie del Fascismo fanno proprie le sperimentazioni architettoniche legate alle esigenze sanitarie degli antichi ospizi marini e montani, evolvendo e piegando, ai propri fini propagandistici, un programma sanitario già avviato ed operativo nel corso dell’Ottocento.
Le nuove colonie, esibite con un’apparente immagine terapica, diventano degli efficaci dispositivi di formazione per il popolo fin dalla più tenera età. In Sicilia ne sono un esempio alcune colonie marine quali: “Principi di Piemonte” a Siracusa, “Dux” a Catania, “Benito Mussolini” a Messina, “C.M. dei Fasci” a Mondello (PA), “Riccardo Sieri” a Trapani; tra le colonie montane invece possiamo annoverare: “Luigi Razza” a Ragusa, “Rosa Maltoni Mussolini” a Villarosa (EN).
In provincia di Agrigento si ricordano la colonia montana “Maria Adelaide Gangitano” a Canicattì (v. fig. 2.1), la colonia marina “Principessa di Piemonte” a San Leone e la colonia marina “Maria Pia di Savoia” a Sciacca (v. fig. 2.2). Quest’ultima è stata realizzata nel 1935 ad opera degli ingegneri Luca Caruso e Domenico Chiarello. Dopo l’entrata in Sicilia degli eserciti alleati la colonia venne saccheggiata e danneggiata, ma un recente restauro ha dato la possibilità di restituire la struttura alla comunità, infatti questa oggi ospita il Museo del Mare.
Il Partito Nazionale Fascista fece costruire questi grandi edifici che erano in grado di ospitare più di mille bambini in soggiorni periodici ed era possibile svolgere anche attività fisica e giochi, sempre con la massima disciplina e rispetto per ciò che il fascio rappresentava. Dopo un modesto periodo di attività, con la caduta del regime, inizia un esorbitante declino per le colonie siciliane.
Canicattì in 138 pillole, Gaetano Augello, Edizioni Cerrito, Canicattì 2018. Nome della figlia del generale Luigi Gangitano che donò al fascio il terreno su cui sorge la struttura.
La maggior parte degli edifici vengono progressivamente chiusi o destinati ad altre funzioni. Prive di ogni forma di manutenzione, la quasi totalità delle strutture viene utilizzata dagli enti locali secondo le esigenze del momento: case per sfollati, scuole, ospizi, alberghi.
Negli anni '60 quelle superstiti appaiono come enormi aree dismesse con utilizzi impropri o provvisori, venendo definitivamente abbandonate negli anni del boom economico.
Fig. 2.1 – Colonia Gangitano a Canicattì prospetto Sud-Est 1940, a seguire stato attuale 2019
Fig. 2.2 - Colonia marina “Maria Pia di Savoia” a Sciacca, a seguire stato attuale adibita a Museo del Mare
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