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Bianzè, nasce a Torino nel 1798.

Dopo un'infanzia trascorsa a Firenze, nel 1810 fa ritorno a Torino dove si iscrive

alla Facoltà di Filosofia. Qualche anno più tardi, segue il padre a Roma ed entra in

contatto con alcuni dei più famosi scultori e pittori del tempo. Dopo una breve

esperienza militare in qualità di sottotenente di cavalleria, nel 1820 abbandona la

carriera militare per dedicarsi alla pittura, soprattutto di carattere storico.

Trasferitosi a Milano alla morte del padre, inizia a frequentare i cenacoli

romantici milanesi nei quali ha modo di conoscere, tra gli altri, Tommaso Grossi e

Alessandro Manzoni. Nel 1831 sposa Giulia, primogenita di Manzoni.

È in questo periodo che d'Azeglio si dedica alla scrittura di alcune opere animate

da spirito patriottico: Ettore Fieramosca o La disfida di Barletta, pubblicato nel

1833; Niccolò de’ Lapi ovvero i Palleschi e i Piagnoni, pubblicato nel 1841; La lega

lombarda, rimasto incompiuto e pubblicato postumo nel 1871.

Negli anni 1843-44 ha inizio la sua avventura politica, fondata su posizioni

liberal-moderate. Nel 1847 pubblica Proposta di un programma per l'opinione

nazionale italiana; nel 1848 partecipa attivamente alle Cinque giornate di Milano e

alla Prima guerra di Indipendenza.

Per ordine di Vittorio Emanuele II, nel 1849 forma un ministero col compito di

porre fine alla guerra con l'Austria: resta in carica per tre anni, per poi dimettersi nel

1852.

Nel 1860 ricopre la carica di governatore di Milano. Gli scritti da lui pubblicati in

questo periodo sul Morning Chronicle influenzano l’opinione pubblica e acutizzano

il dibattito sulla questione antiaustriaca.

Durante gli ultimi anni di vita, trascorsi sul lago Maggiore, si dedica alla stesura

dell'autobiografia, I miei ricordi, rimasta incompiuta e pubblicata postuma nel 1847.

Muore a Torino nel gennaio 1866.

Il romanzo storico Ettore Fieramosca o La disfida di Barletta viene pubblicato

nel 1833 e narra lo scontro cavalleresco avvenuto nel 1503 tra tredici cavalieri

italiani e tredici cavalieri francesi, nel contesto della guerra franco-spagnola per il

controllo del Regno di Napoli. 5

All’origine di tale scontro vi è l’accusa di codardia diretta ai cavalieri italiani da

parte dell’ufficiale francese La Motta. La disputa si risolve con la vittoria degli

italiani, guidati da Ettore Fieramosca.

Le tematiche del romanzo non si esauriscono, tuttavia, in riferimento al solo

ambito militare: largo spazio è dato, infatti, anche alle infelici vicende amorose di

Fieramosca, profondamente innamorato di Ginevra, figlia del conte Bosio di

Monreale.

2. Analisi linguistica

Il commento linguistico si concentra sui capitoli dal terzo al settimo, da pagina

14

63 a pagina 119 dell'edizione di riferimento .

Lo scopo dell'analisi è quello di stabilire in quale posizione d'Azeglio si collochi

rispetto ai dettami di omogeneità linguistica fissati da Manzoni e che troveranno

compiuta realizzazione nell'edizione dei Promessi Sposi del 1840.

2.1. Livello grafico-fonetico

2.1.1. Troncamenti

È possibile osservare fenomeni di troncamento in differenti categorie

grammaticali: 15 16

aggettivi: cotal 97, 32 ; debol 67, 3; divin 93, 11; gentil 101, 19; gran 67,

• 27; 69, 7; 69, 25; 69, 26; 69, 27; 76, 7; 81, 9; 82, 10; 86, 28; 90, 19; 91, 33;

92, 30; 94, 5; 94, 13; 96, 6; 99, 19; 101, 7; 101, 16; 101, 22; 112, 24; 113, 4;

113, 24; 116, 9; 116, 10; 118, 10; 118, 16; lor 94, 30; 100, 11; maggior 73, 9;

77, 3; 106, 9; 114, 6; miglior 75, 32; 94, 4; minor 66, 8; 1102, 10; 111, 14;

mirabil 72, 25; 117, 27; nobil 72, 17; piccol 75, 6; qual 63, 9; 64, 17; 76, 28;

76, 33; 91, 14; 93; 15; 94, 2; 96, 36; 108, 10; 110, 4; 112, 18; 116, 3; que' 74,

29; 74, 31; 78, 20; 87, 7; tal 67, 19; 67, 23; 70, 14; 84, 2; 86, 4; 88, 13; 91,

14 D'Azeglio Massimo, 2010, Ettore Fieramosca o La disfida di Barletta, Milano, BUR.

15 Le citazioni, elencate in ordine alfabetico, sono seguite dal numero della pagina e della riga.

16 I numeri di pagina e riga sottolineati si riferiscono a forme riscontrate in sezioni narrative di

carattere mimetico.

6 18; 95, 10; 108, 27; 111, 28;

avverbi: ancor 89, 2; ben 90, 7; 93, 25; 97, 3; 111, 17; 116, 5; fuor 90, 22;

• 97, 22; jer 110, 22; 115, 10; mal 83, 17; 103, 20; 104, 21; 108, 10; 109, 10;

109, 27; men 82, 5; neppur 79, 14; or 69, 21; 71, 15; 83, 4; 94, 32; po' 72,

26; 103, 3; 104, 6; pur 118, 16;

congiunzioni: ancor 97, 30; pur 81, 7; 81, 31;

• preposizioni: a' 63, 17; 78, 23; 82, 30; 102, 9; 111, 10; 118, 3; co' 83, 1; 98,

• 28; 119, 16; da' 64, 15; 73, 20; 112, 6; de' 72, 7; 72, 13; 73, 21; 74, 19; 77,

21; 78, 18; 79, 2; 79, 27; 83, 17; 84, 13; 85, 20; 85, 26; 92, 31; 98, 5; 103, 13;

105, 2; 109, 12; 110, 6; 110, 10; 113, 9; 114, 30; 117, 28; 118, 29; 119, 16;

fin 86, 29; fra' 105, 6; ne' 64, 28; 66, 14; 87, 32; 118, 4; pe' 73, 17; 92, 20;

113, 21; sin 77, 25; 93, 15; 119, 9;

pronomi: e' 111, 5; un 80, 22; 112, 13; 113, 2;

• sostantivi: amor 65, 24; 85, 13; 98, 27; batter 64, 4; cagion 76, 7; color 81,

• 33; 113, 9; condizion 86, 33; cuor 75, 31; 96, 34; fior 100, 2; fratel 68, 2;

111, 11; mal 95, 20; mestier 64, 24; 65, 1; nessun (sostantivato) 78, 26;

onor 68, 4; 74, 10; 76, 27; 81, 35; 83, 8; ragion 109, 3; suon 119, 15; tal

(sostantivato) 86, 19; trar (sostantivato) 99, 10; valor 73, 32;

verbi: accettar 77, 2; accordar 119, 2; affaticar 98, 8; albergar 111, 5; alzar

• 92, 31; andar 81, 29; 93, 21; 95, 13; 95, 17; 97, 21; 99, 7; aprir 90, 23; 93,

30; arrivar 93, 29; aspettar 89, 2; attaccar 110, 11; avean 68, 6; 69, 32; 71,

13; 77, 22; 95, 8; 113, 5; avesser 97, 6; aver 64, 25; 74, 8; 76, 11; 76, 16; 77,

4; 79, 3; 79, 14; 91, 20; 96, 13; 96, 27; 96, 37; 99, 20; 110, 11; 115, 30; 115,

31; 116, 10; avesser 90, 5; avrebber 108, 17; balenar 88, 2; batter 63, 18; 64,

4; biancheggiar 66, 21; cadevan 96, 18; cascar 95, 37; cercar 81, 15; 93, 13;

112, 37; cessar 117, 31; chieder 96, 33; coglier 109, 12; conceder 96, 1;

conoscer 74, 34; contener 63, 11; correr 88, 18; crescer 64, 28; dar 67, 15;

67, 19; 71, 21; 82, 23; 93, 15; 117, 25; 118, 1; 118, 18; davan 113, 24; 118,

21; detter 99, 17; di' 79, 16; dicevan 111, 9; 118, 31; dir 106, 25; diriger 99,

23; disarmaron 89, 7; ebber 105, 7; entrar 78, 12; 90, 20; 107, 8; eran 66,

19; 71, 13; 72, 11; 79, 7; 82, 15; 96, 8; 102, 2; 103, 10; 103, 28; 104, 13; 104,

7

24; 108, 6; 118, 16; esser 64, 12; 67, 10; 67, 12; 71, 3; 72, 27; 80, 27; 81, 24;

83,19; 85, 33; 91, 11; 95, 17; 99, 17; 100, 17; 104, 17; 104, 28; 110, 14; 110,

19; 112, 37; 115, 9; 118, 29; facean 75, 28; 110, 23; facevan 63, 6; 102, 10;

far 68, 10; 70, 6; 82, 25; 86, 32; 91, 25; 91, 26; 104, 5; 104, 25; 108, 17; 113,

28; 114, 28; 115, 26; 118, 2; 118, 7; fe' 88, 18; 95, 3; finger 118, 1; fosser

118, 6; 118, 12; furon 109, 18; 106, 32; 112, 23; goder 76, 2; guardar 83, 20;

incastrar 113, 29; incontrar 85, 11; inspiravan 72, 27; ischivar 119, 5;

ismarrir 99, 20; istrisciar 114, 4; lasciar 107, 8; 112, 4; 116, 27; levar 84, 3;

93, 36; levavan 85, 7; mancar 85, 24; menar 102, 12; metter 78, 15; 79, 26;

87, 18; miser 106, 28; morir 86, 8; mover 72, 30; mutar 70, 16; 81, 32;

nascer 95, 11; ottener 88, 30; par 74, 7; 96, 20; parlar 99, 27; 103, 14; 114,

28; partir 81, 23; passar 70, 9; passaron 119, 13; perder 83, 26; por 88, 15;

93, 28; 106, 5; posan 119, 11; poter 74, 9; 91, 16; prender 73, 26; 95, 33; 97,

2; preparar 108, 2; presagir 104, 29; principiar 64, 5; profferir 110, 29;

regolar 99, 23; render 115, 32; 118, 5; rialzar 112, 23; ricever 119, 13;

rimaner 65, 15; 100, 9; ringraziar 96, 14; rintracciar 116, 26; riportar 76,

31; riscuoton 104, 10; risponder 81, 10; ritentar 81, 19; ritrovar 108, 25;

sarebber 68, 9; 74, 13; 118; 13; saper 79, 17; 82, 13; 83, 9; 110, 26; 116, 19;

sborsar 104, 14; schizzar 96, 28; scioglier 96, 7; scioglievan 79, 10;

sconficcar 92, 30; seguir 66, 4; sentir 106, 32; son 67, 23; 69, 19; 86, 9; 88,

5; 104, 22; 105, 30; 105, 34; 106, 26; 108, 13; 110, 22; 110, 24; 115, 8;

sopportar 85, 9; sostener 70, 7; spedir 119, 13; spegner 74, 1; spender 64,

29; star 82, 13; tener 88, 3; tentar 85, 15; tirar 100, 6; tornar 91, 23; 96, 2;

tremavan 74, 3; trovar 88, 18; 94, 18; 101, 22; 115, 23; trovaron 103, 22;

trovavan 104, 12; udir 83, 30; 92, 21; udivan 78, 29; veder 78, 7; 87, 4; 87,

13; 91, 23; 92, 34; 105, 8; venir 67, 10; 106, 31; 112, 20; venisser 112, 1;

venivan 86, 16; 98, 14; vien 85, 19; vincer 110, 6; vo' 110, 26; volar 91, 19;

voler 65, 25; 73, 25; 109, 11; 118, 19; vuol 68, 18; 69, 19; 85, 19; 104, 18;

106, 14; zufolan 90, 8.

Nonostante i troncamenti individuati nel testo siano molto numerosi e lascino

8 intendere una certa propensione dell'autore verso simili forme, è bene fare alcune

considerazioni.

Per quanto riguarda gli aggettivi, si nota la tendenza a far uso di varianti tronche

in tutti quei casi in cui l'aggettivo preceda il sostantivo. In riferimento a ciò, è

interessante osservare come, per esempio, gran compaia sempre (tot. 26 casi) in tale

forma se anteposto a un sostantivo, anche plurale (es. gran levrieri 101, 16). Unica

eccezione è data da grande stendardo 113, 12. In tutti gli altri casi si riscontra

grande o grandi.

Se si tiene conto delle preposizioni, si registra un orientamento incerto. Fatta

eccezione per la forma de' (24 occorrenze), fortemente maggioritaria rispetto a dei

(12 occorrenze), in tutti gli altri casi si osservano percentuali pressoché

sovrapponibili o il prevalere delle forme non tronche, per esempio, ai (23

occorrenze) su a' (6 occorrenze).

In riferimento ai verbi, sebbene si possa affermare con certezza che l'infinito

presente sia la forma verbale maggiormente colpita da troncamento (194 occorrenze),

si attesta una preferenza per le forme non tronche, registrate nel 51, 37% dei casi.

Da quanto detto si potrebbe concludere che in d'Azeglio sia possibile riscontrare

un parziale ma non sistematico allineamento al modello manzoniano e alla volontà

17

dello scrittore lombardo di adeguare la grafia alla pronuncia .

2.1.2. Elisioni

Anche in questo caso, si registrano casi di elisione in riferimento a diverse

categorie grammaticali:

aggettivi: alcun' (alcuna) 76, 30; altr' (altre) 72, 4; mezz' (mezza) 99, 27;

• mill' (mille) 85, 25; molt' (molta) 89, 4; molt' (molti) 91, 7; prim' (prima) 91,

4; quell' (quella) 99, 21; quell' (quelle) 89, 5; quest' (questa) 68, 9; 78, 15;

115, 27; quest' (questi) 94, 6; quest' (questo) 109, 17; tant' (tanti) 79, 27;

112, 16; tutt' (tutta) 98, 26; ventiquattr' (ventiquattro) 116, 18;

articoli: gl' (gli) 105, 31; 106, 13; l' (le) 64, 15; 65, 23; 66, 12; 86, 11; 86, 21;

17 Cfr. Serianni (1986: 176). 9

91, 5; 92, 8; 100, 20; 109, 27;

avverbi: com' (come) 84, 10; 93, 7; 98, 24; 104, 25; 104, 27; 105, 7; 106, 35;

• n' (ne) 70, 20; 81, 25; 92, 21; 113, 21; ov' (ove) 66, 16; 84, 12; 92, 6; 100, 12;

quand' (quando) 73, 28; 84, 19; 106, 8; quant' (quanto) 83, 23; tant' (tanto)

73, 34; 74, 4; 117, 1; v' (vi) 64, 13; 73, 16; 76, 1; 81, 13; 92, 11;

congiunzioni: anch' (anche) 77, 5; 99, 24; 111, 32; 112, 20; ch' (che) 79, 25;

• 80, 14; 83, 28; 85, 31; 86, 4; 87, 32; 88, 18; 91, 10; 93, 11; 93, 22; 95, 23; 97;

3; 98, 33; 116, 12; ond' (onde) 81, 13; 86, 27; 113, 26; perch' (perché) 84, 7;

poich' (poiché) 88, 27; s' (se) 80, 20; 83, 23; 83, 30; 93, 7; 93, 14;

preposizioni: agl' (agli) 104, 30; all' (alle) 86, 27; coll' (colle) 72, 4; 83, 8;

• 99, 13; d' (da) 77, 15; 82, 27; 86, 29; d' (di) 63, 9; 64, 12; 65, 2; 65, 18; 65,

21; 66, 13; 66, 21; 67, 5; 67, 9; 67, 12; 67, 13; 67, 23; 68, 7; 68, 13; 69, 19;

69, 23; 70, 6; 71, 15; 72, 21; 72, 24; 72, 25; 73, 13; 73, 27; 74, 1; 74, 5; 74,

12; 74, 20; 74, 25; 74, 35; 74, 25; 75, 5; 75, 26; 76, 4; 76, 16; 76, 31; 76, 32;

77, 29; 78, 4; 78, 27; 79, 28; 79, 34; 80, 7; 80, 21; 80, 26; 80, 27; 82, 14; 85,

11; 85, 14; 85, 33; 85, 33; 86, 11; 86, 19; 86, 34; 86, 34; 87, 1; 87, 5; 87, 16;

88, 2; 89, 2; 90, 15; 90, 25; 91, 1; 91, 11; 91, 15; 91, 33; 94, 24; 94, 29; 94,

32; 95, 13; 96, 12; 96, 13; 97, 24; 98, 34; 99, 10; 99, 14; 99, 28; 99, 31; 100,

8; 101, 12; 101, 17; 102, 2; 102, 6; 102, 7; 102, 12; 102, 13; 102, 18; 103, 20;

105, 34; 108, 9; 109, 5; 109, 24; 110, 1; 110, 3; 110, 4; 110, 5; 110, 11; 110,

15; 111, 4; 111, 11; 111, 14; 112, 8; 112, 10; 112, 17; 113, 5; 113, 5; 115, 9;

115, 30; 115, 31; 116, 27; 117, 1; 117, 2; 117, 30; 118, 24; 118, 27; 118, 27;

118, 27; 119, 2; dagl' (dagli) 108, 1; degl' (degli) 65, 19; 67, 30; 106, 2; dell'

(delle) 64, 24; 65, 1; 73, 2; 109, 31; s' (su) 94, 32; 94, 32; sull' (sulle) 93, 29;

106, 32;

pronomi e particelle pronominali: ch' (che) 80, 2; 80, 9; 81, 10; 81, 21; 84,

• 14; 85, 5; 87, 31; 91, 10; 91, 24; 98, 22; 117, 5; ell' (ella) 100, 17; gl' (gli) 76,

14; 106, 4; gliel' (glielo) 97, 6; l' (la) 94, 4; 94, 15; 95, 31; 112, 11; l' (lo) 68,

8; 69, 32; 70, 14; 74, 22; 79, 14; 80, 31; 84, 18; 90, 5; 103, 26; 111, 8; 111,

10; 112, 32; 119, 5; 119, 6; m' (mi) 67, 19; 69, 12; 74, 16; 80, 18; 80, 23; 81,

2; 81, 6; 81, 8; 82, 26; 82, 10; 82, 20; 84, 6; 84, 7; 85, 30; 85, 32; 86, 34; 90,

10 19; 91, 7; 91, 8; 91, 30; 93, 21; 93, 23; 93, 30; 96, 17; 96, 28; 98, 19; 100; 6;

115, 24; 117, 6; n' (ne) 71, 1; 71, 3; 77, 29; 83, 10; 92, 32; 94, 17; 106, 4;

111, 3; 114, 30; 115, 8; s' (si) 64, 3; 64, 26; 67, 12; 70, 19; 71, 8; 71, 13; 72,

17; 74, 29; 77, 4; 77, 7; 77, 9; 77, 17; 78, 23; 79, 5; 80, 10; 80, 15; 80, 23; 82,

21; 82, 24; 82, 31; 82, 32; 84, 12; 86, 10; 86, 11; 86, 27; 88, 14; 90, 23; 92, 4;

94, 1; 94, 24; 94, 26; 94, 28; 95, 18; 95, 23; 96, 11; 96, 22; 97, 2; 97, 9; 98,

21; 101, 2; 101, 2; 101, 8; 102, 12; 102, 15; 103, 17; 103, 24; 103, 28; 107, 7;

110, 16; 110, 30; 110, 32; 111, 16; 113, 10; 113, 33; 114, 4; 114, 7; 114, 14;

114, 15; 114, 29; 116, 26; 116, 28; 118, 4; 118, 5; 118, 28; t' (ti) 67, 22; 67,

23; 68, 3; 91, 34; 97, 34; 99, 30; 100, 5; v' (vi) 96, 4; 117, 7.

L'analisi dei dati evidenzia come la categoria maggiormente caratterizzata da

fenomeni di elisione sia quella dei pronomi e, nello specifico, quella delle particelle

pronominali clitiche: l' (la; 100%), l' (lo; 87, 50%), m' (mi; 100%), n' (ne; 71, 42%),

s' (si; 87, 67%), t' (ti; 87, 50%), v' (vi; 66,66%). L'unica eccezione è rappresentata da

gl' (gli; 2 occorrenze), decisamente minoritario rispetto alla forma gli (15

occorrenze).

Particolarmente rilevante la frequenza della preposizione d' (di), presente in tale

forma nell'85% dei casi e per un totale di 117 occorrenze.

Inoltre, è bene sottolineare come che compaia molto più frequentemente di ch',

sia che svolga la funzione di congiunzione (77,77% dei casi) che quella di pronome

relativo (83,33%).

Come sottolineato da Serianni, «Manzoni volle adeguare la grafia alla pronuncia,

18

abbondando nell'elisione» . In questo caso, d'Azeglio sembra volersi allineare al suo

modello: come emerge dai dati, infatti, l'elisione è più frequente nelle sezioni

mimetiche del testo. Si potrebbe concludere che tale scelta non sia casuale,

soprattutto se si tiene conto del fatto che, in situazioni comunicative reali, le

particelle pronominali atone tendano effettivamente a fondersi con la vocale che li

segue nella catena fonica.

18 Serianni (1986: 176). 11

2.1.3. Prostesi

Sebbene non frequentissima, la prostesi di i davanti a s complicata è attestata nel

romanzo in 15 casi, in 6 dei quali dopo la preposizione per: ischiettezza 118, 1;

ischivar 119, 5; iscoppiare 109, 28; isdegnava 101, 20; ismarrir 99, 20; Ispagna

118, 2; isposa 84, 31; istesso 72, 23; 76, 25; 92, 1; istipulare 87, 24; istracco 81, 3;

istrada 69, 21; istrade 97, 22; istrisciar 114, 4.

Fanno eccezione per strada 118, 28; per Spagna 104, 4; non sperava 114, 31.

Le scelte di d'Azeglio, in questo caso, sembrano allinearsi alla tendenza

manzoniana ma anche alle prescrizioni grammaticali del tempo.

2.1.4. Aferesi 19

Fatta eccezione per ché, forma aferetica di perché , si registra un unico caso di

aferesi: ché 69, 6; 79, 18; 81, 28; 83, 9; 87, 14; 94, 12; 95, 4; 95, 28; 106, 29; 108,

12; 119, 8; ‘l (il) 82, 25.

In tal senso, l'autore si accorda alla prassi manzoniana più che alla tradizione

letteraria.

2.1.5. -d eufonica

Estremamente frequente appare l'aggiunta della -d eufonica ai monosillabi ad, ed,

od presenti nel testo in esame:

ad: 63, 7; 64, 23; 67, 23; 70, 2; 70, 20; 71, 8; 71, 8; 73, 18; 76, 21; 76, 34; 78,

• 16; 79, 13; 84, 16; 88, 30; 91, 9; 92, 31; 93, 17; 93, 30; 93, 34; 94, 1; 94, 27;

96, 3; 96, 4; 97, 7; 97, 21; 98, 4; 98, 9; 99, 10; 101, 5; 104, 5; 108, 20; 110, 8;

111, 2; 111, 16; 111, 20; 111, 10; 111, 24; 112, 4; 116, 4; 118,4;

ed: 63, 2; 63, 4; 63, 11; 64, 30; 65, 9; 66, 27; 67, 4; 67, 14; 67, 16; 67, 20; 68,

• 28; 69, 11; 69, 13; 69, 17; 69, 28; 69, 34; 70, 4; 70, 9; 70, 12; 71, 11; 72, 16;

72, 19; 72, 26; 72, 30; 73, 1; 73, 7; 73, 12; 73, 16; 73, 19; 73, 30; 74, 7; 74, 9;

74, 22; 74, 28; 76, 6; 76, 8; 76, 24; 77, 10; 77, 12; 77, 14; 78, 13; 79, 9; 80,

20; 81, 20; 81, 22; 81, 30; 82, 15; 82, 24; 82, 25; 82, 28; 82, 30; 83, 6; 84, 10;

19 Perché non compare mai nella forma non aferetica.

12 84, 11; 84, 19; 84, 31; 85, 23; 85, 28; 86, 7; 86, 13; 87, 3; 87, 21; 87, 22; 87,

26; 87, 27; 88, 7; 88, 22; 89, 10; 92, 10; 92, 12; 92, 16; 92, 30; 93, 1; 93, 12;

94, 2; 94, 19; 94, 33; 95, 8; 95, 10; 95, 18; 95, 31; 96, 11; 96, 36; 96, 37; 97,

10; 97, 17; 97, 27; 98, 5; 98, 19; 98, 26; 98, 11; 98, 19; 100, 3; 100, 10; 100,

12; 100, 18; 100, 19; 100, 20; 100, 22; 101, 5; 101, 20; 102, 3; 102, 9; 102,

16; 103, 9; 103, 21; 104, 18; 105, 9; 105, 35; 105, 35; 106, 1; 106, 24; 110,

17; 111, 13; 111, 32; 112, 13; 112, 14; 113, 16; 114, 5; 114, 8; 115, 11; 115,

23; 116, 7; 117, 31; 118, 15; 118, 32; 119, 2; 119, 9;

od: 65, 23; 92, 23.

Nonostante Manzoni arrivi alla quasi totale eliminazione della d eufonica tranne

che davanti a vocale corrispondente, in d'Azeglio tale fenomeno è pressoché

sistematico davanti a qualsiasi vocale: a compare solo 3 volte, mentre ad è presente

in 40 casi, in 14 dei quali davanti a termini inizianti per a; ed è registrato in ben 128

casi (13 davanti a vocale corrispondente) mentre e ha solo 7 occorrenze; od e o

compaiono entrambi 2 volte e non si registrano casi in cui od sia seguito da parole

inizianti per o.

2.1.6. Resa della semiconsonante palatale

Si riscontrano alcune incertezze per quanto riguarda la resa della semiconsonante

palatale. Nel testo è, infatti, possibile individuare alcune forme nelle quali questa è

resa graficamente con j e altre in cui è rappresentata con i.

Rientrano nel primo gruppo: ajutando 95, 31; ajutandoli 118, 11; ajutare 70, 6;

73, 22; ajutarla 94, 22; ajutarono 100, 6; ajutarsi 118,4; ajutati 94, 20; ajutava 68,

8; 97, 31; ajutavano 99, 20; ajuti 93, 26; 100, 8; ajuto 68, 25; 77, 23; 84, 11; 92, 31;

93, 19; 94, 12; ajutò 90, 19; Bajardo 102, 8; 103, 1; 105, 7; 105, 9; 106, 23; 106, 32;

107, 2; gioja 76, 9; 92, 2; giojelli 101, 17; Grajano 84, 24; 84, 28; 87, 7; 87, 19; 87,

24; 87, 30; 97, 11; 103, 6; 103, 23; 104, 2; 104, 18; 105, 24; 105, 26; 106, 6; 106, 33;

jattanza 66, 6; 104, 27; jer 110, 22; 115, 10; Julia 83, 13; 91, 32; noja 81, 29; 90,

21; 99, 17; pajo 68, 13; sdrajati 101, 16; vajo 116, 32; vignajuolo 96, 15.

Tuttavia, troviamo anche: aiutami 96, 24; aiutasse 115, 24; aiutate 73, 15;

aiutattemi 96, 25; aiuti 109, 9; aiuto 109, 30; ieri 67, 7; 68, 26. 13

Nonostante le forme con jod risultino prevalenti, la compresenza delle due

varianti induce a pensare che l'autore non compia in questo caso una scelta definitiva.

A riguardo è opportuno sottolineare come nell'Ottocento si trattasse di

un'oscillazione generalizzata e in riferimento alla quale neppure Manzoni seppe

20

risolversi in maniera definitiva .

2.1.7. Grafia del plurale degli aggettivi e sostantivi in -io

Dall'analisi emerge un certo grado di oscillazione grafica anche per quanto

riguarda il plurale di nomi e aggettivi in -io. Tale oscillazione era estremamente

diffusa nell'Ottocento e non rientra tra quei fenomeni verso i quali Manzoni seppe

21

orientarsi in modo univoco .

Accanto alla forma in -i, standard nell'italiano odierno, si registrano due rese

grafiche alternative, nessuna delle due incisivamente maggioritaria rispetto all'altra:

-ii e -j. La prima è riscontrabile in desiderii 78, 23; indizii 108, 26; odii 111, 31;

rimedii 113, 1; la seconda in armadj 94, 9; varj 97, 14; 117, 29.

2.1.8. Alternanza tra dittongo (uo) e monottongo (o)

Emerge nel testo una spiccata tendenza alla conservazione del dittongo uo dopo

22

palatale: bracciuoli 72, 18; figliuolo 79, 33; 93, 11; oriuolo 113, 12; spagnuola 72,

23 24

30; spagnuoli 63, 4; 71, 12; 73, 8; 78, 9; 98, 21; 118, 6; spagnuolo 66, 5; 69, 5;

117, 24; 118, 17; vignajuolo 96, 15.

In posizione atona si incontra, tuttavia, una forma non dittongata: figlioletta 79,

35. La scelta di non dittongare la vocale in atonia dopo palatale potrebbe coincidere

con la tendenza emersa in Manzoni già nella ventisettana. Tuttavia, la frequenza del

dittongo in posizione tonica lascia intravedere una certa ritrosia da parte di d'Azeglio

rispetto alla direzione presa dall'autore lombardo, la quale condurrà, nell'edizione

20 Cfr. Trifone (1998: 221).

21 Anche qui, cfr. Trifone (1998: 221).

22 Si registrano in questa catogoria anche le occorrenze di Figliuolo.

23 Si registrano in questa catogoria anche le occorrenze di Spagnuoli.

24 Si registrano in questa catogoria anche le occorrenze di Spagnuolo.

14 del 1840, alla sistematica eliminazione del dittongo, sia in sillaba tonica che in

sillaba atona.

Per il resto, l'autore mostra una certa oscillazione nell'uso di forme dittongate e

monottongate.

Nel testo si registrano, infatti, percotendo 67, 32; percosse 95, 2; percosso 106,

35; ma anche percuote 90, 7; scuotendo 92, 14; riscuoton 104, 10.

Allo stesso modo, forme come sonando 88, 24; sonavano 91, 3; sonò 92, 9;

25

convivono accanto a suono 67, 3; suon 119, 5; suonate 96, 8 .

La stessa alternanza caratterizza altre voci verbali: mover 72, 30; movevano 98,

14; ma anche muovermi 85, 29; cocesse 109, 2; ma anche cuocesse 71, 12.

Nel caso di cuore, si ha una netta maggioranza di forme dittongate: cuor 75, 31;

96, 34; cuore 64, 19; 65, 16; 67, 9; 76, 8; 76, 10; 77, 22; 79, 11; 85, 5; 88, 3; 88, 4;

93, 12; 93, 18; 96, 14; 98, 11; 110, 4; 111, 15; 112, 26; cuori 108, 11. Core è presente

in un unico caso.

Le forme buono, fuoco, fuori, nuovo, uomo sono sempre dittongate: come

afferma Paradisi, «tali parole, benché passibili di riduzione, restano col dittongo

intatto anche nella quarantana». D'Azeglio in questo caso si allinea, dunque, al

modello manzoniano.

Nella stessa direzione va, inoltre, la scelta del tipo prova che compare sempre

nella forma monottongata.

2.1.9. Alternanza tra dittongo (ie) e monottongo (e) dopo consonante + r

L'autore assume, in questo caso, un orientamento deciso: non si riscontrano,

infatti, nel testo occorrenze che presentino la forma dittongata.

2.1.10. Inserimento di vocale palatale dopo affricata palatale

D'Azeglio non opta per una linea definitiva. Nel testo si registrano leggiera 77, 9;

89, 9; 111, 21; leggiero 82, 8; 94, 12; ma anche leggermente 63, 18; 114, 1;

messaggieri 105, 1; 106, 30; ma anche messaggeri 103, 21.

25 La discriminante in questo caso sembra essere rappresentata dalla posizione del suono all'interno

della parola: si ha sempre il monottongo in atonia e sempre in dittongo in posizione tonica. 15

2.1.11. Alternanza e/i in posizione protonica

Emerge dal testo l'alternanza tra le due forme in riferimento a un solo tipo:

veneziani 82, 23; ma anche viniziani 99, 15; 100, 9; 118, 3.

Nel caso di riputazione, l'autore opta sempre per la forma con i protonica, mentre

nemico si registra solo nel tipo in e.

La concorrenza delle due varianti rispecchia il modello della ventisettana nel

26

quale le due forme si alternavano : nell'edizione del 1840, infatti, Manzoni opta in

via definitiva per le forme con e protonica.

2.1.12. Alternanza o/i in posizione protonica

Non si registrano casi di forme con la i protonica e ciò lascia presumere la

volontà dell'autore di uniformarsi alle scelte manzoniane successive alla ventisettana,

nella quale persiste l'oscillazione tra forme quali dimanda, dimandare e domanda,

domandare.

2.1.13. Alternanza tra i nessi gn/ng

In linea con la tradizione letteraria dell'Ottocento e con la prassi correttoria

manzoniana, nel testo di d'Azeglio si ha di norma la variante ng: cingendo 112, 22;

cingeva 66, 24; congiungendosi 66, 15; finger 118, 1; giungemmo 84, 19;

giungendo 84, 22; giungere 65, 16; 77, 16; 109, 18; giungerla 98, 31; giungevano

82,15; raggiungere 81, 17; spingeva 98, 27; stringendo 68, 18; 95, 27; 100, 1;

stringeva 112, 23; tingendole 66, 13.

In riferimento all'ultima forma citata, tingendole, è rilevante sottolineare come,

nell'arco di dieci righe, si incontri la forma concorrente tigneva 66, 22.

Il tipo spegnere, come già in Manzoni, è l'unico che presenta sempre e solo in

nesso gn: spegner 66, 22; spegnere 116, 8; spegnerlo 111, 8.

2.1.14. Alternanza tra affricata dentale (-izio) e affricata palatale (-icio)

Nell'Ottocento si aveva massima oscillazione tra le due forme, così come si

26 Cfr. Serianni (1986: 177).

16 ricava dai dati della ventisettana.

In seguito Manzoni propenderà per la variante con l'affricata dentate mentre,

come emerge dal testo, d'Azeglio mostra una certa alternanza tra i due tipi, con

lievissima preferenza per la forma con affricata palatale.

Nel primo gruppo si registrano edifizio 67, 3; uffizio 70, 4; mentre nel secondo

pontificio 109, 7; ufficiale 88, 26; uffici 118, 21; ufficio 74, 14.

2.1.15. Alternanza tra occlusiva velare sorda e occlusiva velare sonora

L'alternanza relativa a uno stesso tipo si registra unicamente per le varianti

lacrima/lagrima. Nel testo si riscontrano infatti sia lacrime 85, 34; che lagrima 90,

3; lagrime 81, 5; 91, 8, con la seconda forma leggermente maggioritaria.

L'autore propende per l'occlusiva velare sonora, questa volta senza eccezioni,

anche in riferimento al tipo segreta 71, 3; 117, 23; segreti 113, 1; segreto 79, 11; 108,

4; 116, 7; 117, 9; 117, 15 e sagrestano 92, 13, coerentemente a sagrestia 92, 6; 112,

11. La variante sorda non presenta forme concorrenti per quanto riguarda soffocare

85, 8; soffocarlo 99, 31.

A riguardo, d'Azeglio non si omologa del tutto agli orientamenti manzoniani: se

da un lato anche l'autore lombardo sceglie la variante segreto, dall'altro opta sempre

per lacrima e soffogare.

2.1.16. Alternanza tra occlusiva bilabiale sorda e fricativa labiodentale sonora

Nella maggioranza dei casi l'autore fa uso della variante con occlusiva bilabiale

sonora. Tuttavia, è possibile individuare alcune oscillazioni.

Il tipo coprire, scoprire presenta sempre la consonante sorda e la mantiene in

tutte le forme appartenenti al medesimo paradigma: coperta (participio) 91, 33;

coperte (participio) 77, 18; coperto 101, 15; copre 67, 1; copriva 92, 29; 93, 37;

scoperse 93, 32; scopersero 99, 10; scoperta 103, 8; scoperto 86, 11; scoprire 115,

31; scoprirmi 84, 13; scopritore 110, 3. Tuttavia, è rappresentato anche il tipo con

fricativa labiodentale sonora nel sostantivo coverta 94, 20; 95, 22. 17

La consonante sonora è attestata anche in riva 109, 19; 63, 21, e soverchia 64, 15

27

che non presentano concorrenti .

Sebbene la bilabiale sorda sia, invece, maggioritaria in riferimento al tipo sopra

66,25; 69, 26; 72, 11; 77, 2; 86, 10; 101, 18; 108, 18; 113, 11, (presente anche nelle

forme composte sossopra 65, 22; sopradetto 95, 13; sopravvento 99, 12) nel testo si

registrano anche due occorrenze di sovra 63, 8; 102, 3.

Nonostante l'evidenza di alcuni casi di allotropia, le scelte operate da d'Azeglio in

questa occasione coincidono con le varianti a cui approderà Manzoni nella seconda

edizione dei Promessi Sposi.

2.1.17. Alternanza conchiudere, conchiusione/concludere, conclusione

Non si registra nessuna occorrenza di concludere e una sola di conchiudere 98,

17, forma eliminata da Manzoni nel passaggio dalla ventisettana alla quarantana.

Si incontra in un unico caso anche conclusione 73, 9, sostantivo anche allora più

diffuso di conchiusione, e maggioritario nei Promessi Sposi già dalla ventisettana.

L'autore in questo caso sembra quindi omologarsi al modello rappresentato dalla

prima edizione dell'opera manzoniana.

2.1.18. Alternanza giovane/giovine

La variante giovane è fortemente maggioritaria (19 casi) rispetto a giovine (2

casi), tenuto conto anche delle forme corradicali: giovane 63, 16; 65, 12; 65, 18; 77,

22; 80, 12; 84, 17; 95, 20; 102, 14; 103, 15; 106, 16; 107, 4; 111, 13; 111, 15; 114,

32; 115, 4; giovanetto 64, 24; giovani 74, 31; 78, 31; giovanili 64, 30. Dall'altra

parte: giovine 106, 14; giovinetto 79, 25.

La compresenza dei due allotropi era molto diffusa nell'Ottocento ma con una

decisa prevalenza della forma giovane. L'autore opta qui per una direzione che va a

confluire con tale orientamento. Manzoni, al contrario, nel passaggio dalla prima alla

seconda edizione, sceglie la forma giovine per le varianti al singolare, mantenendo

giovani al plurale.

27 In realtà si registrano due occorrenze di Ripa grande 84, 4; 95, 20. Tuttavia, trattandosi di un

toponimo non si è ritenuto rilevante ai fini dell'analisi.

18 2.1.19. Alternanza maraviglia/meraviglia

La variante con a compare in modo esclusivo: maraviglia 86, 22; 105, 25;

maravigliato 116, 25; maravigliosa 69, 27; maraviglioso 80, 1; 86, 17; 116, 7.

Tale scelta da parte dell'autore rimanda alla variante toscana tradizionale,

28

prevalente anche nella prosa del tempo .

2.1.20. Alternanza romore/rumore

L'analisi evidenzia un perfetto equilibrio tra le due varianti che hanno entrambe

due occorrenze nel testo: da un lato, romore 82, 28 e romori 79,23; dall'altro rumore

73, 7; 86, 10. La forma con o appare come più tradizionale e in declino già nella

prima metà dell'Ottocento. A conferma di ciò, Manzoni sceglierà sistematicamente

l'allotropo rumore nell'edizione definitiva della sua opera.

2.1.21. Peculiarità nella distribuzione di scempie e geminate

Si registrano tre casi nei quali la grafia non concorda con la prassi odierna:

obbiezioni 118, 14; obblio 112, 17; susurrava 86, 24.

Se le prime due risultano fortemente tradizionali e minoritarie già nell'Ottocento,

la scelta per la terza forma è avallata dalla prassi manzoniana lungo tutto l'iter

creativo e correttivo dei Promessi Sposi.

2.1.22. Forme non univerbate

È possibile individuare nel testo alcune forme non univerbate, senza concorrenti:

da per tutto 86, 23; in fine 119, 9; non ostante 98, 33; pur troppo 86, 30; 108, 12.

Si attesta, invece, la coesistenza delle due varianti mezzo giorno 89, 6; 99, 9; e

mezzogiorno 63, 21.

28 Cfr. Paradisi (1994: 790). 19


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wahavy

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filologie e letterature classiche e moderne
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wahavy di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della Lingua Italiana 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Mura Porcu Anna.

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