Corso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Giurisprudenza
SOSTENIBILITÀ E DIRITTO NEL SISTEMA
AGROALIMENTARE: ANALISI DEI MODELLI DI
DISTRIBUZIONE E TUTELA DEL CONSUMATORE
Relatrice:
Chiar.ma Prof.ssa Chiara TENELLA SILANI
Correlatore:
Dott. Marco FARINA Tesi di Laurea di:
Davide STEFFANO
Matricola 933125
Anno Accademico 2024-2025
2
INDICE
INTRODUZIONE ...................................................................................................... 5
CAPITOLO I - IL SISTEMA AGROALIMENTARE ........................................ 12
1. D : ’ ,
EFINIZIONI E ASPETTI STRUTTURALI COS È LA FILIERA AGROALIMENTARE
, , ............................................................ 12
CONCETTI DEFINIZIONI CARATTERISTICHE
2. L : ( , )
E FONTI DIRITTO EUROPEO DIRETTIVE REGOLAMENTI E POLITICHE E
.................................................................................................... 15
DIRITTO INTERNO
3. FASI PRINCIPALI E ATTORI DELLA FILIERA AGROALIMENTARE . 17
3.1 La produzione primaria: produttori agricoli, necessità, difficoltà, mancanza
di potere contrattuale ............................................................................................................ 17
3.2 La trasformazione e i trasformatori .................................................................... 21
3.3 La distribuzione e i distributori alimentari. La Grande Distribuzione
Organizzata e le implicazioni del suo potere sul mercato. Altri canali di
distribuzione ............................................................................................................................ 27
3.4 I consumatori finali: caratteri, ruolo e impatto sulla filiera ........................ 37
4. L , ,
A RILEVANZA GIURIDICA SOCIALE ED ECONOMICA DELLA FILIERA LA SUA
’ ..................................... 56
CONNESSIONE CON LA CULTURA E L ECONOMIA ITALIANA
5. C ’ I ,
ENNI STORICI SULL EVOLUZIONE DELLA FILIERA IN TALIA DAL SECONDO
............................................................................................ 61
DOPOGUERRA AD OGGI
CAPITOLO II - LE PRATICHE COMMERCIALI, CORRETTE E
SCORRETTE: UN OSTACOLO O UNA RISORSA? ........................................ 69
1. LE PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE (O SLEALI): IMPATTI E
SOLUZIONI NORMATIVE ................................................................................. 69
1.1 Cosa si intende per pratiche commerciali scorrette secondo il Codice del
Consumo (D.lgs. 206/2005, artt. 18-27) e il D.lgs. 198/2021 che recepisce la
Direttiva (UE) 2019/633. Le tipologie (ingannevoli, aggressive e le singole
fattispecie) ............................................................................................................................... 69
1.2 Approfondimento sulle clausole vessatorie ..................................................... 78
3
2 NORMATIVA E TUTELA DEL CONSUMATORE: EFFICIENZA, LIMITI,
CRITICITÀ ............................................................................................................ 80
2.1 Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, AGCM ...................... 80
2.2 Conseguenze giuridiche, economiche e sociali: studio degli effetti delle
pratiche commerciali scorrette sui piccoli produttori e sui consumatori, con
riferimento a casi studio ...................................................................................................... 83
2.3 Esempi concreti di pratiche scorrette: discussione di casi giuridici
significativi esaminando le decisioni dei tribunali ....................................................... 85
2.4 Confronto con altri paesi europei: studio comparato delle discipline
legislative di altri stati membri dell’UE .......................................................................... 88
CAPITOLO III - IL MODELLO DELL’ALVEARE CHE DICE SÌ: LA
FILIERA CORTA E I GRUPPI DI ACQUISTO ORGANIZZATI ................... 91
1. I .......................................................... 91
L CHILOMETRO ZERO E LA FILIERA CORTA
1.1 Le premesse economiche e giuridiche della filiera corta .................................... 91
1.2 Il concetto di filiera corta: definizioni e principi operativi ................................. 94
1.3 Dall’esperienza dei GAS al modello organizzato della piattaforma digitale 96
2 L’A S : , ,
LVEARE CHE DICE Ì PRODUTTORI CONSUMATORI GESTORE E
......................................................................................................... 98
PIATTAFORMA
2.1 Funzionamento: la piattaforma digitale e la vendita diretta ........................ 98
2.2 Il contratto: come garantire trasparenza e tracciabilità, prezzi equi,
sostenibilità ............................................................................................................................ 103
3. I R C O ..................................................... 107
L UOLO DEI ONSUMATORI RGANIZZATI
3.1 L’organizzazione dei consumatori in gruppi di acquisto per riequilibrare il
potere contrattuale ............................................................................................................... 109
3.2 Impatto economico e sociale della rete dell’Alveare ......................................... 111
CONCLUSIONI E PROSPETTIVE FUTURE .................................................. 113
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI ..................................................................... 118
SITOGRAFIA ........................................................................................................ 122
APPENDICE .......................................................................................................... 123
4
INTRODUZIONE
“Con la locuzione si intende l'insieme concatenato di
sistema agroalimentare
attività che ha l'obiettivo di portare al consumo finale e all'alimentazione dell'uomo i
prodotti di origine agricola. Il sistema agroalimentare è costituito, quindi, da un gran
numero di segmenti produttivi, diversamente integrati tra loro e diversamente
organizzati in una filiera di prodotto, che vede coinvolti tutti i settori: dall'agricoltura
e zootecnia (per gli ordinamenti colturali, l'organizzazione dell'impresa agraria ecc.)
alla trasformazione industriale e alle attività terziarie (la trasformazione e il
marketing, il commercio, la ricerca e lo sviluppo, la certificazione della qualità
1
ecc.).”
Seguendo l’Enciclopedia Treccani, si evince immediatamente la frammentarietà e
complessità dell’argomento trattato. Il sistema agroalimentare non è riducibile ad un
semplice flusso lineare di beni e/o servizi, ma piuttosto occorre approfondire di volta
in volta la complessa realtà nella quale si manifesta, nella quale interagiscono diversi
attori e fattori, giuridici, sociali, geografici ed economici; fanno parte di essa infatti
innumerevoli soggetti e fenomeni talvolta opposti tra loro, dai piccoli produttori
locali alle grandi catene della distribuzione organizzata, dai lunghi trasporti ai negozi
di vicinato, dal fenomeno del caporalato alle nuovissime e meno nuove forme di
agricoltura, silvicoltura, allevamento ed itticoltura.
Sono possibili e disponibili numerosi tentativi di definire il sistema
agroalimentare: nel 1973, l’agronomo francese Malassis lo definisce come “l’insieme
2
delle attività che concorrono a svolgere la funzione alimentare di una data società” ,
oppure la Food and Agriculture Organization, a cui aderiscono i membri delle
Nazioni Unite, ha tra i suoi scopi primari il “garantire miglioramenti nell'efficienza
della produzione e distribuzione di tutti i prodotti alimentari e agricoli;” che pone
nella premessa della sua stessa Costituzione. “La FAO definisce i sistemi
Enciclopedia Treccani Online. “Agroalimentare, sistema – Enciclopedia”, 2024.
1
https://www.treccani.it/enciclopedia/sistema-agroalimentare_(Enciclopedia-Italiana)/.
B. Torquati,
2 La sostenibilità ambientale ed economica delle filiere biologiche: Un’analisi attraverso
Università di Perugia, Dipartimento di Scienze Agrarie,
le food miles e la catena del valore.
Alimentari e Ambientali, 2016, p. 7. 5
agroalimentari come l’insieme delle attività e gli attori interconnessi coinvolti nel
portare il cibo dal campo alla tavola. Questa ampia definizione comprende tutto,
dalla produzione e lavorazione agricola alla distribuzione, al consumo e alla gestione
dei rifiuti. Evidenzia inoltre il ruolo cruciale dei fattori economici, sociali e
3
ambientali nel plasmare il modo in cui il cibo arriva sui nostri piatti.” E ancora, vale
la pena menzionare anche il concetto di filiera agroalimentare come definito da
Saccomandi, secondo il quale “Per filiera agroalimentare si intende l’insieme degli
agenti economici, amministrativi e politici che, direttamente o indirettamente,
delimitano il percorso che un prodotto agricolo deve seguire per arrivare dallo stadio
iniziale di produzione a quello finale di utilizzazione, nonché il complesso delle
4
interazioni delle attività di tutti gli agenti che determinano questo percorso” .
Come si può notare dalle diverse definizioni, il sistema agroalimentare è un
concetto complesso e multiforme, che comprende una vasta gamma di attività, attori
e relazioni. La sua analisi richiede quindi un approccio marcatamente
multidisciplinare, che tenga conto degli aspetti in primo luogo giuridici, ma non
trascuri quelli economici, sociali ed ambientali.
Le definizioni fin qui riportate servono per mettere in luce il perimetro del
presente lavoro: quando si intenderà, di volta in volta, una porzione, un frammento
del Sistema Agro-Alimentare, si parlerà di filiera agroalimentare, intesa come unità
di analisi, per adottare il giusto approccio e la giusta specificità richiesta dal settore
coinvolto.
La catena del cibo coinvolge tutti e tre i settori dell’attività economica:
l’agricoltura con la produzione delle materie prime, l’industria attraverso la loro
trasformazione e la fornitura di macchine ed il terziario principalmente con la
distribuzione e la commercializzazione. I tre settori sono in relazione diretta o
indiretta attraverso una pluralità di attori economici che consentono al prodotto
agricolo di arrivare, dopo diverse fasi, al consumatore finale.
Il prodotto agricolo può giungere al consumatore in modo diretto, e in tal caso si
realizzerà una filiera “corta”, a differenza di quando invece il prodotto finale giunge
Food and Agriculture Organization, “Evaluating Agri-Food Systems”
3
https://www.fao.org/evaluation/highlights/agri-food-systems/en
Alfredo Cirianni, Roberto Fanfani, Roberto Gismondi,
4 Struttura produttiva e performance
Istat Working Papers,
in n. 4, 2021, p. 5
economica della filiera agroalimentare italiana, 6
al consumatore attraverso la gdo (d’ora in avanti, GDO), la trasformazione
industriale e/o la ristorazione. Quando si utilizza l’espressione prodotto agricolo, si
richiama la definizione indicata all’art. 2 comma 1 lettera l) del D. Lgs. 198/2021,
che ha dato attuazione alla Direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche
commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare nonché
dell’articolo 7 della l. 22 aprile 2021, n. 53, in materia di commercializzazione dei
prodotti agricoli e alimentari. La definizione di prodotti agricoli e alimentari indicata
recita come segue: “i prodotti elencati nell'allegato I del Trattato sul funzionamento
dell'Unione europea e i prodotti non elencati in tale allegato, ma trasformati per uso
alimentare a partire dai prodotti elencati in tale allegato.
Concretamente si nota che l’articolo 38 TFUE è il caposaldo della legislazione
agroalimentare a livello europeo, perché da questo discendono un numero
indefinibile di conseguenze. Questo articolo 38 rinvia all’allegato I, dove si entra
nello specifico elencando, in pratica, qualsiasi tipo di cibo o bene destinato in
qualche misura al consumo, umano e/o animale.
In riferimento ai passaggi che il cibo, i prodotti, compiono da quando vengono
creati a quando vengono consumati (o purtroppo smaltiti, se sprecati) si parla
appunto di lunghezza della filiera. Si pensi ad esempio ai prodotti freschi
dell’ortofrutta che vengono raccolti, organizzati e distribuiti. È subito chiaro che la
lunghezza varia anche molto in base alla tipologia di prodotto, e sarà quindi
necessaria un’analisi caso per caso della filiera, in relazione al prodotto considerato.
Nel sistema agroalimentare, si è detto, vi è una pluralità di soggetti e fattori che
ricoprono un ruolo attivo nel soddisfacimento dei bisogni e della domanda
alimentare, considerata genericamente, di un determinato paese. È proprio in questa
pluralità che si possono individuare determinati comportamenti commerciali che
necessitano un’accurata analisi, perché spesso non del tutto leciti, e anzi talvolta
puniti come reati.
Si veda ad esempio l’art. 603bis del codice penale, che reprime l’intermediazione
illecita e lo sfruttamento del lavoro, e viene spesso in rilievo in relazione al
fenomeno del caporalato, tristemente diffuso nel nostro paese.
7
Il motivo per il quale è stato introdotto tale articolo nel codice penale del nostro
paese risulta evidente alla luce dei dati che seguono. Il sistema agroalimentare
ricomprende infatti molteplici attività coinvolte da questo fenomeno, ma è chiaro che
5
il settore più coinvolto rimane quello agricolo: si rinvia qui all’Appendice A) .
Come si evince dai dati riportati dall’Istat, il settore agricolo è particolarmente
esposto ad abusi contrattuali che sovente sono indice di reati ben più gravi. Lo scopo
principale di questa ricerca sarà proprio quello di analizzare i comportamenti
commerciali dei soggetti coinvolti nel sistema agroalimentare, andando a mettere in
luce il confronto, da un lato, tra le cd. pratiche commerciali scorrette (come
pubblicità ingannevole e/o aggressiva, solo a titolo esemplificativo) e la ricerca di
dall’altro lato.
best practices
Come si evince, i tentativi di porre freno a questi fenomeni si rendono necessari
con intensità sempre crescente, perché queste condotte tendono a mettere in difficoltà
i soggetti più deboli della filiera, tra cui i piccoli produttori (o i loro collaboratori) e i
consumatori finali.
Dalle pratiche commerciali scorrette si ricava facilmente uno dei principali aspetti
che collega il diritto dei consumi e dei consumatori alla filiera agroalimentare: la
questione della asimmetria contrattuale. Partendo da questo approccio, si proverà a
mettere in evidenza tale questione, che rappresenta una delle criticità centrali della
filiera agroalimentare. Nondimeno, gli squilibri contrattuali non si verificano solo nei
confronti del consumatore finale, ma anzi affliggono il sistema agroalimentare a
diversissimi livelli, dalla produzione primaria alle cessioni tra rivenditori. Spesso
infatti i produttori agricoli, soprattutto quelli di piccole dimensioni, si trovano in una
posizione di svantaggio rispetto agli intermediari e alla grande distribuzione, che
possiedono una capacità negoziale significativamente superiore. Questo squilibrio di
potere può portare a condizioni economiche inique, come ritardi nei pagamenti,
modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali o pratiche aggressive che
danneggiano la competitività e la sostenibilità del sistema agricolo italiano. È
eclatante, in tal senso, il fenomeno commerciale delle aste a doppio ribasso, che
Openpolis, disponibile online:
5 Lo sfruttamento degli irregolari nei sistemi di caporalato,
https://www.openpolis.it/lo-sfruttamento-degli-irregolari-nei-sistemi-di-caporalato/ (ultimo accesso il
4 febbraio 2025). 8
verranno affrontate in seguito nella trattazione, a prova della gravità di determinate
condotte e delle relative conseguenze sull’intero sistema.
Da ogni problema però si possono trovare nuove soluzioni. È così infatti che negli
ultimi anni sono emerse nuove forme di organizzazione dei consumatori e dei
produttori, in grado di offrire un'alternativa concreta alle dinamiche tradizionali.
Un esempio significativo è rappresentato dall’iniziativa dell’Alveare che dice Sì,
una società-sistema di gruppi di acquisto organizzati che si basa sulla connessione
diretta tra produttori locali e consumatori, eliminando molti degli intermediari
presenti nella GDO. Questo modello promuove una filiera corta, in cui la relazione
diretta tra produttore e consumatore consente di garantire maggiore trasparenza,
prezzi equi e una distribuzione del valore più equa ed equilibrata.
Attraverso una piattaforma digitale, l’Alveare che dice Sì permette ai consumatori
di acquistare prodotti freschi e locali direttamente dai produttori, creando un contesto
in cui i piccoli agricoltori possono far valere le proprie condizioni e i consumatori
possono accedere a prodotti di alta qualità a prezzi competitivi. Questa forma di
cooperazione non solo riequilibra le relazioni di potere all'interno della filiera, ma
rappresenta anche un esempio di come l'organizzazione collettiva dei consumatori
possa fungere da motore di cambiamento per un sistema agroalimentare più equo e
sostenibile. Così rimettendo tutta la questione giuridica all’autonomia privata delle
parti, che provano in ogni modo a preservare il diritto-dovere di agire in buona fede e
con correttezza, perché la relazione contrattuale si basa su una fiducia umana,
consentita dal contatto diretto tra le parti.
Obiettivi della ricerca
La presente tesi si propone di esplorare le dinamiche della filiera agroalimentare
italiana, concentrandosi sulle problematiche legate alle pratiche commerciali
scorrette nei confronti dei consumatori e nei riguardi di piccole e
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