UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO
Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche
Corso di Laurea Triennale in Economia e Commercio
Prova finale in
Economia e Gestione delle Imprese
La riconfigurazione della catena del
valore nella trasformazione digitale delle
imprese
Relatore: Candidato:
Ch.mo Prof. Giuseppe Festa
ANNO ACCADEMICO 2022/2023
INDICE
Introduzione ………………………………………………………………….................. 3
1. Analisi dell’impatto delle tecnologie emergenti sulla catena del valore delle
imprese …………………………………………………………………………………... 4
1.1. La catena del valore prima dell’influenza della digitalizzazione …………………... 4
1.2. L’impatto della digitalizzazione sulla catena del valore delle imprese …………...... 8
2. L’influenza delle tecnologie emergenti su alcune specifiche attività aziendali ….. 12
2.1. Impatto dell’innovazione tecnologica sulla gestione delle risorse umane nella supply
chain ……………………………………………………………………………….. 12
2.2. Impatto dell’innovazione tecnologica sulla gestione del marketing nella supply chain
…………………………………………………………………………………………… 18
Conclusione ……………………………………………………………………………. 25
Bibliografia …………………………………………………………………………….. 26
2
Introduzione
Nella società contemporanea l'innovazione tecnologica ha un profondo impatto
sull'economia e sulla vita delle persone: le imprese stanno sperimentando una
trasformazione senza precedenti grazie alla digitalizzazione e all'emergere di nuove
tecnologie come l'intelligenza artificiale, l'Internet of things, la blockchain, la robotica e
molte altre. Queste innovazioni hanno avuto un impatto significativo sulle attività
aziendali e sulla catena del valore delle imprese arrivando a creare nuove opportunità, ma
presentando anche sfide significative per la loro gestione e in tal senso muove questo
studio.
Nel primo capitolo verrà presentato il concetto di catena del valore, ovvero un modello di
business sviluppato da Michael Porter nel 1985, composto da due rettangoli rappresentanti
funzioni primarie e funzioni di supporto, che descrive una serie di attività che vengono
svolte per fornire un prodotto o un servizio di valore al mercato. Successivamente verrà
analizzato l’impatto che hanno avuto le principali tecnologie emergenti sulla catena del
valore delle imprese focalizzando l’attenzione sulle differenze tra il pre e post
digitalizzazione: inizialmente la gestione era prevalentemente manuale, limitando
l'efficienza e l'ottimizzazione delle attività. Le aziende operavano in modo centralizzato
con un modello di gestione che si basava sulla divisione del lavoro in fasi e su una
struttura organizzativa gerarchica; con l’innovazione tecnologica è stata introdotta
l'automazione delle attività, l'accesso tempestivo ai dati e la visibilità completa della
catena di fornitura; al giorno d’oggi le imprese si concentrano sull'ottimizzazione dei costi
e sul controllo delle attività primarie, nonché sulla gestione delle attività di supporto per
aumentare la redditività e la produttività. Verrà preso in analisi in particolare, il
cambiamento della catena del valore della Ford Motor Company con l’avvento della
digitalizzazione, focalizzando l’attenzione su vantaggi e svantaggi rinvenuti.
Nel secondo capitolo ci si concentrerà sull'influenza delle tecnologie emergenti su due
specifiche attività aziendali: la gestione delle risorse umane e il marketing nella supply
chain. Anzitutto, per entrambe verrà fornita una panoramica generale su cosa sono e come
sono composte; successivamente, verranno analizzati sia i miglioramenti che i
peggioramenti ottenuti grazie alla rivoluzione digitale, definendo le relative azioni che
possono essere adottate per sventare questi ultimi o limitarne i danni.
Verranno presentati gli strumenti digitali che hanno rivoluzionato la gestione delle risorse
umane e il marketing nella supply chain, come l'intelligenza artificiale, il machine
learning, la marketing automation e l'analisi dei dati, con l’obiettivo di porre maggiore
attenzione sul capire come sia stato verificato il miglioramento dell'efficienza e della
produttività delle imprese e come siano state create nuove opportunità di business.
Tuttavia, considereremo anche le sfide che queste tecnologie emergenti hanno posto e
come le imprese possono affrontarle.
Si vuole quindi puntare a una maggiore comprensione dell’impatto dell’innovazione
tecnologica sulla catena del valore delle imprese e su attività aziendali specifiche come la
gestione delle risorse umane e il marketing nella supply chain. È infatti essenziale
sviluppare soluzioni innovative per migliorare l’efficienza e la produttività di impresa, ma
anche identificare le sfide e le problematiche che le nuove tecnologie possono creare per
successivamente individuare strategie per affrontarle.
3
1. Analisi dell’impatto delle tecnologie emergenti sulla catena del valore delle
imprese.
1.1. La catena del valore prima dell’influenza della digitalizzazione.
La catena del valore è un modello di business sviluppato da Michael Porter nel 1985, che
descrive una serie di azioni che vengono svolte per fornire un prodotto o un servizio di
valore al mercato. Si tratta di uno strumento che descrive l’organizzazione aziendale come
una raccolta di interazioni, insieme di processi, attività e relazioni il cui l’obiettivo è
quello di generare valore per i clienti dell’azienda e, di conseguenza, aumentarne la
redditività e produttività.
Tale metodologia consente alle aziende di valutare ogni attività per migliorare il più
possibile in ogni fase, massimizzando così il loro vantaggio competitivo. Graficamente, è
composta da funzioni concatenate per arrivare alla produzione di valore.
Come funziona la catena del valore di Porter (fonte:
https://it.wikipedia.org/wiki/Catena_del_valore)
Distinguiamo diversi tipi di attività:
Nella parte inferiore, abbiamo le attività/funzioni primarie che generano
direttamente valore per il cliente, che sono:
1) logistica interna: si intende l’approvvigionarsi di tutto quello che serve
per il funzionamento aziendale;
2) operations: in tale categoria rientrano tutte le attività connesse alla
trasformazione di materie prime o parzialmente lavorate in prodotti finiti;
3) logistica esterna: si intende l'insieme di tutte le risorse impiegate per
soddisfare le esigenze dei clienti, tenendo conto dei tempi, della quantità e
del luogo di consegna dei prodotti;
4) marketing e vendite: si intende il complesso delle attività di
commercializzazione; 4
5) e servizi: si tratta di attività relative alla valorizzazione della vendita e del
consumo dei prodotti finiti dell’azienda;
nella parte superiore, abbiamo le attività/funzioni di supporto (anche dette
secondarie) che, a differenza delle precedenti, generano valore verso le attività
primarie e, successivamente, per il cliente, che sono:
1) approvvigionamenti: si tratta degli acquisti necessari per lo svolgimento
delle attività primarie;
2) sviluppo della tecnologia: ci si riferisce a tutte le attività creative e
sistematiche intraprese al fine di incrementare lo stock di conoscenza
aziendale;
3) gestione delle risorse umane: rientrano in questa categoria tutte le attività
connesse all'assunzione, alla selezione, all'assimilazione e alla formazione
del personale;
4) infrastruttura dell’impresa: si tratta della gestione delle infrastrutture
dell'impresa, come l'edificio, le attrezzature e i sistemi informatici.
Prima dell'avvento della digitalizzazione, la gestione della catena del valore delle imprese
era un processo prevalentemente manuale, basato su carta e su processi di lavoro
tradizionali: pertanto, le attività coinvolte erano spesso inefficienti e poco coordinate, con
elevate possibilità di errori e costi notevoli. L'efficienza della catena del valore era limitata
dalla mancanza di automatizzazione, di un accesso tempestivo ai dati e di una visibilità
completa della catena di fornitura e, di conseguenza, le imprese si concentravano
principalmente sull'ottimizzazione dei costi e sul controllo delle attività primarie per
aumentare la redditività. Questa scelta includeva l'ottimizzazione della produzione, la
riduzione dei costi di acquisto e l'efficienza nella distribuzione dei prodotti.
L'acquisizione delle materie prime e dei materiali avveniva principalmente attraverso
l'invio di ordini scritti o tramite contatti personali tra i fornitori e l'azienda; anche la
gestione dei magazzini era basata sulla contabilità manuale, con possibili errori nella
gestione degli stock. La pianificazione e l'esecuzione delle attività di marketing e vendite
richiedevano un lavoro manuale significativo, con la pubblicità gestita principalmente
attraverso la stampa, la radio e la televisione. La gestione delle attività di vendita avveniva
attraverso contatti personali con i clienti, con la necessità di conservare registrazioni
manuali di ogni transazione.
Le aziende operavano in modo centralizzato con un modello di gestione che si basava
sulla divisione del lavoro in fasi e su una struttura organizzativa gerarchica: si partiva
dalla fase della progettazione del prodotto per arrivare alla produzione effettiva, fino alla
distribuzione e alla vendita. Ogni fase era generalmente gestita da un team specializzato di
lavoratori, con una gerarchia che si estendeva dalla base alla cima.
La progettazione del prodotto era una fase critica della catena del valore, in quanto
determinava l’aspetto e la funzionalità del prodotto finale, occupando un team
specializzato di designer, che lavoravano a stretto contatto con i reparti di marketing e di
ricerca e sviluppo per identificare le esigenze del mercato e sviluppare prodotti innovativi.
La produzione effettiva era solitamente svolta in fabbriche centralizzate, con linee di
produzione divise in base alla specializzazione del lavoro. Ogni lavoratore svolgeva una
singola attività specifica e la catena di produzione era organizzata in modo rigido, con il
flusso di lavoro che passava da una fase all'altra in modo sequenziale.
La distribuzione era spesso gestita da una rete di distributori e intermediari, che
acquistavano il prodotto dalla fabbrica e lo distribuivano ai punti vendita. Questo processo
era spesso costoso e inefficiente, con una serie di intermediari che aumentavano i costi di
produzione e rendevano il prodotto finale più costoso per il consumatore.
5
La vendita era spesso gestita da una rete di agenti di vendita e di rappresentanti
commerciali, che si occupavano di promuovere il prodotto e di stabilire relazioni con i
clienti.
L’obiettivo principale della catena del valore era generalmente basato su una logica di
costi: bisognava andare a ridurre i costi di distribuzione e di produzione piuttosto che
creare valore per il cliente; per perseguire tale risultato si mirava alla standardizzazione
dei processi produttivi: le aziende cercavano di ridurre al minimo le relative variazioni e di
produrre prodotti standardizzati, arrivando però ad una limitazione della capacità
dell’azienda di differenziare i propri prodotti sul mercato. Le aziende, inoltre, cercavano
di ridurre i tempi di produzione e di consegna attraverso l’automazione dei processi
produttivi e l’ottimizzazione della logistica, ma tale logica ha spesso portato ad una scarsa
flessibilità della catena del valore, rendendo difficile l’adattamento alle esigenze del
mercato. Anche la comunicazione e la collaborazione tra le diverse attività aziendali erano
spesso limitate ed inefficaci: le diverse funzioni aziendali, come la produzione, la
logistica, il marketing e la gestione delle risorse umane, operavano spesso in modo isolato
l’una dall’altra, generando ritardi nella consegna dei prodotti, costi elevati e riduzione
della qualità del prodotto.
Prima dell’impatto delle tecnologie emergenti sulla catena del valore, erano le attività
primarie ad essere considerate come le più importanti per la creazione di utilità e per il
successo dell’organizzazione, mentre le attività di supporto erano spesso considerate come
un costo piuttosto che un'opportunità e dunque, venivano trascurate.
Per quanto riguarda le attività primarie, assumevano una posizione di vantaggio per
diverse ragioni:
1) creazione di valore per il cliente: le attività primarie erano considerate quelle
direttamente coinvolte nella produzione e nella consegna di prodotti o servizi ai
clienti, e quindi erano quelle che creavano maggiormente valore, significando che
tali attività erano le più importanti per garantire la soddisfazione del cliente e la
sua fidelizzazione;
2) generazione di entrate: le attività primarie erano anche quelle che generavano
maggiormente entrate per l'organizzazione, poiché erano direttamente connesse
alla produzione e alla vendita dei prodotti o servizi, significando che tali attività
erano essenziali per garantire la sostenibilità finanziaria;
3) infine, controllo dei costi: le attività primarie erano strettamente monitorate e
gestite per garantire la massima efficienza e qualità, poiché erano il cuore del
business, connotandosi per un’importanza cruciale nel controllo dei costi.
Per quanto riguarda le attività di supporto, erano più trascurate per altrettante ragioni:
1) mancanza di consapevolezza: molte organizzazioni non avevano una piena
coscienza della loro importanza per garantire efficienza e competitività; esse
erano considerate come funzioni di supporto al business e non come attività che
creavano valore direttamente per i clienti;
2) mancanza di risorse: la maggior parte delle risorse dell'azienda era dedicata alle
attività primarie, poiché erano appunto considerate come le attività che
generavano il maggior valore per l'azienda e, di conseguenza, le attività di
supporto erano spesso trascurate in termini di risorse e di attenzione;
6
3) infine, mancanza di tecnologie e strumenti adeguati: come abbiamo anticipato,
prima della digitalizzazione molte attività di supporto richiedevano attività
manuali e ripetitive, il che le rendeva meno efficienti e meno produttive rispetto
alle attività primarie.
Tuttavia, con il passare del tempo questa concezione è andata a cambiare e infatti la
digitalizzazione ha permesso alle attività di supporto di assumere un ruolo sempre più
importante nella catena del valore, al pari delle attività primarie, grazie soprattutto
all’automazione, all’aggiunta di utilità, all’integrazione e alla maggiore attenzione alle
esperienze dei clienti.
Per capire al meglio gli svantaggi emergenti prima della digitalizzazione delle imprese,
possiamo prendere in considerazione la catena del valore di una delle più importanti
aziende automobilistiche al mondo: la Ford Motor Company. Senza l’implementazione di
tecnologie nuove, erano le seguenti le attività svolte per distribuire un prodotto o servizio.
Riguardo le attività primarie,
logistica interna: la Ford si occupava dell'acquisizione di materiali e componenti
per la produzione delle vetture. In particolare, l'azienda aveva una propria flotta di
camion per il trasporto dei materiali dai fornitori ai propri stabilimenti produttivi;
operations: la Ford gestiva internamente il processo produttivo, dalla realizzazione
delle parti e dei componenti delle vetture al loro assemblaggio finale. La
produzione era altamente specializzata e i lavoratori erano organizzati in modo da
lavorare su un particolare stadio del processo produttivo;
logistica esterna: la Ford si occupava della distribuzione delle vetture ai
rivenditori e ai concessionari attraverso una rete di trasporti composta da treni,
camion e navi;
marketing e vendite: la Ford aveva una forte presenza nel mercato automobilistico
grazie alla reputazione di produttore di vetture di alta qualità. L'azienda utilizzava
strategie di marketing efficaci (come la pubblicità in televisione) per promuovere i
propri prodotti;
servizi: la Ford offriva servizi post-vendita, come la manutenzione e la riparazione
delle vetture, attraverso una rete di centri di assistenza tecnica.
Riguardo le attività di supporto,
approvvigionamenti: la Ford aveva relazioni a lungo termine con i fornitori di
materiali e componenti e, inoltre, deteneva anche il controllo diretto della
produzione di alcune parti critiche delle vetture (come i motori);
sviluppo della tecnologia:
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Tesi Finanza Aziendale completa
-
Tesi Blockchain e applicazioni
-
Tesi Economia politica
-
Tesi Laurea magistrale