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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI “G. D’ANNUNZIO”

CHIETI – PESCARA

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DIPARTIMENTO DI LINGUE, LETTERATURE E CULTURE MODERNE

Corso di Laurea Magistrale in Lingue, Letterature e Culture Moderne

Tesi di Laurea:

Neocolonialism in Africa: Political, Economic, Cultural and Literary Aspects

Laureando: Relatore:

Nicola Ferrandino Chiar.ma Prof.ssa Mariaconcetta Costantini

Matricola: Correlatore:

3185539 Chiar.ma Prof.ssa Paola Partenza

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ANNO ACCADEMICO

2018-2019

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4 “…A te che mi hai insegnato i sogni

E l'arte dell'avventura

A te che credi nel coraggio

E anche nella paura

A te che sei la miglior cosa

Che mi sia successa

A te che cambi tutti i giorni

E resti sempre la stessa

A te che sei

Semplicemente sei

Sostanza dei giorni miei…”

A te (Jovanotti)

A mia madre, Angela.

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TABLE OF CONTENTS

ABSTRACT 9

INTRODUCTION 13

THE ORIGIN AND DEVELOPMENT OF COLONIALISM IN AFRICA 19

1. 1.1 Colonization…………………………………………………………………… 19

1. 2 The Civilizing and Christianizing Mission……………………………………. 22

1. 3 Oppression Theory…………………………………………………………….. 27

1. 4 Cultural Imperialism…………………………………………………………… 30

1. 5 Critical Race Theory ………………………………………………………….. 32

1. 6 Slavery …………………………………………………………………………. 35

1. 7 Gender Roles……………………………………………………………………. 40

2. NEOCOLONIALISM IN AFRICA 45

2. 1 Historical Aspects of Postcolonialism and Neocolonialism…………………….. 45

2. 2 Political and Economic Aspects ………………………………………………. 49

2. 3 Cultural Aspects ……………………………………………………………….. 60

3. POST COLONIAL THEORIES AND STUDIES 71

3. 1 Postcolonial Theory and Fanonism …………………………………………….. 71

3. 2 Edward Said and the Concept of “Orientalism”………………………………… 82

3. 3 Homi K. Bhaba: the Concepts of “Mimicry” and “Hybridity”………………….. 88

3. 4 Gayatri Spivak and the Subaltern…………………………………………………94

4. POSTCOLONIAL AND NEOCOLONIAL THEMES IN BEN OKRI:

DANGEROUS LOVE AND THE SHORT STORIES 99

4.1 Ben Okri: Life and Works ………………………………………………………….. 99

4.2 Dangerous Love: Postcolonial and Neocolonial Themes ……………………….…. 100

7

4.3 The Short Stories: Stars Of The New Curfew ……………………………………… 112

BIBLIOGRAPHY 123

ONLINE RESOURCES 133

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ABSTRACT

Il presente elaborato di tesi si pone come obiettivo quello di investigare come l'imposizione del co-

lonialismo e, nella fase postcoloniale, il diffondersi di pratiche neocoloniali abbiano modificato per

sempre la storia dell’Africa. Lo sviluppo culturale africano e gli stili di vita sono stati influenzati dai

cambiamenti nella struttura politica, economica e culturale. Altrettanto devastanti sono state le con-

seguenze prodotte dal neocolonialismo dopo l'indipendenza politica. Le ingiustizie subite dalle vit-

time della discriminazione razziale e della relativa intolleranza sono ben note: schiavitù, sfruttamen-

to, opportunità di lavoro limitate, segregazione e povertà endemica sono solo alcune di queste. Si

tratta di tematiche ancora oggi presenti nel mondo, forti e dolorose sono le conseguenze, spesso la-

tenti, della colonizzazione. I loro effetti negativi sono particolarmente evidenti nel continente afri-

cano che, durante il postcolonialismo, non ha vissuto lo sviluppo sperato dai fautori della decolo-

nizzazione ma è rimasto imbrigliato nelle contraddizioni e nei problemi creati dal colonialismo, su-

bendo anche l’imposizione di nuove pratiche di sfruttamento che vanno sotto il nome di Neocolo-

nialismo.

La tesi è divisa in quattro capitoli. Il primo capitolo si concentra sulle origini e sullo svilup-

po del colonialismo, con particolare attenzione per l’Africa, a partire dal processo di colonizzazione

attraverso la missione di civilizzazione e cristianizzazione. Inizialmente, i paesi colonizzatori euro-

pei seguivano le politiche del mercantilismo, con l'obiettivo di rafforzare l'economia del paese

d'origine, quindi gli accordi di solito limitavano le colonie al commercio solo con la metropoli. A

metà del XIX secolo, tuttavia, l'Impero britannico rinunciò al mercantilismo e alle restrizioni com-

merciali e adottò il principio del libero scambio, con poche restrizioni o tariffe. I missionari cristiani

erano attivi praticamente in tutte le colonie controllate dall'Europa perché le metropoli erano cri-

stiane. La storia coloniale africana iniziò ufficialmente con la conferenza di Berlino che si tenne nel

periodo 13 novembre 1884-26 febbraio 1885. Il capitolo tratta anche della teoria dell'oppressione e

dell'idea dell'imperialismo culturale e mostra come l'avvento della colonizzazione britannica in

Africa coincise con l'era del razzismo scientifico rappresentato dal darwinismo sociale, un elemento

chiave per giustificare il colonialismo da parte di coloro che lo praticarono. Psicologi e sociologi

hanno promosso differenze di attitudine basate su gerarchie razziali, screditando il valore e le tradi-

zioni autoctone, viste come “selvagge”. Ciò ha giustificato anche la schiavitù nel mondo Atlantico

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che ricevette un grosso impulso a partire dalla metà del Cinquecento e fu alimentata dal commercio

di schiavi provenienti dalle coste dell'Africa occidentale e diretti nelle colonie europee in America.

La spartizione dell'Africa che si ebbe con il Congresso di Berlino fu un rapido proliferare

delle rivendicazioni europee sui territori africani, avvenuto tra il 1880 e l'inizio della prima guerra

mondiale, nel cosiddetto periodo del nuovo imperialismo. L'Africa era diventata una fonte preziosa

di materie prime per le potenze europee in rapida industrializzazione. Il diciannovesimo secolo e la

fine della schiavitù videro l'integrazione commerciale dell'intero continente africano. L'Africa di-

venne politicamente più centralizzata e il diciannovesimo secolo vide l'ascesa di grandi stati africani

che esercitarono una notevole influenza sul commercio di questi beni commerciali. Vengono sotto-

lineate nel capitolo anche le differenze linguistiche, la differenza di genere, sessualità e religione.

Il secondo capitolo spiega i punti salienti del Postcolonialismo, le questioni economiche e le

sfide sociopolitiche, che emergono in alcune parti del mondo dopo la fine dell'era coloniale, e l’av-

vio al neocolonialismo da parte di società multinazionali e le istituzioni monetarie globali. La di-

pendenza socio-economica dall’Occidente da parte delle ex-colonie offre un quadro generale del

perché del continuo impoverimento dei paesi del “Terzo mondo”, un sottosviluppo non generato

internamente ma dovuto ad una condizione strutturale del capitalismo globale stesso. Il fenomeno

della classe elitaria dei cosiddetti “comprador” è menzionato e usato per spiegare il loro effetto su

tali fenomeni. Il debito è un'altra componente cardine neocoloniale, analizzata nel capitolo, che sta

influenzando fortemente l'economia africana, poiché enormi quantità di debiti coloniali non sono

rimborsate dalla maggior parte dei paesi africani. Oltre a descrivere come i beni e le materie prime

vengano vendute a prezzi elevatissimi al di fuori dell’Africa, mi soffermo anche nell’elencare le

conseguenze devastanti che tali dinamiche hanno sul territorio, attraverso la coltivazione, estrazione

e commercio di queste materie prime. Altri argomenti trattati nel capitolo sono il turismo, l’educa-

zione scolastica, la caccia e la vendita di animali esotici.

Il terzo capitolo studia i punti di vista di diversi teorici postcoloniali, in particolare i concetti

chiave del Postcolonialismo sviluppati da Franz Fanon, Edward Said, Homi K. Bhabha e Gayatri

Spivak. La teoria postcoloniale come epistemologia, etica e politica affronta questioni di identità,

genere, razza ed etnia che sono dettagliate all’interno del capitolo al fine di spiegare alcuni mecca-

nismi descritti altrove nella tesi.

Nel quarto ed ultimo capitolo analizzo i temi postcoloniali e neocoloniali presenti nelle ope-

re di Ben Okri, concentrandomi sul suo romanzo Dangerous Love e su alcuni suoi racconti. In Dan-

gerous Love, Okri rappresenta una generazione di giovani nigeriani che sono ben istruiti e mirano a

vivere all'estero a causa della delusione degli anni di post-indipendenza e dell'assenza di opportuni-

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tà in Nigeria. Passi del libro sono usati per mostrare le conseguenze negative del colonialismo,

come la criminalità presente nel paese, la mancanza di sicurezza e le cattive condizioni di vita in cui

i personaggi sono costretti a vivere. Le parole usate dai personaggi vengono analizzate per mostrare

come il colonialismo abbia influenzato il vocabolario degli africani. Okri ci mostra attraverso le sue

opere quanto sia difficile dimenticare il passato e quante ripercussioni ha ancora sul presente. Ma-

lattie mentali, senso di smarrimento e confusione, così come il suicidio, sono temi affrontati nelle

opere di Okri, che diventano una sorta di manifesto di ciò che gli africani hanno dovuto affrontare e

superare durante il colonialismo e dopo, nella fase ancora più insidiosa del neocolonalismo. I rac-

conti qui esaminati rivelano aspetti interessanti della vita contemporanea, in particolare della guerra

civile e della società postcoloniale in Nigeria e sono per lo più ambientati nelle strade di Lagos o

nella giungla circostante. Le opere di Okri ci ricordano che viviamo in tempi neocoloniali, non

postcoloniali, poiché le speranze postcoloniali delle nazioni africane decolonizzate sono state di-

strutte da una realtà di nuove forme di controllo politico e da nuove forme di sfruttamento economi-

co. Negli ultimi decenni la narrativa letteraria è diventata un veicolo importante per denunciare que-

sti problemi, soprattutto da parte di autori africani che prima non venivano presi in considerazione o

peggio non avevano il diritto di parlare, scrivere e creare. La storia veniva in passato raccontata dai

colonizzatori non dagli abitanti veri e propri, travisando situazioni e riportando solo ciò che era fun-

zionale alla conquista e allo sfruttamento coloniale. Con la creazione di una letteratura africana ad

opera di autori locali si sviluppano invece nuove forme di denuncia non solo dei mali del passato,

ma anche di fenomeni nuovi e altrettanto dannosi come lo sfruttamento neocoloniale ancora in atto.

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INTRODUCTION

Equality is not only a fundamental human right, but a necessary foundation for a peaceful, prosper-

ous and sustainable world. There has been progress over the last decades but many challenges re-

main: discriminatory laws and social norms remain pervasive. The injustices suffered by victims of

racial discrimination and related intolerance are well-known: slavery, exploitation, limited employ-

ment opportunities, segregation and endemic poverty are only a few among these.

This thesis will examine how the imposition of colonialism and consequent post-colonialism

and neocolonialism on Africa altered its history forever. African cultural development, and ways of

life were impacted by the changes in political, economic and cultural structure brought about by

colonialism and by the new changes, equally devastating, produced by neocolonialism after politi-

cal independence.

The thesis is divided into four parts. The first chapter focuses on the origins and the develo-

pment of colonialism, especially in Africa, starting from the process of colonization through the ci-

vilizing and christianizing mission. At first, European colonizing countries followed policies of

mercantilism, aiming to strengthen the home-country economy, so agreements usually restricted the

colonies to trading only with the metropole. By the mid-19th century, however, the British Empire

gave up mercantilism and trade restrictions and adopted the principle of free trade, with few restric-

tions or tariffs. Christian missionaries were active in practically all of the European-controlled co-

lonies because the metropoles were Christian. African colonial history officially began with the

Berlin conference which was held in the period 13 November 1884- 26 February 1885. The chapter

also deals with the oppression theory and the idea of cultural imperialism. In fact, Imperial Europe

became defined as the “centre” in a geography at least as metaphysical as physical. Everything that

lay outside that centre was by definition at the margin or the periphery of culture, power and civili-

zation. The chapter shows how that the advent of British colonization in Africa coincided with the

era of scientific racism as represented by social Darwinism, a key element to justify colonialism.

Western historians described Africa as devoid of history prior to the arrival of Europeans, thereby

invalidating thousands of years of ancient and advanced civilizations. Psychologists and sociolo-

gists promoted differences in aptitude based on racial hierarchies, discrediting African value and

humanity. A critical race theory was established and slavery allowed. Moreover, African economy

was significantly changed by the Atlantic slave trade through the process of imperialism and the

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economic policies that accompanied colonization. Although the institution of slavery has existed

since classical times and has occurred in many forms in different societies, it was of particular si-

gnificance in the formation of many post-colonial societies in Africa. Prior to the "Scramble for

Africa”, or the official partition of Africa by the major European nations, African colonies were ad-

vancing in every area, particularly in the area of trade. The aim of colonialism, in this sense, was to

exploit the physical, human, and economic resources of an area to benefit the colonizing nation, ar-

resting the natural development of the African economic system. Africa prior to colonialism was not

economically isolated from the rest of the world. The era of “legitimate trade” began and Africa be-

came a source of raw materials for the rapidly industrializing European powers. Legitimate trade, in

West Africa particularly, was characterized by the extensive development of cash crops that could

be exchanged or sold for imported European goods. These goods literally greased the wheels of the

industrial revolution and were used in Europe to increase the efficiency of machine production as

well as in the manufacture of consumer goods. Politically, the abolition of the slave trade had more

long-range consequences. While slaves had been exported from Africa to the plantations of the New

World, the agricultural products demanded by the industrial revolution were shipped directly to Eu-

rope. It became necessary therefore for Europeans to more actively secure the supply of these

goods. The suppression of the slave trade and the resulting shift to the export of natural products

integrated Africa more deeply into the capitalist world economy than ever before. The nineteenth

century and the end of slaving saw the commercial integration of the entire African continent. Afri-

ca also became more centralized politically, and the nineteenth century saw the rise of large African

states that exerted considerable influence on the trade of these commercial goods. These goods

could therefore be considered as luxuries to the European market. As Europeans exercised greater

and greater control over the production of these commodities and as they began to establish colo-

nies in Africa, the prices for these goods were driven down, providing maximum economic benefit

to the colonizing powers at the lowest possible price.

My research focuses on the cultural aspects of colonialism too, in particular, language

aspects and gender roles which are dealt with in the first chapter of this thesis. With the advent of

European civilization in Africa, the colonizer’s language arrived in Africa too. Missionaries, who

initially established and managed the British colonial educational system, were the primary conduits

of the English language. The use of English by natives was seen as evidence that t

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nikoazrael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Costantini Mariaconcetta.
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